Perché la Cina non ha rivali economici

Drago Bosnic, FRN 29 agosto 2019

Trump pensava che il lancio del missile non fosse abbastanza per impressionare, voleva stupire nemici e amici. E ci è riuscito. Alla nave ammiraglia tecnologica nordamericana Apple è stato detto di fare i bagagli sotto forma di ultimatum. Si trasferirà da Shenzhen in California. Tuttavia, gli esperti dubitano che tale mossa solleverà la travagliata economia nordamericana. Molti ancora percepiscono la Cina come mercato del lavoro a basso costo, e questo poteva essere vero 20 anni fa. Ma oggigiorno l’economia cinese è molto diversa. L’enfasi culturale cinese (praticamente all’ossessione, e piuttosto utile) sull’istruzione inizia a dare i suoi frutti. La forza lavoro un tempo poco retribuita, abbastanza modesta e relativamente poco qualificata lascia il posto all’ascesa di una forza lavoro numerosa, a reddito dignitoso, sicura di sé e altamente qualificata. Un altro punto è la misura della produzione economica dei Paesi. Mentre il FMI dominato dall’occidente e la Banca mondiale insistono ancora sul PIL nominale, il PPP (per potere d’acquisto) fornisce un quadro più realistico della performance economica di un Paese.
PIL nominale in milioni di dollari statunitensi (secondo il FMI, 2018):
Stati Uniti – 20494050
Cina – 13407398
Giappone – 4971929
Ora il PIL molto più realistico (PPP) in milioni di dollari USA (secondo il FMI, 2018):
Cina – 25270066
Stati Uniti – 20494050
India – 10505288
Come è ovvio, la disparità è sconvolgente. Se cambiato da nominale a PPP, si vede l’economia cinese quasi raddoppiata. Il PIL (PPP) fornisce dati molto più realistici poiché il PIL nominale è misurato con una sola valuta: il dollaro USA. Il metodo tiene conto dei tassi di cambio tra dollaro e valute nazionali di altri Paesi. Tuttavia, il prezzo di un taglio di capelli a New Delhi è significativamente più basso che a New York. Lo stesso vale per la maggior parte degli altri servizi. Ecco perché il PIL nominale offre un quadro molto irrealistico. Sapendolo abbastanza bene, sarebbe un grosso problema per, diciamo, Apple se fosse costretta a trasferire la sua massiccia produzione dalla Cina agli Stati Uniti. L’enorme numero di specialisti cinesi altamente qualificati offre alla Cina enormi vantaggi, sia qualitativi che quantitativi, non solo rispetto agli Stati Uniti, ma praticamente a chiunque altro sul pianeta.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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