L’altro muro di Trump. “Il muro dei soldi”, verso la guerra valutaria globale

Jack Rasmus, AHTribune 26 agosto 2019

Trump si vanta del “muro di denaro” tra Stati Uniti ed estero, Europa, Asia, economie dei mercati emergenti, mentre l’economia globale scivola nella recessione lì più velocemente che negli Stati Uniti. Pensa che sia un’ottima notizia per l’economia nordamericana. Ma è esattamente il contrario. La guerra commerciale di Trump, provocando una guerra valutaria globale, la sua politica monetaria per costringere la FRD ad abbassare i tassi acuisce l’ascesa del muto di denaro negli Stati Uniti accelerando il declino dell’economia globale. Dietro l’ascesa del muro di moneta vi sono 17 trilioni di dollari in tassi di interesse negativi in Europa e Giappone che scacciano il denaro da quelle economie verso i buoni del tesoro statunitensi come “rifugio sicuro”, causando l’ascesa del dollaro sulle altre valute causando il crollo delle valute nel mondo a loro volta. Con la caduta di altre valute, la fuga di capitali dalle loro economie (Europa, America Latina, Asia) invia sempre più dollari negli Stati Uniti, spingendo il dollaro sempre più in alto, seguendo un circolo vizioso: il calo delle valute porta a una maggiore fuga di capitali e una maggiore domanda di dollari USA, aumentando il valore del dollaro e a un ulteriore declino delle altre valute, ecc. Gli investimenti collassano e la recessione si approfondisce al di fuori degli Stati Uniti. Le multinazionali statunitensi che operano all’estero vedono i profitti erodersi rapidamente in quelle economie, poiché le valute nei Paesi in cui operano collassano. Quindi si affrettano a convertire i loro peso, euro, rupie, ecc. in dollari il più rapidamente possibile rimpatriando i profitti offshore negli Stati Uniti. Il risultato: il dollaro USA aumenta ancora di più.
La guerra commerciale di Trump ha un effetto negativo simile a quello dei tassi negativi offshore, fuga di capitali e rimpatrio delle multinazionali: il rallentamento dell’economia globale di oggi (già in recessione manifatturiera ovunque, compresi gli Stati Uniti) è in gran parte guidato da contratti d’investimento commerciale a causa dell’incertezza dovuta alla guerra commerciale di Trump. Tale incertezza e il calo degli investimenti portano le banche centrali a ridurre i tassi d’interesse nel disperato sforzo di stimolare le economie, cosa che accade ora. Ma tassi d’interesse più bassi in Europa, nei mercati emergenti, ecc. hanno l’effetto negativo di deprimere ulteriormente il valore delle valute, portando a una fuga di capitali maggiore verso gli Stati Uniti, acquistando più titoli del Tesoro USA e sospingendo i dollari USA. In altre parole, la guerra commerciale di Trump accresce il Muro del Denaro ulteriormente. Ma il muro di denaro è un sintomo e rappresenta l’economia globale al di fuori degli Stati Uniti sprofondare sempre più nelle recessioni, declino economico globale che ora si riversa sull’economia nordamericana. Qual è la soluzione di Trump? Trump attacca la Federal Reserve per convincere Powell, il suo presidente, a ridurre i tassi, nella speranza di scoraggiare l’afflusso di capitali verso gli Stati Uniti (cioè il Muro) e rallentando così l’ascesa del dollaro. Ma la recessione globale e il “muro di denaro” ora hanno più che compensato qualsiasi riduzione dei tassi della FED sui dollari USA. Nel frattempo, la politica monetaria di Trump (tassi d’interesse più bassi) accelera ulteriormente l’afflusso di denaro costringendo le banche centrali delel altre economie ad abbassare ulteriormente i loro tassi.
Le politiche di Trump hanno anche scatenato una guerra valutaria globale, che s’intensifica prendendo di mira lo Yuan-Reminbi cinese. La Cina già risponde permettendo allo Yuan di svalutare lentamente per compensare i dazi di Trump sulle esportazioni cinesi. La svalutazione dello Yuan costringe le altre economie a svalutare ulteriormente le proprie valute, poiché le banche centrali abbassano ulteriormente i tassi di interesse in Europa e in Giappone, e ciò significa tassi negativi ancora più bassi e maggiore fuga di capitali verso i titoli del Tesoro USA e un dollaro ancora più alto. In breve, la guerra commerciale di Trump, provocando una guerra valutaria globale, la politica monetaria per costringere la Fed ad abbassare i tassi esacerbano l’ascesa del muro di denaro negli Stati Uniti e accelera il declino dell’economia globale. Trump non solo ha chiaramente perso il controllo dei negoziati commerciali con la Cina. Ha perso il controllo della politica monetaria degli Stati Uniti con la FED che ora rifiuta di seguirlo, ha perso il controllo sulla stabilizzazione del dollaro USA accelerando le forze che spingendo l’economia globale nella recessione. Ed è solo questione di tempo, poco tempo, prima che sia anche chiaro che ha perso anche il controllo dell’economia nordamericana.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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