Le follie israeliane sono terminali

Syria Truths 26 agosto 2019

“Non c’è dubbio che tali folli operazioni saranno le ultime del regime sionista”, affermava il Maggior-Generale Qasim Sulaymani, secondo un account twitter a lui attribuito. Apparentemente il Generale Soleimani si riferiva ai recenti attacchi israeliani contro Siria, Iraq e Libano che Tel Aviv sostiene mirassero su posizioni “iraniane”. Il 24 agosto notte, Israele lanciò raid aerei contro obiettivi vicino la capitale siriana Damasco. L’esercito israeliano affermava che i suoi attacchi avevano impedito un attacco ai territori occupati da Israele “usando droni assassini”. In una dichiarazione rilasciata pochi minuti dopo che l’esercito israeliano annunciò il suo attacco, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu salutava il “grande sforzo operativo” dell’esercito. L’Iran, tuttavia, smentì quali mere “bugie” l’affermazione secondo cui obiettivi “iraniani” furono colpiti dagli attacchi israeliani.Un alto funzionario iraniano smentiva come mere bugie le affermazioni del regime israeliano secondo cui i suoi raid aerei avevano colpito obiettivi iraniani in Siria. Il Segretario generale di Hezbollah Sayad Hasan Nasrallah aveva dichiarato che i missili israeliani presero di mira una delle strutture civili di Hezbollah alla periferia di Damasco in Siria, smentendo le accuse dei funzionari israeliani secondo cui i proiettili avevano colpito un sito iraniano. Nasrallah notava che due combattenti della resistenza libanese furono uccisi nell’attacco missilistico, sottolineando che “Hezbollah risponderà di conseguenza nel caso in cui i militari israeliani continuino a colpire e uccidere le forze della Resistenza”. Il leader di Hezbollah avvertiva anche Israele dal violare lo spazio aereo libanese, il giorno dopo che due droni israeliani si erano schiantati in un quartiere meridionale di Bayrut. Hezbollah riferiva che il primo drone era caduto in un edificio che ospitava l’ufficio stampa di Hezbollah nel sobborgo di Dahyah a Bayrut. Il secondo drone, che sembrava inviato da Israele alla ricerca del primo, si era schiantato in un complesso vuoto vicino dopo essere stato abbattuto, aggiungeva.
Si dice anche che Israele sia dietro un’ondata di raid aerei su posizioni di forze irachene filo-governative. Il vicepresidente iracheno Nuri al-Maliqi aveva appena avvertito su una “forte risposta” se si dimostrava che il regime israeliano era dietro degli attacchi aerei nel Paese contro le postazioni delle Unità di mobilitazione popolare governative (PMU). Maliqi, Segretario generale del Partito Dawa islamico, aveva dichiarato che se Israele continua a colpire l’Iraq, il Paese “diverrà un’arena di battaglia che trascinerà altri Paesi, tra cui l’Iran”. L’Iran spesso annunciava di non avere forze operative sul terreno in Siria e di aver offerto sostegno militare alla Siria solo su richiesta del governo di Damasco.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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