Le menzogne sulla storia dell’Unione Sovietica: da Hitler a Hearst, Conquest e Solzhenitsyn

Mario Sousa, Agitacion 16 maggio 1998

Abbiamo sentito tutti la storia di milioni di persone che, si dice, furono imprigionate e morirono nei campi di lavoro dell’Unione Sovietica e a causa della fame durante lo stalinismo. In questo mondo in cui viviamo, chi può evitare di ascoltare le terribili storie di presunte morti e omicidi nel Gulag dell’Unione Sovietica? Chi può evitare di ascoltare le storie di milioni di persone che, presumibilmente, morirono di fame e di milioni di oppositori politici giustiziati nell’Unione Sovietica durante l’era di Stalin? Nel mondo capitalista, tali storie si ripetono su libri, giornali, radio, televisione e film, e dati mitici su milioni di vittime del socialismo aumentavano a passi da gigante negli ultimi 50 anni. Ma da dove provengono davvero tali storie e cifre? Chi c’è dietro? E un’altra domanda: cosa c’è di vero in queste storie? E quali informazioni sono contenute negli archivi dell’Unione Sovietica, una volta segrete ma declassificate per la ricerca storiografica da Gorbaciov nel 1989? Gli autori dei miti hanno sempre affermato che tutte le loro storie sui milioni di morti nell’Unione Sovietica di Stalin sarebbero state confermate il giorno in cui gli archivi venivano alla luce. È ciò è successo? I documenti hanno confermato tali storie? Il seguente articolo mostra l’origine di tali storie su milioni di morti dovute a fame e internamento nei campi di lavoro dell’Unione Sovietica di Stalin, e chi c’è dietro tali storie. Questo autore, dopo aver studiato i rapporti dell’indagine condotta sulla base degli archivi dell’Unione Sovietica, è in grado di fornire informazioni con dati concreti sul numero autentico di prigionieri, sugli anni di carcere e il numero reale dei morti e dei condannati a morte nell’Unione Sovietica di Stalin. La verità è molto diversa dal mito. L’autore Mario Sousa è membro del Partito comunista svedese, il KPML (r). L’articolo è stato pubblicato sul giornale del Partito Comunista Proletario nell’aprile 1998.
C’è una connessione storica diretta che parte da Hitler e continua con Hearst, Conquest e Solzhenitsyn. Nel 1933 si verificarono in Germania una serie di scontri politici che avrebbero lasciato il segno nella storia mondiale nei decenni successivi. Il 30 gennaio Hitler divenne Primo ministro e una nuova forma di governo, basata su violenza e mancanza di rispetto per le leggi, iniziò a prendere forma. Per consolidare l’assalto al potere, i nazisti indissero nuove elezioni il 5 marzo usando tutti i mezzi di propaganda necessari per garantirsi la vittoria. Una settimana prima delle elezioni, il 27 febbraio, i nazisti incendiarono il parlamento accusandone i comunisti. Alle elezioni i nazisti ottennero 17,3 milioni di voti e 288 deputati, circa il 48% dell’elettorato (a novembre avevano ottenuto 11,7 milioni di voti e 196 deputati). Una volta bandito il Partito Comunista, i nazisti iniziarono a perseguitare i socialdemocratici e i sindacati, e i primi campi di concentramento iniziarono a riempirsi di uomini e donne di sinistra. Nel frattempo, il potere di Hitler in parlamento continuò a crescere con l’aiuto delle forze di destra. Il 24 marzo Hitler fece approvare al parlamento una legge che gli conferiva potere assoluto di governo del Paese per 4 anni senza consultare la camera. Successivamente iniziò la persecuzione aperta degli ebrei, che iniziarono a essere internati nei campi di concentramento, dove erano già internati comunisti e socialdemocratici di sinistra. Hitler proseguì il tentativo di monopolizzare il potere assoluto, respingendo gli accordi internazionali del 1918 che imposero restrizioni su fabbricazione di armi e militarizzazione della Germania. Il riarmo della Germania avvenne a grande velocità. Questa era la situazione politica internazionale, quando iniziarono ad apparire i miti sui morti nell’Unione Sovietica.

L’Ucraina come territorio tedesco
Accanto a Hitler al comando tedesco c’era Goebbels, ministro della Propaganda, responsabile d’instillare il sogno nazista nel popolo tedesco. Era il sogno di un popolo di razza pura che avrebbe vissuto nella Grande Germania, Paese con un ampio lebensraum, un grande “spazio vitale”. Una parte di tale lebensraum, territorio a est della Germania, in effetti era molto più grande della Germania stessa, doveva ancora essere conquistato e annesso nella nazione tedesca. Nel 1925, nel suo libro Mein Kampf, Hitler aveva già sottolineato che l’Ucraina era parte essenziale dello “spazio di vita tedesco”. L’Ucraina e altre regioni dell’Europa orientale dovevano appartenere alla nazione tedesca per essere utilizzate in modo “appropriato”. Secondo la propaganda nazista, la spada nazista avrebbe liberato questo grande territorio lasciando spazio libero alla razza tedesca. Con la tecnologia e l’iniziativa tedesche, l’Ucraina sarebbe stata trasformata in una regione che avrebbe prodotto cereali per la Germania. Ma prima i tedeschi dovevano liberare l’Ucraina dalla sua popolazione di “esseri inferiori” che, secondo la propaganda nazista, sarebbero stati messi al lavoro come schiavi nelle case, nelle fabbriche e nei campi tedeschi, laddove erano necessari per l’economia tedesca. La conquista dell’Ucraina e di altre aree dell’Unione Sovietica richiedeva la guerra contro l’Unione Sovietica, e questa guerra andava preparata con largo anticipo. Con tale obiettivo il Ministero della Propaganda nazista, guidato da Goebbels, iniziò una campagna di menzogne sul presunto genocidio commesso dai bolscevichi in Ucraina, un terribile periodo di fame che sarebbe stato deliberatamente provocato da Stalin per costringere i contadini ad accettare la politica socialista. L’obiettivo della campagna nazista era preparare l’opinione pubblica mondiale alla “liberazione” dell’Ucraina da parte delle truppe tedesche. Nonostante gli enormi sforzi e certi testi di propaganda tedeschi pubblicati sulla stampa inglese, la campagna nazista sul presunto “genocidio” dell’Ucraina non ebbe molto successo. Era chiaro che Hitler e Goebbels avevano bisogno di aiuto per diffondere le loro diffamazione sull’Unione Sovietica. E quell’aiuto venne dagli Stati Uniti.

William Hearst, l’amico di Hitler
William Randolph Hearst era un miliardario che aiutò i nazisti nella loro guerra psicologica contro l’Unione Sovietica. Hearst era un famoso magnate della stampa nordamericana, noto per essere il “padre” della cosiddetta “stampa gialla”, cioè i tabloid. William Hearst iniziò la carriera come montatore nel 1885, quando suo padre, George Hearst, milionario dell’industria mineraria, senatore e anche magnate della stampa, l’incaricò del Daily Francisco Examiner. Questo fu l’inizio dell’impero mediatico di Hearst, un impero che influenzò notevolmente la vita e il pensiero degli statunitensi. Dopo la morte di suo padre, William Hearst vendette tutte le quote dell’industria mineraria che aveva ereditato e iniziò ad investire nel giornalismo. Il suo primo acquisto fu il New York Morning Journal, un giornale tradizionale che Hearst trasformò in uno foglio sensazionalista. Comprava storie ad ogni costo e, quando non c’erano atrocità o crimini da riferire, chiedeva ai suoi giornalisti e fotografi di “sistemarli” ogni caso. Questo è ciò che in effetti caratterizza la stampa gialla: bugie e “atrocità” inventate, spacciare come vere. Tali bugie di Hearst ne fecero milionario e un personaggio molto importante nel mondo giornalistico. Nel 1935 fu uno degli uomini più ricchi del mondo, con una fortuna stimata in 200 milioni di dollari USA. Dopo l’acquisizione del Morning Journal, Hearst continuò ad acquistare e creare giornali e settimanali in tutti gli Stati Uniti. Negli anni ’40, William Hearst possedeva 25 giornali, 24 settimanali, 12 stazioni radio, 2 agenzie di stampa internazionali, un’azienda pubblicitaria cinematografica, la società cinematografica Cosmopolitan e molte altre attività. Nel 1948 acquistò una delle prime emittenti televisive degli Stati Uniti, la BWAL, la TV di Baltimora. I giornali Hearst vendevano 13 milioni di copie al giorno e contavano circa 40 milioni di lettori. Quasi un terzo della popolazione adulta degli Stati Uniti leggeva i giornali di Hearst ogni giorno. Inoltre, milioni di persone nel mondo ricevevano informazioni dalla stampa Hearst attraverso le sue agenzie di stampa, i suoi film e una serie di giornali tradotti e pubblicati in grandi quantità nel mondo. Tali cifre mostrano come l’Impero Hearst potesse influenzare la politica nordamericana e persino mondiale per molti anni su questioni che includevano l’opposizione a che gli Stati Uniti entrassero nella Seconda Guerra Mondiale al fianco dell’Unione e la caccia alle streghe anticomuniste del senatore McCarthy negli anni ’50. La posizione di William Hearst era ultra conservatrice, nazionalista e anticomunista. La sua politica era d’estrema destra. Nel 1934 viaggiò in Germania, dove fu ricevuto da Hitler come ospite e amico. Dopo questo viaggio, i giornali di Hearst divennero ancora più reazionari, sempre con articoli contro il socialismo, l’Unione Sovietica e specialmente Stalin. Hearst cercò di usare i suoi giornali per servire apertamente la propaganda nazista, pubblicando una serie di articoli scritti da Goering, il braccio destro di Hitler. Le proteste di numerosi lettori, tuttavia, lo costrinsero a smettere di pubblicare tali articoli e a ritirarli dalla circolazione. Dopo la visita a Hitler, i giornali sensazionalisti di Hearst erano pieni di “rivelazioni” sui terribili eventi nell’Unione Sovietica: omicidi, genocidio, schiavitù, lusso per i capi e fame per il popolo, queste erano le grandi notizie che pubblicava quasi ogni giorno. Il materiale fu fornito a Hearst dalla Gestapo, la polizia politica della Germania nazista. Vignette e foto false dell’Unione Sovietica apparivano spesso sulle prime pagine dei suoi giornali, con Stalin ritratto come un assassino col pugnale in mano. Non dobbiamo dimenticare che tali articoli erano letti ogni giorno da 40 milioni di persone negli Stati Uniti e da diversi milioni nel mondo!

Il mito della carestia in Ucraina
Una delle prime campagne stampa di Hearst contro l’Unione Sovietica spacciò la cifra di milioni di morti a causa della fame in Ucraina. Tale campagna iniziò il 18 febbraio 1935 con un titolo in prima pagina presso il Chicago American: “6 milioni di persone uccise dalla fame nell’Unione Sovietica”. Usando il materiale fornito dalla Germania nazista, William Hearst, magnate della stampa simpatizzante nazista, iniziò a pubblicare storie inventate sul genocidio che, presumibilmente, era stato deliberatamente commesso dai bolscevichi causando milioni di morti per fame in Ucraina La verità era completamente diversa. In effetti, ciò che accadde in Unione Sovietica all’inizio degli anni ’30 fu una grande lotta di classe in cui i contadini poveri e senza terra insorsero contro i ricchi proprietari terrieri, i kulak, e iniziarono la lotta per la collettivizzazione, per creare i Kolkhoz. Questa grande lotta di classe, che coinvolse direttamente o indirettamente circa 120 milioni di contadini, portò certamente ad instabilità della produzione agricola e a carenza di cibo in alcune regioni. La mancanza di cibo infatti indebolito la gente, portando a un aumento delle vittime di epidemie. Tali malattie erano, al tempo, purtroppo comuni nel mondo. Tra il 1918 e il 1920, l’epidemia d’influenza spagnola causò la morte di 20 milioni di persone negli Stati Uniti e in Europa, ma nessuno accusò i governi di questi Paesi di aver ucciso i propri cittadini. La verità è che non c’era nulla che il governo sovietico, o qualsiasi altro governo, potesse fare con simili epidemie. Fu solo lo sviluppo della penicillina durante la Seconda guerra mondiale che rese possibile contenere tali epidemie. La penicillina non fu generalmente resa disponibile fino alla fine degli anni ’40. Gli articoli della stampa di Hearst che parlavano di milioni di morti a causa della fame in Ucraina, carestia presumibilmente provocata deliberatamente dai comunisti, si addentravano in dettagli raccapriccianti. La stampa di Hearst usò tutti i mezzi possibili per far sembrare vere le sue bugie e indusse l’opinione pubblica dei Paesi capitalisti a aggredite l’Unione Sovietica. Questa era l’origine del primo gigantesco mito fabbricato, secondo cui milioni di persone morirono di fame nell’Unione Sovietica. Nell’ondata di proteste scatenate dalla stampa occidentale sulla fame presumibilmente causata dai comunisti, nessuno era interessato alle smentite ufficiali dell’Unione Sovietica o a smascherare le bugie della stampa Hearst, una situazione che avrebbe prevalso dal 1934 al 1987! Per più di 50 anni diverse generazioni nel mondo furono allevate con tale dieta di calunnie, il cui obiettivo era promuovere una visione molto negativa del socialismo nell’Unione Sovietica.

L’impero dei media di Hearst nel 1998
William Hearst morì nel 1951 nella sua casa di Beverley Hills, in California. Hearst lasciò un impero mediatico che continuava a diffondere il suo messaggio reazionario nel mondo. La Hearst Corporation era una delle più grandi aziende al mondo che comprendeva oltre 100 aziende e dava lavoro a 15000 persone. L’impero di Hearst attualmente comprende giornali, riviste, libri, stazioni radio, TV, televisione via cavo, agenzie di stampa e multimediali. 52 anni perché la verità venga alla luce. La disinformazione nazista sull’Ucraina non scomparve con la sconfitta della Germania nazista nella Seconda guerra mondiale. La menzogna nazista fu ripresa da CIA e MI5, e cui fu sempre garantito un primo posto nella guerra di propaganda contro l’Unione Sovietica. Anche la caccia alle streghe anticomuniste di McCarthy dopo la Seconda guerra mondiale prosperò sulla base delle storie sui milioni di persone uccise dalla fame in Ucraina. Nel 1953 un libro su tale argomento fu pubblicato negli Stati Uniti. era intitolato Black Deeds of the Kremlin. La sua pubblicazione fu finanziata da esiliati ucraini negli Stati Uniti, individui che avevano collaborato coi nazisti nella Seconda guerra mondiale e ai quali il governo nordamericano concesse asilo politico, presentandoli al mondo come “democratici”. Quando Reagan fu eletto presidente degli Stati Uniti e iniziò la sua crociata anticomunista degli anni ’80, la propaganda sui milioni di morti in Ucraina fu riattivata. Nel 1984 un professore di Harvard pubblicò il libro Human Life in Russia, che ripeteva tutte le falsità prodotte dalla stampa Hearst nel 1934. Nel 1984, quindi, si scoprì che furono riprese ed esaltate le menzogne e le contraffazioni naziste degli anni ’30, ma questa volta sotto il “rispettabile” mantello di un’università statunitense. Ma questa non fu la fine della storia. Nel 1986 un altro libro sull’argomento, intitolato The Harvest of Sorrow, fu scritto da un ex-membro dei servizi segreti inglesi, Robert Conquest, all’epoca professore alla Stanford University in California. Per il suo “lavoro” Conquest ricevette 80000 dollari dalla National Association of Ukraine (UNA), la stessa organizzazione che finanziò un film realizzato nel 1986 intitolato Harvest of Despair in cui, tra le altre cose, fu utilizzato il libro di Conquest. In quel momento, negli Stati Uniti, il numero di persone uccise dalla fame in Ucraina era salito a 15 milioni! Tuttavia, la cifra dei morti per fame in Ucraina secondo la stampa di Hearst, ripetuta da libri e film, era completamente falsa. Il giornalista canadese Douglas Tottle espose meticolosamente le falsità nel suo libro Frode, carestia e fascismo: il mito del genocidio ucraino da Hitler ad Harvard [Fraud, famine and fascism – the Ukrainian genocide myth from Hitler to Harvard], pubblicato a Toronto nel 1987. Tra altre cose, Tottle mostrò che il materiale fotografico usato, le orribili fotografie di bambini affamati, estratti da pubblicazioni del 1922, in un momento in cui milioni di persone morivano di fame a causa delle terribili condizioni della guerra, dato che otto eserciti stranieri avevano invaso l’Unione Sovietica durante la guerra civile del 1918-1921. Douglas Tottle fornì un resoconto dei fatti sul rapporto sulla carestia del 1934 ed espose le varie bugie pubblicate sulla stampa di Hearst. Un giornalista che aveva da tempo inviato rapporti e fotografie delle presunte aree della carestia era Thomas Walker, che non mise mai veramente piede in Ucraina e rimase a Mosca solo per cinque giorni. Questo fatto fu rivelato dal giornalista Louis Fisher, corrispondente di Mosca per The Nation, quotidiano nordamericano. Fisher rivelò che il giornalista M. Parrott, il vero corrispondente di Hearst a Mosca, aveva inviato rapporti che non furono mai pubblicati sull’eccellente raccolto realizzato dall’Unione Sovietica nel 1933 e sui progressi dell’Ucraina. Tottle dimostrò anche che il giornalista che scrisse i rapporti sulla presunta carestia ucraina, “Thomas Walker”, in realtà si chiamava Robert Green ed era un latitante fuggito da una prigione del Colorado! Tale Walker, o Green, fu arrestato quando tornò negli Stati Uniti e quando comparve in tribunale ammise di non aver mai messo piede in Ucraina. La menzogna sui milioni di morti dovute alla fame in Ucraina negli anni ’30, in una carestia presumibilmente causata da Stalin, poté essere smascherata solo nel 1987! Il nazista Hearst, la spia Conquest e molti altri avevano ingannato milioni di persone con bugie e falsità. Ancora oggi le storie del nazista Hearst sono ripetute da innumerevoli libri di recente pubblicazione, scritti da autori pagati dalla destra. La stampa di Hearst, dalla posizione monopolistica in molti stati degli Stati Uniti e con agenzie di stampa in tutto il mondo, era il grande megafono della Gestapo. In un mondo dominato dal capitale monopolistico, fu possibile per la stampa di Hearst trasformare le bugie della Gestapo in “verità” trasmesse da dozzine di giornali, stazioni radio e canali televisivi nel mondo. Quando la Gestapo scomparve, tale sporca guerra di propaganda contro il socialismo nell’Unione Sovietica continuò invariabilmente, anche se con la CIA come nuovo datore di lavoro. Le campagne anticomuniste della stampa nordamericana non diminuirono di una virgola. L’attività continuò come al solito, prima sotto il controllo della Gestapo e poi della CIA. (Nota: la CIA, come è emerso, aveva come informatori principali ex-agenti delle SS sotto gli ordini di Reinhard Gehlen; vedi Stalin e Ezhov, una visione extra-paradigmatica, di Philip E. Panaggio).

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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3 commenti su “Le menzogne sulla storia dell’Unione Sovietica: da Hitler a Hearst, Conquest e Solzhenitsyn

  1. yakoviev il said:

    Patricia Hearst, prima rapita per denaro e poi arruolata dall'”Esercito di Linerazione Simbionese”, una vicenda oscura della cronaca USA e mondiale negli anni ’70, era ereditiera di questa famiglia.

  2. Francesco caiaffa il said:

    Come sempre sto maledetti capitalisti senza anima che vorrebbero ridurre la storia ad 1 mero monoteismo del mercato con produzione crescita ed accumulo illimitato per loro, cercano di screditare tutto ciò che è altro,diverso da loro….ormai il pensiero unico sta giustificando questo liberismo selvaggio dove il mondo diventa un piano liscio ed oliato per far scorrere merci e persone mercificate senza barriere e vorrebbero veder gli stati nazionali e le democrazie annientatw proprio per questo motivo …la rivoluzione dottobre con tutti i suoi errori è stata 1 esperienza di altissimo valore storico sociale politico ed economico..sarebbe opportuno da qui ripartire..al netto degli errori che certamente ha commesso il socialismo..bisogna partire dal pensiero di hegel e marx per sperare in una rivoluzione questa volta si liberatoria da tutti i mali del capitalismo e credere in un futuro migliore e nel sole dell’avvenire rispetto ad un mondo che sempre più è indirizzato lungo un percorso nichilista la cui unica meta è un baratro infernale senza ritorno se non ci fosse stata l’unione sovietica,non avremmo mai avuto tutti quei decenni di pace come è stato….grazie

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