Il Venezuela cerca supporto nella Corea democratica

Military Watch, 23 agosto 2019

Il deterioramento delle relazioni del Venezuela col mondo occidentale, l’imposizione di severe sanzioni economiche occidentali e richieste aperte di cambio di regime da Stati Uniti e molti loro alleati portavano Caracas a rafforzare i legami cono numerosi avversari degli occidentali dal 2017. I legami del Paese con Russia e Cina, in particolare, sono state molto prolifiche, la prima ha fornito la sicurezza e inviato brevemente bombardieri nucleari nel Paese, mentre la seconda ha fornito considerevoli quantità di aiuti e assistenza economica. Un partenariato più discreto e meno evidente è quello tra Venezuela e Corea democratica, che ha radici nella lunga storia dello Stato dell’Asia orientale nel sostenere movimenti socialisti o antimperialisti in America Latina. Nel dicembre 2018 il Presidente del Presidium della Corea democratica e il Capo dello Stato Kim Yong Nam fece una visita di Stato a Caracas, fu ampiamente ipotizzata che la cooperazione su difesa e economia fosse discussa. La Corea democratica aprì l’ambasciata a Caracas quattro anni prima. Sebbene entrambi gli Stati aderiscano all’ideologia socialista, l’adozione in ciascuno di essa è stata molto diversa, un esempio chiave è che la grande maggioranza dell’economia della Corea democratica è gestita dallo stato, dove in Venezuela le imprese private continuano a dominare. Mentre il Partito dei lavoratori coreano è il più antico partito al potere al mondo, celebrando 70 anni al potere nel 2018, la stabilità politica ed economica del Venezuela era alquanto tenue. Nonostante le loro notevoli differenze, è probabile che la minaccia comune affrontata dai due Paesi faciliti l’accrescersi senza precedenti della cooperazione interstatale. In particolare l’economia fortemente orientata del Venezuela, basata quasi esclusivamente sulle esportazioni di petrolio, potrebbe potenzialmente beneficiare dell’assistenza coreana nell’industrializzazione e produzione, mentre la Corea democratica potrebbe beneficiare dell’accesso ai combustibili fossili venezuelani.
Promuovendo la tendenza a una maggiore cooperazione, il 21 agosto 2019 il Venezuela apriva la sua prima ambasciata a Pyongyang, a cui partecipavano i Viceministri degli Esteri di entrambi gli Stati. Il Viceministro degli Esteri venezuelano Ruben Dario Molina dichiarava all’evento: “il popolo e i leader del Venezuela e della Corea democratica sono bersaglio di attacchi e minacce dall’imperialismo nordamericano, che cerca di piegarci a causa della nostra implacabile ideologia e dal desiderio di realizzare progressi economici e sociali. Pertanto, parliamo agli USA e ai loro alleati: non potrete fermarci e non potrete mai toglierci il nostro futuro luminoso”. L’omologo coreano Pak Myung Guk dichiarava: “il governo della RPDC è costantemente desideroso d’espandere e sviluppare il rapporto di amicizia e cooperazione col Venezuela, forgiati dalla lotta generale antimperialista per l’indipendenza e il socialismo”. Inoltre notava che il suo Paese “continuerà a fornire assistenza e supporto completi al governo e al popolo venezuelano nei loro sforzi per proteggere il loro Stato”. Come la Siria, che ha anche ricevuto una considerevole assistenza coreana negli ultimi anni, e secondo quanto riferito guarda a Pyongyang come potenziale modello per lo sviluppo postbellico, il Venezuela potrebbe cercare di guardare ai sistemi economici e politici coreani per correggere carenze significative, che lasciavano la sua economia e il suo governo particolarmente vulnerabili negli ultimi anni. La misura in cui i sistemi dello Stato dell’Asia orientale saranno applicabili allo Stato latinoamericano rimane incerta.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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