Gli incubi di Nixon diventano realtà mentre Russia e Cina si avvicinano

Jean Perier, New Eastern Outlook 20.08.2019

Negli ultimi anni, gli Stati Uniti si sono spinti oltre nel tentativo di dimostrare la propria abilità militare al resto del mondo, costringendo così numerosi attori internazionali a rinunciare ai propri interessi nazionali e sottomettersi alla volontà nordamericana col continuo rumor di sciabole. La dimostrazione di Washington della disponibilità a schierare ancora più truppe nordamericane in Iraq, Siria, Afghanistan e molti altri Paesi del mondo per promuovere le sue politiche e supportare i suoi Stati satellite, non ha solo portato a una massiccia risposta, ma anche suscitava il desiderio creare un contrappeso all’attuale egemonia nordamericana, condivisa da molti Stati sovrani nel mondo. Oggi, Washington in genere descrive Cina e Russia come suoi principali concorrenti geopolitici e avvia operazioni nella regione Asia-Pacifico e nell’Europa orientale, violando la sovranità territoriale di Cina e Russia e minacciano la sicurezza regionale. Questo spiega praticamente come le relazioni militari tra Pechino e Mosca abbiano raggiunto il massimo storico e continuino a svilupparsi, secondo gli esperti che dimostrano la determinazione dei due Paesi a salvaguardare pace e stabilità regionali e internazionali. Nel 2017, i due Paesi svolsero la loro prima esercitazione navale congiunto nel Mar Baltico, seguito dalle forze cinesi che parteciparono alla più grande esercitazione militare sul suolo russo degli ultimi quattro decenni, tenutasi l’anno successivo. Quindi, per la prima volta le forze aeree dell’Esercito di liberazione popolare cinese e le forze aerospaziali russe condussero congiuntamente un pattugliamento aereo a lungo raggio con due bombardieri a lungo raggio Xian H-6K cinesi e due Tupolev Tu-95MS nella regione indo-pacifica. Fu notato che l’impatto del volo dei quattro bombardieri nucleari sulla stabilità strategica regionale nell’Asia orientale non va sottovalutato. La portata di questa cooperazione è diversa da qualsiasi cosa la maggior parte degli altri attori internazionali abbia mostrato finora, poiché c’è un’origine storica ed urgenza geopolitica che i pianificatori militari di questi due Stati chiaramente considerano.
Secondo la valutazione dell’ex-direttore della National Intelligence degli Stati Uniti, Dan Coats, i due super-giganti eurasiatici sono vicini quanto lo furono negli anni ’50. Dal Venezuela alla Siria alla Serbia, collaborano contrastando l’avanzata del militarismo occidentale. Inoltre collaborano sempre di più nell’Africa subsahariana. A fine luglio, l’Ufficio Informazioni del Consiglio di Stato pubblicava il primo white paper completo sulla difesa, intitolato “La difesa nazionale cinese nella nuova era”, che trattava le politiche della difesa adottate da Pechino dal 18° Congresso Nazionale del Partito Comunista della Cina. Il libro bianco classifica la Russia come principale alleato della RPC, cogli Stati Uniti al secondo posto nella lista solo per essere seguiti dai vicini della Cina e dai Paesi europei. E c’è un’ottima spiegazione per questo stato di cose, poiché la Russia, a differenza degli Stati Uniti, non rappresenta una minaccia per la stabilità regionale in ogni angolo del mondo, poiché promuove la cooperazione sulle alleanze e il dialogo sullo scontro. Al recente vertice BRICS in Brasile, il Ministro degli Esteri cinese Wang Yi annunciava alla presenza dell’omologo russo Sergej Lavrov, che Pechino è pienamente impegnata a proteggere gli interessi nazionali dei due Stati mano assieme alla Russia, oltre a mantenere pace e stabilità sulla scena internazionale. L’alto diplomatico cinese pose un’enfasi particolare sull’idea che, sullo sfondo delle crescenti tensioni e instabilità globali, i legami bilaterali tra Mosca e Pechino costituiscano un importante fattore positivo. Chi seguiva gli eventi internazionali da tempo è pienamente consapevole che il padrino della politica estera degli Stati Uniti, Henry Kissinger a un certo punto insistette sul fatto che Washington dovesse ricostruire i legami diplomatici con la Repubblica popolare cinese e sospendere la corsa militare coll’URSS poiché, a suo avviso, era di fondamentale importanza che Washington fosse su una base migliore con ciascuno di questi attori di quanto non lo fossero a vicenda. Tuttavia, oggi l’idea è stata rigettata.
Ciò che Obama e Trump hanno sostanzialmente ottenuto fu l’inversione dei progressi compiuti dall’amministrazione Nixon negli anni ’70. Nel tentativo di migliorare la posizione geopolitica del suo Paese, Richard Nixon trovò modo di cercare un riavvicinamento con Mao Zedong, un politico che molti storici paragonano a Josif Stalin, lasciando così isolata l’URSS. Oggi, Mosca è a un passo dal ripetere il successo di Richard Nixon ricostruendo i legami con la Cina a un ritmo record, lasciando gli Stati Uniti isolati. Pertanto, non sorprende che gli analisti nordamericani osservino con ansia il riavvicinamento russo-cinese, notava Stern. All’inizio dell’anno, le agenzie d’intelligence statunitensi avvertirono Donald Trump sull’alleanza emergente tra le due superpotenze. Cina e Russia sono davvero più vicine che negli anni ’50, dice Bloomberg citando una fonte della comunità dell’intelligence statunitense, sostenendo che queste potenza costruiranno legami bilaterali ancora più forti contrastando le politiche unilaterali di Washington.

Jean Périer è ricercatore e analista indipendente e noto esperto del Vicino e Medio Oriente, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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2 commenti su “Gli incubi di Nixon diventano realtà mentre Russia e Cina si avvicinano

  1. aurorasito il said:

    Sì, mille una donna… Finiamola. Non ho tempo per correre dietro alla propaganda di chi ha perso in Libia, Iraq, Siria, Venezuela, Yemen, Brasile, Argentina, ecc. ecc. (Guerra commerciale scatenata e inconcludente compresa). Si ci deve attaccare a questa immondizia, non a caso grandemente ignorata dai media atlantisti che fino agli ospedali pediatrici di Aleppo e a Skrypal, ululava alla kattiveria russo-cino-iranian-ecc. Ora tacciono, avendo raccolto fin troppe figure di melma.

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