Cina e Corea democratica rafforzano i legami militari

RT, 19 agosto 2019

Cina e Corea democratica promuoveranno la cooperazione militare e collaboreranno per garantire la sicurezza nell’Asia-Pacifico, affermava un alto comandante cinese. Pechino e Pyongyang considerano le attività statunitensi nella regione come una minaccia. Giorni dopo che la Corea democratica dava notizia di nuovi test missilistici, una delegazione di Pyongyang incontrava funzionari cinesi a Pechino. Era diretta da un alto ufficiale, Kim Su-Gil, direttore dell’Ufficio politico generale dell’Esercito popolare coreano. Citato dai media dopo l’incontro, il generale cinese che aveva parlato con Kim segnalava che i legami militari tra Cina e Corea democratica cercano solo di rafforzarsi ulteriormente. “L’Esercito popolare di liberazione cinese è pronto a lavorare con la Corea democratica per attuare l’importante consenso raggiunto dai leader delle nostre nazioni”, dichiarava il Generale Zhang Youxia, Vicepresidente della Commissione militare centrale cinese, adottando un tono ufficiale, e anche assicurava che Pechino è “pronta a contribuire a pace e stabilità nella regione insieme” a Pyongyang. Kim rispose dicendo che la Corea democratica è ansiosa di espandere i legami militari e scambiare esperienze col grande vicino. A giugno, Xi Jinping fu il primo leader cinese a visitare la Corea democratica in 14 anni. I colloqui con Kim Jong-un diedero nuovo impulso alle relazioni tra gli storici alleati, complicatesi negli ultimi anni a causa dei continui test nucleari di Pyongyang.
Pechino e Pyongyang, vincolati da un trattato del 1961 che li impegna ad aiutarsi in caso di attacco, condividono comuni rivali geopolitici come Giappone e Corea del Sud. In particolare, entrambi sono preoccupate dalle attività statunitensi nella regione. La Corea democratica ricordava a Seoul e Washington che non tollererà esercitazioni militari congiunte, che continuano nonostante il presidente degli Stati Uniti Donald Trump spesso dia una nota ottimistica ai colloqui di denuclearizzazione della penisola coreana. Dichiarava che non saranno più possibili discorsi a meno che le esercitazioni non finiscano, indicando il presidente sudcoreano Moon Jae-in come “uomo senza vergogna” che “menziona” colloqui “tra Nord e Sud mentre si svolgono scenari bellici che prevedono di distruggere la maggior parte dei nostri eserciti in 90 giorni”.
La Cina è regolarmente infastidita dagli Stati Uniti che inviano navi da guerra ed aerei nel Mar Cinese Meridionale, dove Pechino ha rivendicazioni territoriali, definendo tali schieramenti una violazione della propria sovranità. L’elenco delle questioni controverse comprende anche la vendita di armi nordamericane all’isola autonoma di Taiwan e il supporto verbale di Washington ai manifestanti antigovernativi di Hong Kong. All’inizio del mese, il segretario di Stato nordamericano Mike Pompeo accusava Pechino di “tentativi di ridisegnare il Pacifico a sua immagine autoritaria”, a cui la Cina rispose che i tentativi di Pompeo di “imbrattare” il governo e “seminare discordia” nella regione sono destinati fallire.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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