Gli stretti legami tra i jihadisti in Siria e i governi occidentali

Sonja van den Ende, One World, 16 agosto 2019

Molti jihadisti dopo il rilascio dalla prigione si trasferirono in Europa per diventare agenti dei governi occidentali e dei loro servizi d’intelligence come MI5, CIA, AIVD, Mossad. Abu Qatadah al-Homsi fu deportato dal governo britannico. Il Regno Unito affermò che fu deportato in Giordania. Non in Giordania ma ad Idlib era la sua residenza. Fu eliminato dall’Esercito arabo siriano il 12 agosto nella città di al-Habit. Era un capo jihadista. Abu Qatadah si vantava coll’MI5 di poter impedire gli attacchi terroristici e si offrì di denunciare pericolosi estremisti, mentre da sempre aveva un rifugio per la sua organizzazione terroristica nella Gran Bretagna. Quindi forse fu inviato per uno scopo speciale in Giordania, per infiltrarsi nel gruppo terroristico al-Faqyl. Alla fine guidato da lui, Abu Qatada al-Homsi, tale gruppo confermò l’alleanza col capo di al-Qaeia Ayman al-Zawahiri. Era un “grosso” pesce, negli anni del conflitto siriano. Molti jihadisti detenuti nel campo Bucca o nella baia di Quantanamo, dopo il rilascio, furono reinsediati in Europa perché erano agenti dei governi occidentali e dei loro servizi d’intelligence, come MI5, CIA, Mossad e agenzie europee come l’AIVD (olandese). Ci fu il caso del dottor Shahul Islam, medico inglese, che mostrato nei siti olandesi e di altri Paesi europei proclamare il presunto attacco chimico nel 2017 da parte di Siria e Russia a Qn Shayqun (Idlib). Questo dr. Shahul e suo fratello, si scoprirono membri di al-Qaida e uccisero il giornalista James Foley. Shahul rapì il giornalista olandese Jeroen Oerlemans e il suo collega John Cantlie nella Siria settentrionale (Idlib), Oerlemans fu rilasciato, dove sia Cantlie è un mistero. Oerlemans fu successivamente ucciso in Libia, Sirte, da combattenti di al-Qaida. Un altro caso, dal basso profilo, è quello di Maywand al-Afghani (alaias Shabir Burhani), jihadista dei Paesi Bassi, cittadino olandese di origine afgana (ne ho scritto sui miei articoli http://freesuriyah.eu/). Entrò nello SIIL nel 2015 quando apparve in una foto col primo ministro olandese Rutte. Era un personaggio famoso in quei giorni nel 2015, invitato a talk show e fotografato con VIP, come il primo ministro Rutte.

L’ufficio dei caschi bianchi nei Paesi Bassi
Un’altra importante prova che i governi occidentali supportano i capi jihadisti è la posizione dell’ufficio dei caschi bianchi. Vari giornalisti indipendenti hanno scoperto che il gruppo non è in realtà una cosiddetta organizzazione di soccorso, ma al-Qaida che collabora con Hayat Tahrir al-Sham ad Idlib. La loro sede principale è ad Amsterdam-zuid, De Cuserstraat 93, Paesi Bassi; chiunque può verificarlo. Istituirono (beneficiari) una fondazione per evitare le tasse dal governo olandese. Nel 2015 il governo inglese diede alla fondazione 15 milioni di sterline, altri 23 milioni di dollari furono ricevuti dagli Stati Uniti e 4 milioni di euro dal governo olandese, anche altri governi come il danese e il norvegese spesero milioni di soldi dei contribuenti.

Abu Muhamad al-Julani
Ahmad Husayn al-Shara, suo vero nome, è il capo supremo del gruppo islamista siriano Tahrir al-Sham, ed emiro della sua precedente organizzazione Jabhat al-Nusra, ramo siriano di al-Qaida. Molto interessante è che fu detenuto anche nel campo Bucca, dove il cosiddetto Abu Baqr al-Baghdadi era detenuto. Fu rilasciato nel 2008, come Abu Baqr al-Baghdadi, poco prima della cosiddetta primavera araba. Secondo varie fonti nacque a Dara (1979), in Siria, quando iniziò la cosiddetta rivolta contro il Presidente Bashar al-Assad e il suo governo. Il nome Julani o Golani si riferisce alla battaglia delle Alture del Golan. La domanda resta: è o era una risorsa di CIA/MI5 come altri capi jihadisti?

Conclusione
Secondo fonti diverse, nel 2014 si svolse un incontro in cui diversi cosiddetti gruppi ribelli si riunirono sotto il nome SIIL (Stato islamico dell’Iraq e Levante). Ricevettero veicoli e enormi quantità di armi. Presero il controllo di gran parte di Siria ed Iraq e dissero che avrebbero proclamato uno Stato indipendente chiamato SIIL. L’ex vicepresidente iracheno al-Duri annunciò che avrebbe portato con sé 80000 veterani dell’esercito di Sadam. La CIA confermò che 120000 combattenti delle tribù sunnite della provincia di al-Anbar si sarebbero uniti allo SIIL non appena fosse arrivato e gli avesse fornito le armi pesanti che il Pentagono avrebbe consegnato, ufficialmente all’esercito iracheno. Barzani, capo del governo regionale del Kurdistan, negoziò un accordo che consentiva al suo governo di annettersi i territori contesi di Qirquq non appena lo SIIL prese al-Anbar. Molti capi jihadisti furono rilasciati prima della cosiddetta invasione dello SIIL in Siria e Iraq, la maggior parte era detenuta nel campo Bucca e fonti affermano che furono addestrati dalla CIA. Alcuni sono ancora ad Idlib, come Jilani. Il gioco finale è iniziato a Idlib e Qan Shayqun, luogo strategico e molto importante.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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