Il mito del “Bolscevismo ebraico”

A Pagina Vermelha

È un luogo comune nelle idee di estrema destra, specialmente nel credo fascista, la convinzione che “il Bolscevismo faceva parte di una cospirazione ebraico-satano-sionista” e che “la rivoluzione russa fu finanziata dagli ebrei”. Questa assurdità propagandistica, originata dai tempi dello zar Nicola II, è sempre stata un appello all’antisemitismo, un flagello che ha perseguitato a lungo il popolo russo, strumentale all’ideologia zarista. Questo articolo dimostra la falsità di tale teoria.
È un fatto che, in qualunque Paese, le minoranze oppresse tendano a vedere nelle idee comuniste uno strumento per la propria liberazione nazionale e coloniale, dunque molti ebrei russi si rivolsero al Bolscevismo, così come pure i curdi, i neri d’America e i turchi abbracciarono le idee comuniste. Tuttavia, secondo “Alle radici della socialdemocrazia russa” di David Lane, nel 1907, al Congresso del Partito Operaio Socialdemocratico Russo, di 105 delegati, il 78% erano russi, l’11% ebrei, il 5% transcaucasici (ovvero armeni, azeri e georgiani), il 3% baltici e l’1% ucraini. Gli ebrei erano molto ben rappresentati, ma nulla di eccezionale dal momento che i russi costituivano il 50% della popolazione dell’Impero Russo, essendo quindi rappresentati in modo sproporzionato. Secondo Lane, “le differenze principali e più significative tra le due fazioni stanno nel loro contesto nazionale. I bolscevichi erano molto più omogenei, avevano una piccola minoranza di membri ebrei, ma erano prevalentemente russi” (p. 51). Nel periodo 1917-1932, 78 persone aderirono al Comitato Centrale del Partito, di costoro, 38 erano russi, 13 ebrei, 8 ucraini, 8 baltici, 5 transcaucasici. Costoro erano:
A.S Bubnov, N.I Bukharin, F.E Dzerzhinski, E.M Jaroslavskij, M.I Kalinin, L.B Kamenev, A.S Kiselev, V.I Lenin, V.P Miljutin, G.I Petrovskij, K.B Radek, Kh.G Rakovskij, A.I Rykov, F.A Sergeev, A.G Shljapnikov, V.V Schmidt, I.T Smilga, I.N Smirnov, G.IA Sokolnikov, I.V Stalin, M.P Tomskij, L.D Trotskij, G.E Zinoviev, S.G Shaumjan, P.A Dzhaparidze, Ia.M Sverdlov, M.S Uritskij, A.G Beloborodov, Ja. A Berzin, K.Kh Danishevskij, G.E Evdokimov, V.N Jakovleva, A.A Joffe, V.S Kapsukas, A.M Kollontaj, N.N Krestinskij, M.M Lashevich, G.I Lomov, M.K Muranov, V.P Nogin, E.A Preobrazhenskij, L.P Serebrjakov, N.A Skrypnik, E.D Stasova, P.I Stuchka, M.F Vladimirskij, A.A Andreev, A.E Badaev, V.Ia Chubar, M.V Frunze, S.I. Gusev, S.M Kirov, N.P Komarov, I.I Korotkov, T.S Krivov, V.V Kujbyshev, I.I. Kutuzov, D.Z Lebed, I.I. Lepse, S.S Lobov, D.Z Manujlskij, V.M Mikhajlov, A.I. Mikojan, V.M Molotov, G.K Ordzhonikidze, V.V Osinskij, G.L Pjatakov, I.A. Pjatnitskij, A.R Rakhimbaev, Ja.E Rudzutak, G.I Safarov, T.V Saporonov, D.E Sulimov, I.Ja Tuntul, N.A Uglanov, K.E Voroshilov, P.A Zalutskij, I.A Zelenskij
Fra questi, gli ebrei erano: Jaroslavski, Kamenev (Rosenfeld), Radek (Sobelson), Sokolnikov (Brilljant), Trotskij (Bronstejn), Zinoviev (Apfelbaum), Sverdlov (Jankel), Uritskij, Ioffe, Lashevich, Gusev, Pjatnitski, Zelenskij. Nel 1925, il Comitato Centrale contava 58 russi, 12 ebrei, 7 transcaucasici, 5 baltici, 5 ucraini e 10 di altre nazionalità. Sebbene gli ebrei costituissero il 2% della popolazione, nel 1922 erano il 17% del Comitato Centrale. Allo stesso modo, i baltici costituivano lo 0,7 per cento della popolazione dell’Impero, ma erano il 10 per cento del Comitato Centrale (incluso il bielorusso Feliks Dzerjinskij, patrono della Ceka). Nel 1925, nel Comitato Centrale c’erano anche 2 tedeschi, Vasili Schmidt ed Emanujl Kviring. Nel 1934, dei 139 membri del Comitato Centrale, 72 erano russi e 23 ebrei. Nonostante l’aumento degli ebrei, la maggioranza dei membri continuò ad essere russa. Nel 1939, su 139 membri, c’erano 11 ebrei, mentre il 70% dei membri erano russi e il 21% ucraini. Nel 1952, c’erano 3 ebrei su i 236 membri, e gli ebrei cessarono quindi di essere una forza politica influente. Tra il 1956 e il 1981, su 948 membri del Comitato Centrale, 6 erano ebrei. Per fare un confronto, nello stesso periodo il Politburo aveva 1 finlandese, Otto Kuusinen, nonostante il basso numero di finlandesi residenti nell’Unione Sovietica.
Per un confronto con i menscevichi, un gruppo composto da anticomunisti, monarchici e interventisti stranieri durante la Guerra Civile, David Lane, autore de “Alle radici della socialdemocrazia russa”, fornisce i seguenti dati:
Bolscevichi: 82 russi, 12 ebrei, 3 georgiani, 2 armeni, 1 polacco, 1 lettone, 1 ucraino, 1 estone, 1 finlandese, 1 tartaro.
Menscevichi: 33 russi, 28 georgiani, 22 ebrei, 6 ucraini, 2 polacchi, 1 tedesco, 1 estone, 1 armeno, 1 greco, 1 osseto.
A onor del vero, bisogna ammettere comunque che vi furono alcuni settori in cui gli ebrei esercitavano una forte influenza, posizioni nelle quali detenevano un grande potere come il Commissariato per gli Affari Esteri e il Commissariato per l’Esercito e la Marina (entrambi occupati da Trotskij). Nei principali commissariati militari non c’erano russi, ma c’erano 8 lettoni, 1 tedesco e 34 ebrei. Comunque, a parte ciò, è evidente, come documentato dai fatti, che l’idea del “Bolscevismo ebraico” sia un mito zarista, antisemita e nazista.

Fonti:
Lane, David.Roots of Russian Social Democracy
Mawdsley, Evan e white, Stephen. The Soviet Elite from Lenin to Gorbachev
Forum “Revleft

Traduzione a cura di Sojuz Koba 1961

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Un commento su “Il mito del “Bolscevismo ebraico”

  1. Nicola M il said:

    Il presidente Putin ha parlato dell’85%. Forse è poco informato.

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