La liberazione della Corea e il suo significato

Dott. Dermot Hudson, Juche 14 agosto 2019

Il 15 agosto 1945, ondate di gioia e felicità si riversarono sulla nazione coreana inghiottendo ogni patriota coreano, la Corea era tornata a essere una nazione, non più una provincia ma una nazione, come dice la famosa canzone irlandese. Dal 1910 la Corea fu una colonia del Giappone. I coreani dovevano subire la dura e dispotica dominazione dell’imperialismo giapponese. Non potevano nemmeno parlare coreano nella propria terra. Gli avidi e astuti imperialisti giapponesi saccheggiarono la Corea delle sue risorse come oro, legname, riso. Commisero il crimine indicibile della schiavitù sessuale, derubando le donne coreane inermi della loro castità e rovinandone la vita in modo permanente. Il 15 agosto tutto finì, una nuova alba di liberazione, indipendenza e risurrezione nazionale fece irruzione nella splendida terra della calma mattutina. Il popolo coreano ballò con gioia alla notizia. Grazie agli sforzi dell’esercito della guerriglia popolare anti-giapponese guidato dal grande compagno leader Kim Il Sung, talentuoso stratega militare e sempre vittorioso brillante comandante di ferro, la Corea fu liberata dall’oscuro dominio coloniale dell’imperialismo fascista giapponese, uno shock per il fascismo internazionale, stretto alleato della Germania di Hitler e dell’Italia fascista. Fu una lotta iniziata da zero. Il compagno Kim Il Sung formò per la prima volta l’Unione abbasso l’imperialismo nel 1926, poi l’Esercito rivoluzionario coreano nel luglio 1930 e l’Esercito della guerriglia popolare antigiapponese nell’aprile 1932 che divenne l’Esercito rivoluzionario del popolo coreano nel 1934. I combattenti rivoluzionari anti-giapponesi guidati dal compagno Kim Il Sung non avevano uno Stato a sostenerli né una base posteriore, quindi combatterono con spirito di autosufficienza. Sequestrarono le armi agli aggressori giapponesi o le fabbricarono. Alcuni speravano che l’Unione Sovietica, il primo Stato socialista, gli avrebbe fornito una fabbrica di bombe a mano, ma questo non si materializzò mai, quindi produssero le loro “bomba Yongil” (ovviamente oggi la RPDC ha la sua bomba Yongil nucleare). Il compagno Kim Il Sung non solo combatté contro gli imperialisti giapponesi ma anche contro opportunisti, falsi marxisti, tirapiedi, sciovinisti e settari che cercarono di bloccare l’avanzata della rivoluzione coreana.
L’Esercito rivoluzionario popolare coreano combatté innumerevoli battaglie contro i colonizzatori e gli aggressori giapponesi, ad esempio a Pochonbo e Musan per citarne solo alcune. I guerriglieri anti-giapponesi spesso marciavano senza cibo e a temperature di -40° C. Dovettero combattere contro probabilità sovrumane ma vinsero perché ispirati dall’idea del Juche, dall’idea di autosufficienza ed erano guidati dal grande compagno leader Kim Il Sung. Il compagno Kim Il Sung creò tattiche di guerriglia uniche, basate sul Juche La dura e ardua lotta armata rivoluzionaria guidata dal grande leader, Presidente Kim Il Sung, alla fine si è conclusa il 9 agosto 1945, il Generale Kim Il Sung diede l’ordine dell’offensiva finale contro i predoni giapponesi, dicendo che “tutti gli ufficiali e gli uomini della KPRA dovrebbero impegnarsi nella battaglia finale per distruggere e cacciare completamente gli aggressori imperialisti giapponesi dalla nostra patria. Ufficiali e uomini, dimostrate lealtà e coraggio patriottici nella feroce battaglia contro l’esercito giapponese! Distruggete gli aggressori imperialisti giapponesi fino all’ultimo, i predoni che hanno inzuppato il suolo della nostra madrepatria col sangue del nostro popolo! Uccidi il nemico con spietata vendetta!” Il KPRA insieme alle unità dell’Armata Rossa sovietica si precipitarono in Corea (tuttavia va ricordato che l’URSS entrò in guerra contro il Giappone nell’agosto 1945) e allo stesso tempo il Corpo Armato Popolare che si era formato in diverse località organizzò rivolte. L’imperialismo giapponese in Corea crollò nell’arco di 6 giorni.
Il significato della liberazione della Corea è molteplice. In primo luogo, la liberazione della Corea da parte dell’Esercito rivoluzionario popolare coreano guidato dal grande leader Generalissimo Kim Il Sung diede un grande contributo alla vittoria delle forze antifasciste internazionali. In secondo luogo, creò un modello per le lotte antimperialiste e anticoloniali. Questo fatto fu riconosciuto dal Congresso mondiale della cultura all’Avana nel 1968. In terzo luogo, dimostrò senza dubbio la grande vitalità e validità delle idee del Juche e del Songun nonché l’eccezionale abilità dominante del grande leader Generalissimo Kim Il Sung. La liberazione della Corea fu raggiunta cogli sforzi autosufficienti del popolo coreano guidato dal compagno Kim Il Sung e non fu il dono di un altro Paese. La nuova Corea, la Corea popolare, sorse dalle rovine dell’imperialismo giapponese. Fu costruito un Paese indipendente per il popolo. Inutile dire che la Corea popolare del Juche è il Paese più indipendente al mondo, riconosciuto da amici e nemici allo stesso modo. Oggi sotto la guida del rispettato Maresciallo Kim Jong Un che attua le idee del Presidente Kim Il Sung e del Presidente Kim Jong Il, la RPDC consolida l’indipendenza, l’eredità della grande lotta armata anti-giapponese.

Dott. Dermot Hudson
Presidente dell’Associazione degli Studi della Politica Songun UK
Presidente del Gruppo Idea del Juche d’Inghilterra
Presidente dell’Associazione di Amicizia Regno Unito-Corea
Presidente del Comitato inglese di solidarietà per la pace e la riunificazione nella penisola coreana
Onorevole Segretario generale del Comitato centrale internazionale per lo studio della politica del Songun

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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