La bancarotta diplomatica di Washington

SCF 9 agosto 2019

Non sembra più esserci alcun tentativo, o parvenza, di cercare diplomazia a Washington. Sanzioni e aggressività sono esercitate con abbandono spericolato. Russia, Cina e persino i presunti alleati europei degli USA sono soggetti a sanzioni da Washington licenziando direttamente qualsiasi dialogo nel risolvere presunti reclami. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha sviluppato un certo atteggiamento massimalista acuto nelle relazioni internazionali. Può essere definito così: a modo mio o in alcun modo. Un esempio è l’imposizione di sanzioni al Ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif. Ciò indica che gli Stati Uniti hanno escluso ogni possibilità di riduzione delle tensioni negoziata nel Golfo Persico. L’iraniano Zarif rivelava che quando era in visita diplomatica negli Stati Uniti a luglio gli fu detto dai funzionari che era atteso alla Casa Bianca per un incontro col presidente Trump. Zarif fu informato che se avesse rifiutato l’offerta, sarebbe stato inserito in un elenco delle sanzioni. Il massimo diplomatico iraniano era sottoposto a circostanze di apparente coercizione, solo per scoprire che in realtà successivamente subiva sanzioni. Che tipo di diplomazia nordamericana è questa? Sembrava un’offerta mafiosa da non rifiutare. Tale aspro approccio alla “diplomazia” suggerisce che in realtà non vi sia diplomazia da Washington. Il presidente Trump aveva twittato che la sua amministrazione “esauriva le opzioni” nel trattare coll’Iran sulle crescenti tensioni nel Golfo Persico. Sembra che la Casa Bianca “offrisse” falsi tentativi di negoziato, mentre nel frattempo montava opzioni militari contro l’Iran.
Un altro esempio di diplomazia fallita sono le dimissioni dell’ambasciatore nordamericano in Russia John Huntsman, lasciando l’incarico in parte per la frustrazione dell’inutilità del suo compito diplomatico nel facilitare il dialogo bilaterale con Mosca. Il lavoro di Huntsman divenne insostenibile per l’animus maniacale anti-russo ora vigente a Washington, in base al quale ogni tentativo di dialogo sarebbe descritto come una sorta di “tradimento”. Ancora un altro esempio di ripudio della diplomazia statunitense è l’ordine esecutivo di Trump per imporre l’embargo commerciale totale al Venezuela. Il Paese sudamericano viene effettivamente affamato per accettare la pretesa di Washington a che il Presidente Nicolas Maduro si dimetta, secondo il dettato degli Stati Uniti, consentendo a un discutibile oppositore appoggiato dagli Stati Uniti di prendere le redini del potere a Caracas.
Tali esempi, tra molti altri, dimostrano che Washington non ha intenzione di volere un discorso diplomatico con altre nazioni ed è pienamente intenzionata a emettere dettami, oppure; per raggiungere i suoi obiettivi geopolitici. La cosa spaventosa e pericolosa è che Washington opera sulla base di ultimatum a somma zero. Le premesse ai suoi dettami sono invariabilmente prive di fondamento o irrazionali. La Russia è trattata come Stato paria con accuse deliranti su interferenze nelle elezioni statunitensi; l’Iran è trattato come Stato di paria su affermazioni vuote sull’aggressione iraniana; il Venezuela è trattato come Stato paria accusando un presidente eletto. La Cina è denigrata come “manipolatrice di valuta”. Si presume che l’Europa stia “sfruttando” le condizioni commerciali degli Stati Uniti. E così via. È la tirannia che fa impazzire. Lo standard del diritto internazionale e le norme della diplomazia vengono spazzati via nei modi più ottusi e sfrenati, solo per capriccio e un’esclusiva agenda del dominio nordamericani. Questa è una situazione globale estremamente pericolosa dove il pregiudizio politico nordamericano, pregiudizio irrazionale, diventa lo standard invece dei principi del diritto internazionale e della sovranità delle nazioni. Non c’è assolutamente diplomazia. Solo pretese nordamericane di obbedienza al dettato irrazionale di Washington per soddisfare le proprie vanità egemoniche. Non sembra esserci altro modo di descrivere l’attuale illegalità globale dei presunti potere e giustizia proprie degli USA se non chiamarla fascismo da Stato canaglia agli steroidi.
Quando la diplomazia, i negoziati, il dialogo e il rispetto per la sovranità sono così totalmente ignorati da Washington, la cui unica risposta sono sanzioni ed aggressione militare – allora dovremmo sapere che la descrizione del potere nordamericano non è un’iperbole. È una deplorevole descrizione della realtà in cui la diplomazia nordamericana non esiste più. Va ben oltre la possibilità di intrattenere relazioni normali con questo regime canaglia paranoico e senza legge. Perfino da Stato canaglia nucleare in grado di distruggere il pianeta per capriccio o paranoia nel proprio cervello malato. I cittadini nordamericani possono frenare un regime così irrazionale? Il tempo lo dirà. Ma una cosa sembra certa, la pace nel mondo è continuamente minacciata dal regime di Washington che vive un proprio regno di fantasia e megalomania criminale. Ovviamente la diplomazia americana è un fallimento assoluto. Perché nella contorta megalomania di Washington, la diplomazia sembra essere totalmente irrilevante. Non è fascismo?

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Precedente Gli Stati Uniti lasciano l'INF per puntare i missili contro la Cina Successivo Confermati i cyberattacchi statunitensi contro il Venezuela