Breve storia della guerra sporca della CIA nel Sud Sudan

Ryan Dawson, ANC Report 31 luglio 2019

Con la guerra sporca della CIA nel Sud Sudan, è tempo per uno sguardo breve ma completo a origini e storia di questo segreto crimine della Pax Americana in Africa. È nell’interesse nazionale degli Stati Uniti privare la Cina dell’accesso alle risorse energetiche africane, coi giacimenti petroliferi sudanesi i soli posseduti e gestiti dai cinese in Africa. Non fu un caso che uno dei primi obiettivi della “ribellione” nel Sud Sudan furono i giacimenti petroliferi cinesi. Gli Stati Uniti furono contro la Cina nel Sudan del Sud fin dal inizio. Per iniziare si torni alle origini processo di pace nel Sud Sudan sviluppato nel 2004. Questa svolta si ebbe dopo la rivolta del Sudan orientale e il successivo intervento nel 2006 dei militari eritrei a sostegno del movimento popolare di Beja e Rashida nel 2003. I commando eritrei tagliarono l’autostrada Porto Sudan-Qartum, l’ancora di salvezza dei 25 milioni di residenti della capitale del Sudan. Per due settimane l’esercito sudanese contrattaccò fallendo completamente sconfitto dalle forze speciali eritree. Di fronte a carenze critiche su cibo e carburante, gli ufficiali sudanesi, base di supporto del neodeposto Umar al-Bashir capitolarono all’accordo di pace concordato per iniziare i negoziati coi vari gruppi di resistenza sudanesi, orientali, meridionali e persino, forse, occidentali. Ciò portò John Garang, capo del movimento di liberazione popolare sudanese, e il presidente del Sudan Umar al-Bashir a sedersi insieme per firmare l’accordo di pace globale ad Asmara, Eritrea, alla fine del 2004. Nel dicembre 2004 andammo ad Asmara, in Eritrea, e alloggiammo al vecchio Imperial Hotel, l’Emboisoira, e condividemmo la colazione coi dirigent della SPLM. Avevamo una parabolica comprata negli Stati Uniti per la TV eritrea, quindi vedemmo i nostri compagni di colazione nel notiziari riguardanti l’accordo di pace firmato ad Asmara. Erano tutti di buon umore, ancora eccitati dalla prospettiva di pace in Sudan. Poi, dopo essere tornati negli Stati Uniti nel 2015, sentimmo parlare di un nuovo accordo di pace, questa volta firmato a Navaisha in Kenya. E questa volta l’accordo fu mediato dagli Stati Uniti. L’unica vera differenza tra l’accordo di Asmara del 2004 e ldel Kenya del 2005 fu l’inclusione di una clausola che chiedeva il referendum sull’indipendenza del Sud Sudan. Gli Stati Uniti costrinsero Bashir e Garang ad accettare tale referendum dopo aver imposto un nuovo “negoziato” di pace ed eventuali accordi in Kenya, lontano dagli sforzi di mediazione dell’Eritrea. Carota e bastone, incentivi e minacce dalla superpotenza mondiale costrinsero Garang e Bashir ad accettare lo smembramento del Sudan e creò le condizioni per una delle guerre civili più brutali della storia africana. Questa fu l’azione degli Stati Uniti fin dall’inizio.
Dopo aver firmato l’accordo di pace John Garang, come capo del Sudanese Peoples Liberation Movement (SPLM), ebbe il suo primo raduno pubblico a Qartum raccogliendo un milione o più di persone, tre volte la folla che Bashir raccolse mai, e fece un discorso fatidico. John Garang chiarì che era fortemente contrario l’indipendenza del Sud Sudan, invitando invece i suoi compagni sudanesi ad aiutarlo a eleggere il presidente costruendo un nuovo Sudan basato sulla parità di diritti e giustizia per tutti i sudanesi. Garang dichiarò l’intenzione di essere politicamente indipendente dalle potenze occidentali guardando alla Cina, già presente nel settore petrolifero del Sudan, per sviluppare l’economia del Sudan nel complesso e Paese potenzialmente più ricco dell’Africa, rendendo inaccettabile per la Pax Americana il passaggio del Sudan alla Cina. John Garang morì due settimane dopo in un misterioso incidente dell’elicottero e con lui morì un Sudan unito. In pochi anni si ebbe un referendum per “indipendenza” per il Sud Sudan et voilà fu affare fatto. L’ironia è che John Garang, veementemente contrario all’indipendenza del Sud Sudan, ora viene proclamato “Padre” dello Stato indipendente sud sudanese. Nel 2009 il mio vecchio amico Alexander Cockburn mi contattò chiedendomi un articolo su ciò che accadeva nel Sudan/Sudan del Sud. Vivevo nella vicina Eritrea, negli ultimi anni, e scrissi “Storm Clouds Over South Sudan” che Alex e Jeffrey St. Claire pubblicarono sul loro sito “Counterpunch”, dove previdi l’imminente olocausto nel nuovo Paese “indipendente”. Vorrei solo che le mie parole non si fossero avverate.
Fui ripetutamente costretto a continuare a denunciare la sporca guerra della CIA nel Sud Sudan nei successivi anni ,con titoli come “USA vs China in South Sudan”,” La sporca guerra della CIA nel Sudan del Sud”, tra gli altri, nel tentativo d’illuminare tale sporchissima e segreta guerra della CIA. Non esagero quando definisco la guerra civile nel Sud Sudan come maggiore operazione militare segreta della CIA nella storia. La prova di ciò è il fatto che non un solo altro autore fece questa accusa. Ciò potrebbe essere spiegato dai noti giornalisti occidentali di spicco che tentarono di salvare l’Agenzia incolpandone invece i popoli del Sud Sudan stessi. Furono redatti articoli su storie orribili di prima mano di premiati giornalisti progressisti che dipinsero tale sporca guerra come violenze tribali tra neri africani al loro culmine. Quando feci notare a uno dei giornalisti più noti che i ribelli venivano pagati 300 dollari al mese, negando l’accuratezza della mia inchiesta. In uno scambio su twitter affermò che i ribelli guadagnavano forse 300 dollari all’anno, e quindi non c’era bisogno di spiegare i 6 milioni al mese che ci vorrebbero per pagare 20000 stipendi ai combattenti ribelli? Il problema con tale affermazione è che gli ex-combattenti ribelli sud sudanesi confermarono di essere pagati 300 dollari al mese quando erano sotto le armi. Nel Sud Sudan i giovani aderiscono all’esercito perché è l’unico modo per guadagnare abbastanza per sfamare la tua famiglia, e non per zelo patriottico. Quando il denaro si prosciuga, di solito derubato dai generali ribelli, i soldati se ne vanno, come indicarono le mie fonti. Fate i conti, 20000 ribelli venivano pagati 300 dollari al mese per 6 anni più cibo, carburante e munizioni, si arrivava ad oltre 500 milioni di dollari in contanti? Onestamente ora, chi ha una storia su tali quantità di denaro completamente segreta e per così tanto tempo se non la CIA? Dobbiamo ricordarci delle guerre sporche della CIA in Angola e Mozambico a sostegno del Sudafrica dell’apartheid negli anni ’70 e ’80? Fatemi vedere i soldi, vero? Come mai alcun media internazionale ha mai posto questa domanda? I ribelli non hanno mezzi visibili di sostegno, da dove ottenevano i fondi? Questa storia rimane la “guerra sporca” segreta meglio custodita che la CIA abbia mai diretto. Finché i cinesi portarono un paio di migliaia di “Peacekeeper” per proteggere i loro giacimenti petroliferi, questa operazione della CIA fu un successo, con la chiusura temporanea della produzione di petrolio cinese nel sud Sudan. Ma ancor più importante, praticamente chiudeva l’espansione cinese nel Sudan meridionale. Ecco cos’era tale questa guerra sporca, impedire alla Cina di guadagnare un importante punto d’appoggio nei giacimenti petroliferi dell’Africa. Mostratemi il denaro? Mostrtemi l’unica parte che beneficia da questa guerra? Proprio così, l’unica parte a beneficiare di questo brutale olocausto africano finanziato dall’estero fu la Pax Americana, degli Stati Uniti, per chiudere la produzione di petrolio e l’espansione cinese nel Sudan meridionale.
Oggi la pace è scoppiata nel Sud Sudan, per quanto traballante. La CIA aveva usato l’ex-regime al potere in Etiopia, il TPLF, per inviate il suo sudicio lucro agli eserciti ribelli nel Sud Sudan ma con la “rivoluzione pacifica” scoppiata in Etiopia, la strada ai ribelli fu chiusa. La leadership ribelle non aveva altra scelta che trattare col presidente del Sud Sudan Salva Kiir in cambio di contanti e stipendi per le sue truppe. Niente soldi, niente miele, ottieni quello che paghi e senza denaro contante della CIA per pagarsi le truppe divenne “Dai alla pace un’opportunità”. Ovviamente la corruzione è diffusa e gli stipendi derubati ai vari dipartimenti militari dalla base etnica, continuando a causare rivolte e instabilità. Eppure finora l’accordo di pace fu firmato, siglato e consegnato ad Asmara nel 2018 teneva. La CIA ora è quasi completamente espulsa dal Sud Sudan anche se non si dovrebbe mai sottovalutare la malvagità dell’agenzia. È nell’interesse nazionale degli Stati Uniti negare alla Cina l’accesso al petrolio africano, quindi continuerà sempre a esserci gli USA contro la Cina nel Sudan del Sud, nell’ambito dei piani della Pax Americana per l’Africa.

Thomas C. Mountain è uno storico ed educatore che risiede in Eritrea dal 2006. Vedasi thomascmountain su Facebook.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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