La sconfitta degli Stati Uniti in Corea, ieri e oggi

Dott. Dermot Hudson, Juche007 27.07.2019

Quasi un mese fa Trump fece un gesto senza precedenti divenendo il primo presidente degli Stati Uniti a mettere effettivamente piede nella Repubblica democratica popolare di Corea, un Paese che gli Stati Uniti non hanno mai riconosciuto diplomaticamente e cui hanno imposto sanzioni ingenti. Trump lo fece in un posto molto significativo, Panmunjom, dove gli Stati Uniti 66 anni fa, in quella vittoria, firmarono l’accordo di armistizio coreano, riconoscendo la sconfitta militare e il fallimento nella guerra di Corea o come è nota nella RPDC, la Guerra di Liberazione della Patria. Si può dire che forse Trump riconosceva la sconfitta politica degli Stati Uniti in Corea 66 anni dopo aver riconosciuto la sconfitta militare. Il 27 luglio 1953 il generale nordamericano Mark Clark firmò l’armistizio con la Corea democratica praticamente cessando le ostilità (va notato che si trattava di un cessate il fuoco e non di un trattato di pace permanente), Clark ammise piuttosto stancamente che “Nell’attuare le istruzioni del mio governo, ho avuto la non invidiabile distinzione di essere il primo comandante degli Stati Uniti nella storia a firmare un armistizio senza vittoria”. La visita di Trump a Panmunjom fu per disperazione. L’incontro si ebbe su richiesta di Trump. La RPDC non lo chiese. Nessuno può dire che la RPDC avviava i colloqui a causa delle sanzioni. In effetti, sotto la bandiera dell’autosufficienza, la Repubblica democratica popolare di Corea prevale vittoria dopo vittoria sulle sanzioni. È chiaro che Trump è spaventato dall’idea che in caso di fallimento del dialogo, la RPDC torni ai test nucleari e degli ICBM. Ciò fu chiarito da una dichiarazione del Ministero degli Esteri della RPDC. Trump aveva puntato la propria reputazione sul fatto che la RPDC non effettui test nucleari o ICBM, sapendo che se un ICBM della RPDC decolla da una rampa, sarà la fine per lui!
L’incontro di Panmunjom fu deciso dal deterrente nucleare della RPDC e dalla politica del Songun! La politica del Songun e la deterrenza nucleare della RPDC si sono dimostrate corrette. Ciò che successe il 30 giugno fu possibile solo grazie alla politica Songun della RPDC e allo sviluppo di armi nucleari. Chi si lamenta dello sviluppo di armi nucleari della Corea democratica dovrebbe far bene a considerare che, se la Corea democratica non le avesse sviluppato, la penisola coreana sarebbe ora una zona di guerra. Oggi vedremo per la prima volta che gli Stati Uniti sconfitti in Corea. Non è lo scopo qui ripassare la storia della guerra di liberazione della Patria né spiegare chi l’iniziò, troverete un resoconto eccellente nel libro “Gli imperialisti statunitensi iniziarono la guerra di Corea”. Non ho intenzione di dettagliare le atrocità degli Stati Uniti nella guerra che vide la morte di 4,2 milioni di persone e l’uso nordamericano di armi biologiche e chimiche, ciò è ben documentato. Parlerò invece di come la RPDC abbia sconfitto gli Stati Uniti. La Guerra di liberazione della Patria fu una lotta veramente erculea e titanica che vide il popolo coreano sconfiggere l’imperialismo nordamericano per la prima volta nella storia del mondo. Fu una lotta tra Davide e Golia. Gli Stati Uniti lanciarono in guerra con enormi forze armate, comprese quelle dei loro Paesi-satelliti come la Gran Bretagna. Gli inglesi furono fondamentalmente carne da cannone dell’imperialismo nordamericano. È significativo che il Regno Unito si sia ritrovò a combattere non solo dalla stessa parte dell’imperialismo USA, ma dell’apartheid in Sudafrica, con la Colombia delle squadre della morte, la Grecia fascista, l’Etiopia di Haile Selaissie e altri regimi reazionari contro un governo indipendente, progressista, democratico e antimperialista. Quindi la guerra di Corea era totalmente reazionaria frenando la lotta di liberazione del popolo coreano e la riunificazione della Corea. In effetti, il ruolo inglese in Corea negli ultimi 150 anni fu vergognoso. Fu la Gran Bretagna che aiutò segretamente il Giappone ad invadere la Corea e a colonizzarla. Quando scoppiò la guerra il 25 giugno 1950, le probabilità contro la sopravvivenza della giovane Corea popolare e tanto meno la sconfitta dell’imperialismo nordamericano sembravano esigue perché gli Stati Uniti avevano una popolazione 20 volte più grande di quella delle RPDC e una nassa quasi 100 volte più grande della RPDC. Inoltre gli Stati Uniti avevano scatenato oltre 100 guerre di aggressione ed erano emersi vincitori dalla Seconda guerra mondiale. Con le forze alleate, gli Stati Uniti eliminarono Giappone imperiale, Germania nazista e Italia fascista. Gli Stati Uniti erano emersi a capo dell’imperialismo mondiale. Avevano un’enorme macchina militare e un impero globale di basi militari in tutto il mondo. Gli Stati Uniti erano e sono il baluardo del colonialismo moderno, gendarme internazionale e strangolatori dell’indipendenza e della liberazione nazionale. Inoltre, la Corea democratica non dovette solo combattere contro gli Stati Uniti ma anche i loro burattini sudcoreani e gli eserciti di 15 Paesi-satellite degli Stati Uniti e i giapponesi che combatteono segretamente in Corea indossando le uniformi dell’esercito fantoccio sudcoreano.
Il popolo coreano guidato dal grande leader rivoluzionario ed eroe nazionale Maresciallo Kim Il Sung, vero genio strategico-militare e comandante brillante e sempre vittorioso dalla volontà di ferro, combatté una feroce lotta antimperialista, contro l’imperialismo USA e le forze alleate della reazione internazionale. Fu una feroce lotta di classe contro i nemici del popolo. Gli Stati Uniti combatterono una guerra razzista e genocida. L’ordine dei comandanti statunitensi era di sparare a chi era vestito di bianco come la maggior parte dei civili coreani. Non è un caso che George Lincoln Rockwell, fondatore e capo del partito nazista statunitense, fu un comandante delle forze imperialiste statunitensi durante la guerra. La guerra di liberazione della Patria fu una guerra di liberazione nazionale giusta e una feroce lotta anti-USA ed anti-imperialista. Fu una guerra sacra per la riunificazione coreana. Allo stesso tempo fu una guerra per difendere l’indipendenza e la libertà del popolo coreano. Inoltre fu una guerra per difendere la pace e la sicurezza dell’avamposto orientale del campo socialista. Come poté un piccolo Paese come la Corea popolare combattere contro gli Stati Uniti e i loro burattini e vassalli? La risposta fu nella potente leadership rivoluzionaria del Maresciallo Kim Il Sung, l’idea del Juche e l’idea del Songun, nonché l’eroico spirito altruistico del popolo coreano e del giovane esercito popolare coreano. Il popolo coreano combatté con di autosufficienza e forza d’animo guidati dal Juche. Il grande leader rivoluzionario, il Maresciallo Kim Il Sung, dichiarò: “Dobbiamo risolvere i nostri problemi, indipendentemente da chi ci aiuta e su cosa ci aiuta… La vittoria deve essere conquistata dalla nostra forza”. Gli sforzi del popolo coreano furono primari nella sconfitta degli aggressori imperialisti statunitensi. Ad alcuni piace attirare l’attenzione sull’assistenza internazionalista fornita ai coreani, in particolare da Cina e URSS. Naturalmente è vero che tale assistenza fu fornita e non solo dai grandi Paesi ma da tutti i Paesi socialisti. Nei Paesi capitalisti la classe operaia e il movimento rivoluzionario si opposero alla guerra organizzando manifestazioni e scioperi. Nel Regno Unito, il Partito Comunista di Gran Bretagna e il “Daily Worker” si opposero alla guerra, così come alcuni parlamentari laburisti, ad esempio il famoso parlamentare gallese S. O. Davies. Anche negli Stati Uniti ci furono proteste contro la guerra. Nei Paesi coloniali oppressi i popoli rivoluzionari intensificarono la lotta antimperialista. In particolare, le forze rivoluzionarie di Malaysia e Thailandia intensificarono la lotta armata. Tuttavia, i miglior aiuto e assistenza internazionalista non avrebbero avuto effetto se le forze rivoluzionarie non si fossero unite intraprendono una potente lotta. La storia ha molti esempi di rivoluzioni a cui fu data assistenza senza sosta, ma vane perché le forze rivoluzionarie interne non erano abbastanza forti e la qualità della leadership era carente. Il grande leader compagno Kim Il Sung sempre sottolineò che il risultato della guerra non è determinato solo dalle armi ma dall’ideologia di chi le detiene. Durante la Guerra di liberazione della Patria vennero applicate tattiche totalmente nuove basate sull’idea del Juche. Ad esempio, l’esercito popolare coreano sviluppò la guerra dei tunnel, un nuovo concetto. Un articolo dello scrittore coreano Han Ho Suk scriveva che “ la competenza della Corea democratica nel scavare tunnel per la guerra fu dimostrata durante la guerra del Vietnam. La Corea democratica inviò in Vietnam circa 100 esperti di guerra dei tunnel per aiutare a scavare tunnel da 250 km per le truppe del Vietnam del Nord e del Viet Cong nel Vietnam del Sud. I tunnel furono fondamentali per la vittoria vietnamita”.
Il 25 giugno 1950 all’alba i cannoni spararono e si ebbero esplosioni. Le marionette sudcoreane s’infiltrarono per diversi chilometri nel territorio della Corea popolare. L’esercito fantoccio sudcoreano, sotto il comando diretto dei consiglieri militari nordamericani, lanciò l’invasione lungo il 38° parallelo seguendo un piano. I burattini sudcoreani iniziarono l’aggressione alla RPDC per tutta la lunghezza del 38° parallelo, invadendo per uno-due chilometri in profondità verso Haeju, Kumchon e Cholwon. I burattini sudcoreani si vantarono alla radio che avevano catturato Haeju (smentendo categoricamente gli storici statunitensi, occidentali e sudcoreani secondo cui la RPDC attaccò per prima). Il destino della Corea democratica era in bilico, cosa poteva fare contro l’assalto dei burattini sudcoreani sostenuti dalla più grande potenza militare della storia? Il grande leader Maresciallo Kim Il Sung convocò il Consiglio dei Ministri della RPDC e chiese che i burattini sudcoreani interrompessero immediatamente l’aggressione. I burattini sudcoreani si rifiutarono. Quindi il grande leader Maresciallo Kim Il Sung, dichiarando che gli yankee avevano giudicato male i coreani, ordinò all’esercito e alle forze di sicurezza popolari coreane di passare immediatamente alla controffensiva. Così KPA e KPSF passarono a un’immediata controffensiva respingendo i burattini sudcoreani, cosa senza precedenti nella storia della guerra! Generalmente quando uno Stato viene attaccato o invaso ci vuole del tempo anche per adottare una posizione difensiva per resistere all’aggressione. Tuttavia, grazie al pensiero e alla strategia militari rivoluzionari orientati dal Juche, le forze della RPDC poterono lanciare una decisa controffensiva dopo aver fermato le marionette sudcoreane, non lasciandogli spazio per respirare. Il grande leader maresciallo Kim Il Sung aveva accumulato preziosa esperienza durante 15 anni di lotta armata contro gli imperialisti giapponesi. Sviluppò tattiche militari originali orientate dal Juche, che non si erano mai viste prima. Il terzo giorno di guerra, il 28 giugno, Seoul, capitale delle marionette sudcoreane, fu liberata dal KPA. Ciò fu disastroso per i burattini sudcoreani che si erano vantati di “fare colazione a Haeju, pranzo a Pyongyang e cena a Sinuiju”. Ciò non accadde, e invece la vittoriosa RPDC spazzò via i fantocci della Corea del Sud liberandola. Le odiate macchine dominanti reazionarie coloniali furono distrutte e la terra fu distribuita gratuitamente ai contadini. Gli Stati Uniti iniziarono a bombardare pesantemente tutta la Corea e inviarono forze da Paesi satelliti. Ciò non fermò l’avanzata dell’Esercito popolare coreano orientato dal Juche, comandato dal grande leader Maresciallo Kim Il Sung. Il KPA distrusse gli yankees ad Osan. Le motosiluranti della Marina del KPA affondarono incrociatori e cacciatorpediniere statunitensi. Il grande leader Maresciallo Kim Il Sung guidò personalmente la battaglia per la liberazione di Taejon. La 24.ma divisione degli Stati Uniti fu completamente distrutta nella battaglia, il 20 luglio, cioè il ventesimo giorno dal suo arrivo in Corea del Sud. Un giovane esercito popolare prese prigioniero Dean, il primo comandante della divisione delle forze d’aggressione imperialiste degli Stati Uniti ad essere fatto prigioniero nella guerra di Corea. Fu una grande impresa dell’eroico esercito popolare coreano.
Nella prima fase della guerra, l’Esercito popolare coreano liberò il 90% del territorio della Corea del Sud e il 92 della popolazione. Un risultato davvero notevole raggiunto dalle forze armate rivoluzionarie autosufficienti della Corea popolare, sotto il comando del grande leader Maresciallo Kim Il Sung. Visitando il Museo della Liberazione della Patria quest’anno vedemmo la sezione del Museo che dettaglia la liberazione di Seul nel giugno 1950, inclusa la liberazione dei prigionieri politici detenuti dal regime fantoccio fascista sudcoreano. Gli Stati Uniti gettarono in guerra un numero inedito di truppe e materiali. In realtà furono usati 73 milioni di tonnellate di materiale bellico. La guerra imperversò fino al 27 luglio 1953 quando gli Stati Uniti s’inginocchiarono e firmarono l’accordo di armistizio. Durante la Guerra di liberazione della Patria, durata tre anni, gli imperialisti statunitensi persero oltre 1567000 uomini, tra cui oltre 405000 delle forze armate USA, e un’enorme quantità di equipaggiamenti bellici, tra cui oltre 12200 aerei, oltre 560 navi da guerra e oltre 3200 carri armati e blindati di diverso tipo, oltre 13350 camion e 7690 pezzi di artiglieria di vario tipo. Le perdite subite dagli imperialisti statunitensi fu quasi 2,3 volte maggiore di quelle subite nei quattro anni della guerra del Pacifico durante la Seconda guerra mondiale. Persino le statistiche ufficiali statunitensi mostrarono durante ciascuno dei tre anni di guerra in Corea che persero il doppio delle truppe perse in ogni anno della guerra del Vietnam. Lo storico militare nordamericano anticomunista Bevin Alexander, ufficiale dell’esercito nordamericano durante la guerra di Corea, defin’ la Guerra di liberazione della Patria come “la prima guerra che abbiamo perso”. L’ex-segretario degli Stati Uniti Marshall affermò che “il mito è stato spazzato via. Non siamo un Paese forte come pensavano gli altri”. Il famigerato senatore JR McCarthy ammise “abbiamo subito una grave sconfitta in Corea”. L’osservazione di McCarthy mi spinge a pensare se Ethel e Julius Rosenberg furono davvero giustiziati (il 19 giugno 1953. un mese prima della sconfitta degli Stati Uniti) come capri espiatori della sconfitta degli Stati Uniti nella Guerra di Liberazione della Patria. Come affermò il grande leader Maresciallo Kim Il Sung, “In questa grande lotta il nostro popolo ha combattuto risolutamente unito sotto la corretta guida del partito e del governo e ha resistito in modo onorevole alle dure prove della guerra ottenendo una vittoria storica e infliggendo una sconfitta ignominiosa all’imperialismo USA e al suo cane”. Gli imperialisti statunitensi subirono anche irrimediabili sconfitte politiche e morali. Fu una grande vittoria del popolo coreano e aprì una nuova era di lotte anti-americane e anti-imperialiste. In effetti, la Corea fu la guerra prima del Vietnam! La segreteria esecutiva dell’Organizzazione di solidarietà coi popoli dell’Asia, dell’Africa e dell’America Latina dichiarò, il 19 giugno 1968. “sotto la superba guida del Maresciallo Kim Il Sung l’Esercito popolare e il popolo coreano, eredi delle tradizioni della gloriosa lotta armata anti-giapponese, combatterono eroicamente e sconfissero l’imperialismo nordamericano nella difesa della libertà della Patria e delle conquiste della rivoluzione, dando un grande contributo alla lotta antimperialista di liberazione nazionale dei popoli di tutto il mondo e la lotta per la pace in Asia e nel mondo. Questa storica vittoria del popolo coreano ha dimostrato che alcuna forza sulla terra può mai piegare un popolo che lotta per l’indipendenza e la libertà del proprio Paese”.
Non c’è dubbio che la vittoria nella Guerra di liberazione della Patria fu dovuta all’eccezionale e brillante arte del comando del grande leader Generalissimo Kim Il Sung, genio strategico militare. Stati Uniti e Donald Trump dovrebbero studiare la storia della sconfitta nordamericana in Corea e trarne la lezione ponendo fine alla loro politica ostile alla RPDC, altrimenti una sconfitta ancora maggiore li schiaffeggerà!

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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