Bombardamenti su Misurata, svolta strategica nelle operazioni in Libia

Internationalist 360°, al-Arab, 28 luglio 2019

Fonti libiche informavano che l’attacco, condotto dall’esercito libico guidato dal Feldmaresciallo Qalifa Haftar, colpendo per la prima volta posizioni strategiche nella città di Misurata, era in risposta al bombardamento effettuato da un aereo turco sulla città di al-Jafra e che l’esercito effettuava una serie di attacchi di precisione contro la base aerea di Misurata e la sala di controllo dell’aviazione turca in città. Il bombardamento della base aerea di Misurata, controllata dalle milizie di Salah Badi, segnava un cambio nelle operazioni militari, coll’espansione dei combattimenti e una strategia diversa, poiché questo bombardamento seguiva l’annuncio del Maggior-Generale Ahmad al-Mismari, portavoce dell’esercito libico, su sorprese per la prossima fase delle operazioni militari a Tripoli. Fonti riferivano ad al-Arab che l’Aeronautica libico evitava di colpire l’aeroporto di Misurata, o il suo porto, nonostante ne conoscesse il ruolo nel sostenere i battaglioni ricevendo equipaggiamento militare e combattenti dalla Turchia, dando ai capitribù di Misurata ripetute possibilità. Tuttavia, l’influenza di estremisti e milizie era più forte. L’assistenza militare turca aumentava in modo significativo e la politica di moderazione nei confronti di Misurata era impossibile da sostenere poiché l’aeroporto era divenuto una base militare utilizzata da Ankara per lanciare attacchi coi droni contro l’esercito libico. La base di Misurata era essenziale per l’offensiva, data la decrescente efficienza delle piste dell’aeroporto Mitiqa di Tripoli, distrutte dall’Aeronautica dell’esercito libico quando fu evidente che l’aeroporto civile veniva utilizzato per scopi militari.
Gli attacchi a Misurata colpivano aerei turchi privando il governo di al-Saraj di un’importante arma nella battaglia di Tripoli. Questo colpo seguiva la perdita della base di Qaryan, a 70 km dalla capitale. Una fonte dell’esercito libico annunciava il bombardamento di obiettivi militari nell’Air College di Misurata, rivelando che “i caccia dell’Aeronautica libica hanno effettuato diverse incursioni su Misurata”, rilevando che “l’Aeronautica ha preso di mira il Military Air College di Misrata”. Il bombardamento, il primo del genere dall’inizio dei combattimenti nelle vicinanze di Tripoli, coincise coll’annuncio della 73.ma Brigata di fanteria dell’esercito libico di aver preso il controllo del campo di “trasferimento” del governo di al-Wafaq, a sud di Tripoli. Questi rapidi sviluppi avvenivano dopo che le forze fedeli al governo di al-Saraj avevano bombardato la base aerea dell’esercito libico ad al-Jafra, a sud-est di Tripoli. Il bombardamento dell’Air College di Misurata poneva molte domande. Qamal al-Marhasa, attivista politico libico parlando ad al-Arab di Parigi, affermava che l’attacco avveniva dopo ripetuti avvertimenti all’Italia, che aveva più di 280 soldati sotto la copertura di un ospedale da campo. Dichiarva che i soldati italiani furono evacuati a Tripoli una settimana prima, aprendo la via all’attacco sull’aeroporto da cui i droni turchi volavano sotto la supervisione di un equipaggio turco. Secondo al-Marhasa, 3 aerei d’attacco Sukhoi di fabbricazione russa entravano in azione dopo la manutenzione presso l’Aeronautica libica, “dando all’esercito libico sovranità assoluta sullo spazio aereo libico”. Credeva che il bombardamento di obiettivi a Misurata, Sirte, Tripoli e Zuara riflettesse la superiorità aerea e la sovranità sui cieli, avendo un forte impatto sulle battaglie a terra e fornendo un’importante copertura aerea all’avanzata delle forze dell’esercito sul centro della capitale. Notava che l’ingresso dei Sukhoj in particolare, accelerasse l’avanzata delle truppe sul campo e proteggesse le retrovie dell’esercito libico.
Questo sviluppo tattico indicava che le imminenti operazioni militari seguiranno una direzione che potrebbe avvicinare la risoluzione della battaglia di Tripoli. Il deputato Ibrahim al-Darsi non esitava a dire in una telefonata con al-Arab dalla Libia orientale che i prossimi giorni porteranno sviluppi positivi nella battaglia contro gruppi estremisti e terroristici in Libia. Affermava che il bombardamento di Misurata seguiva le ripetute richieste delle forze armate di colpire l’Air College diventato base avanzata del piano turco-qatariota in Libia, e sottolineava che i porti di Misurata avevano ricevuto navi turche cariche di armi, mercenari, terroristi e droni e, quindi, colpire l’Air College avrebbe cambiato la situazione, spingendo le milizie a ripensarci.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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