Perché gli USA temono il nuovo sottomarino della Corea democratica

Military Watch 27 luglio 2019

Il 23 luglio, la TV della Corea democratica svelava un nuovo sottomarino missilistico balistico ispezionato dalla leadership militare del Paese, che secondo quanto riferito sarà schierato nelle acque della costa orientale del Paese. Secondo quanto riferito, il leader nordcoreano Kim Jong Un, partecipò all’ispezione interessandosi personalmente del programma sottomarino, “espresse grande soddisfazione per il fatto che il sottomarino fu progettato e costruito per poter attuare pienamente l’intenzione strategica militare del partito in varie circostanze”. Attualmente la Marina della Corea democratica schiera almeno un sottomarino lanciamissili balistici della classe Gorae (nota anche come classe Sinpo), sebbene le capacità in portata, velocità e trasporto di armi siano limitate su questa piattaforma che portava alla diffusa speculazione che fosse inteso principalmente come banco di prova per le tecnologie da integrare nelle future navi da guerra. La classe Gorae fu utilizzata per eseguire 12 sospettati test di un missile balistico lanciato da sottomarino tra la fine del 2014 e l’inizio del 2017, il Pukkuksong-1, dalla gittata di 2500 km. Il missile era il primo nell’arsenale coreano con una portata tale utilizzando propellente solido, e in seguito sviluppato in una versione terrestre nota come Pukkuksong-2. Il nuovo sottomarino della Corea democratica potrebbe schierare un maggior numero di missili Pukkuksong-1, sebbene rimanga plausibile che sia stata pianificata un’arma più potente del maggior raggio per consentire alla nave da guerra di colpire obiettivi da grandi distanze.
L’importanza di un sottomarino lanciamissili nucleare per la difesa della Corea democratica è considerevole. La sopravvivenza dei sistemi di lancio nucleare è di vitale importanza per garantire la vitalità della deterrenza, in quanto potrebbe altrimenti essere vulnerabile a un massiccio “primo attacco” nucleare dagli Stati Uniti volto a neutralizzarne i sistemi prima che possa reagire. Pertanto, le forze armate della Corea democratica fecero investimenti paralleli sia nella sopravvivenza dei sistemi missilistici terrestri sia nello sviluppo di sistemi sottomarini più sofisticati. Per la prima, gli ICBM Hwasong-15 e Hwasong-14 progettati per colpire la terraferma degli Stati Uniti furono sviluppati per i veicoli trasportatori, lanciatori ed erettori che permettessero di rimanere mobili e di schierarsi molto rapidamente, con fonti militari statunitensi che ripetutamente ammisero che rendevano gli obiettivi estremamente difficili da rintracciare. La capacità di nascondere queste risorse in una fitta e profonda rete di fortificazioni sotterranee ne migliora ulteriormente la sopravvivenza, così come la capacità di operare dal territorio montuoso della Corea democratica. Un missile lanciato da un sottomarino garantirà inoltre un alto grado di sopravvivenza al deterrente di seconda colpo, riducendo le prospettive di un primo attacco riuscito.
Un giornale nordcoreano nel 2017 indicava che la Corea democratica sviluppava un nuovo missile a lungo raggio lanciato da sottomarino, il Pukkuksong-3, che si presume abbia una portata intercontinentale superando di gran lunga il predecessore. Rimane incerto se il nuovo sottomarino coreano sia progettato per ospitare missili più grandi, ma è quasi certo che avrà una dotazione considerevolmente più grande, resistenza e velocità superiori alla classe Gorae. Mentre la classe Gorae era teoricamente in grado di colpire la terraferma degli Stati Uniti, la necessità di operare in prossimità relativamente vicina alle coste degli Stati Uniti per effettuare tali attacchi ne limitava seriamente la sopravvivenza, il che significa che sarebbe stata nel migliore dei casi in grado di colpire Guam o Hawaii. Pertanto, il nuovo sottomarino potrebbe essere il primo dell’arsenale coreano in grado di minacciare la terraferma nordamericana, completando le capacità degli ICBM Hwasong-15 e Hwasong-14 in servizio. Pyongyang ripetutamente avvertiva gli Stati Uniti che se si rifiutano di tornare al tavolo dei negoziati e revocare prontamente le sanzioni economiche, tornerà prontamente a testare le tecnologie per il deterrente intercontinentale. Il leader Kim Jong Un dava al presidente degli Stati Uniti Donald Trump tutto il 2019 per prendere seriamente in considerazione un accordo prima che della scadenza. Se la Corea democratica dovesse riprendere i test dei nuovi sistemi missilistici strategici, è probabile che quelli dei missili del nuovo sottomarino saranno tra i primi.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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