Perché l’occidente è deciso ad ignorare il successo della Cina

Andre Vltchek, New Eastern Outlook 17.07.2019

Era comico, ma improvvisamente non lo è più. In passato, l’odio cieco nei confronti della Cina poteva essere attribuito all’ignoranza, o almeno all’indottrinamento della propaganda e dei media occidentali. Ma ora? Il grande balzo in avanti della Cina, le sue eccellenti e umane politiche sociali e la ricerca scientifica orientata verso il popolo, così come la marcia verso una cosiddetta “civiltà ecologica” sono ben documentate, al punto che se qualcuno vuole davvero conoscerlo, ha molte opportunità di sapere la verità. Ma sembra che pochissimi lo vogliano. Almeno, pochissimi in occidente. La Cina è vista negativamente in quasi tutti i Paesi occidentali e loro satelliti. Mentre sondaggi in luoghi come l’Africa, dove la Cina interagisce intensamente coi popoli, aiutandoli a spezzare le catene della dipendenza dai padroni neo-colonialisti di Europa e Nord America, indicano chiaramente ammirazione e apprezzamento. Nel 2018, un’indagine dell’influente Pew Research Center (“Cinque grafici sulle visioni globali della Cina”) stabilì che la Cina è vista per lo più positivamente nei Paesi non occidentali: il 67% in Kenya dove la Cina è coinvolta in importanti progetti infrastrutturali e sociali, il 61% nella nazione africana più popolosa, la Nigeria, il 70% nel Paese arabo Tunisia, il 53% nelle Filippine, nonostante l’occidente vi abbia alimentato una disputa sulle isole del Mar Cinese Meridionale, e il 65% in Russia, l’alleata della Cina più stretta. Nel Regno Unito, il 49% dei cittadini vede la Cina positivamente, il 48% in Australia, ma solo il 39% in Germania e il 38% negli Stati Uniti. Ma ciò che è veramente scioccante, è l’atteggiamento dell’occidente verso la leadership del Presidente della Cina Xi Jinping, deciso pensatore che guida la Cina verso il vero socialismo con caratteristiche cinesi; quasi eliminando la povertà estrema (entro il 2020 non ci dovrebbero essere sacche di miseria sul territorio della RPC), e che mette cultura, alta qualità della vita, ecologia e benessere generale dei cinesi sopra gli indicatori economici. La Polonia conservatrice e anticomunista guida il branco: solo il 9% dei polacchi “ha fiducia” nella leadership del Presidente Xi. 11% dei greci, il 14% degli italiani e il 15% degli spagnoli. Questo dice qualcosa sull’Europa, come anche del Canada, col 42% e degli Stati Uniti col 39%. È veramente solo ignoranza? Quando sono intervistato dai media cinesi, mi viene spesso posta la stessa domanda: “Perché siamo costantemente criticati in occidente, mentre cerchiamo di rispettare le regole e fare del nostro meglio per migliorare il pianeta?” La risposta è ovvia: “Proprio per questo motivo.”
Circa 20 anni fa, la Cina e il suo programma socialista erano ancora nella “fase incompiuta”. C’erano grandi differenze di standard di vita tra aree urbane e campagna. Il trasporto era inadeguato. L’inquinamento nelle città industriali pessimo. Decine di milioni di persone cercavano di emigrare dalle campagne alle città, alla ricerca di posti di lavoro e una vita migliore, mettendo a dura prova il sistema sociale della nazione. A chi non piaceva la Cina, aveva molte “munizioni” per criticarla allora. Il Paese andava avanti, ma il compito di renderlo prospero, pulito e sano sembrava un lavoro di Sisifo. Ciò che seguì fu un miracolo assoluto, senza precedenti nella storia umana. Solo l’Unione Sovietica prima della Seconda Guerra Mondiale registrò una maggiore crescita e un miglioramento degli standard di vita del popolo, rispetto alla Cina negli ultimi vent’anni. Tutto in Cina è cambiato. Le città sono pulite, verdi, ecologiche, piene di parchi pubblici, aree per esercizi per adulti e bambini. I centri urbani sono ormai carichi di trasporti pubblici di prima classe (tutti ecologici), con impressionanti musei, sale da concerto, università e centri medici eccellenti. I treni superveloci collegano tutte le principali città del Paese. Nella Cina comunista, tutto è pianificato dal governo e dal Partito comunista, e il settore privato è al servizio della nazione, non viceversa. Funziona. Funziona molto bene. I cittadini hanno molto più da dire su come è governato il loro Paese, rispetto agli occidentali. Le città sono pulite, efficienti, costruite per le persone. Nessun mendicante e alcun quartiere povero. Niente infelicità e le cose migliorano. Gli stranieri che vengono in Cina per la prima volta sono scioccati: la Cina sembra molto più ricca di Stati Uniti e Regno Unito. Le sue strade, aeroporti, metropolitane, treni ad alta velocità, teatri, marciapiedi, parchi, fanno facilmente vergognare su quelli di New York e di Parigi. Ma non è ricca. Lungi da ciò! Il PIL pro capite della Cina è ancora relativamente basso, ma questo è precisamente ciò che rende il “socialismo con caratteristiche cinesi” così impressionante e superiore al capitalismo occidentale alimentato dall’imperialismo. La Cina non ha bisogno di redditi medi da 50000+ dollari pro capite per prosperare, per dare al popolo una vita migliore, proteggere l’ambiente e promuovere una grande cultura. Può darsi che questo è proprio il motivo per cui l’occidente trema di paura? L’occidente, dove la crescita economica è tutto, dove le persone vivono in costante paura, invece nella speranza ottimistica per il futuro. L’occidente, dove trilioni di dollari e di euro vengono sprecati ogni anno, così che le élite possono vivere nel lusso bizzarro e presiedere a un’irrazionale, inutile sovrapproduzione e accumulo di armi, senza portare alcun benessere alla maggioranza. La Cina e la sua pianificazione centrale offrono un sistema assai migliore e logico ai suoi cittadini e del mondo. La maggior parte della sua scienza è volta al miglioramento della vita su questo pianeta, non a freddi profitti. Il programma del Presidente Xi, la BRI, è progettato per togliere miliardi di persone nel mondo dalla povertà e per collegare il mondo, invece di frammentarlo. Quindi perché il Presidente Xi è così antipatico in Europa? Forse, proprio a causa del gigantesco successo della Cina?
Tornando al punto precedente: 20 anni fa, la Cina aveva enormi problemi sociali e ambientali. Gli occidentali che non amavano alcun Partito Comunista, accusavano: “Vedi, Shanghai e Shenzhen sono ora prospere, ma guarda altre città sulla costa: vedi il contrasto?” Poi le città sulle coste, tutte, migliorarono piantando parchi, università, metropolitane, belle strade. Le critiche dall’occidente continuarono: “Ora lascia le coste, vai ad ovest, e vedrai quanto è ineguale la Cina!” Alla fine, l’ovest della Cina è migliorato così tanto che non c’era praticamente alcuna differenza di qualità della vita nelle città e le coste. “È tutto così cinico”, continuò il lamento: “la differenza tra città e campagne è così grande che i contadini sono costretti ad abbandonare i villaggi e cercare lavoro nelle grandi città”. Sotto la guida del Presidente Xi, la campagna ha avuto un’enorme revisione. Trasporti, servizi medici, strutture scolastiche e disponibilità di posti di lavoro sono migliorati così tanto che nel 2018, per la prima volta nella storia moderna, iniziava la migrazione dalle città alla campagna. Ora cosa? Cosa succederà? “Diritti umani?” Non c’è molto da metterci, se si vede con occhi aperti. Ma più la Cina diventerà bella, più si preoccuperà del suo popolo, così come dei popoli nel mondo, più difficile sarà attaccarla. Non un “Wow!” dai regimi occidentali e loro media Non un “La Cina è ora leader del mondo su ecologia, politiche sociali, scienza e praticamente tutto ciò che è pubblico”. Perché? La risposta è ovvia e purtroppo deprimente: l’occidente non vuole che la Cina e il suo presidente abbiano successo. O se c’è successo, va taciuto. I due sistemi sono così diversi, che se quello cinese è corretto, quello occidentale è sbagliato. E l’occidente non cerca un concetto che faccia del bene al mondo. Vuole solo il suo concetto di sopravvivenza e dominio del pianeta. Punto. Ecco perché la Cina è così popolare nei Paesi che vogliono salvare il popolo dalla miseria e costruire nuove società migliori. Questo è il motivo per cui la Cina è insultata e detestata, persino odiata, in occidente e una manciata di Paesi fuori dall’occidente, dove gli occidentali e i loro discendenti governano e controllano i mass media (Argentina).
Una nota positiva, nonostante la propaganda greve e vile spacciata dai media occidentali, sempre più persone hanno più fiducia nel Presidente Xi che nel presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ispira solo il 27% della popolazione mondiale.

Andre Vltchek è filosofo, romanziere, regista e giornalista investigativo. È un creatore di Vltchek’s World in Word and Images e autore di diversi libri, tra cui La Cina e la civiltà ecologica. Scrive in particolare per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

2 Risposte a “Perché l’occidente è deciso ad ignorare il successo della Cina”

  1. É assolutamente vero la cina è l’unico stato che avanza e i suoi dirigenti sono all’altezza. Sanno programmare in anticipo e portano a termine i progetti.

  2. La Repubblica popolare Cinese,dimostra ,in maniera definitiva,la superiorita’ del Socialismo sul Capitalismo!!Un saluto a pugno chiuso si 90 milioni di compagni del Partito Comunista Cinese!!!

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