Il drone S-70 Okhotnik: il nuovo multiruolo della Russia

Valentin Vasilescu, Reseau International 16 luglio 2019

Gli Stati Uniti hanno 185 velivoli di quinta generazioni F-22. Dal 2006 ad oggi sono stati prodotti 400 F-35 per Stati Uniti, Australia, Israele, Italia, Giappone, Corea del Sud, Olanda, Norvegia e Regno Unito. Questi aerei sono preparati per l’invasione a lungo raggio dal proprio territorio. La Russia non ha adottato lo stesso metodo degli Stati Uniti, con una massiccia dotazione di velivoli di quinta generazione. Invece, la Russia ha investito nei sistemi C4 I (Comando, Controllo, Comunicazioni, Informatica, Intelligenza), sistemi di guerra radioelettronica ed armi difensive per creare una roccaforte impenetrabile A2/AD (aerea anti-accesso/d’esclusione ). Tali armi sono S-400, S-500, missili da crociera K-300P Bastion-P, Kalibr e Zirkon per navi e sottomarini, e così via. Le apparecchiature da guerra radio-elettronica si occupano di bloccare sorveglianza aerea e spaziale, rilevazione e sistemi di guida d’attacco dei nemici (1RL257 Krasukha-4, 1L267 Moskva-1 e Borisoglebsk 2). La Russia pensa di costruire bastioni A2/AD utilizzando aeromobili modernizzati e un numero limitato di velivoli di 5.ta generazione, insieme a una flotta di droni d’attacco “invisibili”. L’UCAV (Unmanned Combat Air Vehicle) Sukhoj S-70 Okhotnik è una versione del Mikojan Skat che utilizza tecnologie di quinta generazione. La propulsione è affidata a un turbogetto AL-41F utilizzato dal Su-35 S. Il Sukhoi S-70 pesa 17,6 tonnellate, ha un’apertura alare di 19 m, una velocità di crociera di 1000 km/h. L’autonomia di volo è di 6000 km. La missione principale del S-70 è la supremazia aerea su un’area ristretta, disattivando la rete radar dei sistemi missilistici antiaerei, creando un corridoio di penetrazione sicuro per gli aeromobili di quarta generazione. Secondo il Ministero della Difesa russo, l’S-70 e gli aerei Su-57 saranno piattaforme di coordinamento congiunto nelle missioni.
Gli Stati Uniti non possono abbandonare la produzione di F-35 utilizzando invece i droni d’attacco, quindi la Russia si aspetta che la produzione dell’S-70 trovi un ampio mercato internazionale. Tuttavia, non è chiaro per quanto la Russia finanzierà il progetto. Infatti, dal 2015 non sono stati stanziati fondi per la produzione in serie dei nuovi corazzati (carro armato T-14, veicoli da combattimento per la fanteria T-15, Kruganets e il veicolo trasporto blindato Bumerang). I vantaggi dell’uso dei droni russi S-70 Okhotnik sono più evidenti in caso di risposta a un attacco dalla flotta aerea della NATO. Le modifiche apportate all’S-70 consentono l’uso di missili aria-aria ipersonici K-77M, dalla gittata di 200 km, contro aerei AWACS e caccia decollati dalle portaerei. Contemporaneamente, l’S-70 “sorveglia” il lancio dei missili da crociera Tomakawk da navi di superficie e sottomarini. I missili da crociera sono vulnerabili subito dopo il lancio, quando non possono eseguire manovre per cambiare rotta e altitudine. Portaerei, portaelicotteri, navi per il trasporto di mezzi corazzati e pesanti sono obiettivi facili per i missili Kinzhal. Questi missili hanno una velocità di Mach 10 (12000 km/h), il tempo a disposizione dei missili intercettori nemici è di poche decine di secondi e la probabilità della reazione inferiore al 7-8%.
Il programma S-70 iniziò nel 2011. Nel novembre 2018, l’S-70 Okhotnik fu testato in modalità autonoma, rullando in pista a 200 km/h, e il 16 maggio 2019 volò a pochi metri di quota dalla pista. Il drone dovrà entrare nell’esercito russo nel 2020 e sarà prodotto in almeno 400-500 esemplari, sostituendo gli aerei MiG-29, Su-24 e Su-27. Dato che la Siria serve alla Russia come terreno di prova delle nuove tecnologie, è possibile che prima diversi droni S-70 Okhotnik saranno schierati nella base russa di Lataqia. A causa dell’ampio raggio d’azione, l’S-70 testerà l'”invisibilità” ai radar nordamericani nel Golfo Persico. Tuttavia, la Russia completava tutti i test di volo del Su-70 Okhotnik al di fuori del calendario previsto. Vi sono almeno due ragioni di ciò.
1. Durante la visita del Presidente Putin al Centro dei test di volo di Akhtubinsk (regione di Astrakhan), i satelliti spia statunitensi notarono modifiche strutturali dell’S-70. Invece di avere due scomparti defilati come previsto, il secondo prototipo del Su-70 Okhotnik na aveva quattro scomparti, più grandi di quelli del Su-57, consentendogli di trasportare 4 tonnellate di armi. L’S-70 può essere armato con bombe guidate, missili antinave, da crociera o anti-radar. Allo stesso tempo, l’S-70 Okhotnik può anche utilizzare il missile aria-terra ipersonico, appositamente progettato per il Su-57, il mini-Kinzhal.
2. In un’intervista col “Military.com” al Paris Air Show di giugno 2019, la portavoce della MiG, Anastasija Kravchenko, rivelava un altro dettaglio segreto dichiarando che la compatibilità degli equipaggiamenti del velivolo di generazione 4+ MiG-35 con quelli dell’UCAV S-70 Okhotnik, simili al velivolo di quinta generazione Su-57. La dichiarazione di Kravchenko è plausibile perché il nuovo motore “Izdeliye 30” del velivolo Su-57 completerà i test di volo e sarà approvato nel 2022. Solo nel periodo 2023-2028 saranno consegnati 76 Su-57, ordinati dall’Aeronautica russa. Fino al 2028, il MiG-35, sebbene visibile sul radar, coordinerà le missioni dei droni S-70.
Essendo solo nella fase degli annunci, resta da vedere se l’S-70 Okhotnik confermerà le caratteristiche tecnico-tattiche previste e se la sostituzione di aerei coi droni sia una soluzione praticabile. A differenza degli aerei pilotati, il telecomando del drone può essere violato, il nemico potrebbe prenderne il controllo e catturarlo. Come successe il 5 dicembre 2011 con l’UAV RQ-170 Sentinel “invisibile” degli Stati Uniti, catturato dall’Iran a Kashmar, nel nord-est dell’Iran. Fa elemento sensibile, la Russia esporterà l’Okhotnik solo a partner fidati. Se l’S-70 sarà realtà, per ragioni strategiche la Russia potrebbe consegnare MiG-35 e S-70 alla Siria. La Bielorussia, con cui la Russia può bloccare il corridoio di Suwalski in caso di aggressione della NATO dai Paesi baltici, sarà presente nella lista. Il Venezuela può anche ricevere il tandem MiG-3/S-70 Okhotnik per contrastare l’invasione simultanea via mare e terra deegli statunitensi aiutati da Colombia e Brasile.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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