Il sequestro della petroliera inglese è una notizia interamente fabbricata

Rreseau International 12 luglio 2019

Il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica iraniana (CGRI) smentiva la pretesa delle autorità statunitensi che le sue forze navali tentarono di arrestare una petroliera inglese nel Golfo Persico. L’11 luglio, due funzionari statunitensi parlando a Reuters sotto anonimato, affermavano che cinque imbarcazioni sospettate di appartenere all’IRGC si erano avvicinate alla petroliera British Heritahe all’ingresso dello Stretto di Ormuz, ordinandogli di fermarsi. Le navi iraniane si dispersero, secondo tali fonti, dopo che la fregata inglese HMS Montrose della Royal Navy, che scortava la petroliera, “aveva puntato le armi contro le barche avvertendole via radio”. L’altra fonte descrisse il presunto incidente come “molestie e tentativi di ostacolare il passaggio”. Tuttavia, l’IRGC smentiva l’affermazione dei funzionari statunitensi, osservando che le imbarcazioni iraniane svolgevano normali mansioni. “Le pattuglie dei Marines del Corpo delle Guardie rivoluzionarie Islamiche navigano nel Golfo Persico secondo procedure e missioni assegnate su vigilanza, precisione e sostengo alla legge”, si leggeva nel comunicato. Il Dipartimento delle Relazioni pubbliche della Quinta area marittima del CGRI. “Nelle ultime 24 ore, non c’è stato alcun incontro con navi straniere, neanche inglesi”, aggiungeva. La dichiarazione inoltre affermava che la Quinta Zona Marittima dei Guardiani della Rivoluzione Islamica può agire “con determinazione e velocità” e sequestrando navi straniere nell’area che pattugliano se viene ordinato. Allo stesso modo, la Gran Bretagna aveva detto che tre navi iraniane avevano tentato di bloccare il passaggio della sua petroliera, ma si erano ritirate. “L’HMS Montrose è stato costretto a posizionarsi tra le navi iraniane e la British Heritage emettendo avvertimenti verbali alle navi iraniane, che poi si allontanavano”, aveva detto un rappresentante del governo inglese.

Zarif: tali affermazioni non hanno valore
Anche il Ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif rispondeva alle accuse, dicendo che erano semplicemente volte a creare tensione. Chi fa tali affermazioni cerca di “nascondere la propria debolezza”, aggiungeva. “Apparentemente, la petroliera inglese era passata. Quello che avevano detto e le affermazioni fatte creano tensioni e tali affermazioni non hanno valore. Le pretese arrivarono due settimane dopo che la flotta inglese sequestrava illegalmente una petroliera iraniana nello Stretto di Gibilterra col pretesto che era sospettata di trasportare greggio in Siria in violazione delle sanzioni UE contro il Paese arabo. Secondo alcune informazioni, tuttavia, il sequestro avvenne su ordine degli Stati Uniti. La Repubblica islamica condannava il sequestro illegale come “pirateria” e convocava l’ambasciatore inglese per tre volte per esprimere proteste contro l’assalto. Russia Today riportava: “Il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica smentiva l’informazione che suoi agenti tentavano di arrestare una petroliera inglese nel Golfo Persico. Non ci fu “alcun incontro” tra navi da guerra iraniane e navi straniere nel momento in cui si verificava l’incidente, dichiarava l’unità navale dei Guardiani della rivoluzione islamica citata da Fars News. I Guardiani della rivoluzione islamica ribadivano la disponibilità ad “agire in modo rapido e decisivo” se ordinato il sequestro di qualsiasi nave straniera. Londra aveva detto che tre motovedette iraniane cercarono di fermare la petroliere British Heritage mentre attraversava lo Stretto di Hormuz per il Golfo Persico. Secondo la dichiarazione del governo inglese, le navi iraniane furono costrette a ritirarsi dopo aver ricevuto un avvertimento dalla fregata della Marina inglese HMS Monrose, che scortava un’altra petroliera nella zona. Le tensioni tra Teheran e Londra sono peggiorate quando i Royal Marines e la polizia di Gibilterra sequestravano una superpetroliera di proprietà di Singapore vicino lo stretto di Gibilterra. La nave era sospettata di trasportare petrolio in Siria in violazione delle sanzioni UE contro Damasco. Secondo gli Stati Uniti, la petroliera catturata trasportava petrolio iraniano. Teheran riconosceva legami con la nave, ma negava che navigava per la Siria. Le autorità iraniane definivano il sequestro della petroliera “pirateria” e ne chiesero il rilascio. Il General-Maggiore Mohsen Rezaee dell’IRGC, che guida l’influente Consiglio di discernimento degli interessi, suggerì che Teheran sequestrasse una petroliere inglese se Londra si rifiutasse di restituire la nave catturata al largo di Gibilterra. Il Presidente Hassan Rouhani avvertiva Londra che le sue azioni contro la petroliera avranno “conseguenze in futuro”.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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