Stati Uniti contro Cina: la guerra degli Smartphone

Joseph Thomas – LDR, 7 luglio 2019

Se l’obiettivo di Washington era fare pressioni e isolare la Cina prendendo di mira il gigante degli smartphone Huawei, sembra aver raggiunto l’esatto opposto. Nel processo, gli Stati Uniti si sono limitati a esporre la propria crescente debolezza ed inaffidabilità come partner commerciale in una “guerra commerciale” molto più ampia, fuorviata e mal gestita. Mentre si parla solo di smartphone e competizione economica, per quanto feroci, il risultato di tale battaglia nella guerra commerciale molto più ampia avrà un impatto sul potere globale e su chi lo manterrà in futuro.

Perdere sgarbatamente
Nel maggio 2019, Huawei era salita saldamente al secondo posto nelle vendite globali di smartphone a spese della Apple degli Stati Uniti. Nel primo trimestre del 2019 aveva spedito 59,1 milioni di telefoni rispetto a Apple, ora al terzo posto, con 36-43 milioni, secondo IDC (International Data Corporation). IDC e molti articoli basati sui suoi dati notarono che mentre Huawei e Apple si scambiavano i posti su chi detenesse il secondo posto nelle vendite globali di smartphone, l’ascesa Huawei questa volta sembrava permanente. Chi osservava traiettoria e funzionamento interno dei giganti della tecnologia avrà notato il declino di Apple dato che i problemi endemici della gestione interna, uniti alla crescente concorrenza globale, ne rovinavano reputazione e fascino presso il consumatore. Fu solo una coincidenza che proprio quando emersero i dati sulle vendite del primo trimestre, gli Stati Uniti annunciassero una delle loro più drammatiche svolte nella guerra commerciale con la Cina? L’amministrazione Trump annunciava il bando i tutti i beni prodotti dagli USA per Huawei, compresi i microchip prodotti da Intel e Qualcomm e il sistema operativo Android (OS) realizzato dal gigante tecnologico statunitense Google. Accoppiata a tale mossa vi fu il blitz di pubbliche relazioni tra i media statunitensi e i loro partner che lavorano nelle nazioni vicine alla Cina. In Thailandia, ad esempio, i media locali formati e influenzati da interessi statunitensi tentarono di minare la fiducia dei consumatori verso Huawei sulla scia delle sanzioni statunitensi. Tale colpo fu un successo parziale. Le vendite crollarono e Huawei dovette affrontare ostacoli significativi. Ma essi non sono ostacoli insormontabili e superarli spesso è il modo con cui i veri concorrenti si rafforzano.

Ciò che non ti uccide ti rende più forte
Per Huawei, gigante tecnologico dal maggior successo economico e politico della Cina sul palcoscenico globale, ha tutte le risorse e il supporto necessari per superare le tempeste più dure. Sulla scia delle sanzioni degli Stati Uniti, e persino nelle posizioni precedenti, Huawei iniziò a rifornirsi di parti critiche da società non statunitensi. Inoltre investe in modo significativo nelle alternative interne ai microchip prodotti negli Stati Uniti e persino in un SO alternativo per sostituire Android. Digital Trends nel suo articolo “Il sistema operativo alternativo ad Android di Huawei: tutto ciò che devi sapere”, illustra quanto Huawei sia determinato a superare tali ostacoli. Il fatto che il lavoro sul sistema operativo sia presumibilmente iniziato già nel 2018 indica che i dirigenti di Huawei non si fecero illusioni sulla buona volontà nordamericana. Se gli USA giocarono contro Huawei e altre società cinesi, era perché Huawei e altre società cinesi presero provvedimenti lasciando agli Stati Uniti altra scelta se non agire così. Android è un sistema operativo open source. Ciò significa che il suo codice è gratuito per gli sviluppatori. Fu la chiave del successo di Android, e quindi del dominio di Google sul mercato degli smartphone, ma è anche un punto debole dei tentativi del governo degli Stati Uniti di ostacolare Huawei. Il sistema operativo alternativo di Huawei sarà compatibile con il sistema Android open source. Le applicazioni Android possono ancora essere scaricate e utilizzate su un cellulare Huawei con sistema operativo Huawei, ma invece di farlo con applicazioni online di Google, avverrà tramite Huawei. Come alcuni media notavano, ciò significa che le battute d’arresto di Huawei limitatata su Android saranno temporanee. A lungo termine, Google rischia di perdere decine di milioni, se non centinaia di milioni di clienti che useranno invece le alternative di Huawei. Google potrebbe persino perdere il proprio dominio sullo sviluppo dei sistemi operativi per smartphone se Huawei avrò la propria alternativa accessibile e attraente come Android, senza le minacce politiche ed economiche rivolte alle nazioni sgradite a Washington. Forse è per questo che sembra che gli Stati Uniti facciano marcia indietro (per ora), anche se solo parzialmente, dalle minacce iniziali contro Huawei. Nulla di ciò che gli Stati Uniti fanno a Huawei in realtà affronta il motivo per cui le loro compagnie perdono la guerra sullo smartphone, per cominciare. Se aziende come Huawei superano la scarsa influenza che gli Stati Uniti hanno ancora sulla tecnologia delle telecomunicazioni globali, avranno uno smartphone più forte abbinato a un’infrastruttura più forte e alternativa, fuori dalla portata dell’influenza statunitense. Negli sforzi per isolare la Cina, gli Stati Uniti potrebbero solarsi.

Le minacce degli Stati Uniti minano la fiducia negli Stati Uniti, non nella Cina
Alle nazioni basta poco per rendersi conto che se gli Stati Uniti prendono di mira le compagnie cinesi semplicemente per far si che le aziende nordamericane stiano meglio, potrebbero facilmente essere le prossime. Questo le ha rese solidali sulle attuali sfide con la Cina. Mentre i media influenzati dagli Stati Uniti in varie nazioni aiutano gli sforzi statunitensi nel minare Huawei, le nazioni non li seguono. In Thailandia, ad esempio, il governo prosegue i piani di collaborazione con Huawei per sviluppare la rete nazionale 5G nonostante la crescente pressione dagli Stati Uniti, secondo NPR. Huawei è ancora un marchio popolare nei mercati tailandesi, al terzo posto dopo Oppo (altro marchio cinese) e Samsung, riferisce Bangkok Post. Le agenzie governative tailandesi assicuravano i consumatori che le sanzioni statunitensi non avranno alcun impatto sui prodotti Huawei venduti in Thailandia a breve termine, mentre Huawei adotterà misure per garantire che non vi saranno conseguenze a lungo termine. Poiché Huawei non è la prima società tecnologica cinese presa di mira dagli Stati Uniti in questo modo, e con altri smartphone prodotti in Cina che diventano popolari in nazioni come la Thailandia (ad esempio Oppo), la Cina riverserà ulteriori risorse per proteggere le società cinesi dalle misure coercitive adottate dagli Stati Uniti. Altre nazioni non sono solo solidali cogli sforzi cinesi, ma probabilmente prenderanno misure simili sulle proprie industrie. La guerra commerciale con la Cina non è l’unico esempio di guerra economica utilizzata dagli Stati Uniti. Vediamo esempi molto più estremi di guerre economiche statunitensi contro Iran e Venezuela. La crescente pressione degli Stati Uniti verso la Russia ne è un altro esempio. Gli Stati Uniti sono addirittura arrivati a minacciare nazioni come la Germania di sanzioni per sostenere l’oleodotto tedesco-russo (Nord Stream 2). Gli Stati Uniti si sono rivelati un partner commerciale inaffidabile, aspro verso qualsiasi prospettiva di concorrenza o vera cooperazione. Nella guerra commerciale con la Cina, fa pressione sui propri alleati per ostacolare il commercio con la Cina, mossa che avvantaggia i partner commerciali cinesi in modo inconcepibile. Gli Stati Uniti sono disposti a qualsiasi cosa contro chiunque aggrappandosi alla supremazia economica globale e al potere che ne deriva. Condividerlo con Cina e Russia o persino gli alleati in Europa e nell’Asia orientale diluisce sia la potenza di tale potere e la capacità di crearlo con patente impunità.

Falsi pretesti non solo per le guerre convenzionali
Gli Stati Uniti usano regolarmente falsi pretesti per lanciare le loro numerose guerre nel mondo. Le fabbricazioni sulle “armi di distruzione di massa” furono usate per giustificare l’invasione e l’occupazione USA dell’Iraq nel 2003. Le false preoccupazioni umanitarie su abusi immaginari furono usati per giustificare l’intervento militare statunitense in Libia. Accuse seriali ma infondate sull’uso di armi chimiche furono utilizzate per giustificare l’intervento militare nordamericano in Siria. Ma inventare giustificazioni per la guerra non è riservato solo alle guerre vere. Gli Stati Uniti citano presunti problemi di sicurezza per colpire Huawei, per coincidenza proprio nel momento in cui superava in modo definitivo la Apple degli Stati Uniti nelle vendite globali di smartphone, e nella guerra commerciale costruita su affermazioni completamente spurie (ed anche fabbricate). Il fatto che gli Stati Uniti mentano sulle sue motivazioni per colpire Huawei dovrebbe essere un altro avvertimento a Pechino sull’affidabilità degli attuali circoli dominanti il potere economico e politico degli Stati Uniti. Dovrebbe anche essere un avvertimento al resto del mondo su quando si fanno affari cogli Stati Uniti. Una strategia robusta va adottata dalle nazioni e tra le nazioni per proteggersi dal potere ancora potente e dirompente degli Stati Uniti sull’economia globale. Che si tratti dei tentativi degli Stati Uniti di minare la fiducia nell’economia di una nazione, di denigrare l’industria del turismo di una nazione, tentare di sovvertire il successo globale di aziende come Huawei o addirittura sabotare accordi energetici degli alleati degli Stati Uniti con nazioni che Washington considera avversari, equivale a una pericolosa guerra economica voluta dagli USA a minacciando pace e stabilità globali. Le strategie per proteggere le industrie nazionali sviluppando capacità industriali interne e affidandosi meno all’approvvigionamento di componenti critici da partner inaffidabili, come gli Stati Uniti, sono essenziali. Così si protegge il commercio bilaterale con la creazione di sistemi di scambio finanziario fuori dalla portata delle sanzioni statunitensi. Poter contrastare le narrative prodotte da Washington per giustificare il suo comportamento economico coercitivo ne è anche la chiave. Proprio con le crescenti capacità militari ed unità di intenti tra nazioni eurasiatiche impedivano un numero crescente di guerre reali molto distruttive degli USA, sarà richiesta una pari capacità economica de unità di intenti per soffocare la guerra economica altrettanto dirompente degli USA e condotta globalmente. Successo o fallimento di Huawei funge da spartiacque indicando la direzione cui punta l’equilibrio di potere.

Joseph Thomas è caporedattore della rivista geopolitica thailandese The New Atlas e collaboratore della rivista online “New Eastern Outlook”.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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