La pirateria di Stati Uniti e Regno Unito punta a demolire l’accordo nucleare iraniano

Finian Cunningham, SCF 8 luglio 2019

Il sequestro di due milioni di barili di greggio iraniano da parte di commando inglesi è un palese atto di pirateria volto a provocare l’Iran. Inoltre, la confisca della superpetroliera nel territorio inglese di Gibilterra, sembra volta ad affondare le ultime possibilità che l’accordo nucleare internazionale resti. L’Iran già avvertiva che sospenderà parte del piano d’azione globale congiunto (JCPOA) aumentando le scorte di uranio arricchito, in particolare perché Teheran rimprovera l’Unione europea di non aver fatto abbastanza per attuare l’accordo del 2015 e normalizzare gli scambi con l’Iran, aggirando le sanzioni degli Stati Uniti. Dopo il vertice G20 in Giappone alla fine del mese scorso, gli europei sembravano irrigidire la determinazione ad istituire finalmente un meccanismo commerciale coll’Iran (noto come Instex) per evitare le sanzioni statunitensi. La tempistica del sequestro della petroliera iraniana in mare da parte di forze speciali inglese, e l’indicazione che colludano coll’intelligence nordamericana, serve a sabotare ogni fiducia a Teheran sugli europei che mantengano le promesse, spingendo così l’Iran ad uscire dall’accordo nucleare. La Gran Bretagna sostiene che i suoi royal marines requisirono la superpetroliera che trasportava il carico di proprietà iraniana per rispettare le sanzioni dell’UE alla Siria. Le sanzioni dell’UE sono in vigore dal 2014 sulla base di vacue affermazioni secondo cui il governo siriano reprime il popolo con la guerra (iniziata segretamente da Stati Uniti e NATO). In ogni caso, la nave Grace 1 di 330 metri, carica di petrolio greggio del valore di circa 120 milioni di dollari, fu abbordata con la copertura del buio da dozzine di commando inglesi su elicotteri e motoscafi mentre transitava nello Stretto di Gibilterra, apertura occidentale del Mar Mediterraneo. L’equipaggio era composto principalmente da marinai indiani e pakistani e la nave ha bandiera panamense ed è proprietà di una compagnia di Singapore. Ma il carico redditizio è dell’Iran che rispose furiosamente denunciando l’azione inglese come “pirateria”. Un ex-comandante del Corpo della Guardia Rivoluzionaria Islamica dell’Iran sollecitava la rappresaglia confiscando una nave inglese.
C’è la netta sensazione che tale escalation sia esattamente ciò che nordamericani ed inglesi cercano d’orchestrare in modo da creare un pretesto per il conflitto armato col l’Iran. La Russia subito condannava il sequestro della petroliera iraniana come una provocazione pericoloso volta ad infiammare deliberatamente le tensioni, in combutta con Washington. John Bolton, il falso consigliere per la sicurezza nazionale del presidente Trump, si rallegrava del fatto che l’operazione inglese fosse “una notizia eccellente”. Lo stesso Trump avvertiva che l’Iran dovrebbe essere “molto, molto attento” su come rispondere all’incidente. Tale reazione in anticipo suggerisce che si tratta di una provocazione pianificata. Segue i diversi apparenti attacchi sotto falsa bandiera alle petroliere vicino al Golfo Persico, di cui fu accusato l’Iran da Bolton e altri funzionari statunitensi. Alla fine del mese scorso, un drone spia nordamericano è stato abbattuto dall’Iran dopo aver violato il territorio del Paese. L’incidente quasi scatenò un attacco aereo nordamericano “in risposta” annullato da Trump all’ultimo minuto. Ora la provocazione fa un passo avanti col vero sequestro di proprietà iraniane, fonte di entrate del Paese sanzionato. Il governo inglese afferma che il sequestro del petrolio iraniano era autorizzato dalle autorità di Gibilterra. Londra dice che i suoi royal marines furono inviati in rinforzo della polizia di Gibilterra per sequestrare la nave cisterna per far rispettare le sanzioni dell’UE in Siria, dove il petrolio sarebbe stato destinato. La versione inglese tende alla creduloneria. La pianificazione di un’operazione così rischiosa avrebbe dovuto richiedere una lunga logistica. Non sarebbe stato il piccolo territorio di Gibilterra ad avviarla. Inoltre, il governo spagnolo, in disputa storica con la Gran Bretagna sulla proprietà di Gibilterra, affermava che essa agiva su intelligence nordamericana.
Se l’Iran va avanti e confisca una nave inglese per rappresaglia, allora l’escalation si innalzerò in modo pericoloso. Tale mossa potrebbe fornire la causa bellica che vogliono i falchi anti-Iran. Gli inglesi dimostrano di essere i complici guerrafondai leali a Washington. Londra anche mostra la sua famigerata perfidia e l’arte nera dell’inganno. Dopo tutto, la Gran Bretagna dovrebbe sostenere l’accordo nucleare internazionale insieme ad altre potenze europee. L’esecutivo dell’Unione europea a Bruxelles non sembrava coinvolto o informato dell’operazione inglese d’interdire il greggio iraniano. Se l’azione fosse presumibilmente per imporre sanzioni UE alla Siria, perché non fu Bruxelles ad agire? Sembra che nordamericani ed inglesi abbiano effettuato il sequestro non per far rispettare le sanzioni dell’UE alla Siria, ma piuttosto per farsi nemici semplicemente l’Iran. Inoltre, la presunta responsabilità delle sanzioni UE, come sostenuto da inglesi e nordamericani, avrà l’effetto di demolire qualsiasi fiducia in Teheran sugli europei che agiscono indipendentemente da Washington per sostenere l’accordo nucleare. L’Iran non avrà altra scelta se non abbandonare il trattato nucleare. Gli statunitensi potrebbero auto-giustificarsi aumentando le sanzioni secondarie per esclude le esportazioni globali di petrolio iraniano. Soffocare le esportazioni iraniane è ciò che l’amministrazione Trump ha più volte tentato. È difficile vedere come tale implacabile e criminale provocazione dell’Iran non porti alla guerra.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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