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Al-Manfur smentisce l’attacco su Tajura e accusa la politica di Salvini e al-Saraj contro i migranti

The Address Libya, 4 luglio 2019

Il Generale Muhamad al-Manfur, comandante delle Forze aeree dell’Esercito nazionale libico (LNA), dichiarava la smentita categorica dell’accusa di aver colpito il Centro dei Migranti di Tajurah, ad est di Trabus. In una dichiarazione inviata a The Libyan Address Journal, il Generale al-Manfur espresse le condoglianze alle famiglie delle vittime e la condanna del LNA dell’attacco. D’altra parte, il Generale al-Manfur aveva dichiarato che il governo di Fayaz al-Saraj a Tripoli si assume la responsabilità dell’attacco usando i centri di detenzione come depositi di armi e munizioni, ignorando la vita dei migranti e le loro difficili situazioni umanitarie nonostante gli enormi finanziamenti internazionali ricevuti dal governo al-Saraj per aiutarli. Aveva anche criticato la politica del ministro dell’Interno italiano Matteo Salvini nei confronti dei migranti, sottolineando che tali politiche sono la ragione del pericolo di vita dei migranti restituendoli dal Mediterraneo alla Libia. Quanto segue è il testo integrale della dichiarazione del Maggior-Generale Muhamad al-Manfur, Comandante dell’Aeronautica dell’Esercito Nazionale Libico:

Libia, 4 luglio 2019
Nel nome di Allah, il munifico, il misericordioso
Dichiarazione del Generale Muhamad Manfur, Comandante della Sala Operativa dell’Aeronautica del Comando Generale dell’Esercito Nazionale Libico (LNA) sull’attacco al Centro di Detenzione dei Migranti di Tajurah.
In risposta alle accuse prive di qualsiasi prova alla nostra Aeronautica; sostenendo che avremmo deliberatamente colpito il centro di detenzione dei migranti a Tajurah, provocando la morte di numerosi migranti a seguito dei bombardamenti diretti, secondo i resoconti dei media;
Estendiamo le nostre più sentite condoglianze alle famiglie delle vittime e auguriamo ai feriti una guarigione piena e rapida;
Noi, con la presente, affermiamo che il Consiglio presidenziale incostituzionale, che ha concluso accordi imperfetti sulla questione dell’immigrazione, è l’entità che si assume la piena responsabilità della tragedia della presenza di migranti illegali in rifugi non adatti agli esseri umani e gestiti da assassini, criminali e contrabbandieri;

Confermiamo quanto segue:
1) La Sala operativa dell’Aeronautica afferma che non ha mai colpito il summenzionato centro di detenzione per migranti di Tajurah, non essendo mai stato nella lista degli obiettivi; e conferma che alcuna arma è mai stata utilizzata per colpirlo. Inoltre, dal lancio dell’operazione Marea di Dignità, ha colpito solo i siti di combattimento che si preparavano ad attaccare le nostre truppe e i civili. A questo proposito, la Sala operativa dell’Aeronautica afferma di disporre di un database altamente sofisticato delle coordinate e posizioni di tutti i rifugi, centri di detenzione e prigioni collocati nell’elenco dei siti esclusi in qualsiasi circostanza, anche se utilizzati dal nemico come siti per operazioni ostili. Questo si basa sulla nostra convinzione che i migranti siano solo ostaggi di tali bande; vittime di politiche spregevoli come del resto il nostro popolo sistematicamente preso di mira nelle aree controllate da tali bande criminali dalle facciate, nomi e slogan molteplici.
2) I tempi dell’incidente coincidevano esattamente con le sortite di aerei ostili nell’area decollati sia dalla base aerea di Mitiga che dalla Misrata Aviation Academy. Questi aerei da guerra effettuarono almeno un raid nello stesso momento sulla città di Tarhuna. Non sappiamo dove siano state effettuate le altre sortite. Tutte le prove suggeriscono esplosioni di grandi quantità di munizioni nel vicino sito della milizia al-Dhaman, 15 minuti prima del bombardamento del centro, provocando vittime.
3) Oltre all’incidente della scorsa notte, il Consiglio presidenziale incostituzionale in generale ha la piena responsabilità penale, morale e politica non adottando alcuna misura per garantire la sicurezza dei migranti nella sua giurisdizione, sia nel centro colpito che in altri centri gestiti dalle milizie, usandoli come siti di stoccaggio di armi e munizioni, nonché per duplice uso, come nel caso del Centro di detenzione dei migranti di Tajurah, individuato dal portavoce dell’Ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per Rifugiati (UNHCR) l’8 maggio, che ne chiese l’evacuazione perché le milizie avevano militarizzato l’area e messo a rischio la vita dei migranti.
4) Condanniamo la politica dal doppio standard dell’UNSMIL guidata da Ghasan Salamah, e suoi accuse e pregiudizi diretti nella dichiarazione di questa mattina secondo cui il raid fu deliberato e diretto dalle nostre forze. La posizione dell’UNSMIL è pienamente coerente con la posizione del Consiglio presidenziale incostituzionale, mentre chiude un occhio sul massacro di Qaryan che Salamah considera importante sviluppo delle milizie di Sqirat nella dichiarazione del giorno dopo il massacro, quando il sangue dei martiri non era ancora secco, come lo era nella posizione sul massacro di oggi commesso dall’Aeronautica delle milizie del GNA nella zona di Sidi al-Sayah. Facciamo appello a tutte le organizzazioni ed organismi internazionali competenti nel salvare i migranti illegali nelle varie località della regione occidentale dalla stretta di tali milizie criminali, che li hanno trasformati in merce per realizzare profitti e raccogliere fondi dai Paesi stranieri interessati alla questione dell’immigrazione. Allo stesso modo, il Consiglio presidenziale incostituzionale continua a ricevere aiuti esteri col pretesto di combattere l’immigrazione clandestina e concede tali stanziamenti nelle tasche di ladri e trafficanti di esseri umani.
Con la presente informiamo il mondo che chi gestisce tali centri sono gli stessi trafficanti di esseri umani e gli stessi capi miliziani che traggono profitto dalla tratta di esseri umani, via terra e via mare, col pretesto di combattere l’immigrazione clandestina, sono le stesse persone che rendono i migranti schiavi e lavoratori forzati. A questo proposito, invitiamo tali organizzazioni e agenzie a visitare i rifugi e i centri di detenzione dei migranti nelle aree controllate dal governo provvisorio e dall’Esercito nazionale libico (LNA). Questi centri sono ben organizzati, sicuri e gestiti correttamente da supervisori e guardie.
Invitiamo inoltre il mondo e l’Unione europea a porre fine alla politica razzista del ministro dell’Interno italiano Matteo Salvini, in collaborazione col Consiglio presidenziale incostituzionale, come ragione principale della presenza di migranti nella regione occidentale della Libia. Ci furono precedenti gravi che si manifestano nel rimpatrio forzato di migranti dall’altra parte del Mar Mediterraneo in Libia, restituendoli ancora una volta agli stessi trafficanti di esseri umani da cui erano fuggiti, e piazzandoli tra carri armati e hangar con munizioni in ciò che è nientemeno la palese violazione delle regole basilari dei diritti umani e dei valori umani.

Traduzione di Alessandro Lattanzio