Il ruolo della CIA nello studio degli UFO, 1947-90

Gerald K. Haines, OVNI Uno straordinario 95% degli statunitensi ha sentito almeno, o letto qualcosa sugli Oggetti Volanti Non Identificati (OVNI), e il 57% crede che siano veri.(1) Gli ex-presidenti Carter e Reagan hanno dichiarato di aver visto un OVNI. Gli ufologi, neologismo per studiosi di OVNI, e le organizzazioni private sugli OVNI si trovano in tutti gli USA. Molti sono convinti che il Governo USA, soprattutto la CIA, sia coinvolto in una grave cospirazione ed applichi il cover up della questione. L’idea che la CIA nasconda le ricerche sugli OVNI è un tema importante degli ufologi da quando il fenomeno OVNI moderno è emerso alla fine degli anni ’40.(2) Nel 1993, dopo esser stati pressati dagli ufologi per la pubblicazione di ulteriori informazioni della CIA sugli OVNI, (3) il DCI R. James Woolsey ordinò un altro esame dei documenti sugli OVNI di altre agenzie. Utilizzando le registrazioni della CIA, questo studio traccia l’interesse della CIA e la sua partecipazione nella controversia OVNI dalla fine degli anni ’40 agli anni ’90. Ha esaminato cronologicamente gli sforzi dell’Agenzia per risolvere il mistero degli OVNI, i suoi programmi che ebbero impatto sulle osservazioni di OVNI, e i tentativi di dissimulare la partecipazione della CIA nel dossier OVNI. Ciò che emerge da tale esame è che quando l’interesse dell’Agenzia per gli OVNI era sostanziale, alla fine degli anni ’50, la CIA diede solamente una attenzione limitata e periferica al fenomeno.

Origini
L’inizio, nel 1947, della Guerra Fredda tra USA ed URSS, vide anche la prima ondata di osservazioni di OVNI. Il primo rapporto su un “disco volante” provenne dagli USA, il 24 giugno 1947, quando Kenneth Arnold, pilota privato e uomo d’affari, mentre cercava un aereo caduto avvistò nove oggetti dalla forma di disco vicino a Monte Rainier, Washington, che viaggiavano a grande velocità, stimata a più di 1000 mph (1600 km/h). Il rapporto di Arnold fu seguito da un’ondata di ulteriori osservazioni, compresi rapporti di piloti militari e civili e di controllori del traffico aereo degli USA. (4) Nel 1948, il Generale dell’Air Force Nathan Twining, capo del Comando Servizi Tecnici dell’Aviazione, creò il Projet SIGN (nominato inizialmente projet SAUCER) per raccogliere, collazionare, valutare e distribuire al governo le informazioni che riguardavano tali osservazioni, sulla base che gli OVNI potessero interessare la sicurezza nazionale. (5) La Divisione della Ricognizione Tecnica del Comando Materiali dell’Aviazione (AMC) a Wright Field (poi Wright-Patterson Air Force Base) di Dayton, Ohio, assunse il controllo del projet SIGN e iniziò il proprio lavoro il 23 gennaio 1948. Benché all’inizio sembrasse spaventata dall’idea che gli oggetti potessero essere delle armi segrete sovietiche, l’Air Force concluse presto che gli OVNI erano reali ma potevano essere spiegati facilmente e non in modo straordinario. Il Rapporto dell’Air Force aveva trovato che quasi tutte le osservazioni provenivano da una o più cause: isteria di massa e allucinazioni, canicole o misinterpretazione di oggetti noti. Tuttavia, il rapporto raccomandava di perseguire il controllo della ricognizione militare sulle inchieste sui soggetti delle osservazioni e non evocò la possibilità di un fenomeno extra-terrestre (6). Di fronte alla recrudescenza delle osservazioni degli OVNI, l’Air Force continuò a raccogliere e valutare i dati sugli OVNI dalla fine degli anni ’40 con un nuovo progetto, il GRUNDGE, che tentò di alleggerire l’inquietudine pubblica sugli OVNI con una campagna di relazioni pubbliche concepita per persuaderla che gli OVNI non costituissero nulla di eccezionale o di straordinario. Le osservazioni di OVNI furono spiegate come palloni, aerei, pianeti, meteore, illusioni ottiche, riflessi solari o anche “grandi nubi”. Gli ufficiali del GRUNDGE non trovarono prove, nelle osservazioni di OVNI, di armi avanzate straniere concepite o in sviluppo, e conclusero che gli OVNI non minacciavano la sicurezza. Raccomandarono che il programma venisse ridotto a uno studio perché l’esistenza stessa di un interesse ufficiale dell’Air Force incoraggiava la gente a credere agli OVNI e contribuiva a un’atmosfera “d’isteria bellica”. Il 27 dicembre 1949, l’Air Force annunciò la fine del progetto. (7) Con l’aumento delle tensioni della Guerra Fredda, la guerra di Corea e sempre più numerose osservazioni di OVNI, il Direttore dell’intelligence dell’USAF, il Maggior-Generale Charles P. Cabell, creò un nuovo progetto OVNI nel 1952. Il Projet BLUE BOOK divenne lo sforzo maggiore dell’Air Force per studiare il fenomeno OVNI negli anni ’50 e ’60. (8) Il compito d’identificare e spiegare gli OVNI continuò a essere tra i compiti dell’Air Material Command di Wright-Patterson. Con poco personale dell’Air Technical Intelligence Center (ATIC), si tentò di persuadere il pubblico che gli OVNI non erano nulla di straordinario. (9) I programmi SIGN, GRUNDGE e BLUE BOOK danno l’idea della posizione degli ufficiali del governo statunitense sugli OVNI nei 30 anni successivi.

L’interesse precoce della CIA, 1947-52
La CIA diresse attivamente lo sforzo dell’Air Force, informandosi sull’evoluzione di numerose osservazioni ed essendo sempre più inquietata all’idea che gli OVNI potessero rappresentare una minaccia potenziale per la sicurezza. (10) Data la distribuzione delle osservazioni, gli agenti della CIA nel 1952 si chiesero se potessero riflettere la “follia del solstizio d’estate”. (11) Gli agenti dell’Agenzia accettarono le conclusioni dell’Air Force sui rapporti degli OVNI, benché avessero concluso “che c’era la piccola possibilità che potessero essere degli aerei interplanetari, è necessario fare inchieste su ogni osservazione”. (12) L’apparizione massiccia di osservazioni sugli USA nel 1952, soprattutto a luglio, allarmò l’amministrazione Truman. Il 19 e 20 luglio, gli schermi radar dell’Aeroporto Nazionale di Washington e dell’Andrews Air Force Base seguirono dei misteriosi echi. Il 27 luglio gli echi riapparvero. L’Air Force fece decollare immediatamente i suoi intercettori per indagare, ma non trovarono nulla. Gli incidenti, tuttavia, si diffusero in tutta la nazione. La Casa Bianca volle sapere ciò che accadeva, e l’Air Force offrì rapidamente la spiegazione che gli echi radar potevano essere il risultato “di inversioni termiche”. Più tardi, un’indagine dell’Amministrazione Aeronautica Civile confermò che tali echi radar erano comuni ed avevano per cause le inversioni termiche. (13) Benché avesse diretto i Rapporti OVNI per almeno tre anni, la CIA reagì alla nuova ondata di osservazioni con la formazione di un gruppo di studi speciale presso l’Uffico dell’Intelligence Scientifico (OSI) e dell’Ufficio dell’Intelligence Corrente (OCI) per esaminare la situazione. (14) Edward Tauss, capo supplente della Divisione Equipaggiamenti e Materiale dell’OSI, riportò al gruppo che la maggior parte delle osservazioni di OVNI poteva essere spiegata facilmente. Tuttavia, raccomandò che l’Agenzia continuasse a controllare il problema, in coordinamento con l’ATIC. Spinse anche affinché la CIA dissimulasse il suo interesse a media e pubblico, “vista la loro tendenza veramente allarmista” ad accettare tale interesse come confermava dell’esistenza degli OVNI. (15) Al ricevimento del rapporto, il Direttore Aggiunto per l’Intelligence (DDI) Robert Amory Jr. assegnò la responsabilità delle indagini sugli OVNI alla Divisione Fisica ed Elettronica dell’OSI, con A. Ray Gordon come ufficiale incaricato. (16) Ogni branca della divisione doveva contribuire all’indagine, e Gordon doveva coordinarla attivamente con l’ATIC. Amory, che chiese al gruppo di concentrarsi sulle implicazioni per la sicurezza nazionale degli OVNI, rilanciò le inquietudini del DCI Walter Bedell Smith. (17) Smith volle sapere se l’inchiesta dell’Air Force sui dischi volanti fosse sufficientemente oggettiva o meno e quanto denaro e mano d’opera supplementare fossero necessari per determinare la cause della piccola percentuale di dischi volanti non spiegati. Smith credette “che c’era una speranza su 10000 che il fenomeno possa essere una minaccia alla sicurezza della nazione, ma lo stesso rischio non poteva essere preso”. Smith era responsabile della CIA nel coordinare lo sforzo per l’intelligence richiesto per risolvere il problema. Smith volle sapere quale impiego poteva essere fatto del fenomeno OVNI sugli sforzi per la guerra psicologica. (18) Diretto da Gordon, il Gruppo di studio della CIA incontrò degli ufficiali dell’Air Force a Wright-Patterson e ne esaminò i dati e le conclusioni. L’Air Force dichiarò che il 90% dei rapporti di osservazioni era facilmente spiegabile. Il restante 10% era definito “rapporti incredibili di osservatori credibili”. L’Air Force respinse le teorie che dicevano che fosse implicata nelle osservazioni o che si sviluppassero delle armi segrete sovietiche o che implicassero i “marziani”; non c’erano prove che convalidassero tali concetti. Gli inquirenti dell’Air Force cercarono di spiegare tali rapporti come misinterpretazioni di oggetti conosciuti o fenomeni naturali poco noti (19). L’Air Force e gli ufficiali della CIA riconobbero che tale consapevolezza esterna dell’interesse dell’Agenzia rendesse il problema OVNI più seria. (20) Questa dissimulazione dell’interesse della CIA contribuì notevolmente a voci su una cospirazione e un cover up della CIA. Il Gruppo di Studio della CIA studiò la stampa sovietica per cercare dei rapporti OVNI, ma non né trovò, e il gruppo concluse che l’assenza di rapporti doveva esser il risultato della politica deliberata del Governo sovietico. Il gruppo notò che l’URSS poteva impiegare gli OVNI come strumenti di guerra psicologica. In più si preoccupò che, se il nostro sistema d’allarme aereo fosse stato deliberatamente sovraccaricato da osservazioni di OVNI, i Sovietici potevano trarre un vantaggio con un attacco nucleare a sorpresa.(21) A causa della situazione tesa della Guerra Fredda e dell’aumento delle capacità sovietiche, il Gruppo di studio della CIA vide un interesse serio sulla sicurezza nazionale nella situazione sui dischi volanti. Il gruppo credeva che i Sovietici potessero utilizzare i rapporti OVNI per provocare isteria di massa e panico negli USA. Il gruppo credeva anche che i Sovietici potessero usare le osservazioni OVNI per sovraccaricare il sistema d’allarme aereo che non poteva distinguere veri obiettivi dai fantomatici OVNI. H. Marshall Chadwell, Direttore Aggiunto dell’OSI, aggiunse di considerare il problema di tale importanza “che doveva essere portata all’attenzione del Consiglio della Sicurezza Nazionale, affinché uno sforzo coordinato dell’insieme della comunità porti a una soluzione”. (22) Chadwell informò il DCI Smith sulla questione degli OVNI nel dicembre 1952. Spinse all’azione perché era convinto che “qualcosa accadeva su cui concentrare attenzione immediata” e che “questi avvistamenti inspiegati a grandi altitudini e viaggianti a grandi velocità in prossimità delle nostre maggiori installazioni difensive, sono di tale natura che non sono attribuibili a fenomeni naturali o alcun tipo noto di mezzi aerei”. Il DCI redasse una nota per il Consiglio della Sicurezza Nazionale (NSC) e propose la Direttiva del NSC che stabilì le indagini sugli OVNI come progetto prioritario dell’intelligence e della comunità di sviluppo e ricerca della difesa. (23) Chadwell spinse Smith a stabilire un programma per la ricerca esterna di scienziati per studiare il problema degli OVNI. (24) Dopo queste istruzioni, Smith ordinò il DDI Amory a preparare una Direttiva d’intelligence del NSC (NSCID) per sottomettere al NSC la richiesta d’indagare gli OVNI e coordinare tali indagini con l’Air Force. (25)

Il Robertson Panel, 1952-53
Il 4 dicembre 1952, il Comitato Consultivo dell’Intelligence (IAC) sollevò la questione degli OVNI. (26) Amory, in quanto presidente supplente, presentò la domanda del DCI Smith al comitato per discutere ufficiosamente del soggetto OVNI. Chadwell esaminò brevemente la situazione e il programma attivo dell’ATIC relativo agli OVNI. Il comitato acconsentì che il DCI assumesse “alla luce delle teorie scientifiche pertinenti” il programma del NSCID sulla questione, e scegliesse gli scienziati per esaminare e stimare le prove disponibili. (27) Il Maggior-Generale John A. Samford, Direttore dell’Intelligence dell’Air Force, offrì la totale cooperazione.(28) Allo stesso momento, Chadwell esaminò gli sforzi inglesi sull’argomento. Seppe che anche gli inglesi erano attivi nello studio del fenomeno OVNI. Un eminente scienziato inglese, R. V. Jones, dirigeva un comitato attivo sui dischi volanti creato nel giugno 1951. Le conclusioni di questo comitato e di Jones sugli OVNI erano simili a quelle degli agenti dell’Agenzia: le osservazioni non erano quelle di aerei nemici ma misinterpretazioni di fenomeni naturali. Gli inglesi notarono, pertanto, che durante una dimostrazione aerea, piloti ed ufficiali superiori della RAF avevano osservato un “disco volante perfetto”. La risposta data alla stampa, da parte dell’ufficiale Jones, una volta di più, tentò con difficoltà di correggere l’opinione pubblica sugli OVNI. Il pubblico era convinto che fossero reali.(29) Nel gennaio 1953, Chadwell e H. P. Robertson, un fisico del California Institute of Technology, costituirono un panel di scienziati non militari per studiare i documenti sugli OVNI. Includeva Robertson presidente; Samuel A. Goudsmit, fisico nucleare del Brookhaven National Laboratories; Luis Alvarez, fisico delle alte energie; Thornton Page, direttore aggiunto del Johns Hopkins Operations Research Office ed esperto radar ed elettronico; e Lloyd Berkner, direttore del Brookhaven National Laboratories e specialista di geofisica (30). La missione del panel era esaminare le prove disponibili sugli OVNI e considerare i pericoli possibili del fenomeno per la sicurezza nazionale. Il panel si riunì del 14 al 17 gennaio 1953. Esaminò i dati dell’Air Force sul caso degli OVNI e, dopo aver passato 12 ore a studiare il fenomeno, dichiarò che delle spiegazioni veramente ragionevoli potevano essere suggerite per la maggior parte, se non per tutti, gli avvistamenti. Per esempio, dopo aver esaminato il film di un avvistamento OVNI presso Tremonton, Utah, il 2 luglio 1952, e presso Great Falls, Montana, il 15 agosto 1950, il panel concluse che le immagini del film di Tremonton furono causato dalla luce del sole riflesso su delle nuvole, e che le immagini di Great Falls erano la luce del sole riflessa sulla superficie di due intercettori dell’Air Force. (31) Il panel concluse all’unanimità che non c’erano prove di una minaccia aperta alla sicurezza nazionale nelle osservazioni di OVNI. Il panel non aveva più trovato prove che gli oggetti osservati potessero essere extraterrestri. Trovò che l’accentuazione, a seguito dei rapporti OVNI, poteva minacciare “il mantenimento dell’ordine” del governo con l’ostruzione dei canali di comunicazione con rapporti senza interesse e indurre un “comportamento di massa isterico”, dannoso per l’autorità costituita. Il panel era anche preoccupato che i nemici reali potessero prevedere un attacco agli USA sfruttando il fenomeno OVNI e utilizzandolo per interrompere la difesa aerea.(32) Per affrontare questi problemi, il panel raccomandò che il Consiglio della Sicurezza Nazionale demolisse i rapporti OVNI ed istituisse una politica d’educazione per assicurare il pubblico sulla mancanza di prove sugli OVNI. Suggerì di utilizzare media, pubblicità, club, scuole ed anche la Disney Corporation per fare passare il messaggio. Riferendosi al maccarthismo, il panel raccomandò che i gruppi privati di studio degli OVNI come il Civilian Flying Saucers Investigators di Los Angeles, e l’Arial Phenomena Research Organisation del Wisconsin fossero sorvegliate per attività sovversive.(33) Le conclusioni del Robertson panel erano assai simili a quelle dei precedenti progetti dell’Air Force SIGN e GRUNDGE, e a quello del Gruppo di studio dell’OSI per la CIA. Tutti i gruppi d’indagine trovarono che i rapporti sugli OVNI non indicavano minacce alla sicurezza nazionale e non prove di visite di extraterrestri. Secondo le conclusioni del Robertson Panel, l’Agenzia abbandonò gli sforzi per redigere un NSCID sugli OVNI. (34) Il Panel Scientifico Consultivo sugli OVNI (il Robertson Panel) sottomise il proprio rapporto ad IAC, segretario della Difesa, Direttore della Federal Defense Civil Administration e presidente del National Security Ressources Board. Gli agenti della CIA dissero che alcuna considerazione supplementare sul soggetto appariva garantito, benché continuasse la sorveglianza degli avvistamenti nell’interesse della sicurezza nazionale. Philip Strong e Fred Durant dell’OSI informarono l’Ufficio delle Stime Nazionali sulla conclusione. (35) Gli agenti della CIA volevano che la conoscenza di ogni Agenzia sulla questione dei dischi volanti fosse ristretta, notando non solamente che il rapporto del Robertson Panel era classificato, ma anche che ogni menzione del patrocinio della CIA del panel andava vietata. Tale atteggiamento causò poi all’Agenzia problemi maggiori alla propria credibilità. (36)

1950: interesse declinante della CIA per gli OVNI
Dopo il rapporto del Robertson Panel, gli agenti dell’Agenzia misero la totalità della questione degli OVNI da parte. Nel maggio 1953, Chadwell trasferì la responsabilità principale del controllo degli OVNI alla Divisione Fisica ed Elettronica dell’OSI, mentre la Divisione di Scienze Applicate continuò a fornire il supporto necessario. (37) Todos M. Odarenko, capo della Divisione Fisica ed Elettronica dell’OSI, non volle prendere in considerazione il problema, si oppose perché esigeva troppo tempo, analisi e personale dalla sua divisione. Data la conclusione del Robertson Panel, si propose di considerare il programma “inattivo” e di consacrare unicamente un analista part-time e un impiegato ai dossier per mantenere la schedatura di riferimento sugli OVNI per l’Air Force ed altre agenzie. Né la marina né l’esercito mostrarono interesse per gli OVNI, secondo Odarenko. (38) Non credendo agli OVNI, Odarenko cercò di sollevare la propria divisione dalla responsabilità di seguire i rapporti su OVNI. Nel 1955, per esempio, raccomandò che il progetto fosse chiuso poiché non vi erano nuove informazioni sugli OVNI. Inoltre, argomentò, la sua divisione affrontava la seria riduzione del budget e non poteva disperdere le risorse.(39) Chadwell e altri agenti dell’Agenzia, pertanto continuarono ad occuparsi degli OVNI. Esaminarono specialmente i rapporti di avvistamento OVNI oltremare e le dichiarazioni di ingegneri tedeschi detenuti dai Sovietici che avrebbero lavorato su un “disco volante” come arma per guerre future.(40) Per la maggior parte dei capi politici e militari, l’Unione Sovietica degli anni ’50 era un avversario pericoloso. I progressi sovietici nel campo delle armi nucleari e dei missili erano particolarmente allarmanti. Nell’estate 1949, l’URSS fece esplodere una bomba atomica. Nell’agosto 1953, solamente nove mesi dopo che gli USA testarono una bomba all’idrogeno, i Sovietici ne fecero esplodere una. Nella primavera 1953, uno studio top-secret della RAND Corporation indicò la vulnerabilità delle basi del SAC a un attacco a sorpresa dei bombardieri a lungo raggio sovietici. L’inquietudine sul pericolo di un attacco sovietico agli USA continuò ad ingrandirsi, e le osservazioni OVNI provocarono l’infelicità dei politici. I rapporti di OVNI sempre più numerosi nell’Europa dell’Est e in Afghanistan accentuarono l’inquietudine che i Sovietici facessero dei progressi rapidi in tale campo. Gli agenti della CIA sapevano che inglesi e canadesi sperimentavano dei “dischi volanti”. Il Projet Y era un programma di Canada-Regno Unito-USA per produrre un aereo non convenzionale tipo disco volante e gli agenti dell’Agenzia temettero che i Sovietici testassero apparecchi simili. (41) Si aggiunse all’inquietudine l’avvistamento di un disco volante da parte del senatore Richard Russell e dei suoi amici, durante un viaggio in treno in URSS, nell’ottobre 1955. Dopo lunghe interviste di Russell e del suo gruppo, gli agenti della CIA conclusero che l’osservazione di Russell non confortava la teoria che i Sovietici avessero sviluppato un aereo non convenzionale o a forma di disco. Herbert Scoville Jr., Direttore Aggiunto dell’OSI, scrisse che gli oggetti osservati erano probabilmente un normale aereo a reazione che decollava. 42) Wilton Lexow, capo della Divisione delle Scienze Applicate della CIA, era scettico. Si domandò perché i Sovietici continuassero a sviluppare degli aerei convenzionali se avevano il “disco volante”. (43) Scoville domandò a Lexow d’assumere la responsabilità di stimare completamente capacità e limitazioni di un aereo non convenzionale e di mantenere lo schedario centrale dell’OSI sul soggetto OVNI.

U-2 e OXCART della CIA come OVNI
Nel novembre 1954 la CIA era entrata nel mondo dell’alta tecnologia col suo progetto U-2 da ricognizione aerea. Lavorando col laboratorio di Sviluppo Avanzato della Lockheed a Burbank, California, noto come Laboratori della Puzzola, e Kelly Johnson, eminente ingegnere aeronautico, l’Agenzia testò nell’agosto 1955 un aereo sperimentale da alta quota, l’U-2. Poteva volare a 20000m di quota; negli anni ’50 la maggior parte degli aerei di linea commerciali volava tra i 3000 e i 7000 m. Di conseguenza, una volta che l’U-2 iniziò i voli sperimentali, i piloti de linea commerciali e i controllori del Traffico aereo iniziarono a scrivere rapporti su un grande aumento di avvistamenti OVNI. (44) Il primo U-2 era color argento (poi furono dipinti di nero) e rifletteva i raggi del sole, soprattutto al levarsi del sole e al tramonto. Apparvero spesso come oggetti ardenti agli avvistatori. Gli investigatori dell’aviazione del Projet BLUE BOOK, una volta informati dei voli segreti dell’U-2, tentarono di spiegare tali avvistamenti legandoli ai fenomeni naturali come cristalli di ghiaccio e inversioni termiche. Verificando con l’équipe del Projet U2 dell’Agenzia a Washington, gli investigatori del BLUE BOOK furono capaci d’attribuire molti avvistamenti di OVNI ai voli dell’U-2. Ebbro la prudenza di non rivelare la causa reale delle osservazioni al pubblico. Dopo le valutazioni tardive degli agenti della CIA che lavorarono sui progetti U-2 e OXCART (SR-71 o Blackbird), più della metà dei rapporti sugli OVNI dalla fine degli anni ’50 agli anni ’60 era esplicabile coi voli da ricognizione svolti (forse dall’U-2) sugli USA. (45) Ciò obbligò l’Air Force a fare delle dichiarazioni ingannevoli al pubblico per ridurre la paura della gente e proteggere un programma della sicurezza nazionale straordinariamente sensibile. Un tempo forse giustificato, tale inganno ha portato acqua al mulino delle teorie della cospirazione e alla controversia sul cover up degli anni ’70. La percentuale di ciò che l’Air Force considerò osservazioni di OVNI inesplicate cadde al 5,9% nel 1955 e al 4% nel 1956. (46) Allo stesso momento pressione si ebbe con la pubblicazione del rapporto del Robertson Panel sugli OVNI. Nel 1956 Edward Ruppelt, ex-capo del projet BLUE BOOK dell’Air Force, rivelò pubblicamente l’esistenza del panel. Un best-seller dell’ufologo Donald Keyhoe, un maggiore in pensione del corpo dei Marines, lottò in favore della pubblicazione di tutte le informazioni del governo riguardo gli OVNI. I gruppi civili OVNI, come il National Investigations Commitee on Aerial Phenomenon (NICAP) e l’Aerial Phenomenon Research Organization (APRO), spinsero immediatamente per la pubblicazione del rapporto del Robertson Panel. (47) Sotto pressione, l’Air Force domandò alla CIA l’autorizzazione di rimettere in circolazione e di pubblicare il rapporto. A dispetto di una tale pressione Philip Strong, Direttore Aggiunto Ausiliario dell’OSI, rifiutò di rimettere in circolazione il rapporto e di divulgare il patrocinio del panel da parte della CIA. In alternativa, l’Agenzia preparò una versione asettica del rapporto da cui cancellò il riferimento alla CIA ed evitò di menzionare la possibile guerra psicologica nella controversia OVNI. (48) Le domande di maggiori informazioni al governo sugli OVNI non cessarono di aumentare. L’8 marzo 1958, Keyhoe, in una intervista con Mike Wallace della CBS, rivelò la partecipazione importante della CIA nel dossier OVNI e il patrocinio dell’Agenzia del Robertson Panel. Ciò suscitò una serie di ricorsi all’Agenzia da parte di Keyhoe e del Dr. Leon Davidson, ingegnere chimico ed ufologo. Domandarono la pubblicazione dell’intero rapporto del Robertson Panel e la conferma della partecipazione della CIA nei documenti OVNI. Davidson era convinto che l’Agenzia, non l’Air Force, sopportasse la maggiore parte della responsabilità dell’analisi degli OVNI e che “le attività del Governo USA e dei suoi erano responsabili delle osservazioni di dischi volanti dell’ultimo decennio”. In effetti, poiché i voli dell’U-2 e OXCART erano ancora segreti, Davidson era più vicino alla verità di quanto sospettasse. Qui, tuttavia, la CIA continuò fermamente la politica di non rivelare il ruolo nelle inchieste sugli OVNI e rifiutò di rimettere in circolazione l’integrale rapporto del Robertson Panel. (49) Durante un incontro coi rappresentanti dell’Air Force per discutere del modo di trattare le future domande come quelle di Keyhoe e Davidson, gli agenti dell’Agenzia confermarono l’opposizione alla declassificazione del rapporto intero e si preoccuparono di ciò che Keyhoe aveva sentito dall’ex-DCI viceammiraglio Roscoe Hillenkoetter, che era nel comitato dei governatori del NICAP. Discussero se il Consigliere Generale della CIA Lawrence R. Houston dovesse mostrare a Hillenkoetter il rapporto, nella possibilità di sgonfiare la situazione. L’agente della CIA Frank Chapin suggerì che Davidson potesse avere motivi ulteriori, “certo per loro, forse, non c’era interesse per questo Paese” e suggerì di domandare all’FBI d’indagare. (50) Benché il dossier fosse difficile, l’FBI svolse un’inchiesta se Davidson, Keyhoe o lo stesso Houston avessero mai visto Hillenkoetter riguardo al rapporto Robertson; Hillenkoetter si dimise dal NICAP nel 1962.(51)
L’Agenzia fu implicata anche con Davidson e Keyhoe nei due casi OVNI celebri degli anni ’50, che contribuirono ad accresce la diffidenza del pubblico nei confronti della CIA sugli OVNI. Uno si concentrò su ciò che venne indicato come registrazione di un segnale radio da un disco volante; l’altro concerneva le foto di un disco volante. L’incidente del “codice radio” iniziò abbastanza innocentemente nel 1955, quando due sorelle di una certa età di Chicago, Mildred e Marie Maier, riferirono sul Journal of Space Flight le loro esperienze cogli OVNI, includendo la registrazione di un codice radio non identificato che dissero di aver ascoltato. Le sorelle registrarono il programma e altri radio operatori dichiararono di aver ascoltato il “messaggio dello spazio”. L’OSI s’interessò al caso e demandò alla Branca Contatto Scientifico d’avere una copia della registrazione. (52) Gli agenti della Divisione Contatto (CD), tra cui Dewelt Walker, avvicinarono le sorelle Maier, “emozionate dal fatto che il governo fosse interessato”, e presero un appuntamento per incontrarle. (53) Tentando di procurarsi la registrazione magnetica, gli agenti dell’Agenzia riferirono che erano finiti in una scena da Arsenico e Vecchi Merletti. “La sola cosa mancante era il vino di bacca”, secondo un telex di Walker al quartier generale. Dopo aver esaminato l’album delle foto delle sorelle sul loro tavolo, gli agenti si procurarono una copia della registrazione. (54) L’OSI analizzò il nastro e trovò che non era niente altro che un codice Morse alla radio. Il soggetto si placò fin quando l’ufologo Leon Davidson parlò con le sorelle Maier nel 1957. Le sorelle si ricordarono di aver parlato con un signor Walker che disse di esser dell’USAF. Davidson allora scrisse a un signor Walker, credendo che fosse un ufficiale dell’intelligence dell’Air Force di Wright-Patterson, per domandare se il nastro fosse stato analizzato dall’ATIC. Dewelt Walker rispose a Davidson che il nastro era stato dato alle autorità competenti per l’analisi, e che alcuna informazione era disponibile a proposito dei risultati. Non soddisfatto, e sospettando che questo Walzer fosse in realtà un agente della CIA, Davidson scrisse subito al DCI Allen Dulles esigendo di sapere se questo messaggio in codice fosse stato preso e chi fosse Walker. (55) L’Agenzia voleva conservare il segreto dell’identità di Walker, essendo un impiegato della CIA, rispose che un’altra agenzia del governo aveva analizzato il nastro in questione e che Davidson avrebbe avuto notizie dall’Air Force. (56) Il 5 agosto, l’Air Force scrisse a Davidson che Walker “era ed è un ufficiale dell’Air Force” e che il nastro “fu analizzato da un’altra organizzazione del governo”. L’Air Force confermò in queste lettere che la registrazione conteneva solamente un codice Morse identificabile proveniente da una stazione nota radio statunitense. (57) Davidson scrisse di nuovo a Dulles. Questa volta volle sapere l’identità dell’operatore Morse e dell’agenzia che condusse l’analisi. CIA ed Air Force erano in una situazione imbarazzante. L’Agenzia aveva negato che avesse realmente analizzato il nastro. L’Air Force aveva negato anche l’analisi del nastro e dichiarato che Walker era un suo ufficiale. Degli agenti della CIA sotto copertura contattarono Davidson a Chicago e gli promisero la traduzione del codice e l’identificazione dell’emittente, se possibile. (58) In un altro tentativo di calmare Davidson, un agente della CIA, ancora sotto copertura, e con l’uniforma dell’Air Force, contattò Davidson a New York City. L’agente della CIA spiegò che non c’erano super-agenti implicati e che la politica dell’Air Force non era divulgare ciò che faceva. Se sembrava accettare tale tesi, Davidson chiese tuttavia la rivelazione del messaggio della registrazione e la fonte. L’agente disse di vedere ciò che poteva fare. (59) Dopo aver controllato col quartier generale, l’agente della CIA telefonò a Davidson per dirgli che una ricerca coscienziosa era stata fatta e, poiché si sapeva che il segnale era di origine statunitense, il nastro e le note furono distrutte per fare spazio neo dossier. (60) Furioso per ciò che percepì come volta faccia, Davidson disse all’agente della CIA che “lui e la sua agenzia, qualunque fosse, agivano come Jimmy Hoffa e il Teamster Union per distruggere le prove che potessero accusarli”. (61) Credendo che ogni nuovo contatto con Davidson incoraggiasse soltanto altra speculazione, la Divisione Contatto si lavò le mani della questione riferendo al DCI e all’ATIC che non rispondeva a loro e che non avrebbero dovuto più contattare Davidson. (62) Dunque, un piccolo incidente, piuttosto bizzarro, maltrattato da CIA e Air Force, divenne un caso importante, portanda acqua al mulino del mistero crescente degli OVNI e del ruolo della CIA nel loro studio.
Un altro avvenimento minore qualche mese più tardi riesumò domande supplementari sul ruolo reale dell’Agenzia sui dischi volanti. L’inquietudine della CIA sul segreto nella materia fu ancora peggiore. Nel 1958, il Maggiore Keyhoe dichiarò che l’Agenzia domandava deliberatamente ai testimoni oculari di OVNI di non rendere pubbliche le loro osservazioni.(63) L’incidente prese ampiezza a partire da una domanda dell’OSI al CD, del novembre 1957 per ottenere da Ralph C. Maiher, un fotografo della KYW-TV di Cleveland, Ohio, le foto che prese nel 1952 di un oggetto volante non identificato. Henri Real, agente della CD, contattò Maiher e ottenne delle copie delle foto per l’analisi. Il 12 dicembre 1957, John Hazen, un altro agente della CD, restituì le cinque foto del presunto OVNI a Maiher, senza fare commenti. Maiher domandò a Hazen la valutazione dell’Agenzia delle foto, spiegando che tentava di organizzare una trasmissione TV per parlare al pubblico degli OVNI. Voleva menzionare che alla vista di queste foto, un’organizzazione dell’intelligence statunitense aveva esaminato le foto trovandole interessanti. Benché raccomandasse Maiher di non citarla Hazen affermò che Maiher era un cittadino statunitense e doveva decidere da solo ciò che faceva. (64) Keyhoe contattò Maiher più tardi, e gli raccontò della sua storia con la CIA e le foto. Keyhoe domandò all’Agenzia di confermare l’impiego di Hazen, con una lettera, per esporre il ruolo della CIA nelle indagini sugli OVNI. L’Agenzia rifiutò, a dispetto del fatto che i rappresentanti della CD fossero normalmente aperti e che avessero delle referenze che ne identificavano l’associazione con l’Agenzia. L’assistente del DCI Dulles, John S. Earman, inviò semplicemente una lettera diplomatica a Keyhoe che notava che, poiché gli OVNI erano problema fondamentale del dipartimento dell’Air Force, l’Agenzia aveva trasmesso la sua lettera all’Air Force per una risposta appropriata. Come la risposta a Davidson, la risposta dell’Agenzia a Keyhoe alimentò solamente le speculazioni sull’Agenzia implicata profondamente nelle osservazioni di OVNI. La pressione per la pubblicazione delle informazioni della CIA sugli OVNI continuò a crescere.(65) Benché la CIA avesse meno interesse per gli OVNI, continuò a controllare gli avvistamenti di OVNI. Gli agenti dell’agenzia sentirono il bisogno di restare ben informati sugli OVNI allertando solamente il DCI con rapporti sugli eventi più sensazionali concernenti gli OVNI. (66)

Gli anni ’60: la partecipazione declinante della CIA e l’accrescersi della controversia
Dall’inizio degli anni ’60, Keyhoe, Davidson e altri ufologi continuarono l’assalto all’Agenzia per la pubblicazione delle informazioni sugli OVNI. Davidson dichiarò che la CIA “era l’unica responsabile della creazione del furore per i dischi volanti come strumenti da guerra fredda psicologica dal 1951”. A dispetto degli appelli per un’audizione del Congresso e la pubblicazione dei documenti relativi agli OVNI, poco era cambiato. (67) Nel 1964, seguendo le discussioni di alto livello alla Casa Bianca su cosa fare se l’intelligence estera venisse scoperta nello spazio e nuove manifestazioni di rapporti ed avvistamenti di OVNI, il DCI John McCone domandò un aggiornamento delle valutazioni degli OVNI dalla CIA. Rispondendo alla domanda di McCone, l’OSI domandò al CD di avere degli estratti di molti rapporti di avvistamenti OVNI del NICAP. Con Keyhoe cofondatore, il più attivo nell’organizzazione, gli agenti della CIA rividero Richard H. Hall, direttore supplente. Hall diede agli agenti degli estratti dei dati del NICAP sugli avvistamenti più recenti. (68) Dopo che gli ufficiali dell’OSI esaminarono la materia, Donald F. Chambellan, Direttore Ausiliario dell’OSI, assicurò McCone che poche cose erano mutate dagli anni ’50. Non c’erano prove che gli OVNI fossero una minaccia per la sicurezza degli USA o che fossero “di origine esterna”. Chambellan disse a McCone che l’OSI controllava ancora i rapporti OVNI, compresa l’inchiesta ufficiale dell’Air Force, il Projet BLUE BOOK. (69) Nello stesso momento in cui la CIA conduceva l’ultimo esame interno sugli OVNI, la pressione pubblica forzò l’Air Force a stabilire un comitato ad hoc per esaminare il BLUE BOOK. Presieduta dal Dr Brian O’Brien, membro del Comitato Consultivo Scientifico dell’Air Force, il panel includeva Carl Sagan, il celebre astronomo della Cornell University. Il suo rapporto non offrì nessuna novità… Dichiarò che gli OVNI non erano una minaccia per la sicurezza nazionale e che non trovò “alcun caso di OVNI che rappresentasse un’avanzata tecnologia o scienza, al di fuori di una struttura terrestre”. Il comitato raccomandò che gli OVNI fossero studiati intensamente, con un supplente principale dell’università come coordinatore del progetto, per risolvere la questione definitivamente.(70) L’House Armed Services Committee ugualmente procedette allo studio di brevi dispacci sugli OVNI nel 1966 e ciò produsse dei risultati simili. Il segretario dell’Air Force Harold Brown assicurò il comitato che la maggior parte di queste osservazioni furono spiegate facilmente e che non c’erano prove che gli “alieni dallo spazio” avessero visitato la Terra. C’erano dieci membri del comitato, con l’Air Force che conservava spirito aperto e continuava ad indagare sui rapporti di OVNI.(71) Secondo il rapporto del Comitato O’Brien, le audizioni del Congresso sugli OVNI e la rivelazione sul rapporto del Dr Robertson, in una trasmissione della CBS, che la CIA fu in effetti implicata nell’analisi degli OVNI, l’Air Force prese ancora una nuova volta contatto nel luglio 1966 con l’Agenzia per la declassificazione dell’intero rapporto del Robertson Panel del 1953. e del’intero rapporto Durant su delibere e conclusioni del Robertson Panel. L’Agenzia ancora rifiutò di muoversi. Karl H. Weber, Direttore Aggiunto dell’OSI, scrisse all’Air Force “che noi siamo assai preoccupati che pubblicità futura sia data ad informazioni secondo cui il panel era sponsorizzato dalla CIA”. Weber notò che c’era già una versione asettica disponibile per il pubblico. (72) La risposta di Weber era piuttosto miope ed errata. Attirò solamente l’attenzione sul rapporto del Robertson Panel vecchio di 13 anni, e sul ruolo della CIA nelle indagini sugli OVNI. L’editorialista scientifico del The Saturday Review attirò l’attenzione del Paese sul ruolo della CIA nelle investigazioni sugli OVNI, quando pubblicò un articolo critico sulla “versione asettica” del rapporto del Robertson Panel del 1953, e lanciò un appello per la pubblicazione del documento completo.(73)
Ignoto agli agenti della CIA, il Dr James McDonald, distinto fisico dell’atmosfera dell’Università dell’Arizona, aveva già visto il Rapport Durant sui dibattiti del Robertson Panel a Wright-Patterson, il 6 giugno 1966. Quando McDonald ritornò a Wright-Patterson il 30 giugno per copiare il rapporto, l’Air Force rifiutò di permettergli di rivederlo, affermando che era un documento classificato dalla CIA. Emergendo come autorità sugli OVNI, McDonald dichiarò pubblicamente che la CIA era dietro la politica del segreto e il cover up dell’Air Force. Chiese la pubblicazione dell’intero rapporto del Robertson Panel e del rapporto Durant. (74) Sottomessa a pressione pubblica e raccomandazione del Comitato O’Brien, l’Air Force annunciò nell’agosto 1966 un contratto con un’università per intraprendere un programma di indagini intensive sugli avvistamenti OVNI. Il nuovo programma fu concepito per smussare gli attacchi continui secondo cui il governo degli USA aveva dissimulato ciò che sapeva sugli OVNI. Il 7 ottobre, l’Università del Colorado accettò un contratto di 325000 dollari con l’Air Force per uno studio di 18 mesi sui dischi volanti. Il Dr Edward U. Condon, fisico del Colorado e ex-Direttore del National Bureau of Standards, doveva condurre il programma. Descritto come “agnostico” sul problema degli OVNI, Condon osservò che aveva un animo aperto sulla questione e pensava che possibili origini extraterritoriali erano “improbabili ma non impossibili”. (75) Il Generale di Brigata Edward Giller dell’USAF, e il Dr Thomas Ratchford dell’Ufficio di Ricerca e Sviluppo dell’Air Force, divennero i coordinatori dell’Air Force per il progetto. Nel febbraio 1967, Giller contattò Arthur C. Lundahl, Direttore del Centro Nazionale d’Interpretazione Fotografica della CIA (NPIC), e propose un collegamento ufficiale tra NPIC e Comitato Condon per fornire consigli tecnici e servizi nell’esame delle foto di presunti OVNI. Lundahlet e il DDI R. Jack Smith approvarono l’accordo come modo per “preservarsi una possibile ritirata” sul nuovo programma. Vollero che CIA e NPIC mantenessero un profilo basso, e non prendessero parte alla stesura delle conclusioni del comitato. Alcun lavoro fatto per il comitato dal NPIC fu riconosciuto ufficialmente. (76) Ratchford domandò in seguito che Condon e il suo comitato fossero autorizzati a visitare il NPIC per discutere degli aspetti tecnici del problema ed osservare il materiale speciale che il NPIC aveva per le analisi. Il 20 febbraio 1967, Condon e quattro membri del suo comitato visitarono il NPIC. Lundahl affermò al gruppo che il lavoro del NPIC per aiutare il comitato non doveva essere identificato come lavoro della CIA. D’altra parte, il lavoro svolto dal NPIC sarebbe stato di natura strettamente tecnico. Dopo la ricezione di queste direttive, il gruppo ebbe una serie di istruzioni sui servizi e il materiale disponibile che non furono usati dalla CIA nell’analisi delle foto di OVNI fornite da Ratchford. Condon e il suo comitato ne furono impressionati.(77) Condon e lo stesso gruppo si riunirono ancora nel maggio 1967 col NPIC per una analisi delle foto di OVNI prese a Zanesville, Ohio. L’analisi smontò l’avvistamento. Il comitato fu ancora impressionato dal lavoro tecnico effettuato, e Condon notò che per la prima volta l’analisi scientifica di un OVNI confortava l’indagine. (78) Il gruppo discusse il progetto del comitato di lanciare un appello ai cittadini statunitensi per delle altre foto e pubblicare delle direttive per prendere delle utili foto di OVNI. Inoltre, gli agenti della CIA consentirono che il Comitato Condon pubblicasse il rapporto Durant nella sua interezza. con solo delle censure secondarie.
Nell’aprile 1969 Condon e il suo comitato pubblicarono il rapporto sugli OVNI. Il rapporto concluse che poco, se non nulla, fu ricavato dallo studio degli OVNI negli ultimi 21 anni e che uno studio futuro più intenso delle osservazioni di OVNI, non era utile. Raccomandò anche che l’unità speciale dell’Air Force, Projet BLUE BOOK, fosse sciolta. Non menzionò la partecipazione della CIA nell’indagine del Comitato Condon. (79) Un panel speciale venne stabilito dall’Accademia Nazionale delle Scienze per esaminare il Rapporto Condon e far coinciderne la conclusione che “alcuna alta priorità nelle indagini sugli OVNI era utile sulla base dei dati degli ultimi due decenni”. Concluse la revisione dichiarando, “Sulla base delle conoscenze attuali, la spiegazione meno plausibile degli OVNI è l’ipotesi di visite extra-terrestri da parte di esseri intelligenti”. Seguendo le raccomandazioni del Comitato Condon e dell’Accademia Nazionale delle Scienze, il segretario dell’Air Force Robert C. Seamans Jr., annunciò la fine del BLUE BOOK il 17 dicembre 1969. (80)

Gli anni ’70 e ’80: gli OVNI si rifiutano di morire
Il Rapporto Condon non soddisfaceva gli ufologi, che lo considerarono un cover up delle attività della CIA nelle sue ricerche sugli OVNI. Le osservazioni addizionali all’inizio degli anni ’70 alimentarono la credenza secondo cui la CIA fosse implicata in un modo o nell’altro in una vasta cospirazione. Il 7 giugno 1975, William Spaulding, capo di un piccolo gruppo OVNI, Ground Saucer Watch (GSW), scrisse alla CIA per domandare una copia del rapporto del Robertson Panel e i documenti relativi agli OVNI. (81) Spaulding era convinto che l’Agenzia detenesse gli archivi più importanti sugli OVNI. Gli agenti dell’agenzia fornirono a Spaulding una copia del rapporto del Robertson Panel e del rapporto di Durant. (82) Il 14 luglio 1975, Spaulding scrisse di nuovo all’Agenzia ponendo delle questioni sull’autenticità dei rapporti che aveva ricevuto e pretendeva che esistesse un cover up della CIA sul problema della sua attività a proposito degli OVNI. Gene Wilson, Coordinatore su Segreto e Informazioni della CIA, tentò di rispondere in modo soddisfacente a Spaulding, “In alcun momento prima della formazione del Robertson Panel e in seguito alla pubblicazione del rapporto del panel. la CIA fu impegnata nello studio del fenomeno OVNI”. Il rapporto del Robertson Panel, per Wilson, era “la somma dell’interesse dell’Agenzia e della sua partecipazione nel campo degli OVNI”. Wilson affermò ugualmente che non aveva documenti addizionali in possesso della CIA che fossero legati agli OVNI. Wilson era male informato. (83) Nel settembre 1977, Spaulding e il GSW, non convinti dalla risposta di Wilson, intentarono un processo in nome del Freedom Of Information Act contro l’Agenzia per ottenere specificamente i documenti sugli OVNI in possesso della CIA. Sommersi da domande simili del FOIA per le informazioni dell’Agenzia sugli OVNI, gli agenti della CIA consentirono, dopo una manovra legale, a condurre una “ricerca ragionevole” negli archivi della CIA per i documenti sugli OVNI. (84) A dispetto dell’antipatia d’insieme dell’Agenzia verso la richiesta, gli agenti, guidati da Launie Ziebell dell’Ufficio di Deliberazione Generale, condussero una ricerca coscienziosa dei documenti legati agli OVNI. Persistendo, esigendo e anche minacciando talvolta, Ziebell e il suo gruppo rincorsero l’Agenzia. Trovarono un vecchio schedario di OVNI nell’ufficio di un segretario. La ricerca produsse finalmente 355 documenti per approssimativamente 900 pagine. Il 14 dicembre 1978, l’Agenzia consegnò tutto tranne 57 documenti di circa 100 pagine al GSW. Trattenne questi 57 documenti per la sicurezza nazionale e per proteggere fonti e metodi.(85) Benché i documenti pubblicati non produssero rivelazioni sensazionali e avessero solamente rivelato interesse scarso dell’Agenzia per il fenomeno OVNI dopo il rapporto del Robertson Panel del 1953, la stampa trattò tale pubblicazione in maniera sensazionalistica. Il New York Times, per esempio, dichiarò che i documenti pubblicati confermavano un’intensa attività governativa sugli OVNI e che l’Agenzia era implicata segretamente nella sorveglianza degli OVNI. (86) Il GSW intentò allora un processo per la pubblicazione dei documenti trattenuti, dichiarando che l’Agenzia deteneva ancora delle informazioni chiave. (87) Era come i documenti sull’assassinio di Kennedy. Non importa quanti documenti dell’Agenzia siano resi pubblici e quanta informazione sia attenuata o prosaica, le persone continuano a credere nel cover up e nella cospirazione dell’Agenzia. Il DCI Stansfield Turner fu scosso quando lesse l’articolo del New York Times, da chiedere ai sottoposti, “ci occupiamo di OVNI?” Dopo aver esaminato le registrazioni, Don Wortman, Direttore Aggiunto per l’Amministrazione, riferì a Turner che non aveva “organizzato gli sforzi dell’Agenzia per fare delle ricerche a proposito del fenomeno OVNI e gli sforzi organizzati per raccogliere notizie sugli OVNI dagli anni ’50”. Wortman assicurò Turner che l’Agenzia aveva solamente tenuto delle registrazioni “sporadiche di corrispondenze che trattavano il soggetto”, compresi molti rapporti di osservazioni di OVNI. Non c’era un programma dell’Agenzia per raccogliere attivamente le informazioni su OVNI, e i documenti dati al GSW contenevano poche rivelazioni. (88) Dunque assicurato, Turner aveva l’appoggio del Consiglio Generale per un giudizio sommario contro il nuovo processo del GSW. Nel maggio 1980, la corte respinse la richiesta indicando che l’Agenzia aveva condotto una ricerca coscienziosa e adeguata in buona fede.(89)
Durante la fine degli anni ’70 e ’80, l’Agenzia mantenne un interesse di basso profilo sugli OVNI e le osservazioni di OVNI. Mentre la maggior parte degli scienziati avevano scartato la stranezza dei rapporti sui dischi volanti degli anni ’50 e ’60, alcuni dell’Agenzia e della comunità dell’intelligence mostrarono interesse per la parapsicologia e i fenomeni di telepatia associate all’avvistamento di OVNI. Gli agenti della CIA seguirono il problema OVNI per determinare quali osservazioni potevano indicare progressi sovietici nel campo dei missili ed esaminarne l’aspetto del controspionaggio. Gli analisti dell’agenzia della Life Science Division dell’OSI e l’OSWR ufficialmente dedicarono una parte del loro tempo agli OVNI. Ciò incluse le preoccupazioni sul controspionaggio secondo cui i Sovietici e il KGB utilizzavano cittadini statunitensi e gruppi sugli OVNI per avere informazioni sensibili sui programmi di sviluppo degli armamenti degli USA (come l’aereo Stealth), la vulnerabilità della rete difensiva aerea degli USA alla penetrazione dai missili stranieri che imitassero gli OVNI, e prove dell’avanzata tecnologia sovietica associata alle osservazioni di OVNI. La CIA si coordinò con la Comunità d’intelligence ed altre agenzie su loro nel campo della parapsicologia, dei fenomeni di telepatia e delle esperienze di “visione a distanza”. In generale l’Agenzia conservò una visione scientifica e conservatrice di tali questioni poco convenzionali. Non ci furono progetti di studio sugli OVNI formali o ufficiali nell’Agenzia negli anni ’80, e gli agenti dell’Agenzia conservarono archivi OVNI ridotti al minimo per evitare di creare registri che avrebbero potuto ingannare il pubblico se fossero stati resi pubblici. (90) Gli anni ’80 riprodussero le accuse secondo cui l’Agenzia deteneva ancora documenti relativi all’incidente in cui un disco volante s’era schiantato nel 1947 a Roswell, nel Nuovo Messico, e una massa di documenti che avrebbero rivelato l’esistenza di una ricerca top secret e lo sviluppo di una operazione d’intelligence sugli OVNI sotto la sola responsabilità del Presidente, alla fine degli anni ’40 e all’inizio degli anni ’50. Gli ufologi da tempo argomentavano che, seguendo il crash di un disco volante nel Nuovo Messico nel 1947, il governo non solamente ritrovò dei resti del disco schiantato ma anche quattro o cinque cadaveri di alieni. Secondo qualche ufologo. il governo impose il segreto sul progetto e rifiutò di divulgare i risultati dell’inchiesta e delle ricerche. (91) Nel settembre 1994, l’Air Force pubblicò un nuovo rapporto sull’incidente di Roswell che concluse che i rottami trovati nel Nuovo Messico nel 1947 erano probabilmente quelli di un pallone top secret, il Progetto MOGUL, concepito per sorvegliare l’atmosfera per trovare le prove dei test nucleari sovietici. (92) Verso il 1984, una serie di documenti riemersero e che secondo alcuni ufologi provavano che il presidente Truman creò un comitato top secret nel 1947, Majestic-12, per nascondere il recupero del relitto dell’OVNI di Roswell e di altri OVNI che si sarebbero schiantati, in vista di uno studio scientifico e per esaminare i corpi degli alieni ritrovati in tali siti. La maggior parte, per non dire tutti questi documenti, si rivelarono essere delle invenzioni. Pertanto la controversia persiste.(93)
Come le teorie sulla cospirazione dell’assassinio di JFK, gli OVNI non scompariranno presto, non importa cosa l’Agenzia abbia fatto o detto. La credenza secondo cui non siamo soli nell’universo è troppo emozionante e la diffidenza sul nostro governo è troppo invadente, per trattare la questione con studi scientifici tradizionali e con prove.

Note
1) Vedasi il 1973, i risultati del sondaggio Gallup apparsi sul New York Times, 29 novembre 1973, p. 45 e Philip J. Klass, OVNIs: The Public Deceived (New York: Prometheus Books, 1983), p.3.
2) Vedasi Klass, UFOs, p.3; James S. Gordon, “The UFO experience”, Atlantic Monthly (aogosto 1991), pages 82-92; David Michael Jacobs, The UFO Controversy in America (Bloomington: Indiana University Press, 1975); Howard Blum, Out There: The Governement’s Secret Quest for Extraterrestrials (New York : Simon e Schuster, 1990); Timothy Good, Above Top Secret : The Worldwide UFO Coverup (New York: William Morrow, 1987); e Whitley Strieber, Communion: The True Story (New York: Morrow, 1987)
3) Nel settembre 1993, John Peterson, una conoscenza di Woolsey, avvicinò il DCI con un pacchetto di documenti assai censurati della CIA sugli OVNI dati all’ufologo Stanton T. Friedman. Peterson e Friedman vollero sapere le ragioni di questi documenti. Woolsey consentì ad esaminarli. Vedasi Richard J. Warshaw, Assistente Esecutivo, note all’autore, 1 novembre 1994; Warshaw, nota a John H. Wright, Informazioni e Coordinatore del Segreto, 31 gennaio 1994; e Wright, nota al Segretariato Esecutivo, 2 marzo 1994. (Eccetto tali note, tutte le citazioni registrate dalla CIA in questo articolo furono raccolte durante l’indagine del 1994 presso l’Agenzia diretta dall’Assistente Esecutivo del DCI.)
4) Vedasi Hector Quintanilla, Jr., “The Investigation of The UFOs”, Vol. 10, No. 4, Studies in Intelligence (plan 1966) pp.95-110 e CIA, nota senza firma, “Dischi Volanti”, 14 agosto 1952. Vedasi anche Good, Above Top Secret, p. 253. Durante la Seconda guerra mondiale, i piloti degli USA riferivano “di foo fighters” (luci chiare che seguivano gli aerei statunitensi). Avendo paura che potessero essere armi segrete giapponesi o tedesche, l’OSS indagò ma non poté trovare prove concrete di armi del nemico e spesso classificò tali rapporti nella categoria “fesserie”. L’OSS indagò anche sulle osservazioni possibili di missili V-1 e V-2 tedeschi, venendo impiegati durante la guerra. Vedasi Jacobs, The UFO Controversy, p. 33. The Central Intelligence Group, il predecessore della CIA, controllò i rapporti sui “razzi fantasma” in Svezia nel 1946. Vedasi CIG, Intelligence Rapport, 9 aprile 1947.
5) Jacobs, The UFO Controversy, p. 156 e Quintanilla, “The Investigation of UFOs”, p.97.
6) Vedasi US Air Force, Air Material Command, “Unidentified Aerial Objects: Project SIGN, no. F-TR 2274, IA, febbraio 1949, Records of the US Air Force Commands, Activities and Organizations, Record Group 341, National Archives, Washington, DC.
7) Vedasi US Air Force, Projects GRUDGE and BLUEBOOK Reports 1- 12 (Washington, DC; National Investigations Committee on Aerial Phenomena, 1968) e Jacobs, The UFO Controversy, pp. 50-54.
8) Vedasi Cabell, memorandum to Commanding Generals Major Air Commands, “Reporting of Information on Unconventional Aircraft”, 8 Settembre 1950 e Jacobs, The UFO Controversy, p. 65.(9) Vedasi Air Force, Projets GRUDGE e BLUE BOOK e Jacobs, The UFO Controversy, p. 67.
10) Vedasi Edward Tauss, memorandum for Deputy Assistant Director, SI, “Flying Saucers”, 1 agosto 1952. Vedasi anche United Kingdom, Report by the “Flying Saucer” Working Party, “Unidentified Flying Objects”, (circa 1950).
11) Vedasi Dr. Stone, OSI, memorandum to Dr. Willard Machle, OSI, 15 marzo 1949 and Ralph L. Clark, Acting Assistant Director, OSI, memorandum for DDI, “Recent Sightings of Unexplained Objects”, 29 luglio 1952.
12) Stone, memorandum to Machle. Vedasi anche Clark, memorandum for DDI, 29 luglio 1952.
13) Vedasi Klass, UFOs, p. 15. Per una breve visione delle osservazioni di Washington vedasi Good, Above Top Secret, pp. 269-271.
14) Vedasi Ralph L. Clark, Acting Assistant Director, OSI, memorandum to DDI Robert Amory, Jr., 29 luglio 1952. OSI e OCI erano nel consiglio direttivo dell’inetlligence. Stabilito nel 1948, l’OSI fu punto focale della CIA per l’analisi degli sviluppi tecnologici e scientifici stranieri. Nel 1980 l’OSI fu fuso nell’Office of Science and Weapons Research. L’Office of Current Intelligence (OCI), fu creato il 15 gennaio 1951 per fornire fonti all’intelligence per mettere al corrente il Presidente e il Consiglio della Sicurezza Nazionale.
15) Tauss, memorandum for Deputy Assistant Director, SI (Philip Strong), 1 agosto 1952.
16) Il 2 gennaio 1952, il DCI Walter Bedell Smith creò un consiglio aggiunto d’amministrazione dell’intelligence (DDI) composto da sei organizzazioni dipendenti dalla CIA: OSI, OCI, Office of Collection and Dissemination, Office National Estimates, Office of Research and Reports, and the Office of Intelligence Coordination, per produrre l’analisi dell’intelligence per i politici degli USA.
17) Vedasi i verbali del Branch Chief’s Meeting, 11 Agosto 1952.
18) Smith espresse le sue opinioni in una riunione nella sala conferenza del DCI coi superiori. Vedasi Deputy Chief, Requirements Staff, FI, memorandum for Deputy Director, Plans, “Flying Saucers”, 20 agosto 1952, Directorate of Operations Records, Information Management Staff, Job 86-00538R, Box 1.
19) Vedasi CIA memorandum, non siglato, “Flying Saucers”, 11 agosto 1952.
20) Vedasi CIA, memorandum, non siglato, “Flying Saucers”, 14 agosto 1952.
21) Vedasi CIA, memorandum, non siglato, “Flying Saucers”, 19 agosto 1952.
22) Vedasi Chadwell, memorandum for Smith, 17 settembre 1952 e 24 settembre
1952, “Flying Saucers”. Vedasi anche Chadwell, memorandum for DCI Smith, 2
ottobre 1952 e Klass, UFOs, pp. 23-26.
23) Chadwell, memorandum for DCI with attachments, 2 dicembre 1952. Vedasi
anche Klass, UFOs, pp. 26-27 e Chadwell, memorandum, 25 novembre 1952.
24) Vedasi Chadwell, memorandum, 25 novembre 1952 e Chadwell, memorandum, “Approval in Principle – External Research Project Concerned with Unidentified Flying Objects”, senza data. Vedasi anche Philip G. Strong, OSI, memorandum per registrazione, “Meeting with Dr. Julius A. Stratton, Executive Vice President and Provost, MIT and Dr. Max Millikan, Director of CENIS”. Strong credeva che per intraprendere tale revisione avrebbero avuto bisogno dell’appoggio pieno del DCI Smith.
25) Vedasi Chadwell, memorandum for DCI, “Unidentified Flying Objects”, 2 dicembre 1952. Vedasi anche Chadwell, memorandum for Amory, DDI, “Approval in Principle – External Research Project Concerned with Unidentified Flying Objects”, senza data.
26) L’IAC fu creato nel 1947 per coordinare e stabilire le esigenze dell’intelligence. Presieduto dal DCI, l’IAC comprendeva rappresentanti del dipartimento di Stato, dell’esercito, dell’aviazione, dei Capi di Stato Maggiore, dell’FBI e dell’AEC.
27) Vedasi Klass, UFOs, p. 27.
28) Vedasi Richard D. Drain, Acting Secretary, IAC, “Minutes of Meeting held in Director’s Conference Room, Administration Building, CIA”, 4 dicembre 1952.
29) Vedasi Chadwell, memorandum per le registrazioni, “British Activity in the Field of UFOs”, 18 Dicembre 1952.
30) Vedasi Chadwell, memorandum for DCI, “Consultants for Advisory Panel on Unidentified Flying Objects”, 9 gennaio 1953; Curtis Peebles, Watch the Skies! A Chronicle of the Flying Saucer Myth (Washington, DC: Smithsonian Institution Press, 1994). pp. 73-90; e Jacobs, The UFO Controversy, pp.91-92.
31) Vedasi Fred C. Durant III, Report on the Robertson Panel Meeting, gennaio 1953. Durant, contrattista dell’OSI e ex-presidente dell’American Racket Society, assisté alle riunioni del Robertson Panel e scrisse un riassunto dei dibattiti.
32) Vedasi Report of the Scientific Panel on Unidentified Flying Objects (the Robertson Report), 17 gennaio 1953 e il rapporto di Durant sulle discussioni nel Panel.
33) Vedasi Robertson Report e Durant Report. Anche Good, Above Top Secret, pp. 337-38, Jacobs, The UFO Controversy, p. 95, e Klass, UFOs, pp. 28-29.
34) Vedasi Reber, memorandum to IAC, 18 febbraio 1953.
35) Vedasi Chadwell, memorandum for DDI, “Unidentified Flying Objects”, 10 febbraio 1953; Chadwell, lettera a Robertson, 28 gennaio 1953; e Reber, memorandum for IAC, “Unidentified Flying Objects”, 18 febbraio 1953. Per informazioni su ONE vedasi Durant, memorandum per registrazioni, “Briefing of ONE Board on Unidentified Flying Objects”, 30 gennaio 1953 e CIA Summary disseminated to the field, “Unidentified Flying Objects”, 6 febbraio 1953.
36) Vedasi Chadwell, lettera a Julius A. Stratton, Provost MIT, 27 gennaio 1953.
37) Vedasi Chadwell, memorandum for Chief, Physics and Electronics Division/OSI (Todos M. Odarenko), “Unidentified Flying Objects”, 27 maggio 1953.
38) Vedasi Odarenko, memorandum to Chadwell, “Unidentified Flying Objects”, 3 luglio 1953. Vedasi anche Odarenko, memorandum to Chadwell, “Current Status of Unidentified Flying Objects (UFOB) Project”, 17 dicembre 1953.
39) Vedasi Odarenko, memorandum, “Unidentified Flying Objects”, 8 agosto 1955. 40) Vedasi FBI, report, “Military Unconventional Aircraft,” 18 agosto 1953 e dei rapporti vari, “Military-Air, Unconventional Aircraft”, 1953, 1954, 1955.
41) Sviluppato dalla filiale canadese della Britain’s Ltd, il Projet Y produsse un modello che volò per pochi metri dal solo. Vedasi Odarenko, nota a Chadwell, “Flying Saucer Type of Planes” 25 maggio 1954 ; Frederic C.E. Oder, nota a Odarenko, “USAF Project Y,” 21 maggio 1954 ; e Odarenko, T. M. Nordbeck, Ops/SI, e Sidney Graybeal, ASD/SI, nota per il dossier, “Intelligence Responsibilities for Non-Conventional Types of Air Vehicles”, 14 giugno 1954.42) Vedasi Reuben Efron, memorandum, “Observation of Flying Object Near Baku”,
13 ottobre 1955; Scoville, memorandum per registrazione, “Interview with Senator Richard B. Russell,” 27 ottobre 1955; e Wilton E. Lexow, memorandum per informazioni, “Reported Sighting of Unconventional Aircraft”, 19 ottobre 1955.
43) Vedasi Lexow, memorandum per informazioni, “Reported Sighting of Unconventional Aircraft”, 19 ottobre 1955. Voir également Frank C. Bolser, memorandum pourGeorge C. Miller, Deputy Chief, SAD/SI, “Possible Soviet Flying Saucers, Check On”, Lexow, memorandum, “Possible Soviet Flying Saucers, Follow Up On”, 17 dicembre 1954; Lexow, memorandum, “Possible Soviet Flying Saucers”, 1 dicembre 1954; e A. H. Sullivan, Jr., memorandum, “Possible Soviet Flying Saucers”, 24 novembre 1954.
44) Vedasi Gregory W. Pedlow and Donald E. Welzenbach, The Central Intelligence Agency and Overhead Reconnaissance: The U-2 and OXCART Programs, 1954-1974 (Washington, DC: CIA History Staff, 1992), pp. 72-73.
45) Vedasi Pedlow and Welzenbach, Overhead Reconnaissance, pp. 72-73. Così fu confermato in una intervista telefonica tra l’autore e John Parongosky, il 26 Luglio 1994. Parongosky sorvegliava sempre il programma OXCART.
46) Vedasi Jacobs, The UFO Controversy, p.135.
47) Vedasi Peebles, Watch the Skies, pp. 128-146; Ruppelt, The Report on Unidentified Flying Objects (New York: Doubleday, 1956); Keyhoe, The Flying Saucer Conspiracy (New York: Holt, 1955); e Jacobs, The UFO Controversy, pp. 347-49.
48) Vedasi Strong, lettera a Lloyd W. Berkner; Strong, lettera a Thorton Page; Strong, lettera a Robertson; Strong, lettera a Samuel Goudsmit; Strong, lettera a Luis Alvarez, 20 dicembre 1957; e Strong, memorandum per il Maggiore James F. Byrne, Assistant Chief of Staff, Intelligence Department of the Air Force, “Declassification of the Report of the Scientific Panel on Unidentified Flying Objects,” 20 Dicembre 1957. Vedasi anche Berkner, lettera a Strong, 20 novembre 1957 e Page, lettera a Strong, 4 dicembre 1957. I membri del panel erano poco disposti a vedere la loro associazione all’Agenzia svelata.
49) Vedasi Wilton E. Lexow, memorandum per registrazioni, “Comments on Letters Dealing with Unidentified Flying Objects”, 4 aprile 1958; J. S. Earman, lettera al Major Lawrence J. Tacker, Office of the Secretary of the Air Force, Information Service, 4 Aprile 1958; Davidson, lettera a Berkner, 8 aprile 1958; Berkner, lettera a Davidson, 18 aprile 1958; Berkner, lettera a Strong, 21 aprile 1958; Davidson, lettera a Tacker, 27 aprile 1958; Davidson, lettera a Allen Dulles, 27 aprile 1958; Ruppelt, lettera a Davidson, 7 maggio 1958; Strong, lettera a Berkner, 8 Maggio 1958; Davidson, lettera a Berkner, 8 Maggio 1958; Davidson, lettera a Earman, 16 Maggio 1958; Davidson, lettera a Goudsmit, 18 maggio 1958; Davidson, lettera a Page, 18 Maggio 1958; e Tacker, lettera a Davidson, 20 maggio 1958.
50) Vedasi Lexow, memorandum for Chapin, 28 luglio 1958.
51) Vedasi Good, Above Top Secret, pp. 346-47; Lexow, memorandum per registrazioni, “Meeting with the Air Force Personnel Concerning Scientific Advisory Panel Report on Unidentified Flying Objects, 17 gennaio 1953(S)”, 16 Maggio 1958. Vedasi anche La Rae L. Teel, Deputy Division Chief, SD, memorandum per registrazione, “Meeting with Mr. Chapin on Replying to Leon Davidson’s UFO Letter and Subsequent Telephone Conversation with Major Thacker [sic]”, 22 maggio 1958.
52) Vedasi Edwin M. Ashcraft, Chief, Contact Division (Scientific), memorandum to Chief, Chicago Office, “Radio Code Recording”, 4 marzo 1955 and Ashcraft, memorandum to Chief, Support Branch, OSI, 17 marzo 1955.
53) La Divisione Contatti fu creata per raccogliere le informazioni dell’intelligence delle fonti straniere negli USA. Vedasi Directorate of Intelligence Historical Series, The Origin and Development of Contact Division, 11 luglio 1946-1 luglio 1965 (Washington, DC ; CIA Historical Staff, giugno 1969).
54) Vedasi George O. Forrest, Chief, Chicago Office, memorandum to Chief, Contact Division for Science, 11 marzo 1955.
55) Vedasi Support Division (Connell), memorandum to Dewelt E. Walker, 25 aprile 1957.
56) Vedasi J. Arnold Shaw, Assistant to the Director, lettera a Davidson, 10 maggio 1957.
57) Vedasi Support (Connell) memorandum to Lt. Col. V. Skakich, 27 agosto 1957
e Lamountain, memorandum to Support (Connell), 20 dicembre 1957.
58) Vedasi Lamountain, cable to Support (Connell), 31 luglio 1958.
59) Vedasi Support (Connell) cable to Skakich, 3 ottobre 1957 e Skakich, cable to Connell, 9 ottobre 1957.
60) Vedasi Skakich, cable to Connell, 9 ottobre 1957.
61) Vedasi R. P. B. Lohmann, memorandum for Chief, Contact Division, DO, 9 gennaio 1958.
62) Vedasi Support, cable to Skakich, 20 Febbraio 1958 e Connell (Support) cable to Lamountain, 19 dicembre 1957.
63) Vedasi Edwin M. Ashcraft, Chief, Contact Division, Office of Operations, memorandum for Austin Bricker Jr., Assistant to the Director, “Inquiry by Major Donald E. Keyhoe on John Hazen’s Association with the Agency”, 22 gennaio 1959.
64) Vedasi John T. Hazen, memorandum to Chief, Contact Division, 12 dicembre 1957. Vedasi anche Ashcraft, memorandum to Cleveland Resident Agent, “Ralph E. Maiher”, 20 dicembre 1957. Da quel memorandum, le foto sono state viste a “alto livello e sono state restituite senza commenti”. L’Air Force possiede i negativi originali. I documenti della CIA furono probabilmente distrutti.
65) La questione ritornò in superficie negli anni ’70 con l’azione giudiziaria del GSW nell’ambito del FOIA.
66) Vedasi Robert Amory, Jr., DDI, memorandum for Assistano Director/Scientific Intelligence, “Flying Saucers”, 26 marzo 1956. Vedasi anche Wallace R. Lamphire, Office of the Director, Planning and Coordination Staff, memorandum for Richard M. Bissell, Jr., “Unidentified Flying Saucers (UFO)”, 11 giugno 1957; Philip Strong, memorandum for the Director, NPIC, “Reported Photography of Unidentified Flying Objects”, 27 ottobre 1958; Scoville, memorandum to Lawrence Houston, Legislative Counsel, “Reply to Honorable Joseph E. Garth”, 12 luglio 1961; e Houston, lettera a Garth, 13 luglio 1961.
67) Vedasi, per esempio, Davidson, lettera al congressista Joseph Garth, 26 giugno 1961 e Carl Vinson, Chairman, House Committee on Armed Services, lettera al Rep. Robert A. Everett, 2 settembre 1964.
68) Vedasi Maxwell W. Hunter, staff member, National Aeronautics and Space Council, Executive Office of the President, memorandum for Robert F. Parkard, Office of International Scientific Affairs, Department of State, “Thoughts on the Space Alien Race Question”, 18 luglio 1963, File SP 16, Records of the Department of State, Record Group 59, National Archives. Vedasi également F. J. Sheridan, Chief, Washington Office, memorandum to Chief, Contact Division, “National Investigation Committee on Aerial Phenomena (NICAP)”, 25 gennaio 1965.
69) Chamberlain, memorandum for DCI, “Evaluation of UFOs,” 26 gennaio 1965.
70) Vedasi Jacobs, The UFO Controversy, p. 199 e US Air Force, Scientific Advisory Board, Ad Hoc Committee (O’Brien Committee) to Review Project BLUE BOOK, Special Report (Washington, DC: 1966). Vedasi anche The New York Times, 14 agosto 1966, p. 70.
71) Vedasi “Congress Reassured on Space Visits”, The New York Times, 6 aprile 1966.
72) Weber, lettera al Colonello Gerald E. Jorgensen, Chief, Community Relations Division, Office of Information, US Air Force, 15 agosto 1966. Il rapporto Durant era un riassunto dettagliato delle procedure del Robertson Panel.
73) Vedasi John Lear, “The Disputed CIA Document on UFOs”, Saturday Review (3 settembre 1966), p. 45. L’articolo di Lear era anche antipatico per le osservazioni di OVNI e la possibilità che gli extraterrestri vi fossero implicati. l’Air Force s’era affrettata a fornire a Lear il rapporto intero. Vedasi Walter L. Mackey, Executive Officer, memorandum for DCI, “Air Force Request to Declassify CIA Material on Unidentified Flying Objects (UFO)”, 1 settembre 1966.
74) Vedasi Klass, UFOs, p. 40, Jacobs, The UFO Controversy, p. 214 e Everet Clark, “Physicist Scores ‘Saucer Status,'” The New York Times, 21 ottobre 1966. Vedasi anche James E. McDonald, “Statement on Unidentified Flying Objects”, sottomesso alla House Committee on Science and Astronautics, 29 luglio 1968.
75) Condon viene citato in Walter Sullivan, “3 Aides Selected in Saucer Inquiry”, The New York Times, 8 ottobre 1966. Vedasi anche “An Outspoken Scientist, Edward Uhler Condon”, The New York Times, 8 ottobre 1966. Condon, uno scienziato scaltro, s’impegolò in una controversia con la House Unamerican Activities Committee che gli chiese se era “uno dei più deboli legami nella nostra sicurezza atomica”. Vedasi anche Peebles, Watch the Skies, pp. 169-195.
76) Vedasi Lundahl, memorandum for DDI, 7 febbraio 1967.
77) Vedasi memorandum per registrazione, “Visit of Dr. Condon to NPIC, 20 February 1967”, 23 Febbraio 1967. Vedasi anche l’analisi delle foto nel memorandum per Lundahl, “Photo Analysis of UFO Photography”, 17 febbraio 1967.
78) Vedasi memorandum per registrazione, “UFO Briefing for Dr. Edward Condon, 5 May 1967”, 8 Maggio 1967 e “Guidelines to UFO Photographers and UFO Photographic Information Sheet” associati. Vedasi anche Condon Committee, Press Release, 1 Mai 1967 e Klass, UFOs, p. 41. Le foto di Zaneville presentate come cane solare.
79) Vedasi Edward U. Condon, Scientific Study of Unidentified Flying Objects (New York: Bantam Books, 1969) e Klass, UFOs, p. 41. Il rapporto contiene il rapporto Durant con solo qualche rivelazione minore.
80) Vedasi Office of Assistant Secretary of Defense, News Release, “Air Force to Terminate Project BLUEBOOK”, 17 dicembre 1969. L’Air Force ritirò i documenti del BLUEBOOK negli archivi dell’US Air Force, nella Maxwell Air Force Base in Alabama. Nel 1976, l’Air Force restituì gli schedari del BLUEBOOK al National Archives and Record, che li rese disponibili al pubblico senza restrizioni. Qualche nome fu cancellato dai documenti. Vedasi Klass, UFOs, p.6.
81) Il GSW era un piccolo gruppo di appassionati di OVNI di Phoenix, Arizona, e diretti da William H. Spaulding.
82) Vedasi Klass, UFOs, p. 8.
83) Vedasi Wilson, lettera a Spaulding, 26 marzo 1976 e GSW v. CIA Civil Action Case 78-859.
84) GSW v. CIA Civil Action Case 78-859, p. 2.
85) Intervista dell’autore a Launie Ziebell, 23 giugno 1994, e intervista dell’autore all’analista dell’OSI, 21 luglio 1994. Vedasi anche affidavits of George Owens, CIA Information and Privacy Act Coordinator; Karl H. Weber, OSI; Sidney D. Stembridge, Office of Security; et Rutledge P. Hazzard, DS&T; GSW v. CIA Civil Action Case 78-859 et Sayre Stevens, Deputy Director for National Foreign Assessment, memorandum for Thomas H. White, Assistant for Information, Information Review Committee, “FOIA Litigation Ground Saucer Watch”, senza data.
86) Vedasi “CIA Papers Detail UFO Surveillance,” The New York Times, 13 gennaio 1979; Patrick Huyghe, “UFO Files: The Untold Story,” The New York Times Magazine, 14 pttobre 1979, p. 106; e Jerome Clark, “UFO Update”, UFO Report, agosto 1979.
87) Jerome Clark, “Latest UFO News Briefs From Around the World”, UFO Update, agosto 1979 e GSW v. CIA Civil Action No. 78-859.
88) Vedasi Wortman, memorandum for DCI Turner, “Your Question, ‘Are we in UFOs?’ Publicato su The New York Times News Release Article”, 18 gennaio 1979.
89) Vedasi GSW vs. CIA Civil Action 78-859. Vedasi anche Klass, UFOs, pp. 10-12.
90) Vedasi John Brennan, nota per Richard Warshaw, Assistant Exécutif,
DCI, “Requested Information on UFOs”, 30 settembre 1993 ; Intervista dell’autore con l’analista dell’OSWR, 14 giugno 1994 e l’analista dell’OSI, 21 luglio 1994. Tale autore non ha quasi trovato documenti sulla partecipazione dell’Agenzia negli studi OVNI degli anni ’80. C’era un Centro di Telepatia della DIA e della NSA che studiava la parapsicologia, tale branca della psicologia trattava l’indagine sui fenomeni di telepatia come la veggenza, la percezione extrasensoriale e la telepatia. La CIA sarebbe stata membro dell’Incident Response Team incaricato d’indagare sugli atterraggi di OVNI, se si sarebbero verificati. Tale team non si riunì mai. La mancanza di documenti solidi della CIA sulle attività dell’Agenzia legata agli OVNI negli anni ’80 lasciano sulla questione qualche punto oscuro per tale periodo. Molta letteratura, ora, si occupa dei contattatati e degli abducted. Vedasi John Mack, Abduction, Human Encounters with Aliens (New York: Charles Scribner’s Sons, 1994) e Howard Blum, Out There (New York:Simon and Schuster, 1990).
91) Vedasi Charles Berlitz and William L. Moore, The Roswell Incident (New York: Berkeley Books, 1988); Moore, “The Roswell Incident: New Evidence in the Search for a Crashed UFO”, (Burbank, California: Fair Witness Project, 1982), Publication Number 1201; e Klass, UFOs, pp. 280-281. Nel 1994 il congressista Steven H. Schiff (R-NM) lanciò un appello per lo studio ufficiale dell’incidente di Roswell. Il GAO condusse una inchiesta sull’incidente. La CIA non vu s’impegnò. Vedasi Klass, UFOs, pp. 279-281; John H. Wright, Information and Privacy Coordinator, lettera a Derek Skreen, 20 settembre 1994; e l’intervista all’analista dell’OSWR. Vedasi Anche il film per la televisione, Roswell, trasmesso via cavo il 31 luglio 1994 e Peebles, Watch the Skies, pp. 245-251.
92) Vedasi John Diamond, “Air Force Probes 1947 UFO Claim Findings Are Down toEarth”, 9 settembre 1994, Associated Press release; William J. Broad, “Wreckageof a `Spaceship’: Of This Earth (and U.S.),” The New York Times, 18 settembre 1994, p. 1; e USAF Col. Richard L. Weaver et 1st Lt. James McAndrew, The Roswell Report, Fact Versus Fiction in New Mexico Desert (Washington, DC: GPO, 1995).
93) Vedasi Good, Above Top Secret; Moore and S. T. Friedman, “Philip Klass and MJ-12: What are the Facts,” (Burbank California: Fair-Witness Project, 1988), Publication Number 1290; Klass, “New Evidence of MJ-12 Hoax,” Skeptical Inquirer, vol. 14 (Winter 1990); e Moore and Jaime H. Shandera, The MJ-12 Documents: An Analytical Report (Burbank, California: Fair-Witness Project, 1990), Publication Number 1500. Walter Bedell Smith sostituì Forrestal il 1° agosto 1950 dopo la morte di Forrestal. Tutti i membri iscritti erano deceduti quando i “documenti” dell’MJ-12″ apparvero nel 1984. Dr. Larry Bland, editore di The George C. Marshall Papers, scoprì che i documenti del Majestic-12 erano una frode completa. Usarono esattamente gli stessi termini contenuti nella lettera di Marshall al candidato presidenziale Thomas Dewey concernente le intercettazioni “Magic” del 1944. Le date e i nomi furono cambiati e “Magic” divenne “Majic”. D’altronde, c’era una foto, ma non originale. Alcun documento originale del MJ-12 fu mai pubblicato. Conversazione telefonica tra l’autore e Bland, 29 agosto 1994.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – Aurora

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