Ritorna la guerra fredda sul Baltico

Wayne Madsen, SCF 16 giugno 2019

Fu come un giorno degli anni ’70. Tranne l’incontro ravvicinato tra un caccia-intercettatore russo Su-27 e un aereo della US-Force RC-135V e un aereo spia svedese Gulfstream IV verificatosi il 10 giugno. L’incidente, avvenuto nello spazio aereo marittimo polacco vicino allo spazio aereo della regione russa di Kaliningrad, provocò le proteste diplomatiche presso i Ministeri degli Esteri e della Difesa russi dall’ambasciata statunitense a Mosca. L’incontro aereo si svolse il secondo giorno dell’esercitazione navale e aerea della NATO Baltops-2019 nel Mar Baltico, in cui Stati Uniti, Svezia (membro non NATO) e altre sedici nazioni, incluso il membro non-NATO Finlandia, partecivano. I partecipanti della NATO che non vi parteciparono erano Grecia, Ungheria, Lussemburgo, Canada, Repubblica Ceca, Slovacchia, Bulgaria, Slovenia, Islanda, Croazia e Montenegro. L’esercitazione era prevista per il 9-21 giugno. L’esercitazione di Baltops si svolgeva sotto il comando della neonata seconda flotta statunitense, ricostituita a Norfolk, in Virginia. L’esercitazione annuale si concluse con navi e sottomarini salpati a Kiel in Germania per partecipare alla parata navale annuale di Kielerwochen, offrendo anche l’opportunità ai marinai di bere grandi quantità di birra durante i festeggiamenti della settimana. Non c’è dubbio che l’alleanza militare occidentale tenti rendere il Mar Baltico in un “lago della NATO”. Svezia e Finlandia ora partecipano apertamente alle esercitazioni militari della NATO e non fanno mistero della loro partecipazione alle operazioni dei Cinque Occhi, l’alleanza dell’intelligence inglese, statunitense, canadese, australiana e neozelandese; solo una nazione nel Baltico che rimane di fuori dalla NATO e suo unico obiettivo: la Russia.
NATO e partner “non membri” Svezia e Finlandia, inasprivano le tensioni militari sul Baltico sul gasdotto di Gazprom Nord Stream 2 che rifornirà di fas russo direttamente la Germania. L’oleodotto passa a sud dell’isola danese di Bornholm, più vicino alla Svezia che alla Danimarca. Quattro Paesi interssati da Nord Stream 2 ne approvarono la costruzione. L’unico ostacolo era la Danimarca. Donald Trump elogiò il rifiuto della Danimarca a sostenere Nord Stream. Tuttavia, l’elogio di Trump per la decisione del primo ministro danese di destra Lars Lokke Rasmussen fu prematuro e di breve durata. Il 5 giugno, l'”alleanza rossa” composta dai socialdemocratici della prima ministra Mette Frederiksen, insieme a Liberali sociali, Partito popolare socialista, Alleanza rosso-verde, Partito socialdemocratico faroese e Siumut groenlandese sconfiggendo la coalizione di destra di Rasmussen nelle elezioni generali. Da primo ministro, si ritiene che Frederiksen voglia che la Danimarca riaffermi la propria politica estera indipendente senza prendere ordini da Washington, specialmente da un’amministrazione nordamericana che si oppone alla piattaforma ambientale e dei libertà civile dei socialdemocratici e dei loro alleati della coalizione. L’alleanza Rosso-Verde favorisce il ritiro della Danimarca dalla NATO. Frederiksen sarà costretto a trattare col servizio d’intelligence danese (“Forsvarets Efterretningstjeneste” o FE), che ha contribuito a fare della Danimarca in un alleato della National Security Agency statunitense e fedele membro dell’alleanza dell’intelligence nordica tra Danimarca, Norvegia, Svezia e Finlandia esistente dalla Guerra Fredda.
Dopo essersi mai veramente adattato alle realtà del post-Guerra Fredda, il FE è ancora organizzato come servizio d’intelligence del fronte NATO sul Baltico orientato alla difesa dello Stretto del Baltico da un’azione militare dalle inesistenti Repubblica Democratica Tedesca e URSS, così come dall’inesistente aderente del Patto di Varsavia Polonia. Le funzionalità dell’intelligence dei segnali del FE (SIGINT) (ad esempio, la stazione SIGINT di Sandagergård ad Aflandshage, vicino Copenaghen) sono volte al traffico commerciale delle comunicazioni satellitari. L’unità SIGINT del FE ha poca o alcuna capacità di intercettare le comunicazioni in Medio Oriente. Il piccolo budget del FE è il risultato dell’eccessiva dipendenza dall’intelligence asettica e obesa della Central Intelligence Agency. Ciò che gli analisti dell’intelligence danese ricevono dalla CIA non è molto più rivelatorio di ciò che si può normalmente leggere su The Economist, Financial Times o New York Times. Ad esempio, il FE continua a enfatizzare abilità linguistiche obsolete, russo, tedesco e polacco, prestando scarsa attenzione alle più importanti lingue arabe, farsi, urdu, tamil, turche e curde parlate da molti immigrati e da cittadini danesi di prima e seconda generazione.
Ci furono suggerimenti nel FE per costruire proprie piattaforme SIGINT su navi che raccolgano in modo indipendente informazioni da Golfo Persico, Mar Arabico e altri punti caldi che coinvolgano interessi danesi. Tuttavia, il governo danese si accontenta dello status minore presso i nordamericani. La crescente importanza della flotta aerea SIGINT svedese, come l’aereo-spia Gulfstream IV intercettato dal Su-27 russo vicino Kaliningrad, testimoniata dal fatto che Svezia e Stati Uniti hanno totalmente integrato le loro capacità SIGINT aeree sotto l’ombrello della NATO. Per molti versi, la National Swedish Radio Foundation o ” Försvarets radioanstalt” (FRA), che gestisce gli aerei SIGINT svedese, incluso il Gulfstream IV intercettato dai russi coll’RC-135V statunitense, è un alleato ancora più importante per gli Stati Uniti che le agenzie SIGINT di tutti i membri della NATO. Sebbene Svezia e Finlandia stiano riluttanti ad aderire alla NATO, la loro politica militare ha portato entrambi i Paesi nel blocco militare. Mentre il Mar Baltico non è ancora un “lago della NATO”, non si può dire lo stesso del Golfo di Botnia tra Svezia e Finlandia. L’agenzia SIGINT della Finlandia VKL (“Viestikoelaitos”) è uno stretto partner della NSA. L’US Navy aveva anche riferito di aver condiviso una “libreria” di di firme acustiche da sonar passivi dei sottomarini russo con le controparti navali finlandesi e svedesi. Inoltre, la cooperazione dell’intelligence navale tra le flotte di Stati Uniti, Svezia, Finlandia, Danimarca ed Estonia nelle attività di monitoraggio nel Golfo di Finlandia non fu mai così grande. Ma perché? La Guerra Fredda è finita da circa due decenni e l’Europa settentrionale, francamente, ha altre preoccupazioni, dai cambiamenti climatici alla minaccia riemergente dai movimenti politici nazisti e fascisti.
Se la Danimarca dovesse allontanarsi dalle attività d’intelligence della NATO nel Baltico, il suo posto sarà preso volentieri dalla Polonia. Il presidente polacco Andrzej Duda, che ha stretti rapporti con Trump, accettava di pagare il conto della costruzione do basi militari statunitensi in Polonia. Tuttavia, la NSA è in Polonia da diversi anni e lavora con le controparti polacche estendendo un gigantesco “orecchio” dell’intercettazione elettronica su Kaliningrad. Dal 2013, il personale della NSA collaborava cogli analisti SIGINT polacchi nella stazione d’intercettazione congiunta di Olsztyn. La “stazione periferica” di Olsztyn, nome in codice AMBERWIND, conduce intercettazioni elettroniche e di comunicazioni delle forze militari ed altre comunicazioni russe a Kaliningrad, sede della Flotta del Baltico. Proprio come con le basi delle truppe in Polonia, i polacchi pagavano la struttura SIGINT del NSA. NATO e Trump cercano di avere entrambe le cose. Mentre Trump fa tutto il possibile per ostacolare la costruzione del Nord Stream 2, i suoi responsabili della sicurezza nazionale avvertivano la Russia di non interferire coi cavi in fibra ottica sottomarini del Baltico o il cavo elettrico NordBalt tra Klaipeda, Lituania e Nybro, Svezia. Durante la Guerra Fredda ci furono seri suggerimenti da Svezia, Finlandia, Unione Sovietica, Polonia e persino Danimarca e Norvegia a ché la regione baltica diventasse “zona di pace”. Sembra che durante il periodo di pace, alcuni interessi occidentali vogliano trasformare il Baltico in zona di guerra.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Precedente Putin, Lavrov e Xi chiedono la fine del MAD Successivo La minaccia sul Medio Oriente degli Stati Uniti diventa nucleare