Trotskismo cosmico: Juan R. Posadas

Matt Salusbury, Fortean Times Agosto 2003

Juan R. Posadas non era un trotskista ordinario; i socialisti cosmici, i benefici della guerra nucleare e la comunicazione coi delfini erano tutte parti del suo programma rivoluzionario. Matt Salisbury racconta la storia di uno dei pensatori politici più sconosciuti del mondo.
Pensiamo ai culti degli UFO, generalmente, come a cose naïf, a mascherate californiane, a spaventose sette religiose da giorno del giudizio universale, o persino ai gruppi neonazisti convinti che i dischi volanti operino da una base antartica segreta. Ma vi era un culto degli UFO all’estremo opposto dello spettro politico: un culto degli UFO trotskista. Erano denominati Posadisti, dal fondatore Juan R. Posadas, e come molti culti degli UFO, palesavano una lealtà feroce verso il loro “caro maestro”. (1) Credevano che gli incontri ravvicinati fossero la prova di civiltà socialiste superiori dal futuro della terra. La loro bizzarra credenza nei dischi volanti non fu canalizzata su qualche sfuggente entità dello spazio, ma “formata teoricamente” da Marx e Trotzkij, ed era per loro un’estensione logica del materialismo dialettico marxista. Posadas scrisse: “Viaggeremo su pianeti a milioni di anni-luce di distanza, nell’ambito della società socialista”.
Il loro fondatore era un leader del trotskismo latinoamericana, del ristretto gruppo che guidava la Quarta Internazionale dalla morte di Lev Trotzkij. Accanto ai loro testi esoterici “sui dischi volanti, sul processo della materia e dell’energia, sulla scienza, la lotta di classe rivoluzionaria e il futuro socialista dell’umanità” (2), predicarono il marxismo più ortodosso e si sforzarono instancabilmente ad attuare la rivoluzione mondiale. Le filiali posadiste della Quarta Internazionale organizzarono i sindacati, spesso attivi clandestinamente sotto le dittature. Alcuni compagni persero la vita durante questa lotta. Per essere corretti, la Quarta Internazionale Posadista non spunta da un culto degli UFO. Trotzkij fu esule in Messico nel 1938 e lavorò strettamente coi marxisti dell’America Latina per poter creare la Quarta Internazionale. Questi contatti inclusero il Partido de la Revolución Socialista dell’Argentina, affiliatasi alla Quarta Internazionale dal 1941. Fra i suoi attivisti vi era il compagno Juan R Posadas. I particolari della vita di Posadas fuori dal partito ora sono difficili da sapere. Se ebbe una famiglia, vi mantenne il silenzio. Essere un leader trotskista era allora un’occupazione pericolosa, ed era saggio essere alquanto riservati sui particolari personali. Gli pseudonimi erano comuni nella cerchia di Posadas e della Quarta Internazionale Posadista, e chiamavano la sede dei loro congressi ‘Europa’. I Posadisti erano anche, naturalmente, schivi verso le fotocamere.
Sappiamo che Juan Posadas nacque Homero Cristalli, in Argentina, nel 1912 e che era d’origine italiana (di Matera). Operaio, calzolaio e calciatore professionista de La Plata Estudientes, nelle varie fasi della sua vita organizzò i sindacati di calzolai e degli operai del cuoio a Cordova, Argentina, negli anni ’30. (3) A un certo momento, negli anni ’30, partecipò da candidato del Partido Socialista Obrero alle elezioni nella provincia di Buenos Aires, capitalizzando sulla fama da calciatore (4) guadagnandosi rapidamente una reputazione per i discorsi prolissi. Il trotskista argentino Liborio Justo ricordò di aver assistito, negli anni ’40, a un incontro in cui Posadas provò a sconfiggere la fazione di Justo con attacchi continui, durati “parecchie ore”. (5) Posadas riunì gli affiliati alla Quarta Internazionale dell’America latina nell’ambito dell’ufficio dell’America Latina di Montevideo. Questi partiti trotskisti dell’America Latina ebbero un certo peso fra i sindacati, particolarmente tra gli operai ferroviari cubani, i minatori del rame boliviani e gli operai agricoli del Brasile. I partiti posadisti dell’America Latina furono accettati come componente della tradizionale Quarta Internazionale Trotskista fino al terzo congresso mondiale, l’ultimo congresso unitario, nel 1951. Con spaccature che già si formavano, Posadas fece parte di una commissione che tentò, senza successo, di riunire le fazioni litiganti dell’Internazionale.
Un’importante sezione pablista (da Michel Pablo) si staccò dalla Quarta Internazionale nel 1953, prendendosi l’ufficio dell’America Latina dell’ancora ortodosso Posadas. Questa corrente scissionista si chiamava Segretariato Internazionale della Quarta Internazionale, diretta da Michel Pablo. Nel 1959, Posadas litigò con Pablo, denunciandone la “mancanza di fiducia”. Ma un altro fattore spinse molti dirigenti trotskisti a dissociarsi dal comportamento “estremo” di Posadas. Infatti, molti erano allarmati dalla dottrina di Posadas sulla guerra nucleare. “Una Guerra-Rivoluzione per ridurre in cenere stalinismo e capitalismo” (6) era la dottrina ortodossa fra i trotskisti-pablisti. Ma nelle mani di Posadas divenne un’ossessione da giorno del giudizio universale, completa di giudizio universale, sinistramente citato come “resa dei conti finale del socialismo col sistema capitalista”. “La teoria della guerra atomica” dei posadisti emerse al primo congresso della Quarta Internazionale Indipendente (Posadista), tenutosi poco tempo dopo la scissione definitiva, nel 1962, da tutte le altre versioni dell’Internazionale. A questa riunione giustamente nominata “congresso straordinario” Posadas annunciò: “La guerra atomica è inevitabile. Distruggerà metà dell’umanità: distruggerà immense risorse umane. È molto probabile. La guerra atomica provocherà l’inferno sulla Terra. Ma non bloccherà il comunismo”. Poi aggiunse: “La Guerra nucleare (uguale) Rivoluzione nucleare, danneggerà l’umanità ma non può non distruggere il livello di coscienza raggiunto da essa… L’umanità supererà rapidamente la guerra nucleare con una nuova società, il socialismo”. (7) Posadas predisse che la guerra atomica era “l’occasione suprema per le forze mondiali della rivoluzione”, che sarebbe giunta rapidamente. “Dopo che la distruzione comincerà, le masse insorgeranno in tutti i Paesi, in poco tempo, in alcune ore”. I discepoli dovevano essere preparati dal “pantano atomico che l’umanità dovrà superare per poter costruire il socialismo”.
L’8.vo Congresso mondiale ebbe una ‘scuola per quadri’ con un programma di studi che comprendeva “l’analisi della guerra atomica, delle sue conseguenze e i compiti nel dopoguerra atomico”. (8) Col tempo, la dottrina della guerra nucleare posadista divenne sempre più impaziente, richiedendo a sovietici e cinesi di affrettarsi ed annientare il capitalismo con un primo colpo preventivo. “La guerra preventiva” era una dottrina brevemente discussa in Unione Sovietica negli anni ’70, ma mai con l’entusiastica urgenza di Posadas. La Cina “dovrebbe lanciare la guerra ora… invitando le masse del mondo a prendere il potere adesso”, dichiarava sulla Rivista Marxista Europea del 1968. Vedeva la preparazione sovietica per la guerra come “contributo alla rivoluzione. Quindi, ogni tasto che premono fa parte del progresso della storia”. (9) Posadas, inoltre, aveva mantenne l’idea maniacale che la sua dottrina della guerra nucleare fosse stata adottata dalla Cina, dichiarando che: “Se questo intervento di fraterna solidarietà scatenerà la guerra da parte dell’imperialismo, l’imperialismo perirà… queste sono le nostre conclusioni, che i cinesi trarranno entro il 1970”. (10) I posadisti credevano nella strategia della guerra nucleare della Cina che “fino a sei mesi fa ha completamente ignorato questo problema. Oggi, hanno messo questa conclusione al centro della loro analisi, prendendo frasi complete dagli articoli di Posadas”. (11) Tali appelli allo scontro nucleare preventivo delle superpotenze comuniste furono accompagnati dall’ammirazione per il recente arsenale nucleare Sino-Sovietico. Le pagine del giornale della sezione inglese ‘Red Flag’ venivano riempite di elogi verso l’avanzato armamento nucleare degli stati operai: “SALUTIAMO IL LANCIO DEL MISSILE CINESE CON TESTATA ATOMICA, POICHÈ E’ UNA GRANDE AVANZATA SCIENTIFICA DELLO STATO OPERAIO ED UN GRANDE INCORAGGIAMENTO AGLI OPERAI DEL MONDO”. (12)
Al momento della morte nel 1981, Posadas era convinto che l’URSS avesse armi nucleari nello spazio. I posadisti erano grandi entusiasti dei voli spaziali, finché i successi in questione fossero sovietici o cinesi. C’è un breve passo dall’immaginazione ed idolatria per i veicoli spaziali sovietici alla speculazione sugli UFO. L’opuscolo ‘La ciencia espacial’ si occupava del glorioso programma spaziale Sojuz (13), mentre la sezione boliviana inviò nell’ottobre 1961 un telegramma all’ambasciata sovietica di La Paz: “Salutiamo le masse sovietiche. Celebriamo il successo delle Sojuz e d’Interkosmos. Risposta netta dell’URSS e degli altri Stati operai all’imperialismo yankee e alla preparazione della guerra contro-rivoluzionaria”. ‘Red Flag’ recava sperticati elogi dei recenti appariscenti successi spaziali: “SALUTIAMO IL SUCCESSO SCIENTIFICO E TECNICO DELL’URSS PER L’ATTERRAGGIO DELLA NAVE SPAZIALE SU VENERE” (14), e “VIVA IL TRIONFO STORICO DEL SOVIETICO LUNARKHOD (sic)”. (15) Tali elogi per il successo spaziale sono ancor più appariscenti se comparati con preoccupazioni più terra-terra: “LUNGA VITA ALLA CONTINUAZIONE DELLO SCIOPERO DEGLI SPAZZINI”. (16)
Fu durante l’estate esaltante del 1968 che le tendenze stellari di Posadas infine lo condussero ad abbandonare la rivoluzione mondiale terrestre ed a volgere i pensieri “in altre galassie e sistemi solari” dove “poter eliminare la classe dominante”. Posadas cominciò ad andare decisamente laddove nessuna teoria marxista era arrivata prima ed annunciò che “i concetti dialettici possono consentire l’esistenza degli UFO e di altre forme di vita”. (17) Mentre Trotzkij rifiutò la via “al socialismo in un solo Paese”, Posadas rifiutò il socialismo su un solo pianeta. Les Soucoupes Volantes (‘Dischi Volanti’) di Posadas si apre col confuso, tortuoso e prolisso stile che divenne il suo marchio di garanzia: “Un nuovo raggio è stato scoperto in Unione Sovietica ed è infinitamente più veloce della luce… Questa energia dovrebbe avere una resistenza e una proprietà infinitamente superiore a tutto quello che conosciamo”. L’opuscolo continua a sbandare da cliché a cliché, debordando verso l’assurdo: “Nello stesso modo è immaginabile che uno che solleva la mano e produce luce, attrae, ricrea ed organizza l’energia… E le forme dell’organizzazione sociale potrebbero essere infinitamente superiori”, continuando: “Anche se questi rapporti sui dischi volanti sono fantasie, come è possibile che lo sia la maggioranza, molti di essi hanno una base storica corretta… la capacità scientifica degli esseri umani è determinata dalla loro organizzazione sociale”. (18) E vi è una spiegazione marxista del perché gli UFO ci visitano ma non rimangono: “Il capitalismo non interessa ai piloti di UFO, ecco perché non ritornano. Similmente, la burocrazia sovietica (non l’interessa) poiché non gli offre prospettive”. Gli UFO, prediceva Posadas, mostreranno maggior interesse “al momento del crollo della borghesia e dello sciopero generale”. I fan di Star Trek riconosceranno la somiglianza col film ‘Primo Contatto’ in cui i vulcaniani che passano vicino a Terra mostrano interesse verso gli esseri umani soltanto dopo che hanno sviluppato la tecnologia warp. “Per avere la soluzione di questi problemi… [è] necessario studiare attentamente… le risposte a questi misteri si troveranno nello studio del marxismo”, raccomandava Posadas. Presumibilmente, è necessario studiare attentamente per capire il senso di altre idee sbalorditive espresse sui dischi volanti, compresa la convinzione che gli elefanti vivessero per 260 anni; che gli esseri umani spariranno per essere sostituiti dal qualcos’altro e che infine si riprodurranno in modo asessuale come le amebe; (19) e la dichiarazione imbarazzante che il fenomeno UFO non è “una preoccupazione accidentale e occasionale solo perché si presenta una persona alta due metri, con capelli curati e vestiti trasparenti”. (20) ‘Dischi Volanti’ terminava con un appello ai nostri compagni extraterrestri: “Dobbiamo invitare gli esseri di altri pianeti ad intervenire, per collaborare cogli abitanti della Terra per superare la miseria. Dobbiamo lanciargli un appello ad usare le loro risorse per aiutarci”. ‘Dischi Volanti’ incontrò l’istantanea derisione dal resto della sinistra. Sarebbe facile descriverla come l’aberrazione poi ignorata o ‘corretta’ dai seguaci di Posadas, ma ciò non è semplicemente vero. ‘Dischi Volanti’ comparve senza commenti su ‘Red Flag’ nel 1969 e fu ristampato in francese dall’Internazionale Posadista nel 1971, con un’introduzione che cominciava: “Ristampiamo questo articolo di J. Posadas… in un momento di nuove rivoluzioni sociali in Mozambico, Angola, Vietnam, Etiopia, ecc. Da un lato il passaggio veloce dall’organizzazione tribale al socialismo. Dall’altro il sistema capitalista è nel caos totale”. L’introduzione elogia la lungimiranza di Posadas che prevedeva, da anni, l’importanza dei dischi volanti, “cioè delle civiltà esterne e superiori”. L’introduzione all’edizione in francese dava risalto “alla funzione insostituibile del marxismo… per predire il corso della storia e della vita e per sviluppare la capacità di organizzare tutte le forze possibili, compresi gli extraterrestri se esistono, per realizzare l’obiettivo del comunismo”. Si sarebbe pensato che la morte di Juan Posadas, il 14 maggio 1981, in Italia, avrebbe fornito un’occasione per eliminare del tutto gli UFO dal canone posadista. Ma no; un anno dopo i discepoli elogiarono la profondità della sua visione e delle sue idee sugli UFO, anche “se un po’ azzardate”. Poi fu notato che “questi problemi si scontravano, all’epoca, con lo scetticismo e l’ironia dalle correnti comuniste e del movimento proletario mondaiale, ed inoltre certe incomprensioni nella stessa Quarta Internazionale”. Una versione tedesca di ‘Dischi Volanti’ di Posadas apparve alla fine del 1987. (21) Non solo gli eredi politici di Posadas difesero le sue teorie sugli UFO, ma ne adottarono le idee sempre più New Age, “allo scopo d’armonizzazione i rapporti umani con la natura e l’universo”, in seguito alla comparsa di ‘Dischi Volanti’.
Gli esperimenti del professor Igor Charkovskij dell’Accademia delle Scienze sovietica sul water birthing (partorire nell’acqua) ed il suo lavoro sulla comunicazione coi delfini ricevettero l’ammirazione di Posadas, come il mai attuato “programma per concepire bambini nello spazio”. Charkovskij è oggi una celebrità nel circuito New Age borghese californiano del water birthing e le sue incursioni sulla trasmissione dei dati umano-delfino furono continuate da Aleksandr Jushenko del Politecnico di Kharkov, Ucraina. Comunque, i discepoli di Posadas ne difesero le idee più esoteriche sul parto nell’acqua e sui delfini dopo la morte, dichiarando: “Posadas evidenziò l’importanza totale degli esperimenti che i sovietici fecero nella comunicazione cogli animali (per esempio i delfini) e nell’esplorazione dello spazio… questo è il piano su cui il compagno Posadas visse”. Inoltre credevano saldamente che il “radioso e vivo pensiero di Posadas… stabilisse i principi per vedere nel futuro”. Mentre i discepoli ritennero che la morte del compagno Posadas, “lascia un vuoto enorme nella storia”, un necrologio del suo ex-capo Michel Pablo lo definiva “delirante” descrivendolo come “predicatore della rivoluzione permanente ‘simultanea e omnipresente’, al punto da darsi una dimensione interplanetaria”. (22)
Posadas può ancora riservarci delle sorprese, le trascrizioni delle sue registrazioni su nastro, del suo memorandum interno ed i suoi disegni sono depositati nell’Istituto Internazionale della Storia Sociale di Amsterdam e non possono essere aperti fino al 2010. Ma la vera stranezza del fenomeno del posadismo risiede nel fatto che gran parte delle attività dei posadisti avesse un ferreo carattere razionalista. La loro sezione inglese, il Partito degli Operai Rivoluzionari, era una tipica organizzazione trotskista. I suoi membri parteciparono agli scioperi nelle fabbriche di auto Austin e Vauxhall, militarono nell’industria col gruppo ‘United Car Worker‘. Erano preoccupati, come qualsiasi altro gruppo trotskista, dai membri sottratti dal Partito laburista e dalle faide tipo Fronte del Popolo Giudaico/Fronte del Popolo di Giudea di ‘Brian di Nazareth’ dei Monty Python, nei rapporti verso il vicino e rivale Partito Rivoluzionario degli Operai (Workers’ Revolutionary Party), con cui ebbero frequenti scontri e zuffe. Mentre gli interventi dei posadisti in Europa non andarono oltre il volantinaggio alle dimostrazioni, in America Latina il loro lavoro era più pericoloso. In Brasile, il compagno Roberto Pinto fu assassinato mentre guidava la rivolta di 5000 contadini nell’agosto 1963. Sono circa una dozzina i posadisti dell’America Latina giustiziati o assassinati fino al 1977. (23) In Guatemala, i posadisti messicani collaborarono con la guerriglia del ‘MR 13 Novembre’, agli ordini del tenente Marco Antonio Yon Sosa, fino a che i guerriglieri non si resero conto che i fondi raccolti da un ‘tassa’ sulla borghesia non andavano alla lotta armata, ma alla pubblicazione in molte lingue della Rivista Marxista Europea, compresi i supplementi in greco e arabo. I posadisti furono il primo gruppo Trotskista ad operare in Algeria dopo l’indipendenza. Al loro picco, verso la fine degli anni ’60, contavano forse mille aderenti in tutto il mondo. Più noto a tutti era il rapporto dei posadisti con lo ‘Stato degli operai di Cuba’. I guerriglieri posadisti combatterono accanto a Castro e Guevara nella rivoluzione del 1959 e Che Guevara flirtò coi gruppi posadisti. Posadas ed i suoi seguaci andarono come delegati al Primo Congresso della gioventù dell’America latina, a Punta de l’Este, Uruguay, nell’agosto 1961, anche se si presume vennero trattenuti in hotel come prigionieri virtuali. I posadisti cubani furono presto imprigionati e nel 1967 Posadas rivelò la sua teoria della cospirazione “sulla farsa morbosa della cosiddetta morte di Guevara”, secondo cui il Che non era stato ucciso, ma incarcerato dal governo di destra di Castro. Fidel Castro si prese il disturbo di denunciare per nome i posadisti come pestilenziali, al Congresso Tricontinentale del gennaio 1966. (24)
La maggior parte dei partiti posadisti si dissolse subito dopo la morte del caro leader nel 1981. Ma in Germania, l’operaio metallurgico in pensione Paul Schulz mantiene viva la fiamma posadista. Esule comunista dal Terzo Reich si recò in Argentina, collaborò con Posadas e provò, senza successo, a creare un partito posadista tedesco al ritorno nel 1991. Ora gestisce il sito Gesellschaftsreform jetzt! (Riforma sociale ora!) che pubblica analisi post-posadiste dei fenomeni UFO, compreso un libro che ha gratificato coll’ispirato titolo ‘Il contatto ufficiale di una civiltà extraterrestre con noi è alle porte. Mostriamoci degni di questo evento particolarmente allegro e dall’importanza epocale’. (25) Il post-posadista vivente più eminente è l’argentino Adolfo Gilly, incarcerato per la partecipazione all’attacco all’Università Autonoma Nazionale del Messico nel 1966. Al suo rilascio nell’aprile 1969, Gilly era ancora acclamato dai posadisti come uno di loro, ma poi rinnegò il trotskismo. Ora, considerato uno dei maggiori pensatori viventi del marxismo, Gilly scrive per il giornale messicano La Jornada su questioni come la globalizzazione e, nel 1999, era consigliere del sindaco di Mexico City. (26)
La parola ‘bizzarro’ non fa giustizia del sistema di credenze posadista. Mentre scrivevo questo articolo, scherzai con un amico che i posadisti ebbero di tutto tranne una teoria cospirativa sull’assassinio di Kennedy. Allora trovai l’edizione del gennaio 1964 di ‘Red Flag’, quattro pagine fittamente stampate di incomprensibili farneticazioni sul ‘Perché il Pentagono ha ucciso Kennedy’, di J. Posadas.

Note
1. Risoluzione della IV Internazionale Posadista, nel primo anniversario della morte di J. Posadas 14 Maggio 1982 (Fourth International – Posadist, 1982)
2 J Posadas: Les soucoupes volantes, le processus de la matière et de l’énergie, la science, la lutte de classes et revolutionnaire et le future socialiste de l’humanité (Edition Rééd, Paris 1968, reprint 1971)
3. Ibid.
4. Osvaldo Coggiola: ‘The History of Argentine Trotskyism Part 1‘, Revolutionary History (Summer 1989) v2, n2.
5. David J Alexander: Trotskyism in Latin America (Hoover Institute Press, Stanford, 1973)
6. Alex Callinicos: Trotskyism (Open University, Milton Keynes, 1990)
7. J Posadas: The Final Stage of Capitalism and the Collapse of the Capitalist Conception of Life (Fourth International – Posadist, 1982)
8. David J Alexander: International Trotskyism 1929–1985 (Duke University Press, Durham, 1991) pp661–666.
9. Red Flag, no 157 (7 Apr 1972), (Revolutionary Workers’ Party (Trotskyist), London)
10. Red Flag, no 1 (Jul–Aug 1963)
11. David J Alexander: International Trotskyism (p.665). Una corrente trotskita maggioritaria, lo SWP, prese abbastanza sul serio la dottrina posadista della guerra nucleare, da ricordare ai suoi membri, in parecchie occasioni, che la “guerra nucleare non è nell’interesse della classe operaia”.
12. Red Flag, no 37 (Oct 1966)
13. J Posadas: La ciencia espacial, la función histórica de los Estados Obreros y la construcción del socialismo (Ediciones Revista Marxista Latinoamericana, Uruguay, 1971)
14. Red Flag (10 Nov 1967, p3).
15. Red Flag, no 125 (20 Oct 1970)
16. Red Flag, no 99 (10 Oct 1969)
17. J Posadas, Les soucoupes volantes (Edition Rééd, Paris 1968, reprint 1971). L’edizione Francese è più estesa (e più stramba) di quella inglese che apparve su Red Flag (25 giugno 1969). Non si sa quale fu la prima. Posadas scrisse originariamente in spagnolo, preferendo il francese dopo essersi trasferito in Europa alla fine degli anni ‘60. Il francese ‘Soucoupes Volantes’ si legge assai meglio di ‘Flying Saucers’, suggerendo che fu scritto in francese da qualcuno che l’usava come sua seconda lingua. Le trascrizioni inedite delle registrazioni di Posadas sono in Francese, secondo il catalogo.
18. Flying Saucers – English edition in Red Flag (25 Jun 1969). Un esempio storico di tale visione marxista della tecnica avanzata, centrata sull’organizzazione sociale dei galeoni spagnoli del 16.mo secolo, sulle linee della borghesia mercantile commerciale. Le loro navi erano tecnicamente superiori alle galee gremite di schiavi dei feudali ottomani.
19. Les Soucoupes Volantes. Posadas sembra essere stato incuriosito dall’idea della riproduzione asessuale. Altre opere posadiste sul sesso includono ‘Affectionate Relationships Within the Party‘ in Red Flag, n106 (26 Jun 1970), una ristampa di un testo del luglio 1962. Tale discussione sul “problema dell’amore” era diretto contro i compagni che si scambiavano le mogli o le fidanzate, vietando ai membri del partito “di attrarre o si lasciarsi attrarre dai compagni sposati”, e denunciando “il misero ed abominevole eccitamento sessuale”, suggerendo che Posadas fosse un poco puritano.
20. Flying Saucers – English edition. (Forse un riferimento a uno dei visitatori di Adamski).
21. Risoluzione della IV Internazionale Posadista, nel primo anniversario della morte di J. Posadas 14 Maggio 1982.
22. Michel Pablo, ripreso da David J Alexander: International Trotskyism, p.665. Commenti da parte dei seguaci posadisti dalla Risoluzione della IV Internazionale Posadista, nel primo anniversario della morte di J. Posadas. Il pensiero di Posadas sui delfini ed il water birthing proviene da Le triomphe de l’humanité aux Olympiades de Moscou (Edition Science Culture et Politique, 1980)
23. I Martiri Posadisti includono: Socrates Garcia e Juan Palacios in Perù, secondo Red Flag, no 1 (Jul–Aug 1963). Red Flag, no 4 (Jun 1964) menziona anche Dario Rafael Peralta, ucciso in uno scontro a fuoco con la polizia della Repubblica Dominicana in quel mese, mentre cercava di costituire un partito posadita nel Paese. Eunice Campiran, David Aguilar, Francisco Amado e “Compagno Chinto” assassinati in Guatemala secondo European Marxist Review (May 1968). “Compagni Anape, Santiago e Raoul” assassinati dalle dittature cilena e argentina, secondo l’indirizzo di Posadas al Terzo Congresso Mondiale Straordinario del giugno 1977.
24. Red Flag, no 59 (10 Dec 1967). I cubani, sebbene denunciassero i posadisti, non erano meglio, a loro volta, nei rituali spaziali. Il primo cosmonauta cubano, Tamayo Méndez Arnaldo, mise in orbita un busto di marmo di Che Guevara, dalla Sojuz 38, nel 1980.
25. Paul Schulz: Die Offiziele Kontaktaufnahme einer ausseridischen Zivilisation mit uns Erdlingen steht nahe bevor-zeigen wir uns würdig gegenüber diesem äusserst freudigen Ereignis von epochaler Bedeutung (Wissenchaft Kultur und Politik, Berlin, 2001). Schultz vedeva la Guerra del Golfo del 1991 come “esercitazione” alla guerra nucleare, come espone nel suo Der Waffentest am Golf als Vorbereitung fur den Dritten (atomaren) Weltkreig (Edition Wissenchaft Kultur und Politik, Berlin, 1991), Paulschulz.de
26. Né Gilly e né Schulz hanno risposto alle richieste dell’autore di questo articolo; così il punto di vista di Gilly sugli UFO non è noto.Traduzione di Alessandro Lattanzio – Aurora

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