Discorso di Vladimir Putin alla Conferenza sulle misure di interazione e rafforzamento della fiducia in Asia (CICA)

Dushanbe, Kremlin 15 giugno 2019

Vladimir Putin parlava alla sessione plenaria dei capi delegazione degli Stati e dell’organizzazione internazionale presenti al vertice della Conferenza sulle misure di interazione e rafforzamento della fiducia in Asia (CICA). Alla sessione hanno partecipato delegazioni di 27 Stati membri della CICA e 13 osservatori, tra cui rappresentanti di organizzazioni internazionali, ONU, Lega degli Stati arabi, Organizzazione internazionale per le migrazioni, OSCE e Assemblea parlamentare dei Paesi di lingua turca. Gli approcci per garantire la sicurezza regionale e globale, le questioni di sicurezza strategica e di stabilità e la cooperazione economica e umanitaria furono oggetto della discussione. I principali risultati dell’incontro furono indicati da una dichiarazione.

Discorso al vertice della Conferenza sulle misure di interazione e rafforzamento della fiducia in Asia (CICA)

Presidente della Russia Vladimir Putin:
Buonasera, colleghi,
Il Presidente del Tagikistan e il Presidente della Repubblica popolare cinese hanno appena espresso valutazioni cruciali sulle attuali condizioni e prospettive per il lavoro dei nostri Paesi nella Conferenza sulle misure di interazione e rafforzamento della fiducia in Asia. Credo anche che il nostro forum dia un contributo importante alla cooperazione nell’intero spazio asiatico. In linea con il tema della presente sessione, visione condivisa per la regione CICA più sicura e prospera, vorrei sottolineare che l’obiettivo della Russia è esplorare l’interazione con tutti i Paesi membri della CICA sul rafforzamento della pace e della stabilità in Asia. Sosteniamo gli sforzi congiunti per istituire un sistema di sicurezza uguale, comune e indivisibile in Asia basato su principi universalmente accettati del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite, quali fiducia reciproca, vicinanza, rispetto della sovranità e non interferenza negli affari interni. Un sistema di stabilità veramente durevole in Asia può ovviamente essere raggiunto solo attraverso la risoluzione di situazioni di crisi e conflitti esistenti e combattendo costantemente la minaccia del terrorismo. Per fare ciò, la cooperazione dovrà essere intensificata nell’individuare e neutralizzare i gruppi terroristici e nell’eliminarne i finanziamenti, anche dal traffico di droga. È una priorità fare tutto ciò che è in nostro potere per impedire ai terroristi d’impossessarsi di armi di distruzione di massa chimiche o biologiche o di altro tipo e per contrastare la propaganda di idee estremiste.
La situazione in Afghanistan è di particolare interesse (concordo con il nostro collega del Tagikistan su questo), dove le organizzazioni estremiste radicali, comprese quelle estromesse dal Medio Oriente, sono tornate a intensificare le loro attività. Prenderò atto che la Russia aiuta il dialogo intraafghano in ogni modo possibile. A febbraio e a fine maggio Mosca ospitò due round dei colloqui tra tutte le principali forze politiche e pubbliche dell’Afghanistan e il movimento dei taliban. In quanto Paese che attualmente detiene la presidenza dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, la Russia farà tutto il possibile per attuare l’agenda adottata al vertice SCO, conclusosi a Bishkek ieri, sull’interazione crescente coll’Afghanistan su questioni di sicurezza, economiche e umanitarie.
Riteniamo che una stabilizzazione permanente in Siria sia un’altra priorità assoluta per garantire la sicurezza nella nostra regione. Con la partecipazione della Russia, il governo legittimo acquisì il controllo su gran parte del territorio siriano e furono create condizioni favorevoli per il ritorno dei rifugiati e degli sfollati interni. La cooperazione tra Russia, Iran e Turchia nel formato di Astana comporta risultati concreti. Insieme, assistiamo nell’avanzata del processo di risoluzione intra-siriana, compresi formazione e lancio del comitato costituzionale siriano. È fondamentale iniziare le trasformazioni politiche necessarie per la normalizzazione in Siria. Tutti sono preoccupati per lo stato di cose col piano d’azione globale congiunto sul programma nucleare iraniano. Il ritiro degli Stati Uniti dall’accordo ne ha notevolmente ostacolato l’attuazione e ha avuto un effetto negativo sulla situazione generale della non proliferazione nucleare. Riteniamo che l’unica soluzione ragionevole sia che tutti i firmatari continuino a onorare gli impegni assunti nell’ambito del Piano, e questo è ciò che la Russia intende fare. Per quanto riguarda la situazione nella penisola coreana, non esiste e non può esservi alternativa a un pacifico percorso diplomatico. Questo approccio era la base dell’agenda stilata nel 2015 con la nostra iniziativa congiunta con la Repubblica popolare cinese. In tale ottica abbiamo anche tenuto colloqui col presidente della commissione per gli affari dello stato della RPDC Kim Jong-un a Vladivostok, in Russia, ad aprile. È importante che tutti i Paesi membri della Conferenza contribuiscano il più possibile agli sforzi per ridurre le tensioni nella penisola e a migliorare la sicurezza nell’Asia nord-orientale.

Colleghi,
Il focus delle discussioni nel precedente vertice della Conferenza sulle misure di interazione e rafforzamento della fiducia in Asia, che si è tenuto a Shanghai nel maggio 2014, era incentrato sulle questioni relative alla prevenzione dell’uso dell’IT per indebolire pace e sicurezza internazionali. Fu quindi deciso di promuovere l’idea di redigere regole internazionali universali per la condotta responsabile nello spazio digitale. Devo dire che alcuni risultati sono stati raggiunti. Su proposta della Russia e col sostegno di molte nazioni qui rappresentate, a cui siamo molto grati, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite adottava una risoluzione sul codice di condotta responsabile nel settore dell’informazione e delle telecomunicazioni. È stato avviato un processo per istituire un gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla sicurezza delle informazioni internazionali. Gli sforzi congiunti dei Paesi membri della conferenza sono inoltre necessari per rafforzare ulteriormente stretti legami economici nello spazio asiatico. Oggi la nostra regione è il motore della crescita globale. È sede di grandi centri industriali e tecnologici e qui si concentrano risorse finanziarie, umane e intellettuali dall’alta capacità. In totale, offre alla regione vantaggi competitivi ineguagliabili e devono essere pienamente utilizzati per il beneficio comune garantendo uno sviluppo sostenibile e dinamico.
In qualità di coordinatore della dimensione economica della Conferenza sulle misure di interazione e rafforzamento della fiducia in Asia, la Russia pone accento particolare sul lavoro su questa via. Permettetemi di ricordare che nel 2015, su iniziativa della Russia, fu istituito un consiglio aziendale nella Conferenza con la partecipazione degli uomini d’affari dei nostri Paesi, mentre per il presente vertice è stato redatto un memorandum sulla cooperazione tra piccole e medie imprese. Sosteniamo l’ascesa del commercio reciproco e il rifiuto del protezionismo, delle sanzioni illegali, delle restrizioni e degli ostacoli politicamente motivati. Ci impegniamo a rafforzare la cooperazione negli investimenti in tutti i settori e ad ampliare la collaborazione industriale sulla base delle regole universali dell’OMC dei principi di uguaglianza, rispetto e considerazione dei mutui interessi. Ne abbiamo parlato in dettaglio abbastanza recentemente, appena una settimana fa, al Forum Economico di San Pietroburgo. L’essenza di ciò che intendevamo dire al forum è che, sfortunatamente, che serie guerre commerciali scoppiano nel mondo. In realtà, sono in corso combattimenti senza regole, con intimidazioni e rimozione dei concorrenti utilizzando metodi non di mercato. E i nostri sforzi collettivi ora sono più che mai necessari per trovare una via d’uscita da tale situazione. Dobbiamo riaffermare la fiducia e stabilire gli standard per un’interazione economica equa. Come primo passo, dovremmo almeno garantire che le restrizioni commerciali e sanzionatorie non si applichino alla sfera sociale e umanitaria. Mi riferisco alle materie prime essenziali, ai farmaci e alle attrezzature mediche. Penso che sia difficile non essere d’accordo. Vorrei inoltre notare con soddisfazione che l’idea di allineare i processi di integrazione in corso nell’Unione economica eurasiatica, nell’Associazione delle Nazioni del Sud-Est asiatico, nell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai e bell’Iniziativa Cintura e Strada cinese guadagna un crescente sostegno, anche dai membri della Conferenza. Questo approccio soddisfa certamente i nostri interessi comuni.
In conclusione, vorrei ringraziare il Presidente della Repubblica del Tagikistan Emomali Rahmon per la calorosa accoglienza e ospitalità e per l’organizzazione del nostro lavoro comune.
Grazie.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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