Il Vertice SCO ridisegna l’ordine mondiale

Matthew Ehret, FRN 13 giugno 2019

Un’importante convergenza si avrà durante l’annuale vertice dell’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai il 13-14 a Bishkek, Kirghizistan, dove i Presidenti Vladimir Putin e Xi Jinping e il Primo ministro Narendra Modi annunciavano incontri bilaterali nell’evento che riunisce la maggior parte del mondo eurasiatico sotto la bandiera della cooperazione. Il Kirghizistan è particolarmente importante in quanto è la via unisce est ed ovest attraverso l’Iniziativa Fascia e Via e i partner strategici globali di Cina e Kirghizistan. Questo evento si ha subito dopo lo storico incontro di Putin e Xi Jinping al Cremlino del 5 giugno, dove i due leader consolidavano un’amicizia indistruttibile che rapidamente rimodella l’ordine mondiale. L’annuncio di Modi sugli incontri bilaterali al vertice mostra grandi promesse visto che l’incontro precedente con Xi Jinping a Wuhan nel 2018 fu un fattore chiave nell’attenuare le tensioni costruite tra i due governi dalla manipolazione anglo-statunitensi e che molti temevano portasse alla guerra. Col governo Modi neoeletto, impegnato a risolvere la tensione tra i due Paesi, la riunione Xi-Putin-Modi rappresenta un ponte particolarmente importante al vertice dei G20 di Osaka in Giappone il 28-29 giugno, in cui il presidente Trump annunciava che probabilmente parteciperà ad incontri bilaterali con i tre leader, per impedire alle forze che rappresentano gli elementi più regressivi del complesso industrial-militare degli Stati Uniti di sabotare, l’incontro potrà essere di estremo valore per il mondo. La necessità di superare l’attuale miope strategia della guerra commerciale di Trump, che influenza negativamente tutti e tre i Paesi, sarà al centro della discussione del 13-14 giugno.

Putin da il tono
Putin dava il tono alla discussione necessaria al G20, discutendo della frattura globale dell’ordine finanziario occidentale, affermando il 6 giugno: “la degenerazione del modello universalistico della globalizzazione e la sua trasformazione in parodia, caricatura di se stesso, dove le regole comuni internazionali sono sostituite da leggi amministrative e giudiziarie di un Paese o gruppo di Paesi”. Putin continuava avvertendo sulla “frammentazione dello spazio economico globale con una politica di egoismo economico sfrenato e da un crollo imposto. Ma questa è la strada per un conflitto infinito, guerre commerciali e forse non solo commerciali. In senso figurato, questa è la strada per la lotta finale di tutti contro tutti”. Sottolineando che solo la filosofia della cooperazione ha tutte le possibilità per un futuro duraturo, Putin affermava: “redigere un modello di sviluppo più stabile ed equo. Questi accordi non dovrebbero essere solo scritti in modo chiaro, ma dovrebbero essere osservati da tutti i partecipanti. Tuttavia, sono convinto che parlare di un ordine economico mondiale come questo rimarrà un pio desiderio a meno che non torniamo al centro della discussione, cioè a nozioni come sovranità, diritto incondizionato di ogni paese alla propria via allo sviluppo e, lasciatemi aggiungere, responsabilità nello sviluppo sostenibile universale, non solo proprio”. In definitiva, l’unica soluzione è una cooperazione equamente vincente basata su un nuovo sistema operativo al di fuori dell’applicazione del modello defunto della globalizzazione. Se gli attori continuano a tentare di operare con la mentalità che il sistema finanziario occidentale che ora si trova su una bolla da 700 trilioni di derivati non crolli, ed invece tenterà di creare soluzioni rimanendo sul ponte del Titanic, allora potrebbe derivarne solo un tragico caos.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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