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L’intromissione a Hong Kong dimostra il nullismo degli USA

Global Times, 13/6/2019

“Oh, patria!” “Ricordiamo l’era coloniale con affetto!”
“Vaffanculo. Se tradite il vostro popolo, lo farete anche con noi tra qualche giorno, se vi prendo di nuovo!”.

Dopo che le proteste a Hong Kong sono divenute caos, i capi occidentali come il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il primo ministro uscente del Regno Unito Theresa May e altri politici espressero la loro opinione. Alcuni apparentemente presero posizione sperando che il problema sia risolto e invitando tutti a mostrare moderazione, mentre altri si comportano in modo volgare ed estremo, come i membri del Congresso degli Stati Uniti. La presidentessa della Camera degli Stati Uniti Nancy Pelosi incontrava diverse volte i gruppi di opposizione di Hong Kong. Poco prima che scoppiasse il caos, non perse tempo a dichiarare denigrando “terrificante” il resoconto sull’estradizione dicendo che il disegno di legge “illumina la spudorata volontà di Pechino di calpestare la legge”. Inoltre, un gruppo bipartisan di senatori nordamericani rilasciava una dichiarazione usando parole molto dure. Il governo di quel Paese e la sua nota forza politica incoraggeranno il caos sul proprio territorio? Tutti i Paesi hanno i loro problemi, ma risolverli con lo stato di diritto comporta il minor costo per la governance sociale e il progresso sociale. Quando il movimento dei Gilet Gialli imperversava in Francia, governo e polizia francesi sottolineavano la necessità di pacifiche proteste popolari. Qualunque Paese occidentale sarà connivente coi dimostranti assediando il propri uffici legislativi? In tutte le dichiarazioni rilasciate dai politici occidentali, non c’è una sola frase che condanni i manifestanti violenti. Piuttosto, dissero di essere “commossi” dal “coraggio” di costoro. Lo direbbero se il caos accadesse nei loro Paesi?
Questa è una dura provocazione. Questi senatori statunitensi mostrarno la mente malate dell’élite politica nordamericana che vuole solo portare Hong Kong nel caos ipotizzando una violenta politica di piazza incontrollata. Tali senatori statunitensi potrebbero essere suddivisi in due gruppi. Il primo potrebbe non comprendere l’emendamento del disegno di legge sull’estradizione e ha semplicemente criticato la Cina, dato che oggi l’aggressione alla Cina è politicamente corretta negli Stati Uniti. L’altro gruppo probabilmente sa che gli emendamenti indicano chiaramente che il reato in questione è un reato sia ad Hong Kong che nel continente cinese e che i tribunali di Hong Kong e del governatore avranno l’ultima parola sulle richieste di estradizione. Tuttavia, fingono di non saperlo e manipolano la politica della città.
Quando si parla della Cina, i politici estremisti statunitensi non sono privi di ignoranza, egoismo e cattive intenzioni, ma hanno grande carenza di moralità e coscienza. Col potere delle chiacchiere ingannano il pubblico con distorsioni e trucchi. Politici influenti e anziani come Pelosi, pronunciavano osservazioni superficiali sugli affari di Hong Kong, facendo vedere la scadente politica nordamericana. Se vogliono colpire la Cina in modo efficace, almeno dovrebbero essere chiari su ciò che succede.
Nota: quando Pelosi e sodali insultano la Cina, distruggono la razionalità che un tempo costruivano gli Stati Uniti d’America.

Traduzione di Alessandro Lattanzio