La diplomazia del panda

Andre Vltchek New Eastern Outlook 12.06.2019

Mentre gli Stati Uniti intimidiscono decine di Paesi nel mondo, due coccolati panda giganti cinesi, un maschio di tre anni di nome Ru Yi e una femmina di un anno più giovane, di nome Ding Ding, si sistemavano nella nuova casa nel leggendario Zoo di Mosca. Masticando germogli di bambù e, ovviamente, godendosi l’attenzione senza precedenti, i due esemplari di iconici orsi cinesi erano “proprio lì”, di buon umore, rendendo il mondo circostante più gentile e sicuro. Come riportato dal RT: “Dopo i colloqui ufficiali al Cremlino, Vladimir Putin e Xi Jinping andarono allo zoo di Mosca per incontrare i due panda giganti consegnati dalla Cina come “segno di rispetto e fiducia”. “Quando parliamo di panda, un sorriso appare sui nostri volti”, aveva detto Putin ai giornalisti durante la conferenza stampa… ” Mentre i panda sono ben curati, due grandi Paesi, Cina e Russia, sono ora affiancati, uniti e cooperanti su innumerevoli fronti. Sia gli Stati che i loro leader sembrano arrivare a conclusioni simili, identificando obiettivi analoghi: dalla ricerca scientifica che porterà benefici al nostro intero pianeta, alla “civiltà ecologica” e protezione dell’ambiente, dal settore energetico, all’efficacia e saggia estrazione delle risorse. Dalla difesa contro l’occidente sempre più aggressivo, a programmi e scambi culturali ed istruttivi significativi. Non sembra esserci alcun campo in cui le due nazioni non possano complimentarsi e cooperare, trovando grandi vie a beneficio dei cittadini e del mondo: tecnologia della comunicazione, media, industria aeronautica, industria automobilistica, ma anche enormi progetti come la BRI cinese (Belt and Road Initiative) e la russa “Arctic road”. Entrambi gli enormi Paesi, la nazione più popolosa sulla terra (Cina), e la geograficamente più grande (Russia) inventano costantemente innovazioni brillanti che potrebbero migliorare, o persino salvare, la vita sul nostro pianeta, dall’agricoltura biologica ai veicoli a zero emissioni, treni ad alta velocità ecologici e nuovi tipi di città progettate e costruite per una vita sana, significativa e culturale dei cittadini. Alcuni progetti sono “redditizi”, altri sono creati semplicemente per migliorare la qualità della vita, “Il business non è tutto”, almeno non in Cina e in Russia. Il dollaro viene abbandonato: Cina e Russia firmeranno nuovi contratti nelle proprie valute.
E cosa fa l’occidente? Invece di costruire ferrovie, ospedali, scuole e agricoltura ecologica, a casa e nelle sue colonie attuali ed ex, sia Nord America che Europa costringono interi Paesi: Corea democrazia, Siria, Iran, Libia, Venezuela, Cuba o Nicaragua, per citarne solo alcuni. Invece di unirsi a grandi e ottimistici tentativi di costruire un mondo nuovo e migliore, l’occidente infanga e aggredisce Russia e Cina. Ogni anno vengono stanziati più fondi per la propaganda contro “i nemici dell’occidente”. Invece di creare e costruire, l’occidente rovina tutti i tentativi di far avanzare il nostro pianeta. Interi conflitti religiosi ed etnici precedentemente dormienti vengono ora resuscitati, finanziati e utilizzati per un unico scopo: destabilizzare due giganteschi Paesi ottimisti e i loro alleati. Eppure, mentre sono pronti a difendersi se attaccate direttamente, Russia che Cina usano la diplomazia finché possibile. La follia delle provocazioni occidentali si scontra con freddezze e razionalità ammirabili. Allo stesso tempo, Pechino e Mosca sono sempre più decise a difendere i loro alleati da attacchi diretti e dalla follia del “cambio di regime”.Siria, Venezuela e RPDC erano in cima all’agenda all’incontro tra i Presidenti Xi Jinping e Vladimir Putin. È chiaro che ai buoni amici di Cina e Russia non sarà permesso cadere.
Nonostante lunghi secoli di saccheggi, l’occidente è in decadenza irreversibile. Perché il suo sistema politico, imperialista ed economico è obsoleto, egoista e profondamente deprimente. Non ispira a lavorare, a creare, a sacrificarsi per il bene superiore, a inventare e costruire un mondo migliore. I governanti occidentali ne sono consapevoli. Non volendo cambiare regime, così utile alle “élite” in Europa e Nord America, spendono enormi risorse per cercare di “scoraggiare” Russia, Cina e i loro alleati. Cercano di pervertire il messaggio ed anche sprofondano nella melma, ovunque possano trovarla, bombardando il mondo con ogni piccolo dettaglio sgradevole su Russia e Cina. Intere schiere di propagandisti, psicologi, “educatori” e “giornalisti” vengono arruolate ad unico scopo: screditare e sminuire gli sforzi entusiastici e positivi compiuti da Mosca e Pechino. O in breve: garantirsi che il nostro pianeta continui a essere saccheggiato e sfruttato, con solo una piccola minoranza a beneficiarne. Quanto migliori saranno le società costruite da Cina e Russia, tanto più forti saranno le urla di chi è pagato dai regimi occidentali per sostenere lo status quo repellente.
Entrambi i Presidenti Xi Jinping e Vladimir Putin sono profondamente preoccupati per lo stato del mondo. È ovvio. I loro governi non sono controllati da aziende: le imprese devono obbedire al Partito Comunista Cinese e al governo della Russia. “Democrazia” non è quando persone possono cestinare pezzi di carta in grandi scatole, scegliendo tra vari partiti politici, se tutti rappresentano lo stesso sistema sclerotico controllato dalle élite e dai loro lacchè. La democrazia è “dominio del popolo”, un sistema in cui i Paesi vengono costruiti per il bene dei cittadini. I panda cinesi sono un potente simbolo; una promessa di società gentile e premurosa. Simbolo di un mondo costruito su emozioni e decenza, non su continui tentativi di accumulare profitti, imbrogliare, depredare e uccidere. Si sa che i panda siedono sui loro fondoschiena, masticando tranquillamente germogli di bambù. Irradiano buon umore, sicurezza e buon cuore. E i Panda sono ciò che il governo cinese assegna agli amici. I presidenti di Cina e Russia si sono uniti al Teatro dell’Opera. E allo zoo, discutendo di futuro; nuove strade, ecologia e grandi risultati scientifici futuri. Mi piace questo tipo di mondo. Mi piace molto. No? Basta coi bombardamenti e lo stupro di intere nazioni e continenti. Basta con “Ti spezzo le gambe se disobedisci”. Penso che la maggior parte delle persone su questo pianeta voglia agricoltura biologica, civiltà ecologica, città eccitanti, treni veloci, bei teatri e sì, orsi gentili e bonari.

Andre Vltchek è filosofo, romanziere, regista e giornalista investigativo. È autore di Vltchek’s World in Word and Images e di diversi libri, tra cui La Cina e la civiltà ecologica. Scrive in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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