Khordad-15; il nuovo sistema di difesa aerea dell’Iran

Military Watch, 10 giugno 2019

Tra le tensioni cogli Stati Uniti, dopo un massiccio dispiegamento di risorse navali e aeree nordamericane in Medio Oriente con Teheran nel mirino, l’Iran il 9 giugno presentava un nuovo sistema missilistico superficie-aria Khordad 15. La piattaforma è l’ultima di una serie di piattaforme nazionali dal Bavar 373, svelato sette anni prima, nel 2012. La piattaforma è dotata di un radar passivo phased array in grado di agganciare aviogetti da combattimento e stealth, e missili da crociera. Secondo il Ministro della Difesa Brigadier-Generale Amir Hatami, il sistema missilistico può ingaggiare aerei da combattimento con e senza equipaggio fino a distanze du 120 km utilizzando i missili terra-aria Sayyad-3. La piattaforma può anche localizzare obiettivi “invisibili” intercettandoli a distanze fino a 45 km, e può ingaggiare sei bersagli contemporaneamente. I caccia stealth F-35A furono recentemente schierati dall’Aeronautica degli Stati Uniti in Medio Oriente, e circa una dozzina sono in servizio nell’Aeronautica israeliana su 50 ordinati e altri 25 programmati.
Il Khordad 15 appare simile al S-350 russo e al sud-coreano KM-SAM per ruolo e gittata, anche se sembra carente in mobilità e capacità antimissile rispetto le altre piattaforme. Data la storia dell’Iran d’acquisizione di tecnologie missilistiche nordcoreane integrandole nei sistemi indigeni, rimane la considerevole possibilità che il Khordad 15 sia almeno in parte influenzato dal sistema missilistico terra-aria KN-06 entrato nella produzione di serie per le Forze Armate della Corea democratica nel 2017. La piattaforma dovrebbe utilizzare un avanzato sistema di lancio a freddo come il KN-06 e l’S-400, anche se questo va ancora confermato. Le capacità di guerra aerea dell’Iran lasciavano a desiderare da tempo, con solo due dei diciassette squadroni da caccia dell’Aeronautica equipaggiati con moderni missili aria-aria a lungo raggio, carenza di postazioni fortificate per la difesa aerea paragonabili a quelle di Russia o Corea democratica e solo un piccolo numero di batterie S-300PMU-2 in grado di fornire moderna capacità di difesa aerea. Queste piattaforme hanno più di due decenni di vita e, con la capacità di attaccare solo 32 obiettivi simultaneamente, sono inclini ad essere sopraffatti a meno che non ricevano notevole sostegno da sistemi complementari.
Se il Khordad 15 fosse prodotto e schierato in grandi quantità ed integrato nella rete di S-300, S-200 ed altri sistemi di difesa aerea in servizio, potrebbe fornire una valida integrazione alla difesa aerea dell’Iran attualmente a rischio considerevole di essere rapidamente sopraffatto in caso di conflitto cogli Stati Uniti. La piattaforma non sostituisce squadroni di caccia con equipaggiamento migliore, o avanzate piattaforme di difesa aerea a lungo raggio come l’S-400 che ha il 333% del raggio d’azione e il 1333% del rateo d’ingaggio del sistema iraniano, accesso a missili ipersonici e contromiure notevolmente superiori. Il Khordad 15 rappresenta tuttavia un’impressionante conquista per l’industria della difesa iraniana e capacità sul campo che pochi Paesi possono eguagliare coi propri sistemi di difesa aerea.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Precedente Dongfeng-5: il primo missile balistico intercontinentale della Cina Successivo Il colpo dell'Aurora: Putin annuncia la guerra