Il Sudafrica sostiene la Siria contro l’imperialismo USA e il fascismo israeliano

Interviste di Basma Qadur, Syria Times 11 giugno 2019

A maggio una delegazione del Comitato per i prigionieri politici ex (EPPA) in Sud Africa visitava la Siria e aveva colloqui con diversi funzionari siriani per sostenere la resistenza contro l’imperialismo. La delegazione EPPA era composta da Mpho Masemola (segretario generale dell’EPPA), on. Sandy Oupa Lebese (affari socioeconomici dell’EPPA) e Shaka January Radebe ([capo del comitato d’azione dell’EPPA). L’e-giornale Syriatimes intervistava Masemola e Radebe per illuminare gli obiettivi della visita, la loro impressione della Siria e sul perché il Sudafrica sostenga la Siria nella guerra contro il terrorismo.
Masemola dichiarava: “Lavoriamo sulle orme del compianto Nelson Mandela, a sostegno dei movimenti di liberazione in tutto il mondo, in particolare la Siria, perché il popolo siriano ha sostenuto l’African National Congress (ANC) durante l’apartheid in SA e sostenuto il movimento anti-apartheid contro l’apartheid in Sudafrica; e dopo la liberazione, il Sudafrica deve sostenere in modo inequivocabile il popolo e l’esercito siriani sotto la guida del Presidente Bashar al-Assad contro l’imperialismo nordamericano e il regime fascista israeliano in Medio Oriente”. Chiariva che lo scopo dell’incontro della delegazione EPPA coi funzionari siriani era discutere l’intensificazione del Movimento di solidarietà internazionale a sostegno della Resistenza nell’emisfero australe (Movimento anti-apartheid in SA); dei Paesi in via di sviluppo nell’Africa del Sud (SADC) a sostegno alla Resistenza in Palestina, dell’associazione internazionale degli ex-prigionieri politici e detenuti e del partito di governo ANC a sostegno della Resistenza “Mokaouma”. “Il Sud Africa ha sostenuto l’Asse della Resistenza attraverso il dialogo di pace che porti a una soluzione negoziata di tutte le fazioni in guerra in Palestina e anche in Siria, dove tutti i terroristi e i mercenari vengano immediatamente ritirati attraverso l’intervento dell’ONU e del Movimento di solidarietà internazionale radunatosi per la liberazione della Siria e della Palestina e per la richiesta di una Palestina democratica, unita, non-razziale e dai confini originali”, dichiarava Masemola, direttore per i Veterani di guerra del Ministero della Difesa, e Direttore generale di Human Resource (CDHR) che si occupa degli affari socio-economici dei veterani di guerra e famigliari. Indicava che l’Unità del movimento di resistenza in Libano e in Siria nella lotta all’apartheid sionista in Israele sarà delineata durante una conferenza che si terrà a Damasco nell’ottobre 2019.

6500 prigionieri nelle carceri israeliane
Alla domanda sul numero di detenuti nelle carceri israeliane, Masemola rispose: “Nelle carceri dell’apartheid israeliane vi sono 6500 prigionieri, detenuti senza processo, in modo arbitraria ed illegale, in violazione dei diritti umani secondo il Trattato di Ginevra, della Convenzione sul diritto dei prigionieri politici”. La sua visita in Siria fu la prima, e il più importante interesse del Paese erano l’umiltà e la resistenza del popolo siriano contro l’imperialismo nordamericano oltre alla forza dell’Esercito arabo siriano sotto la guida del Presidente Bashar Assad in difesa del popolo siriano.

La forza del popolo e dell’esercito siriani sotto la guida del Presidente al-Assad
“Saluto il popolo della Siria in difesa del proprio Paese contro l’Asse del Male”, concluse Masemola. Da parte sua, Radebe dichiarava: “Devo confessare che l’impressione che ho avuto della Siria prima di andarvi era quella di un Paese devastato dalla guerra e che ospitava gruppi come SIIL. I media occidentali hanno dipinto la Siria come un Paese terrorista che uccide il proprio popolo e della regione nell’insieme; tuttavia, quando arrivai in Siria trovavo un quadro diversa da ciò che sapevamo e ci veniva raccontato. Ho un quadro totalmente nuovo e promettente della Siria e del calore del suo popolo. Damascuo, città è così bella e pulita, e la vecchia città, sono al sicuro. Anche se non siamo rimanevamo a lungo in Siria come in Libano, giungevo alla conclusione che la Siria e il suo popolo sono dediti ed amano i loro Paese e popolo”. La delegazione incontrava alcuni gruppi di resistenza e il terzo venerdì di maggio partecipavano a una manifestazione in uno dei campi palestinesi, per sapere di più su come i palestinesi vivono in Siria come Paese d’esilio.

EPPA
Va ricordato che l’associazione dei veterani e degli ex-prigionieri politici di Robben Island, associazione degli ex-prigionieri politici del Sud Africa, fu fondata col consiglio e sostegno dell’amato defunto Presidente Compagno Nelson Mandela nel 1995, a Città del Capo, a Robben Island o Makana Island come affettuosamente conosciuta degli ex-prigionieri. L’EPPA è una società senza scopo di lucro, con 21 sezioni apartitica, anti-razzista, anti-xenofoba e che promuove elite, leadership ed istruzione politica nelle comunità: rappresenta uomini e donne che combatterono il colonialismo dell’apartheid, questi galanti combattenti e veterani resistettero alla prova del tempo e passarono attraverso la cruna dell’ago coi loro sacrifici disinteressati nella lotta democratica nazionale in Sud Africa. Furono incarcerati a Robben Island e in altre prigioni dell’apartheid in Sudafrica. L’EPPA rappresenta un diverso punto di vista ideologico degli ex-movimenti di liberazione e dipende principalmente dalle donazioni per affrontare i problemi socio-economici che riguardano gli ex-prigionieri politici. L’associazione ha deciso di organizzare una serie di eventi nel 2016 – 2017, celebrando i 23 anni dalla liberazione dei prigionieri politici. L’associazione informa sempre il presidente della repubblica sui programmi politici nazionali ed internazionali, inequivocabilmente a sostegno della lotta di liberazione dello Stato palestinese contro l’apartheid del sionismo. L’ex-vicepresidente e Presidente della Repubblica del Sud Africa sono patroni dell’associazione.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Precedente Big Data ha cambiato politica e guerra per sempre Successivo Morogate: lo scandalo della mafia giudiziario-politica al servizio dell'estrema destra