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La Germania fu sconfitta sul fronte orientale, non in Normandia

Eric Margolis, 10/06/2019

Durante i mii numerosi vagabondaggi sul grande campo di battaglia della Normandia in Francia, continuavo a ricordare la sempre sapiente affermazione del monarca di Prussia Federico il Grande: “chi difende tutto, non difende nulla”. In questo 74° anniversario dello sbarco del D-Day, va ricordato il vecchio re guerriero. Adolf Hitler, veterano della fanteria, avrebbe certamente dovuto saperlo. Difendere le coste europea dalla Bretagna alla Norvegia era impossibile data la debolezza militare ed economica della Germania nel 1944. Ma non lo capì. Superando brillantemente le fortificazioni della linea Maginot in Francia nel 1940, Hitler e il suo Alto Comando ripeterono gli stessi errori strategici e tattici dei francesi solo quattro anni dopo: non avendo abbastanza riserve per contrattaccare efficacemente le forze nemiche che sfondavano. Il celebre Vallo Atlantico della Germania sembrava formidabile sulla carta, ma era troppo lungo e sottile, privo di profondità e mancava di adeguate riserve. La Linea Maginot aveva gli stessi difetti. Anche le fortificazioni nordamericane a protezione di Manila e le “inespugnabili” fortificazioni inglesi a Singapore si rivelarono inutili. I giapponesi si limitarono a marciare verso le loro retrovie indifese. Nel 1940, la Wehrmacht tedesca era la suprema macchina da combattimento della storia moderna. Ma solo quattro anni dopo, era spezzata. La maggior parte degli statunitensi, inglesi e canadesi credono che il D-Day fu il colpo decisivo che pose fine alla Seconda Guerra Mondiale in Europa. Ma non è vero.
La possente Wehrmacht della Germania, compresa la Luftwaffe, fu distrutta dall’Unione Sovietica di Stalin. L’Armata Rossa affermò di aver distrutto 507 divisioni tedesche, 48000 carri armati e 77000 aerei tedeschi e 100 divisioni di truppe dell’Asse alleate della Germania: Italia, Romania, Ungheria, Slovacchia e Finlandia. Pochi nordamericani hanno mai sentito parlare dell’offensiva sovietica nell’estremo oriente del 1945, un’enorme operazione che si estese dall’Asia centrale alla Manciuria e al Pacifico. Almeno 450000 soldati giapponesi furono uccisi, feriti o catturati dall’Armata Rossa, il 32% delle perdite militari in guerra del Giappone. I sovietici erano pronti ad invadere il Giappone quando gli Stati Uniti lo colpirono con due armi nucleari. Dei 10 milioni di morti della Germania nella Seconda guerra mondiale, il 75% fu inflitto dall’Armata Rossa. La potente Luftwaffe fu decimata sull’Unione Sovietica. Quasi tutta la produzione militare tedesca era volta a rifornire il fronte orientale di 1600 km dove le forze d’élite tedesche ingaggiarono battaglie titaniche come Kursk e Stalingrado che coinvolsero milioni di soldati. Le forze sovietiche persero oltre 20 milioni di uomini. Le perdite totali degli Stati Uniti, incluso il Pacifico, fu di un milione. Per il Maresciallo Stalin, D-Day, campagna nordafricana e italiana erano semplicemente spettacoli collaterali per legare le forze dell’Asse mentre l’Armata Rossa si spingeva a Berlino. Il D-Day fu senza dubbio una delle più grandi imprese logistiche della storia militare moderna. Pensate a General Motors contro il guerriero tedesco Sigfrido. Per ogni carro armato degli Stati Uniti che i tedeschi distrussero, altri dieci ne arrivavano. Ogni carro armato tedesco era quasi insostituibile. Trasportare oltre un milione di uomini e loro attrezzature pesanti attraverso la Manica fu un trionfo. Ma chi si ricorda che la Germania attraversò il Reno fortemente difeso dalla Francia nel 1940?
Nel giugno 1944, le forze tedesche in Normandia e lungo tutte le coste della Manica non avevano quasi carburante. I loro carri armati e camion erano immobilizzati. La forza aerea alleata sparò su tutto ciò che si muoveva, tra cui l’auto che trasportava il maresciallo Erwin Rommel mitragliata dal galante futuro aviatore e generale canadese Richard Rohmer. Le unità tedesche in Normandia avevano meno del 40% d’efficienza anche senza la penuria di carburante. I tedeschi in Francia erano anche a corto di munizioni, rifornimenti e comunicazioni. Le unità potevano muoversi soltanto di notte, e molto lentamente. Hitler era riluttante a liberare le forze corazzate della riserva. Il massiccio bombardamento alleato della Normandia uccise 15-2.000 civili francesi e distrusse molte città e cittadine. Churchill una volta disse: “non saprai mai cos’è la guerra finché non combatterai i tedeschi”. Senza copertura aerea o carburante e pesantemente soverchiate per numero, le forze tedesche in Normandia riuscirono a montare una resistenza robusta, infliggendo 209000 morti alle forze alleate: canadesi, britannici, francesi liberi e statunitensi. Le perdite tedesche furono circa 200000.
Il punto più importante della grande invasione è che senza di essa, l’Armata Rossa avrebbe raggiunto Parigi e i porti della Manica alla fine del 1944, facendo di Stalin il padrone di tutta l’Europa eccetto la Spagna. Naturalmente, gli Alleati avrebbero potuto raggiungere un accordo di pace con la Germania nel 1944, che Hitler cercava e che il generale George Patton si diceva sostenesse. Ma il Churchill odiava i tedeschi e Roosevelt di sinistra aveva una mentalità troppo cruenta per considerare una pace che avrebbe tenuto Stalin fuori almeno dall’Europa orientale.

Traduzione di Alessandro Lattanzio