I terroristi in Siria sono armati dagli Stati Uniti di Trump

Finian Cunningham, SCF 9 giugno 2019

Ricordate quando Donald Trump candidato alla presidenza nel 2016 si vantava che avrebbe “bombardato a morte” i terroristi in Siria. Ora, con un’inversione, chiede alle forze russe e alleate di fermare i bombardamenti di Idlib, ultima ridotta dei gruppi terroristici in Siria. Trump esortava Siria, Russia ed Iran a “smettere a bombardare in modo infernale Idlib” sostenendo che i civili venivano uccisi indiscriminatamente nell’offensiva per liberare la provincia nord-occidentale occupata. Sembra una strana supplica del presidente nordamericano. Idlib è indiscutibilmente una roccaforte dei gruppi terroristici banditi a livello internazionale, principalmente Jabhat al-Nusra (rinominato Hayat Tahrir al Sham). Le forze governative siriane sostenute dalla forza aerea russa affermano che è loro diritto sovrano sbaragliare i terroristi, che secondo quanto riferito violavano gli accordi di cessate il fuoco lanciando attacchi sulle aree civili controllate dal governo, nonché sulla base aerea russa di Humaymim. Mosca respingeva le accuse di Trump di eliminazione indiscriminata di civili, affermando che le operazioni insieme colle forze siriane erano dirette a sconfiggere i terroristi. Inoltre, l’offensiva per riprendere Idlib si aveva quando emergevano nuove prove del massiccio, anche se occulto, sostegno militare internazionale ai vari gruppi terroristici durante la guerra di otto anni in Siria. I media siriani riferivano di arsenali recentemente recuperati nelle campagne di Damasco e a sud di Dara, comprendenti centinaia di mitragliatrici pesanti, fucili da cecchino e missili TOW fabbricati negli Stati Uniti. Gran parte era di origine israeliana, secondo quanto riferito. Un’altra scoperta mostrava tonnellate di esplosivo plastico C-4, che secondo l’intelligence militare siriana era “made in USA”. Questa volta ne furono recuperate quattro tonnellate. Mezzo chilo di questo materiale letale è sufficiente ad uccidere diverse persone. Questa non era, ovviamente, la prima volta che enormi depositi di armi statunitensi, israeliane e della NATO venivano recuperati nel territorio precedentemente detenuto dai terroristi in Siria. C’erano numerosi reperti di questo tipo, comprendenti anche prodotti chimici industriali prodotti in Germania e Arabia Saudita per sarin e altre munizioni altamente tossiche. Ciò implica logistica militare e know-how tecnico.
Nel complesso, l’inevitabile conclusione è che gruppi terroristici internazionalmente proscritti venivano sistematicamente armati dagli Stati Uniti e loro alleati della NATO, Israele e regimi di Arabia Saudita e Qatar. La gamma degli armamenti indica un’organizzazione internazionale e statale, non un approvvigionamento casuale da parte di vari trafficanti di armi privati. Una configurazione plausibile per come le armi in Siria siano state consegnate e pagate è la seguente: molto probabilmente attraverso il contrabbando da Turchia, Giordania e Israele. I petromonarchi arabi avrebbero pagato il conto. La CIA e il MI6 gestirono la logistica e la cura delle armi. La tortuosa catena di approvvigionamento era sufficientemente oscura per evitare la supervisione del Congresso degli Stati Uniti e dei parlamenti europei. Ma la linea di fondo è che le organizzazioni terroristiche venivano evidentemente armate da Washington e alleati coll’obiettivo del cambio di regime a Damasco. Ecco perché il presidente Trump e altri capi occidentali non hanno alcuna autorità morale quando avanzano pretese per un cessate il fuoco nella provincia di Idlib. La Siria affronta una cospirazione criminale internazionale per distruggerla. Washington e altri Stati della NATO sono pienamente complici dirigendo tale cospirazione armando i gruppi terroristici fino ai denti. I media occidentali erano la propaganda dell’intera impresa criminale, presentando i terroristi come “ribelli” e demonizzando continuamente l’Esercito arabo siriano e i suoi alleati nei loro sforzi per liberare il Paese dal flagello patrocinato dall’estero. Ricordiamo la vergognosa distorsione dei media occidentali sulla liberazione di Aleppo da parte dell’Esercito arabo siriano e della Russia nel 2016-2017, sforzandosi di ritrarre la sconfitta dei gruppi terroristici assedianti come “massacro”. I media occidentali non seguirono, nella loro farsa isterica, le notizie su come i cittadini di Aleppo effettivamente si rallegrarono nella loro liberazione dai “ribelli” appoggiati dall’occidente.
Il problema infernale del conflitto e della violenza in Siria è la diretta conseguenza degli Stati occidentali che intraprendono un piano criminale anni prima dell’inizio della guerra nel 2011 per rovesciare il governo del Presidente Bashar al-Assad. Una civiltà antica orgogliosa e ricca di tolleranza pluralista tra religioni ed etnie fu quasi distrutta dalla nefasta guerra del cambio di regime. Fu soprattutto dovuto all’intervento militare della Russia alla fine del 2015 a sostegno dell’alleato siriano, come pure dal sostegno di Hezbollah, Iran e Libano, che mutarono le sorti della guerra salvando la Siria dal precipizio dello Stato fallito dominato dai signori della guerra jihadisti. Le forze dello Stato siriano hanno tutti i diritti legali e morali per concludere tale guerra conquistando l’ultimo bastione dei gruppi terroristici sostenuti dall’estero che si agitano ad Idlib. Tali gruppi hanno perso ogni possibilità con la reiterata violazione degli accordi di cessate il fuoco col governo siriano, violazioni che colpivano aree civili. L’apparente preoccupazione di Trump per la morte di civili è senza dubbio disinformata dai suoi servizi segreti che sponsorizzano segretamente i gruppi terroristici e i loro agenti mediatici, i cosiddetti Elmetti Bianchi. In ogni caso, mentre emergono ulteriori prove dell’armamento sistematica dei terroristi da parte di Stati Uniti ed alleati, le pretese alla “moderazione” da Washington e le altre capitali occidentali dovrebbero essere trattate con disprezzo. Se avessero vera preoccupazione per la sicurezza civile, avrebbero fornito informazioni su dove si trovavano altri deposti di armi nascosti in Siria forniti ai loro mercenari terroristi.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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Un commento su “I terroristi in Siria sono armati dagli Stati Uniti di Trump

  1. le menzogne reggono sempre
    nella mente della maggioranza che è condizionata dalle menzogne dei media embedded e come sempre la verità che viene a galla ,è in ritardo e non raggiungerà più la maggioranza che si ritiene informata dai “liberi giornalisti occidentali”
    il danno è fatto

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