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D-Day… più sceneggiata che decisivo nella Seconda guerra mondiale

Finian Cunningham, SCF 6 giugno 2019

Rubare gli allori della vittoria fu un atto necessario di tradimento delle potenze occidentali per facilitare la loro guerra fredda contro l’Unione Sovietica. Lo stesso tradimento continua oggi mentre Washington e suoi alleati della NATO cercano di condurre una nuova guerra fredda contro la Russia. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump l’ha definita la “più grande battaglia di sempre” mentre partecipava a una cerimonia del 75° anniversario dell’invasione alleata occidentale della Francia occupata dai nazisti. A Trump si univano la regina Elisabetta II e i capi di altre 15 nazioni nella città portuale inglese di Portsmouth da dove le truppe alleate s’imbarcarono per le spiagge della Normandia il 6 giugno 1944. Guardando all’operazione Overlord, fu in effetti un’impresa militare e logistica enorme. Circa 150000 soldati statunitensi, inglesi e canadesi, tra gli altri, attraversarono la Manica su 7.000 navi. Viene registrata come la più grande invasione militare dal mare. Le forze alleate furono raggiunte dalla potenza di fuoco nazista mentre assaltavano le spiagge della Normandia. Ma in verità le difese naziste furono facilmente sopraffatte. Ciò fu dovuto in gran parte al fatto che Hitler aveva già spostato le migliori unità combattenti mesi prima sul Fronte Orientale, dove il Terzo Reich era davvero in guerra per la sopravvivenza contro l’Armata Rossa sovietica. Le cifre delle vittime del D-Day attestano che le morti nordamericane, inglesi e tedesche nelle brevi battaglie in Normandia furono dell’ordine di 10000. Nel frattempo, sul fronte orientale, le perdite su entrambi i lati furono cento volte tanto, un milione. Quando l’invasione del D-Day fu lanciata nel giugno 1944, la cruciale battaglia di Stalingrado fu 16 mesi prima. La Wehrmacht era già respinta nella patria tedesca. Circa il 90% delle perdite militari tedesche, sei milioni di soldati morti, fu inflitto sul fronte orientale combattendo l’Armata Rossa.
Resta la domanda: perché gli alleati occidentali non lanciarono l’offensiva sulla Francia occupata dai nazisti molto prima? Il leader sovietico Josif Stalin in diverse occasioni affrontò l’anno precedente le controparti nordamericane e inglesi per attuarla aiutando i sovietici. Gli alleati occidentali infine agirono nel D-Day perché videro che l’Armata Rossa conquistava la Germania nazista da sola, e quindi erano motivati ad aggiudicarsi parte del bottino? Fu l’Armata Rossa a sconfiggere l’ultima resistenza del Terzo Reich a Berlino nel maggio 1945. Ma l’Unione Sovietica entrò nella spartizione postbellica della Germania con Stati Uniti e Gran Bretagna. Quindi, quando il presidente Trump parla del D-Day come la “più grande battaglia di sempre”, è un’esagerazione infondata, affidandosi alle frottole di Hollywood e non ai dati storici. C’è poca controversia sul fatto che l’apertura del Fronte Occidentale abbia effettivamente contribuito ad accelerare la sconfitta finale della Germania nazista. Ma è anche indiscutibile che le più grandi battaglie e vittorie decisive furono raggiunte dalle forze sovietiche nella liberazione dell’Europa dalla tirannia nazista. Ciò che vediamo nella celebrazione odierna del 75° anniversario del D-Day è più dramma che realtà storica. La presunzione ufficiale occidentale fa finta che quell’evento fu la chiave per sconfiggere la Germania nazista. Parte del motivo è l’arroganza di autorità morale degli Stati occidentali, quasi immeritata. Sostenendo di aver liberato l’Europa dal flagello del fascismo totalitario, agli Stati occidentali viene quindi data copertura politica e morale per condurre politiche altrimenti sfacciate di aggressione e militarismo.
Quante guerre e sotterfugi criminali compirono Stati Uniti ed alleati della NATO, in particolare la Gran Bretagna, dalla fine della Seconda Guerra Mondiale? Alcuni storici come il defunto William Blum, autore di “Killing Hope”, o Mark Curtis, autore di “Web of Deceit”, parlano di centinaia. A tali genocidi e supremi crimini di aggressione viene concessa un’azzardata licenza morale, soprattutto perché yali aggressori invocano continuamente la loro presunta vittoria sulla Germania nazista. La verità è che Stati Uniti e NATO hanno in molti modi continuato la stessa aggressione della Germania nazista con innumerevoli guerre e operazioni segrete nel mondo negli ultimi sette decenni. I genocidi in Corea, Kenya, Malesia, Indonesia, Vietnam, Cile, America centrale, Iraq, Afghanistan, Libia, sono solo alcune delle tante atrocità di Stati Uniti e Regno Unito. Gli attuali conflitti che coinvolgono gli Stati Uniti minacciano guerra e distruzione contro Iran e Venezuela sulla base di pretesti aperti e vaghi. Eppure Trump ha la faccia d’elogiare alle commemorazioni del D-Day che le forze nordamericane si battono per “libertà e democrazia”. Stati Uniti e loro alleati della NATO usano il passato e loro presunte glorie come scudo per il loro imperialismo criminale. Drammatizzare il D-Day come evento è anche cruciale per discreditare e demonizzare la Russia, come in precedenza l’Unione Sovietica. Non sarebbe stato opportuno invitare il leader Vladimir Putin agli eventi del D-Day per rispettare i colossali sacrifici del popolo sovietico nella sconfitta della Germania nazista?
Stati Uniti e loro alleati transatlantici devono rianimare la guerra fredda nel tentativo di eliminare la Russia per le loro ambizioni di dominio globale. La guerra di propaganda occidentale coinvolgeva ogni mezzo per denigrare e criminalizzare la Russia come “attore malvagio” o “regime autoritario canaglia”. La contemporanea denigrazione occidentale, tipicamente con motivi inconsistenti e senza prove, cercava di isolare e minare Mosca coll’accusa di annessione della Crimea, invasione dell’Ucraina, abbattimento di un aereo di linea malese, sostegno al “macellaio-dittatore” in Siria, presunto assassinio di giornalisti e avvocati come preteso dal Magnitsky Act statunitense, avvelenamento dell’agente doppio Sergej Skripal e di sua figlia in un parco inglese, doping di atleti olimpici, ingerenza nelle elezioni occidentali, sovvertimento di Unione Europea e NATO, e così via. Non è semplicemente possibile creare tale vortice di propaganda senza riscrivere la storia della Seconda guerra mondiale. L’effettivo ruolo eroico dell’Unione Sovietica nella sconfitta decisiva del nazifascismo in Europa deve, per necessità, essere sepolto con la sceneggiata di come gli alleati occidentali avrebbero “vinto la guerra”. Non è solo la commemorazione di quest’anno del D-Day che vede il revisionismo storico. Ciò accade dalla fine della Seconda Guerra Mondiale quando il capo inglese Winston Churchill e il tronfio nordamericano Harry Truman coniarono la “relazione speciale” tra Gran Bretagna e Stati Uniti, per poi prontamente lanciare la Guerra Fredda contro l’ex- alleato in guerra Unione Sovietica.
Rubare gli allori della vittoria fu un atto necessario di tradimento delle potenze occidentali per facilitare la loro tremenda guerra fredda contro l’Unione Sovietica. Lo stesso tradimento continua oggi mentre Washington ed alleati della NATO cercano di condurre una nuova e ingiustificabile Guerra Fredda contro la Russia.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

6 Risposte a “D-Day… più sceneggiata che decisivo nella Seconda guerra mondiale”

  1. Hai perfettamente ragione ma ha differenza stanno giocando con il fuoco la Russia non è la Libia

  2. Brevi battaglie in Normandia? Dal 6 giugno a dopo ferragosto non mi sembra breve…e gli Alleati persero piu’ di 200.000 uomini e migliaia di mezzi corazzati…

  3. Non sono affatto d’accordo con questa analisi che tende a minimizzare l’importanza del D-Day per svariati motivi.
    Vorrei anche far notare che dal Giugno del 41 i russi beneficiano di ingenti aiuti da parte degli americani,Qualcosa come 11 milioni di tonnellate di materiale,10000 aerei,10000 carri armati,400.000 camion per il trasporto truppe e mezzi modificati per l’artiglieria mobile come le piattaforme di lancio per i katiuscia.
    Nessuno vuole negare l’enorme contributo dell’Unione Sovietica per la vittoria finale ma da qui a negare alcune evidenze storiche è tutt’altra cosa.

  4. Tutto vero, ma anche stupido. Gli USA hanno 700 basi militari nel mondo, spese militari per 700 MLD,, la Cina zero basi e 160 MLD, investe in grandi infrastrutture in cina e nel mondo. Chi è lo stupido? Chi ha futuro?

  5. “”Le cifre delle vittime del D-Day attestano che le morti nordamericane, inglesi e tedesche nelle brevi battaglie in Normandia furono dell’ordine di 10000. Nel frattempo, sul fronte orientale, le perdite su entrambi i lati furono cento volte tanto, un milione. “”
    manganaro,legga l’articolo prima di commentarlo!
    se hitler avesse schierato le divisioni che stavano combattendo contro l’Armata Rossa ,gli angloamericani sarebbero ancora tutti l’ sulle spiagge normanne,
    ma sottoterra,altro che DDay e cazzate hollywoodiane.

  6. A 5 righe dalla fine dice “per scatenare la guerra fredda” Ma guerra fredda per niente. Gli USA avevano la bomba atomica e gli altri no. Verso la fine del mese di Settembre 1945 sul tavolo del presidente Truman giunse il primo rapporto pilota su quante bombe atomiche sarebbero occorse per sconfiggere l’URSS . 30 ,e man mano che passavano gli anni e giungevano i rapporti delle spie in URSS concernenti nuovi obbiettivi atomici, da consegnare ai bombardieri ,le “fortezze volanti” perennemente in volo 24 ore su 24, anche i numeri delle bombe atomiche necessarie crescevano. Altro che guerra fredda.

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