La Cina testa il rivoluzionario missile JL-3

Military Watch 4 giugno 2019

Tra le tensioni in rapida crescita cogli Stati Uniti, la Marina dell’Esercito Popolare di Liberazione (PLA) della Cina testava per la prima volta il missile balistico intercontinentale lanciato da sottomarino (SLBM) JL-3. Il missile veniva testato nel mare di Bohai con il primo lancio confermato del JL-3. Il test fu ampiamente interpretato come un monito agli Stati Uniti, le cui città sono ben entro il raggio del missile a testata termonucleare. Il giorno del test il Ministro della Difesa cinese Wei Fenghe avvertiva: “Se qualcuno osa separare Taiwan dalla Cina, l’esercito cinese non avrà altra scelta che combattere con tutte le forze”, aggiungendo inoltre che se gli Stati Uniti avessero scelto una politica ostile nei confronti della Cina, economicamente e militarmente, la Cina “combatterà fino alla fine”. L’adozione del JL-3, che sostituirà il vecchio JL-2 a bordo dei sottomarini lanciamissili balistici cinesi a partire dal 2020, fa parte dell’ampio sforzo del PLA a modernizzare le capacità nucleari. Con un arsenale nucleare pari a una frazione di quello degli Stati Uniti o della Russia, lo sviluppo di vettori efficaci è la chiave per mantenere un deterrente attuabile in un momento in cui crescono le minacce percepite dagli Stati Uniti.
Mentre l’industria della difesa cinese è diventata leader mondiale in molte tecnologie militari chiave, dal caccia stealth J-20 al cacciatorpediniere Tipo 055 e al missile da crociera YJ-18, i sottomarini e i sottomarini lanciamissili continuano a rimanere indietro rispetto a quelli di Russia e gli Stati Uniti, sebbene ancora considerati avanzati rispetto a India, Corea democratica e Stati europei. La Marina del PLA iniziò a investire nello sviluppo del missile balistico nucleare lanciato da sottomarino negli anni ’70, col primo sottomarino Type 092 armato di missili balistici JL-1, in servizio nel 1981. Questo sviluppo arrivò trent’anni dopo che l’URSS aveva testato un simile sistema seguita dagli Stati Uniti negli anni ’50. Da allora la Cina è emersa leader mondiale nelle tecnologie balistiche, con piattaforme come il missile balistico tattico DF-41 ICBM e il DF-21D “carrier killer” che si distingue per capacità uniche. Anche se i sottomarini lanciamissili balistici cinesi come il Tipo 094 sono considerati più facili da individuare e meno resistenti a quelli nordamericani o russi, applicando le tecnologie missilistiche all’avanguardia della Cina per armarli, la deterrenza del secondo colpo del Paese può essere seriamente rafforzata. Mentre le specifiche complete del JL-3 sono sconosciute, il missile è considerato analogo al DF-41 terrestre con prestazioni comparabili. Si stima che il missile abbia una gittata di 12000-14000 km e una velocità d’impatto di Mach 20, rendendolo effettivamente impossibile intercettarlo alle difese aeree nordamericane od altre. Il missile porta testate multiple indipendenti, che ne moltiplicano la potenza distruttivo e lo rendono ancora più difficile da intercettare.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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