Bilderberg e petromonarchi nervosi

Dean Henderson, 31/05/2019

Non è una coincidenza che ieri abbia segnato l’inizio di quattro diversi incontri tra i feudatari più potenti, dispotici e sempre più nervosi del mondo. A Montreux, in Svizzera, iniziava il 67° incontro del Bilderberg con 130 partecipanti provenienti da 23 Paesi. Oggi alla Mecca,Arabia Saudita, re Salman bin Abdulaziz al-Saud ospitava il 14° Summit dell’Organizzazione della cooperazione islamica (OIC) con 57 membri. Questo seguiva le due riunioni di emergenza di ieri annunciate di fretta a La Mecca tra i 22 membri della Lega araba e i 6 membri del Consiglio di cooperazione del Golfo (GCC). L’agenda del Bilderberg include Cina, Russia, cambiamenti climatici e sostenibilità, importanza dello spazio e uso dei media sociali. Tra i partecipanti vi erano il guru del petrolio di Bush James Baker, il governatore della Banca d’Inghilterra Mark Carney, il direttore della Lazard Freres Vernon Jordan, Henry Kissinger, Jared Kushner, il presidente del KKR Global Institute, generale David Petraeus, il co-presidente del Consiglio delle relazioni estere ed ex-segretario al Tesoro statunitense Robert Rubin, il corrispondente della sicurezza nazionale del New York Times, David Sanger, Eric Schmidt di Google, il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg, il finanziere della tecnologia Peter Thiel, il presidente di HSBC Mark Tucker e il presidente della Fondazione Ford Darren Walker. Interessante era che l’incontro di quest’anno fu annunciato solo due giorni prima svolgendosi nella roccaforte nazista delle Alpi svizzere. L’agenda del Bilderberg dell’anno scorso includeva l’Iran, spiegando perché i loro sceicchi burattini s’incontravano contemporaneamente a Mecca. I capintesta sauditi cercavano disperatamente di rattoppare le fratture che avevano creato nel mondo arabo. Interpretando il ruolo tradizionale di finanziatori dei fondi europei, i sauditi finanziarono violenze e disordini in Libia, Siria, Afghanistan, Pakistan, Libano e Yemen. Di recente appoggiavano le forze armate di Sudan ed Algeria tra le turbolenze politiche in quei Paesi ed imposto un blocco contro il membro del GCC Qatar e l’alleato Oman nel frattempo. Ma con l’arrivo dell’USS Abraham Lincoln Carrier Strike Group nel Golfo Persico, le cose cambiavano. Gli iraniani avvertivano e i porti petroliferi degli Emirati Arabi venivano sabotati, i ribelli huthi continuavano ad avanzare nello Yemen, e gli oleodotti sauditi saltavano in aria.
Il solito belluino satrapo principe saudita Muhamad bin Salman, improvvisamente sembrava conciliante, invitando persino il Qatar a stringergli le mani questa settimana. Gli sceicchi del petrolio, insediati dai banchieri della City di Londra all’inizio del XX secolo e organizzati nel GCC dal 1981 dai governi di Reagan e Thatcher, sono nel panico. E così i loro capi s’incontravano a Montreux. Iran e palestinesi non si fanno intimidire, i problemi tecnici del lancio del 5P per attuare la riduzione della popolazione della Corona veniva abbondano, la Russia parla d’inviare truppe in Venezuela, la Cina continua a convincere Parsi come Grecia e Italia all’iniziativa Via della Seta e la popolazione mondiale si svegliarsi sul fatto che alcune famiglie demoniache, assetate di sangue e malvagie dominano da secoli. Nello status dal DNA corrotto e compromessi intellettualmente, tali ridicoli luciferini pensavano che avrebbero avviato una tecnica magica che gli avrebbe permesso di scacciarci come cani. Invece ci siamo addestrati ad usare la loro arma, Internet creato dalla DARPA, contro di essi. Sorridete “davvero”, ora siete sotto sorveglianza 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Spero che non abbiate dimenticato di mettere in valigia i vostri lacché.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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