Gli USA, maestri delle False Flag, usano materiale logoro

Finian Cunningham, SCF 29 maggio 2019

Non può essere più assurdamente audace di questo. L’amministrazione Trump accusa le forze governative siriane di usare ancora una volta, presumibilmente, armi chimiche vietate a livello internazionale contro i civili. Gli Stati Uniti non fornivano prove a supporto di tali accuse. Questa volta sembra aver esaurito il “materiale”, basandosi su asserzioni gigantesche e sulla “parola” dubbia della sola Washington. Sì, è così disperatamente difficile per il maestro tessitore delle false bandiere. “È perché, ehm, bene, diciamo che lo è”. Le affermazioni nordamericane si hanno (c’è un indizio gratuito) proprio quando l’Esercito arabo siriano e l’alleato russo avanzano liberando il Paese dall’ultima roccaforte antigovernativa nella provincia di Idlib, nel nord-est. Questi non sono o teneri “ribelli moderati” che i media occidentali vorrebbero far credere. Sono affiliati all’atroce rete di al-Qaida, messa al bando internazionalmente e dalle innumerevoli propaggini. I terroristi che presumibilmente attuarono l’11 settembre e che gli Stati Uniti presumibilmente combatterebbero negli ultimi due decenni. Inoltre, l’offensiva siriana e russa fu attuata perché i terroristi ripetutamente violavano il cessate il fuoco sparando ai cittadini siriani nella vicina città di Aleppo e verso la base aerea russa di Humaymim. Quindi, le dichiarazioni sfiatate degli Stati Uniti sulle armi chimiche in realtà sono volte ad ostacolare l’offensiva russa e siriana che sradica l’enclave terroristica che affligge la Siria. Questo perché, nonostante tutta la retorica sulla lotta al terrorismo, nordamericani e loro alleati della NATO segretamente sponsorizzavano gli stessi terroristi negli ultimi otto anni per destabilizzare la Siria per un cambio di regime. Avere un’enclave in Siria non controllato dal governo è un modo conveniente per i nemici del Presidente Assad di mantenere un’influenza destabilizzante sul Paese, per assicurarsi che non si riprenda completamente dalla guerra di otto anni orchestrata da tali nemici stranieri, ma che a tutti gli effetti hanno perso. Inoltre, il vecchio trucco delle “armi chimiche contro i civili” potrebbe essere usato per giustificare gli statunitensi nel lanciare attacchi missilistici contro la Siria ed intervenire direttamente coll’obiettivo di cambio di regime. Coll’aumento della potenza di fuoco degli Stati Uniti nel Golfo Persico, apparentemente per contrastare la presunta aggressione iraniana, Washington metteva in campo risorse militari se decidesse di ridirigerle nell’aggressione alla Siria. (Allerta duplice!)
Ciò che rende tutto così sfacciato è la natura flagrante delle false bandiere con le armi chimiche cui statunitensi e loro alleati della NATO erano complici. Proprio la settimana scorsa emerse che l’Organizzazione delle Nazioni Unite per la proibizione delle armi chimiche (OPCW) soppresse dal sua rapporti il parere di esperti che conclusero che l’incidente con armi chimiche dello scorso anno in Siria, fu probabilmente ideato dai terroristi coll’appoggio occidentale come una falsa bandiera. L’incidente avvenne a Duma, vicino alla capitale Damasco, ad aprile. Al tempo, i media occidentali trasmisero diligentemente le affermazioni sensazionali secondo cui furono le forze del governo siriano che sganciato le micidiali munizioni. A una settimana dalle presunte atrocità, nordamericani, inglesi e francesi lanciarono una raffica di oltre 100 attacchi aerei, uccidendo diversi civili siriani, in quella che definirono “rappresaglia” per la “barbarie” del governo siriano contro i civili. (Un sacchetto per il vomito, per favore, data la travolgente doppiezza).
Molti osservatori, al momento dell’incidente di Duma, notarono strenuamente le anomalie dell’affermazione che le forze del governo siriano ne fossero colpevoli. I resoconti dei testimoni, compresi i medici locali, testimoniarono che la sceneggiata fu creata da jihadisti e complici degli elmetti bianchi. Le munizioni chimiche non furono aerolanciate, ma fu indicato in modo affidabile che furono lanciati da terra dai cosiddetti “ribelli”. Un esperto dell’OPCW lo confermò. Eppure il suo rapporto venne soppresso dai capi dell’OPCW. L’organizzazione dell’Aja sembra fu spinta politicamente a nascondere la verità. Perché? Perché mostrerebbe che Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia erano colpevoli di un enorme crimine di guerra attaccando la Siria basandosi su una bugia completa. In modo notevole e dannoso, anche i media occidentali non hanno segnalarono l’occultamento dell’OPCW. Perché le reti controllate dalle corporation, i giornali e i servizi d’informazione statali come la BBC fanno parte della macchina della propaganda. Non presentano la verità, vendono la guerra. E non l’ammetteranno mai.
La menzogna sull’incidente delle armi chimiche di Douma, proprio come molti altri incidenti di tale tipo in passato come a Ghuta nell’agosto 2013 e attualmente a Idlib, è un espediente. È opportuno che Stati Uniti ed alleati demonizzino il governo siriano e l’alleato russo e ringalluzziscano i “ribelli” che in realtà non sono altro che mercenari terroristi stranieri spediti in quel Paese per il cambio di regime degli Stati Uniti e dei loro criminali alleati. L’espediente della menzogna si estende all’inganno supremo di dare a Washington e complici NATO una scusa per attaccare un Paese sovrano. In altre parole, portando avanti un’aggressione nazista, crimine di guerra supremo, sotto le spoglie di cavallereschi protettori di civili, diritti umani e diritto internazionale. Non si può essere più sfacciati di così, né più nauseanti. L’unico lato positivo di tale ripetuta cavillosità è che il mastro tessitore nordamericano di false bandiere ne ha combinate così tante negli anni (L’Avana, Pearl Harbor, Golfo del Tonchino, 11 settembre, armi nucleari irachene, armi chimiche siriane, aggressione iraniana, e così via) che la trame delle menzogne sono così logora da essere trasparente.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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