La Cina prepara la risposta agli Stati Uniti

Olga Samofalova, Histoire et Societé 22 maggio 2019

Pechino preparando la rappresaglia contro Washington nel contesto dell’escalation della guerra commerciale e della vicenda Huawei. Gli esperti ritengono che Pechino userà un’arma segreta: il predominio nel mercato mondiale dei metalli delle terre rare. L’intero settore dell’alta tecnologia degli Stati Uniti, compreso il business di Ilon Mask ed Apple, ne sarà colpito. Il vincitore di questa guerra sarà che non vi parteciperà, cioè la Russia.
La visita del Presidente della Repubblica popolare cinese Xi Jinping, all’impianto di produzione delle terre rare, mentre Washington aggrediva Huawei, era volto ad implicare che questi metalli potrebbero essere usati come armi nella guerra commerciale cogli Stati Uniti, riferiva Bloomberg. La visita “invia agli Stati Uniti l’avvertimento che la Cina potrebbe utilizzare i metalli delle terre rare come ritorsione man mano che la guerra commerciale s’intensifica”, secondo Yan Kunhe, analista di Pacific Securities. Secondo lui, la Cina potrebbe limitare l’esportazione delle terre rare negli Stati Uniti. Anche l’edizione austriaca di Contra Magazin crede che nel prossimo futuro la Cina potrebbe usare “l’opzione nucleare” nella guerra commerciale cogli Stati Uniti, fermando l’esportazione di “terre rare” negli Stati Uniti. Infine, Jin Canrong, professore all’Università Popolare Cinese, nell’articolo sul Global Times, definiva il bando delle terre rare della Cina agli USA uno dei tre assi vincenti di Pechino nella guerra commerciale cogli Stati Uniti. Non è un caso che gli Stati Uniti abbiano fatto eccezioni sui metalli delle terre rare introducendo dazi del 10%, aumentandoli a 25 miliardi sui prodotti cinesi. E gli statunitensi non includono questi metalli nella nuova lista di prodotti cinesi oberati dai dazi per ulteriori 300 miliardi di dollari. La Cina produce circa 105000 tonnellate di metalli delle terre rare ogni anno, l’81% della produzione mondiale. Un divieto o restrizioni alla fornitura di metalli delle terre rare dalla Cina influenzerebbe il settore tecnologico statunitense. “La Cina ha dominato il mercato dei metalli delle terre rare e continuerà a dominarlo per almeno due decenni. Pechino rappresenta il 90% della fornitura di metalli delle terre rare e sono i cinesi a determinarne il prezzo. Il Partito Comunista Cinese (PCC) è il beneficiario finale delle società coinvolte nell’estrazione di metalli delle terre rare. Controlla e manipola questo mercato”, aveva detto a Vzgljad Aleksandr Toporkov, direttore del TDM96, che vende metalli terre rare (REM) in Russia.
I metalli delle terre rare sono contenuti in ogni telefono, auto, aereo. Toporkov fornisce esempi dell’uso di metalli delle terre rare. Pertanto, altoparlanti e microfoni dei telefoni funzionano con magneti al neodimio delle terre rare. Un alto contenuto di metalli delle terre rare si nota nelle batterie, rivestimenti di aerei, anche russi, a base di polveri di zirconio-ittrio. Anche le turbine e le pale degli aeromobili/elicotteri sono rivestite di questo composto per aumentare la resistenza all’usura e limitare l’invecchiamento e l’attrito. Inoltre, è in corso lo sviluppo di motori a pistoni ad alta resistenza (russi e nordamericani), con l’aggiunta di vari metalli delle terre rare in lega con alluminio-scandio, erbio, ittrio. “Tutti i prodotti di Ilon Mask, sia nel settore automobilistico che in quello aerospaziale, contengono un’enorme quantità di composti di terre rare. L’azienda nordamericana Molycorp, che estrae metalli di terre rare, non può soddisfare tutte le esigenze delle compagnie di Mask, per non parlare delle altre società del settore high tech. Vale a dire, sono i principali consumatori di metalli delle terre rare”, dice Toporkov.
Secondo l’edizione austriaca di Contra Magazin, la mancanza di rifornimenti regolari di metalli delle terre rare interromperà l’intera catena di fornitura delle aziende tecnologiche statunitensi, in particolare l’industria della difesa statunitense. I metalli delle terre rare sono le materie prime necessarie per produrre chip nordamericani di alta qualità, i migliori al mondo, affermava il professore cinese. Loro sviluppo e produzione sono molto costosi, i nordamericani li vendono a un prezzo molto alto. E il principale acquirente è la Cina. Nel 2018, le vendite globali di chip ammontavano a 469 miliardi, la maggior parte dei quali, 300 miliardi, importati da Pechino. Se Trump blocca la vendita di chip di fascia alta alla Cina, i produttori statunitensi andranno in bancarotta, causando ingenti danni a Wall Street. Mentre la Cina uscirà con un leggero spavento, e la modernizzazione del settore rallentata per un po’, ma Pechino inizierà attivamente a sostituire le importazioni dei chip. “Gli Stati Uniti hanno proprie riserve di terre rare, ma ci vorranno anni per ricostruire la loro industria e poter soddisfare la loro domanda. Anche quando gli Stati Uniti completassero la ripresa del settore, la Cina avrà già completato ricerca e sviluppo di chip di alta qualità ed inizierà ad esportare i propri prodotti”, affermava il professore dell’Università Nazionale Cinese. “I metalli delle terre rare sono uno dei tanti strumenti utilizzati dalla Cina per raggiungere i suoi obiettivi”, ammette Toporkov. Inoltre, non è affatto necessario che Pechino imponga un embargo completo su questi metalli, devono solo aumentarne i prezzi. “La Cina può” colpire con “l’aumento dei prezzi dei metalli delle terre rare. E non è nemmeno una probabilità, è un dato di fatto, i prezzi di mercato sono già saliti alle stelle dopo le notizie su Huawei. La Cina probabilmente non si rifiuterà di fornire EMN agli USA, ma introdurrà maggiori dazi all’esportazione per Stati Uniti e Giappone”, affermava Toporkov, secondo sui, i prezzi dei magneti in terre rare in Cina sono già aumentati del 10% in un solo giorno. Secondo le previsioni dei partner cinesi, e secondo questa dinamica, il prezzo delle componenti destinate esclusivamente ai magneti aumenterà del 50-100% nei prossimi mesi, secondo Toporkov.
Sette anni fa, la Cina si trovava già di fronte a un tale scenario, nell’era Obama, quando furono introdotte quote unilaterali di esportazione di metalli delle terre rare, con conseguente forte aumento dei prezzi. E poi Pechino si ritirata dietro l’ecologia, per i danni causati dall’estrazione di metalli delle terre rare. Poi la Cina subì solo resistenza verbale, ma non reale. Ora, la Cina può iniziare la stessa storia con un risultato abbastanza prevedibile, “e nessuno può fare nulla al riguardo”, secondo Toporkov. E allo stesso tempo, il Giappone soffrirà a causa dei suoi amici nordamericani. “Per i giapponesi, i prezzi aumenteranno impedendo qualsiasi tentativo di riesportare metalli terrestri rari dal Giappone agli Stati Uniti. Il mercato giapponese è anche estremamente dipendente dal REM. Una sola auto, la Honda Prius contiene 7 kg di metalli delle terre rare. Inoltre, il Giappone è un vecchio nemico ed è un onore per la Cina causargli problemi”, affermava l’esperto,” i cittadini cinesi hanno da tempo atteso un’azione decisiva da Xi Jinping contro gli Stati Uniti. E questa domanda è vissuta con tanta passione nella società. Possono essere usate come armi le terre rare nella guerra commerciale. Ed è molto doloroso per alcun, Stati Uniti e Giappone, ed è molto vantaggioso per altri, la Russia, riassume l’esperto russo. “Ma come si comporta Xi ora? Riuscirà a rispondere seriamente a Trump o si accontenterà nuovamente di mezze misure in politica estera?”
La Russia può davvero beneficiare da questa guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti sulle terre rare. “Come sappiamo, chi non partecipa alla guerra vince. E in questo caso, tutto ci favorisce, le due maggiori economie si “combattono”, e noi vi ci opponiamo acon un tasso di cambio del rublo artificialmente indebolito, dovremmo costruire una produzione hi-tech e attirare gli investitori perché lavorare coi dollari non è molto economico”, secondo la fonte. Roskosmos deve in buona sostanza voltare le spalle: iniziare a prendere a pugni i componenti “unici” del razzo ed esportarli economicamente negli Stati Uniti. La strada si apre su componenti nuove, strumenti, strutture e non su materie prime. È tempo d’iniziare a vendere prodotti e componenti ad alta tecnologia piuttosto che materie prime. E i nostri stretti legami con la Cina dovrebbero aiutare”, concludeva Toporkov.
La seconda carta principale nelle mani della Cina contro Washington è il debito nazionale degli Stati Uniti, secondo un professore della China People’s University. La Cina detiene più di 1 trilione di buoni del tesoro statunitensi. Fu Pechino a contribuire maggiormente alla stabilizzazione dell’economia statunitense comprandone il debito durante la crisi finanziaria del 2008. Quello che aspetta l’economia degli Stati Uniti, se Pechino inizia a sbarazzarsene di una parte significativa, come la Russia, è difficile da immaginare. Infine, l’ultima carta di Pechino è il mercato aziendale statunitense in Cina. I produttori statunitensi arrivarono in Cina molto tempo fa, subito dopo le principali riforme e aperture della Cina. Qui realizzano un enorme profitto, nettamente superiore a quello delle aziende cinesi nel mercato statunitense. Nelle statistiche ufficiali degli Stati Uniti sul commercio con la Cina, c’è molta astuzia. Da un lato, gli Stati Uniti hanno esportato in Cina solo 120 miliardi e importato beni dalla Cina per 540 miliardi (dati 2018). Tuttavia, le statistiche statunitensi non tengono conto di un semplice fatto: molti prodotti fabbricati in Cina appartengono a società nordamericane. Ad esempio, gli stessi “iPhone” prodotti in Cina saranno poi venduti negli Stati Uniti. Saranno considerate esportazioni cinesi, ma il fatto è che le aziende cinesi guadagnano molto meno nella produzione rispetto ai nordamericani che sviluppano e commercializzano smartphone già pronti.

 

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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