Venezuela, gli USA prendono di mira gli aiuti alimentari

Moon of Alabama 22 maggio 2019

I palloni gonfiati che gli Stati Uniti usavano per gli sforzi di cambio di regime in Venezuela non funzionavano. Il New York Times dichiarava che il loro movimento si è “sgonfiato”. Undici ore dopo che l’articolo andava on line (la Casa Bianca aveva chiamato?) il titolo cambiava. Mentre ripete ancora la propaganda, l’articolo chiariva che Guaidó non aveva sostegno pubblico: “Caracas – È stata una mossa azzardata: Juan Guaidó, capo dell’opposizione venezuelana, era vicino a una base militare insieme a decine di agenti in divisa ed alleati politici, chiedendo la rivolta militare contro il Presidente Nicolás Maduro… Tre settimane dopo, Guaidó faceva la spola tra una mezza dozzina di case sicure per sfuggire all’arresto… E le proteste sulle strade dei sostenitori di Guaidó diminuiscono… Indebolito e incapace di portare la crisi politica che attanaglia il Venezuela a una rapida risoluzione, Guaidó fu costretto a considerare le trattative col Signor Maduro. Entrambe le parti inviavano rappresentanti in Norvegia per colloqui, una concessione che Guaidó aveva prima respinto. Questo cambiamento è una svolta dell’opposizione, che a gennaio ebbe lo slancio, attirando ampio sostegno internazionale e una grande folla di sostenitori. Ora, tale impulso si è quasi dissipato, testimonianza del solido potere del Signor Maduro anche quando il Paese gli crolla intorno”.
Il governo del Venezuela parla con alcuni partiti d’opposizione, non c’è ancora conferma che il partito di Guaidó, l’elemento d’opposizione più radicale, fosse effettivamente coinvolto. È dubbio che il governo vorrebbe “negoziarvi”. È interessante notare che il NYT ora tralascia la falsa attribuzione di “presidente ad interim” con cui in precedenza descriveva Guaidó. Che Guaidó abbia fallito col suo farsesco tentato colpo di Stato non significa che gli Stati Uniti rinunceranno agli sforzi per cambiare il regime. L’economia venezuelana è in profonda crisi economica. La causa non sono i tentativi socialisti del governo, ma la guerra economica che gli Stati Uniti conducono contro di esso: “Le sanzioni degli Stati Uniti devastano il settore petrolifero e le importazioni vitali del Venezuela, rendendo sempre più difficile governare al Signor Maduro. Il Paese si è in gran parte fermo al fine settimana per mancanza di carburante, una carenza che il Signor Maduro attribuiva alle sanzioni”. Fortunatamente nessuno in Venezuela è morto per india. Ma ci sono gravi problemi: “Sono passati tre anni da quando i prezzi del petrolio sono crollati da oltre 100 dollari al barile all’inizio del 2014 a circa 40 nei primi mesi del 2015. Sono passati tre anni da quando le prime sanzioni contro il Venezuela furono adottate dall’amministrazione Obama, da quando furono intensificate dall’attuale governo degli Stati Uniti. Il risultato era una combinazione dei due fattori con la struttura enormemente complessa del sistema alimentare venezuelano, che dipende dalle importazioni, fortemente colonizzata dai gusti nordici e gonfiata dal boom del petrolio degli ultimi decenni. Attualmente, e nonostante tutti gli sforzi, le dinamiche dell’accesso al cibo dipendono dal reddito: chi ha più soldi mangia di più e meglio”.
Nel 2015 l’opposizione si avvalse del sostegno di grandi produttori, importatori e distributori per creare scarsità artificiale di prodotti alimentari e igienici. Il governo rispose creando i Local Provision and Production Committee (CLAP) che consegnano pacchi mensili a più di 6 milioni di famiglie: “Il programma CLAP è un accordo tra il governo e gruppi di base volti a distribuire cibo sovvenzionato e altri beni di prima necessità alle famiglie venezuelane dal basso reddito”. I poveri salutano i pacchi ma i ricchi sostenitori dell’opposizione negli Stati Uniti e sul campo odiano da sempre il programma: “Mentre il movimento comunale venezuelano sostiene ampiamente i CLAP, l’opposizione ha a lungo preteso che il programma discriminasse le famiglie che non sostengono il governo. Secondo il governo, i CLAP hanno ridotto la fame e la scarsità di cibo nel Paese”. Il programma dei pacchi è basato sui mezzi. Ma ci sono anche i mercati CLAP dove tutti possono comprare. CLAP non discrimina tra sostenitori governativi o dell’opposizione. Succede solo che i poveri non sono quelli che sostengono la politica neo-liberista preferita dai partiti di opposizione.
Nelle ultime rivolte, i sostenitori dell’opposizione hanno bruciato magazzini e centri di imballaggio dei CLAP. L’amministrazione Trump ora si univa allo sforzo dell’opposizione di aumentare il numero di persone in Venezuela che soffrono la fame: “Gli Stati Uniti preparano sanzioni e accuse penali contro funzionari venezuelani e altri sospettati di utilizzare il programma di aiuti alimentari a gestione militare per riciclare denaro del governo del Presidente Nicolas Maduro, secondo persone vicine alla questione… Sanzioni e accuse di frode sono in esame nei confronti di funzionari politici e militari venezuelani, nonché uomini d’affari venezuelani e partner stranieri, secondo le fonti… Molte famiglie venezuelane si affidano al programma alimentare sovvenzionato, noto con le iniziali CLAP, per le necessità di base nella nazione sudamericana produttrice di petrolio…” Come può un programma alimentare sovvenzionato dal governo Maduro “riciclare denaro per il governo del Presidente Nicolas Maduro”? Non è una logica argomentazione dell’amministrazione Trump. La mossa sarà inefficace. Non aiuterà a “cambiare regime”. Puntare contro la distribuzione alimentare sovvenzionata per i poveri non aumenterà il sostegno all’opposizione. Sarà accusata di qualsiasi interruzione dei CLAP. Meno persone ne ricevono, più dipenderanno da un CLAP ridotto e da altri programmi governativi. È pura malvagità, non pensiero politico, a guidare ciò.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Precedente Gli aerei da guerra Statunitensi non possono competere con i velivoli russi Successivo La Cina prepara la risposta agli Stati Uniti