Venezuela: Amnesty International al servizio dell’impero

Roger D. Harris, Mint Press 20 maggio 2019

Zio Sam ha un problema nel suo “cortile di casa” sudamericano con quegli impetuosi venezuelani che insistono ad eleggere democraticamente Nicolás Maduro a presidente invece di bypassare il processo elettorale e installare l’agente statunitense non eletto Juan Guaidó. Non importa, Amnesty International lo soccorre nella difesa a tutto tondo dell’imperialismo USA: “Di fronte a gravi violazioni dei diritti umani, carenza di medicinali e cibo e violenza generalizzata in Venezuela, c’è urgente fame di giustizia. I crimini contro l’umanità probabilmente commessi dalle autorità non devono rimanere impuniti”. Erika Guevara-Rosas, direttrice statunitense di Amnesty International
Amnesty International fallisce tentando d’inserire le sue pretese contro il governo Maduro nel contesto della campagna concertata di cambio di regime, equivalente a una guerra del bullo del nord. Gli Stati Uniti conducono una guerra illegale contro il Venezuela affiancati da Amnesty International che evita tale fatto scomodo, omettendo persino ogni accenno alle sanzioni. L’attivista per i diritti umani Chuck Kaufman dell’Alliance for Global Justice rilevava che Amnesty International (AI): “Non sembra più preoccuparsi della propria credibilità”. Un resoconto più credibile e onesto di ciò che avviene in Venezuela, rispetto al lavoro rozzo presentato il 14 maggio del Venezuela: I crimini contro l’umanità richiedono una risposta vigorosa da parte del sistema giudiziario internazionale, che avrebbe dovuto notare. oltre le presunte trasgressioni del governo Maduro:
– Grave violazione dei diritti umani. Gli economisti Mark Weisbrot del Centro per la ricerca economica e politica e Jeffrey Sachs della Columbia University recentemente riferivano che le sanzioni statunitensi al Venezuela sono responsabili di decine di migliaia di morti. Questo è il prezzo imposto al Venezuela, con una previsione peggiore che verrà col cambio di regime che AI implicitamente promuove.
– Carenza di medicinali e cibo. Dal 2015, quando il Presidente degli Stati Uniti Obama le istituì, gli USA hanno imposto sanzioni illegali sempre più paralizzanti al Venezuela per creare miseria tra la popolazione nella speranza che si rivoli contro il proprio governo democraticamente eletto. Le sanzioni sono specificamente volte a soffocare l’economia in modo che il Venezuela non possa affrontare i problemi. Il governo degli Stati Uniti si vanta dell’impatto delle sanzioni. Interpretando il poliziotto buono, cogli Stati Uniti poliziotto cattivo, AI lamenta le condizioni che tacitamente promuove chiedendo sempre più gravi “punizioni”. Nuove sanzioni statunitensi sul Venezuela furono imposte il 10 maggio .
– Violenza generalizzata. Il governo degli Stati Uniti ha ripetutamente e inopportunamente minacciato l’intervento militare in Venezuela se il governo eletto non abdicasse. A parte l’attacco militarmente, gli Stati Uniti hanno intrapreso una guerra contro il Venezuela con mezzi economici e diplomatici, per non parlare della guerra a bassa intensità come gli attacchi informatici. L’opposizione di estrema destra chiede il rovesciamento criminale del governo e ha evitato i mezzi elettorali per effettuare cambiamenti politici. L’AI ha ragione nel notare che dal 2017 nuove violenze furono inflitte al popolo venezuelano, ma evita di notare il ruolo dell’opposizione nel provocare tali violenze con le guarimbas e altre azioni. Nel frattempo, Guaidó, il cui sostegno popolare in Venezuela è esiguo, inviava un sodale ad incontrare il Comando Sud degli Stati Uniti per “coordinarsi”.
Com’è possibile che un’organizzazione che pretende di difendere i diritti umani e la giustizia globale ignorai i fatti che non rientrano nella sua narrativa spappagallando ossequiosamente la narrazione di Trump-Pompeo-Bolton-Abrams? Perché AI arrivava al punto di incontrare l’auto-nominato Guaidó e poi in pochi giorni pubblicare un rapporto che condannava il governo di Maduro, senza chiedere all’altro lato del conflitto? Sfortunatamente, non è la prima volta che AI dimostra il suoi pregiudizio imperialista, lo fece per i piani di cambio di regime sostenuti dagli Stati Uniti in Iraq, Libia, Siria e Nicaragua. Smontare oggettivamente le numerose accuse (ad esempio “oltre 8000 esecuzioni extragiudiziali da parte delle forze di sicurezza”) contro il Venezuela da AI e dal suo rapporto di accompagnamento, va fatto. Sfortunatamente, l’Impero ha enormi risorse con cui sfornare propaganda, rispetto alla capacità di contrastarlo dai veri gruppi umanitari. Solo AI ha un budget annuale di oltre 300 milioni di dollari. Secondo fonti citate da Wikipedia, AI riceve sovvenzioni da dipartimento di Stato americano USA, Commissione europea e da altri governi insieme alla Fondazione Rockefeller.
Per concludere, AI all’estero chiede giustizia tutte le volte che pretende una punizione col sottinteso che la punizione delle vittime dell’Impero sia giustizia. Se AI fosse veramente preoccupata della giustizia, piuttosto che giustificare un’altra operazione di cambio di regime degli Stati Uniti, avrebbe sostenuto:
– La fine alle sanzioni unilaterali degli Stati Uniti al Venezuela, che sono illegali secondo documenti di Nazioni Unite ed Organizzazione degli Stati americani.
– Il dialogo tra il governo ed opposizione come promosso da Messico, Uruguay, Papa Francesco e recentemente Norvegia.
– La condanna delle attività di cambio del regime e le interferenze negli affari interni del Venezuela respingendo attivamente l’aggressività del governo statunitense, come articolato dal vicepresidente Pence: “Questo non è il momento de dialogo. È tempo di agire”.
– Il rispetto della sovranità del Venezuela e il ripristino delle normali relazioni diplomatiche tra Stati Uniti e Venezuela.

Roger Harris è della Task Force on the Americas, un’organizzazione per i diritti umani, ed è attivo con la Campagna per porre fine alle sanzioni canadesi-statunitensi contro il Venezuela.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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