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L’F-22 non potrà superare il Su-35 russo

Military Watch 18 maggio 2019

Da quando l’Aeronautica Militare Russa iniziava le operazioni di combattimento in Siria nel settembre 2015, l’arma schierava alcuni velivoli da combattimento più avanzati nelle basi nel Paese mediorientale, ovvero nella base aerea di Humaymim nella provincia di Lataqia, vicino alle Coste mediterranee, ma anche in misura minore nella base aerea di Shayrat condivisa con l’Aeronautica Militare siriana. Mentre la maggior parte del contingente schierato era composta da piattaforme specializzate in ruolo aerea-suolo, tra cui 10 caccia d’attacco Su-34 e 8 Su-24M e sei aviogetti d’attacco Su-25SM, anche gli aerei specializzati nel ruolo di superiorità aerea erano schierati, tra cui 4 caccia Su-30SM e 5 Su-35. Queste pesanti piattaforme bimotore si basano sulla cellula dell’avanzato caccia sovietico Su-27 Flanker integrando sensori all’avanguardia, missili aria-aria, sistemi di guerra elettronica e sistemi di vettorizzazione della spinta unici, bidimensionali per il Su-30SM e tridimensionali per il Su-35, per una maggiore manovrabilità. Mentre il contingente aereo russo era inizialmente schierato con poche capacità aeree, l’abbattimento dai caccia turchi di un velivolo da combattimento russo Su-24 nel novembre 2015, portava l’Aeronautica Militare Russa a schierare avanzate versioni del Flanker con missili aria-aria per proteggersi dai potenziali attacchi dei caccia della NATO che operavano nella regione, mentre equipaggiavano anche gli aviogetti Su-34 con un piccolo armi da difesa aria-aria. Come caccia da superiorità aerea più potente della Russia, entrato in servizio solo nel 2014, lo schieramento del Su-35 in particolare fu una grande dimostrazione di forza per i potenziali avversari della Russia, rappresentando il primo schieramento all’estero confermato di caccia dotati dei nuovi missili aria-aria R-77 dell’Aeronautica Militare Russa.
Coi caccia Su-30 e Su-35 pesantemente armati che compiono regolarmente sortite sulla Siria, combinato col dispiegamento dei più sofisticati sistemi di difesa aerea a lungo raggio della Russia per le sue strutture militari, tra cui S-400 e S-300V4, l’equilibrio di potere nei cieli sulla Siria era favorevole alla Russia, nonostante le dimensioni relativamente ridotte del corpo di spedizione, che nel 2017 contava appena 6000 persone. Rapporti da fonti ufficiali statunitensi, come il Centro per le analisi strategiche e di bilancio, indicano che il Su-35 è più potente aereo rispetto a qualsiasi caccia degli USA e della NATO, con la sola eccezione dell’F-22 Raptor, caccia da superiorità aerea di quinta generazione. Con le tensioni con le forze russe in crescita e gli Stati Uniti che continuano a chiedere la rimozione del governo siriano, allineato a Mosca, a favore delle forze di opposizione filo-occidentale, l’Air Force degli Stati Uniti iniziava a fare volare la sua più avanzata piattaforma da superiorità aerea sullo spazio aereo siriano e iracheno, in missioni di combattimento. Ci si aspettava che l’F-22 spostasse decisamente gli equilibri di potere in favore di USA ed alleati, risorsa necessaria nel teatro mediorientale in grado di affrontare i caccia russi che le piattaforme di difesa aerea. I Raptor erano schierati dalla base aerea di al-Dhafra negli Emirati Arabi Uniti, che fungeva anche da base operativa per gli attacchi in Afghanistan, ed erano supportati dalle piattaforme AWACS E-3 Sentry e dagli aerocisterna KC-10A.
Anche se è di gran lunga il caccia occidentale più potente in servizio, un certo numero di problemi ne influenzavano la di contrastare la flotta russa sui cieli siriani. I più importanti sono la manutenzione estrema dell’F-22, che rendono più sortite alla settimana estremamente difficili, esacerbandone lo svantaggio numerico. Un confronto tra Su-35 e F-22 indica inoltre che un vantaggio per la piattaforma statunitense è tutt’altro che certo nel caso di un ingaggio. Il Su-35 trasporta il 175% del carico utile missilistico aria-aria dell’F-22, e la sua integrazione unica del vettore tridimensionale di spinta consente di eludere più facilmente gli attacchi missilistici nemici e di manovrare meglio negli ingaggi visivi. Il caccia integra anche un sistema di ricerca e tracciamento a infrarossi (IRST) assente sul Raptor, permettendogli di mantenere la consapevolezza della situazione senza utilizzare il radar e quindi impegnare bersagli senza firma radar. L’architettura computerizzata del Su-35 è anche molto più moderna, con quella del Raptor risalente agli anni ’90. L’F-22, da parte sua, conserva numerosi vantaggi considerevoli, in particolare la sezione radar ridotta da profilo stealth, il più avanzato al mondo su un velivolo da caccia, il che rende estremamente difficile rintracciarlo o agganciarlo a gamme estreme. Mentre il Su-35 ha alcune capacità stealth limitate, con la sezione radar inferiore a un terzo rispetto al precedente Su-27, ma ancora molto più grande di quella del Raptor. La recente integrazione del missile aria-aria AIM-120D sull’F-22, attualmente il missile aria-aria occidentale a lungo raggio più potente operativo, fornisce inoltre un vantaggio sul Su-35, mantenendo dei missili dal raggio d’azione di 180 km, mentre l’aviogetto russo può ingaggiare solo a 130 km utilizzando l’R-27ER. Il vantaggio della manovrabilità del Su-35 compensa ciò e rende molto più difficile colpirlo da lunghe distanze. Il Su-35 da parte sua è impostato per schierare il missile aria-aria ipersonico R-37 nei primi anni del 2020, una piattaforma da Mach 6 propulsa da un ramjet attualmente dispiegato dagli intercettori MiG-31 russi, con una gittata stimata 350-410km.
Un ulteriore vantaggio significativo dell’F-22 è l’integrazione di un radar avanzato a scansione elettronica (AESA), l’AN/APG-77, che offre un raggio di rilevamento e tracciamento maggiore delle piattaforme passive come Irbis-E del Su-35, e una firma radar inferiore. Nonostante la raffinatezza del Raptor, i resoconti delle operazioni sulla Siria indicano che i Flanker russi sono riusciti a superarne i sensori e le capacità stealth superiori, eludendo il rilevamento dell’F-22 usando avanzati sistemi di guerra elettronica e rilevando gli aviogetti stealth nordamericani. Un rapporto del comandante del 95° squadrone da ricognizione di stanza presso al-Dhafra Air Base, dichiarava che i Raptor non seppero localizzare efficacemente i Flanker russi in Siria. L’Aeronautica Militare Russa pubblicato le prove della capacità del Su-35 di tracciare il Raptor, fornendo l’aggancio con ciò che appare un sistema di ricerca e tracciamento ad infrarossi. Secondo il comandante, una serie di inconvenienti significativi ostacolava le capacità operative dell’F-22, tra cui la mancanza di capacità ad infrarossi ed ottica per consentire il monitoraggio notturno, la mancanza di schermi montati sul casco che costringono i piloti a guardarsi attivamente intorno per trovare altri velivoli e l’incapacità di trasferire dati attraverso la rete di scambio dei dati tattici Link 16 e conseguente dipendenza dalle comunicazioni radio. Il risultato è che, sebbene manchi di capacità stealth o di radar AESA, il Su-35 potrebbe benissimo sconfiggere l’F-22, in particolare quando si tiene conto dei numerosi requisiti di manutenzione del Raptor e delle conseguenti lunghe assenze dalla prima linea. L’età e la complessità dell’architettura informatica del Raptor renderà estremamente difficile l’integrazione degli aggiornamenti dei sistemi di guerra elettronica, contromisure e sensori, molto più che per il Su-35 o altri aviogetti come l’F-35. Mentre non vi è dubbio che l’F-22 sia uno dei velivoli da combattimento più potenti al mondo, la sua posizione come maggiore caccia da superiorità aerea potrebbe non essere garantita alla luce dei recenti progressi tecnologici russi e dei dimostrati fallimenti del Raptor in Siria operando in prossimità del Su-35.

Traduzione di Alessandro Lattanzio