Colombia: dietro il genocidio c’è lo Stato controinsurrezionale

Alberto Pinzón Sánchez, Internationalist 360°, 17 maggio 2019

Più di 700 leader sociali ed ex-guerriglieri reintegrati dall’ex FARC-EP sono sttai sistematicamente assassinati. Questo è genocidio. Ci sono diversi concetti socio-politici da differenziare per chiarire il genocidio della ex-guerriglia in Colombia. La controinsurrezione è una. Un’altra è la dottrina della sicurezza nazionale e il nemico interno da sterminare. Ci sono molti errori sulla Colombia, che sono stati spacciati all’opinione pubblica mondiale dagli “spin doctor” del sistema mediatico imperialista globale, molti dei quali scrivono da sofisticati uffici in Colombia, generosamente finanziati dalle varie agenzie del governo USA a tale scopo. Affrontare questi errori e confusioni sarebbe al di là della portata di questo articolo, ma il compito più difficile è stabilire che molti opinion leader autoproclamatisi di sinistra li hanno “ingoiati senza masticarli” e propagandoli irresponsabilmente. Uno di questi errori ha a che fare con la caratterizzazione dello Stato prevalente nel territorio colombiano che titola il presente articolo e, circolando come falsa moneta dei cliché generalizzati, pieno di profonda indignazione di fronte al genocidio controinsurrezionale perpetrato contro leader sociali e guerriglieri reinseriti, sull’orribile esperienza della “danza rossa” con cui l’Unione patriottica e altre organizzazioni contrarie al regime furono sterminate negli ultimi decenni del XX secolo, e delle “Fabbricazioni” di Santos-Uribe dei primi decenni del presente. Le acque del passato vengono riciclate dal blocco al potere guidato da Uribe-Duque, eliminando gli errori. Accettare l’equivoco dello Stato colombiano come narcostato guidato da criminali e mafiosi può essere per un momento emozionante e scioccante. Ma, visto da una certa distanza, è un errore:
Prima di tutto, c’è una strategia imperiale di dominio dei nostri Paesi soggiogati che include la “Guerra alle droghe” con tutta l’arsenale e la panoplia militarista del dominio e della sottomissione, concentrandosi sulla lotta contro un “nemico etereo, disincarnato e instabile” che chiamano “narcos”, quando i narcotrafficanti da soli, o nelle mafie, insieme ai principali riciclatori di denaro e ai contrabbandieri di confine, sono corporei e ben noti e costituiscono solo una ruota degli ingranaggi da dieci ruote interdipendenti (di cui l’asse è la gigantesca ambasciata degli Stati Uniti con oltre 4000 funzionari) descritta magistralmente 10 anni fa dalla sociologa Vilma Liliana Franco a pagina 223 del suo libro inestibabile Orden Contrainsurgente y Dominación, secondo cuii, è unico nel suo genere.
Secondo. Un blocco di potere dominante che ha un’altra ruota dentata nel disciplinare e terrorizzare (legalmente e illegalmente) la popolazione insoddisfatta o in rivolta, in modo tremendamente efficace, ben nota ai colombiani e al mondo come paramilitarismo, il cui impatto (e volatilizzazione) è deliberatamente confuso col vecchio concetto di controinsurrezione, sussidiario alla dottrina imperialista e coloniale della sicurezza nazionale e del nemico interno sovversivo o ribelle.
Terzo. Un blocco di classi al potere che, come insegna la moderna scienza sociale e politica, ha un potente involucro esterno o sovrastruttura dai vari componenti; e che dall’apparizione storica e strutturale del patto di classe (proprietari terrieri, finanzieri, uomini d’affari e vescovi cooptati) in Colombia, organizzato dai due eminenti rappresentanti dell’anticomunismo come Laureano Gómez e Lleras Camargo nel 1957, impone tale sovrastruttura su TUTTA la società colombiana come convinzione socioculturale basata sull’odio e che, secondo Marx e Gramsci, ha attualmente una vera forza materiale.
Pertanto, diversi concetti socio-politici si differenziano per chiarire il genocidio degli ex-guerriglieri in corso in Colombia; controinsurrezione, dottrina della sicurezza nazionale, nemico interno da sterminare e paramilitarismo. Il blocco di potere controinsurrezionale è diverso dal blocco di classe che attualmente domina tale relazione e condensa della lotta di classe generale conosciuta come Stato colombiano, è costituito da un blocco di potere contro-insurrezionale, protetto da una sovrastruttura controinsurrezionale giuridica, politica, culturale e morale, la cui base è l’anticomunismo religioso apparso in Colombia molti anni prima che l’influenza della rivoluzione bolscevica vi arrivasse. Un movimento anticomunista apparso molti anni prima che l’influenza della rivoluzione bolscevica arrivasse in Colombia. Anticununismo basato sull’odio, che fece rivivere il mostro del Basilisco progettato dal falangista Laureano Gomez nel 1949, un mostro bicefalo oggi, per distruggere il Castro-Chavismo (Cuba e Venezuela), la mobilitazione di massa marxista, il braccio civile del comunismo, inclusi i guerriglieri”in abiti civili”. Questa è la giustificazione con cui la popolazione civile diveniva obiettivo militare da sconfiggere ed organizzazioni come Unione patriottica, Fronte di lotta popolare furono sterminate, e ora il genocidio viene eseguito contro gli oltre 700 leader sociali ed ex-guerrilleri reinseriti dall’ex-FARC-EP.
Un ex-comandante della guerriglia descrive, in modo autocritico, tale genocidio sociale che minaccia tutti i membri dell’organizzazione reintegrata; due errori commessi nel Processo di pace dell’Avana (2016):
Uno: avere negoziato il processo di pace con un governo e uno Stato che non hanno sovranità.
Due: non imporre la questione del cambio della National Security Doctrine (DSN) come uno dei punti base dei dialoghi dell’Avana.
Inoltre, questo processo, come notato dal Professor Luis Jorge Garay (aprile 2016) , è finito per essere un patto di leader che non comportava alcuna trasformazione strutturale. Le osservazioni che sollevai due anni dopo (ottobre 2018) sulle non trasformazioni, la resa a portare avanti e approfondire un processo COSTITUENTE, e la frantumazione che questo accordo di pace comportate secondo gli interessi generali del Potere Controinsurrezionale del Blocca dominante, senza che nulla venisse fatto per impedirlo. Si può spiegare non solo il genocidio sociale in corso in Colombia, ma anche il rafforzamento della controinsurrezione in generale e la crescente dipendenza e sottomissione di governo e Stato colombiani a dettami e pressioni dell’ambasciata statunitense su questioni come giustizia per la pace, estradizione di Santrich, ritiro dei visti ai magistrati, così come la geostrategia del presidente Trump che impone di attaccare e invadere militarmente la sorella Repubblica Bolivariana del Venezuela.

Note
1) Youtube
2) Rebelion

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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