Daniel Ortega: Il sangue di Sandino scorre nelle nostre vene

Internationalist 360°, 19 maggio 2019

Cari amici del Nicaragua, Caro Popolo di Niquinohomo, accogliamo qui, nella culla del Generale Sandino, le suore mesoamericane attualmente riunite qui nel nostro paese e dove si svolgerà anche il Forum di San Paolo. A tutto loro, benvenuti! Agli ambasciatori anche dei popoli fraterni.
Qui coi fiali di Sandino, voi tutti, ragazzi, ragazze, Gioventù, figli di Sandino, e Famiglia della nostra Generalessa, Blanca, che è a casa e che ci vedrà sicuramente in televisione, a lei tutto il nostro Amore, tutto il nostro affetto, anche ai nipoti del generale che ci accompagnano qui, nipoti, pronipoti, ecco il sangue di Sandino che scorre nella schiatta della sua famiglia e nelle vene di tutto il Nicaragua, dei contadini, degli operati, delle donne, dei giovani, là scorre.
Sono con noi, siamo accompagnati dalle autorità locali del Fronte Sandinista; Sindaci; la Compagna Guiomar che si occupa di tutti i sindaci; il compagno Gustavo Porras, Presidente dell’Assemblea Nazionale. Eccoli anche con noi, non potevano mancare, ho già parlato col sindaco di Niquinohomo che è qui con noi, e ho parlato con Guiomar e il sindaco di Masaya, che sono qui con noi come sempre; non potevano mancare a questo atto in omaggio alla nascita del nostro Generale Sandino, i comandi dell’Esercito e la Polizia nazionale. Questo esercito e questa polizia nacquero dalla battaglia condotta dal popolo nicaraguense sventolando la bandiera rossa e nera per salvare la bandiera blu e bianca trascinata, umiliata, denigrata, venduta agli invasori yankee dia soliti vendipatria, di ieri e di oggi, che si preoccupano poco della Bandiera Blu e Bianca, più che per trascinarla, per cercare di venderla per pochi pesos. D’altra parte, la bandiera rossa e nera di Sandino, che per salvare la bandiera blu e bianca della patria sollevammo con orgoglio il 19 luglio 1979, sventolando orgogliosamente con la bandiera blu e bianca della patria. E da quelle Battaglie per il Nicaragua per salvare la Bandiera Bianca e Blu della Patria, da quelle Battaglie sorsero l’Esercito e la Polizia. Esercito e polizia che continuano a difendere con onore il Nicaragua, tutti i nicaraguensi, senza distinzione; continuano a difendere sicurezza, stabilità, sovranità e pace per tutti i nicaraguensi, senza distinzione.
Salutiamo il generale Julio César Avilés, Comandante in capo dell’Esercito, e tutti i comandi che lo accompagnano; il Commissario Generale Francisco Díaz, della Polizia Nazionale, e i Comandi che accompagnano lui e i compagni che sono qui, come sempre. La polizia e l’esercito sono col popolo, coi lavoratori, coi contadini, coi giovani, coi produttori, con tutti i settori economici e sociali del nostro Paese, per offrirgli sicurezza e pace, attraverso la difesa della sovranità del Paese. Questo è ciò che è fondamentale. E difendendo la sovranità del Paese difendiamo le condizioni per poter continuare la battaglia contro la povertà, l’esclusione, la sottrazioni dei diritti a questo popolo, il diritto alla salute, all’istruzione, e per i diritti che sono stati salvati; il diritto del Nicaragua di potersi riunire con quanto già poté unirsi, dopo 500 anni, il Nicaragua può riunirsi con le Coste caraibiche, con la Regione Autonoma del Sud Atlantico, i Caraibi del Sud, con Bluefields. Ora Bluefields può essere raggiunta con una strada, è appena stata inaugurata per la prima volta nella storia Caraibi e Pacifico si sono uniti! Prima, o si andava in aereo, molto costoso per la popolazione, o via terra da qui a El Rama e da El Rama via acqua per Bluefields, col costo raddoppiato. D’altra parte, ora con l’autostrada si apre una via che significa sviluppo, benessere per tutti gli abitanti della coste caraibiche del Nicaragua.
Questa è una data che festeggiamo con tanta gioia, il giorno in cui nacque il nostro Generale Sandino. E notate bene, un giorno come oggi dell’anno 1895 nacque il nostro Generale Sandino, e un giorno come oggi nell’anno 1927 alle 2 di notte, all’alba del suo compleanno stava per sposare Blanca Estela Arauz, la telegrafista di San Rafael, unendosi immediatamente alla battaglia per la sovranità nazionale. E in un giorno come quello di oggi, il 18 maggio 1960, ricordo ancora quel tragico momento… 1960, guardate! All’epoca avevo 15 anni, come alcuni ragazzi e ragazze che vedo da queste parti, ma stavamo già combattendo, e applicarono quella che era nota come Legge sulle Fughe a 3 patrioti nicaraguensi detenuti dal 1956. Furono torturati e poi imprigionati, condannati, e dopo 4 anni di reclusione nelle carceri dell’aviazione, e questo non può essere negato da nessuno perché era un fatto totalmente noto, furono presi dalle loro celle e fucilati! Lì, i fratelli Edwin Castro, padre di Edwin il deputato, Cornelio Silva Argüello e Ausberto Narváez, furono assassinati. Tutti e tre furono fucilati nelle prigioni de La Aviación dal governo “democratico” di Somoza. Sì, perché quello era un governo “democratico” riconosciuto dalla comunità internazionale, che gli diede le armi. Gli Stati Uniti diedero le armi all’esercito di Somoza, perché il governo degli Stati Uniti era quello che invase il Nicaragua diverse volte e dopo l’ultima invasione, cosa fece? Organizzò i nicaraguensi che, agendo da mercenari contro il proprio Paese, per fame, per necessità, molto si unirono alla Guardia per necessità, lo capiamo, gente di famiglie contadine molto povere, ma con comandanti scelti e addestrati dagli Stati Uniti, che misero al potere i Somoza, Anastasio Somoza. Ebbene, questo fu riconosciuto molto logicamente dai governanti degli Stati Uniti e di tutti i Paesi, e qui ci furono assassini in continuazione come questo, ma ovviamente, dato che era il club dei venduti all’impero, allora era questa gente qui che di dovette sopportare, come il popolo dovette sopportare l’omicidio di Sandino, un vile tradimento, un inganno!
Sandino firmò la pace. Sandino fu invitato dal presidente Sacasa a cena. Sandino prima si fece una foto con Somoza, perché Somoza disse a Sandino che lo rispettava, che erano fratelli, gli disse, e si fecero la famosa foto. E poi Somoza su ordine degli yankee fece assassinare Sandino dopo la cena col presidente Sacasa. Quando Sandino scese da Loma de Tiscapa, dove ora si trova il Monumento a lui, presso la Laguna, c’era la Casa Presidenziale, quando Sandino vi fu fermato. Anche la figlia di Sacasa, che era a cena, scese e quando vede che Sandino fu arrestato, arrivò e chiese, cosa succede? E cercò di parlare con suo padre, ma le Guardie che eseguivano l’ordine degli yankee a Somoza, presero Sandino coi Compagni e li uccisero! Crimini che non furono condannati dai “democratici”, da chi si definisce “democratico”, da chi crede di possedere la democrazia e che in nome della democrazia invase i nostri Paesi e continuano a minacciare e aggredire i popoli.
Bene, da loro non una parola, piuttosto celebrarono l’assassinio di Sandino, pensando che Morale e Dignità del Popolo del Nicaragua fossero già stati distrutti. Questo è ciò che credevano, che uccidendo Sandino il popolo gli si sarebbe inginocchiato davanti. Ma il popolo continuò a combattere, e il Generale Raudales apparve guidando la battaglia, essendo con Sandino e cadde in combattimento, e poi il Colonnello Santos López che riuscì a sopravvivere all’omicidio di Sandino perché era da un’altra parte e fu ferito perché l’attaccarono casa, e riuscì a fuggire. E lì con Santos López, che portava in mano la bandiera rossa e nera di Sandino mentre la bandiera blu e bianca della patria veniva umiliata, trascinata, venduta, così il Colonnello Santos López incontrò Carlos, Tomás e Silvio Mayorga, e Blanca, la figlia del Generale Sandino, quando pensavano che l’Onore di questo popolo fosse già perso, che il Popolo fosse in ginocchio perché uccidevano Fratelli come Edwin Castro, Cornelio Silva e Ausberto Narváez, ma l’Onore di questo popolo non andò perso. E in un giorno come oggi, nella Comarca di Saragozza, cadde il compagno Eliseo Antonio Duarte Talavera; questo avvenne nel 1979. E nel 1980, quando iniziò la Grande Crociata per l’alfabetizzazione nazionale, contro chi si lanciarono i terroristi, i traditori, coloro che trascinarono la Bandiera Blu-Bianca della Patria? Su chi si gettarono? Si gettarono sui Letterati e in un giorno come oggi l’ex-Brigadiere Georgino Andrade fu assassinato, sì, in un giorno come quello di oggi assassinarono Georgino che alfabetizzava.
Guardate bene, dal 1927, quando i traditori consegnarono, vendettero la Bandiera Blu e Bianca e consegnarono i fucili alle truppe yankee, e Moncada firmò il patto, il traditore Moncada firmò il patto cogli Yankees, il colonnello Stimson delle truppe USA dichiarò il 19 maggio 1927 che la lotta era finita in Nicaragua e che nell’ultima settimana si erano arresi e avevano consegnato la Patria. C’era Sandino, sì, da lì Sandino uscì per dare battaglia, fin quando culminò col suo assassinio. E dopo l’omicidio, era loro convinzione che in Nicaragua non c’erano più uomini o donne dignitosi, che il Nicaragua era già in ginocchio, e il Fronte Sandinista apparve con la bandiera rossa e nera di Sandino, per salvare la bandiera blu e bianca che era stata infangata a lungo. Grazie a Dio si ebbe il Miracolo e Sandino trionfò, trionfato definitivamente e per sempre, anche dopo il suo assassinio, trionfò il 19 luglio 1979.
Un giorno come oggi, il 18 maggio 1781, fu assassinato nella Plaza de Armas, in Perù, un fratello che difese le nostre radici, e neanche quella volta il popolo dimenticò; e questo è ben noto alle suore del Forum di San Paolo. Túpac Amaru fu giustiziato quel giorno, fu fatto a pezzi e pensarono che fosse stato sepolto per sempre nell’oblio, e non fu così. In altre parole, Túpac Amaru è nelle battaglie che i nostri popoli combattono, come Sandino, come Fidel, come Chavez, tutti noi in questa grande battaglia per la libertà, per la giustizia, per la sovranità e per l’unità dei nostri popoli. Ed ecco Sandino che si diede a quella Battaglia, a questa Lotta, dimostrando a questo Popolo che il Sangue di Sandino è ancora vivo, dando battaglia per la Pace e trionfando per la Pace!

Viva Sandino!
Sandino vive, la lotta continua!
Patria Libera o Morte!

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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