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La Cina effettua massicce vendite di bond degli USA

Paul Antonopoulos, FRN 19 maggio 2019

In un anno Pechino, il primo detentore straniero di debito pubblico degli Stati Uniti, vendeva titoli del Tesoro USA per un valore di 67,2 miliardi di dollari. Perché la Cina ha deciso di fare questo passo e come potrebbe influire sull’economia degli Stati Uniti?
La Cina, il maggiore detentore estero del debito pubblico degli Stati Uniti, ha effettuato la maggiore vendita di titoli del Tesoro degli Stati Uniti in due anni, riducendo gli investimenti in tale attività a 1,12 miliardi di dollari. Nei 12 mesi terminati a marzo, la Cina ha ridotto gli investimenti in titoli del Tesoro USA di 67,2 miliardi, il 5,6% degli investimenti cinesi in quell’asset, secondo la banca di investimenti UBS. Secondo gli analisti, la Cina non minaccia di smettere di acquistare titoli del Tesoro o d’impegnarsi in vendite immediate, cosa che aveva scosso il mercato obbligazionario in precedenza. Molto probabilmente, Pechino faceva questo passo per difendere la valuta nazionale. Mentre la massiccia vendita di titoli di Stato USA potrebbe aggravare i negoziati commerciali con Washington, tra le due maggiori economie del mondo, l’impatto a lungo termine di tali misure rimane poco chiaro. Va ricordato che l’emissione di buoni del Tesoro consente a Washington di finanziare l’aumento della spesa pubblica, stimolare la crescita economica e mantenere bassi i tassi d’interesse.
Se i cinesi decidono di sbarazzarsi del debito pubblico statunitense o di ridurre significativamente la quota di quel mercato, si verificherà uno squilibrio. Washington dipende dagli acquirenti stranieri di questi titoli. La massiccia vendita di buoni del Tesoro causerebbe un drastico aumento dei tassi d’interesse che, a sua volta, darebbe un duro colpo alla prima economia globale. “La massiccia vendita di buoni del Tesoro è la maggiore arma che i cinesi hanno per combattere gli Stati Uniti. Se sarà così, la useranno”, secondo l’economista Sung Won Sohn. La Cina è il primo detentore di debito pubblico degli Stati Uniti, anche dopo che la sua quota era scesa al 17,3% rispetto agli altri governi, il più basso dal giugno 2006. Giappone e Regno Unito sono secondo e terzo nella lista.

Traduzione di Alessandro Lattanzio