Su cosa scommette Trump?

Sharif al-Qatib, Syria Times 15 maggio 2019

Certamente, Trump non può capire perché l’Iran, il suo popolo e il suo governo, rifiuti di negoziare, anche se recentemente fece un appello esplicito a ciò. Durante gli ultimi due anni, ha anche fatto undici tentativi di negoziare, ma gli iraniani hanno rifiutato come il loro presidente, Rouhani, ha rivelato. Dopo aver usato le sanzioni e l’assedio, riesumando la forza militare e facendo minacce e intimidazioni, il presidente degli Stati Uniti crede di poter avere negoziati che soddisfino i suoi desideri e compiacere i sionisti, immaginando che tali negoziati possano avere un effetto serio e porre fine al rifiuto iraniano e sfruttare ciò che appare un’opportunità d’oro data da Trump agli iraniani. Ovviamente, ciò che Trump tenta con forza, usando la politica del bastone e della carota, è raggiungere una comprensione nucleare bilaterale in cui l’Iran rinunci alla tecnologia nucleare, dato che in particolare il ritiro degli Stati Uniti dall’accordo nucleare non portava al suo collasso, né al ritiro di qualsiasi altra partecipe, incluso l’Iran, che lo rispettano. Diritti ed obblighi che l’Iran ha coll’accordo nucleare suscitano la rabbia dei sionisti, che ritengono che l’accordo consentirà a Teheran di raggiungere i suoi obiettivi nucleari militari, così lanciando la campagna contro l’accordo, divenendo i principali istigatori affinché gli Stati Uniti si vi ritirassero.
Trump sa bene che da uarant’anni gli Stati Uniti provato ogni mezzo duro o morbido per soggiogare la Repubblica Islamica, cambiarne il regime antimperialista e antisionista; ma l’Iran sventava ogni cospirazione nordamericane che lo prendeva di mira, emergendo più forte e più deciso al suo approccio ideologico e politico alla Resistenza. Le aspettative di Trump si dissolveranno poiché i suoi predecessori non sono riuscirono ad ottenere nulla. Alcuni ritengono che la grande pressione di Trump sull’Iran e le dure misure punitive abbiano messo gli iraniani in una grave situazione da cui non riuscirebbero ad uscire a meno che non raggiungano un accordo col presidente degli Stati Uniti e ne ascoltino le condizioni. Ma tale visione è arbitraria e ingenua, perché non bada all’enorme esperienza degli iraniani nell’affrontare tali minacce, oltre al malumore popolare iraniano nei confronti degli USA aumentare e perdendo fiducia in essi, oltre ad accrescere la forza del campo antiamericano di cui l’Iran è una delle principali forze. Questi fattori significano semplicemente che l’Iran non si piegherà ad alcun dettame nordamericano a prescindere dalle dimensioni della carota e del bastone di Trump, e nemmeno a negoziarvi finché non ha credibilità politica e morale che lo qualifichi a ciò.
Allora, su che cosa scommette costui, che non veder se non cogli occhi dei sionisti?! Questa domanda è davvero sconcertante, la scommessa sulla forza militare statunitense non è logica, Stati Uniti ed Israele non potranno sopportare le conseguenze di un’aggressione USA all’Iran. E scommettere sul cambiamento della posizione dell’Iran è una lacuna politica e strategica spiegata dall’incapacità di Trump di capire che le posizioni politiche di Paesi come l’Iran non sono beni in vendita, e non farà accordi sotto intimidazione e allettamenti. È difficile per un affarista nordamericani capire di avere a che fare con uno Stato dalle costanti politiche e strategie inseparabili dall’autorità culturale e morale; inoltre, l’Iran padroneggia l’arte della politica e della diplomazia al cui confronto Trump appare uno scolaro scadente e senza futuro.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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