Bannon affronta la Cina con teorie assurde

Global Times,15/5/2019

Il 6 maggio, il nazionalista di estrema destra Steve Bannon pubblicava un articolo su The Washington Post denigrando con veemenza la Cina e incitando il suo Paese ad affrontarla. L’obiettivo del Partito Comunista Cinese (CPC), affermava, è “essere il potere egemonico globale”. Per dimostrare ciò, secondo cui era “futile” che gli Stati Uniti accettassero un compromesso, affermò che la Cina “conduce una guerra economica contro le democrazie industriali” e che la disputa commerciale tra Cina e Stati Uniti è “uno scontro fondamentale”. Bannon infangava grevemente la Cina dicendo che è uno “Stato totalitario rapidamente militarizzato che imprigiona milioni di persone nei campi di lavoro” e “il mondo è una casa divisa per metà schiava e per metà libera”. Washington e Pechino “ascendono in una direzione o nell’altra”, aveva scritto. Per gli analisti razionali, Bannon non è solo radicale, ma folle. È ossessionato da certi sospetti risentiti che negli Stati Uniti sono al limite. Con profonda impronta razzista, le idee di Bannon sono simili a quelle degli estremisti di destra europei, persino dei neo-nazisti. Tali idee erano fuori del discorso mainstream nordamericano. Ma la breve esperienza alla Casa Bianca si rivelò un’opportunità inaspettata per espandere l’influenza, facendo eco alla sua voce sul palcoscenico nazionale. La sua personalità estrema, tuttavia, teneva lontani i suoi camerati e lo fece espellere dalla Casa Bianca. Bannon semplicemente non ha idea del mondo globalizzato e della complessità delle relazioni delle principali potenze. Cerca di rendere avida e pericolosa la linea politica sulla Cina degli Stati Uniti.
Bannon e gli alfieri di estrema destra non si preoccupano affatto del dolore che i conflitti Cina-USA portano al popolo. L’unica cosa di cui si preoccupano è sconfiggere la Cina. Tuttavia, non solo una potente Cina spezzerà i loro sogni, ma anche gli Stati Uniti dalla mentalità aperta e dubbiosa li deluderanno. Sebbene la volontà che tende a privilegiare gli interessi nordamericani esista nella società statunitense, non può essere stimolata da Bannon e seguaci nel divenire un determinato antagonista della Cina. I nordamericani vogliono beni di alta qualità a prezzi ragionevoli e pace e stabilità. Non vogliono uno scontro strategico tra la superpotenza mondiale e la seconda potenza mondiale. Non vogliono sacrificare la vita per dei cosiddetti ideali di certi zeloti. Il governo degli Stati Uniti colpisce la Cina con dazi elevati. Ma quando i politici di Washington videro il crollo del mercato azionario, si affrettarono a indicare di voler allentare la tensione. Adottare un approccio duro con la Cina non funziona negli Stati Uniti poiché non si adatta al tema della pace e dello sviluppo nel 21° secolo. Le tensioni bellicose tra Cina e Stati Uniti conferivano una presenza a Bannon, che lanciava attivamente il “Comitato per il pericolo presente” che ovviamente prese di mira la Cina che spesso minacciava su Fox TV. È un opportunista sfruttare la guerra commerciale per giocare con la politica e l’opinione pubblica degli Stati Uniti. Bannon aveva scritto che la lotta degli Stati Uniti non è col popolo cinese, ma con il Partito comunista cinese. Ciò che teme di più è lo sviluppo della Cina. Non combatte gli interessi dei cinesi? Speriamo che non sia la cellula cancerosa della diplomazia degli Stati Uniti.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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