La deterrenza strategica cinese dei bombardieri H-6N

Military Watch, 11 maggio 2019

L’Aeronautica dell’Esercito di Liberazione Popolare Cinese (PLA) annunciava di aver messo in servizio i primi bombardieri H-6N equipaggiati con missili balistici CH-AS-X-13, rappresentando l’ultima di molte modifiche al venerabile ed altamente versatile progetto entrato nel suo 50° anno di servizio. Secondo la valutazione pubblica annuale delle capacità militari della Cina rilasciata dal dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (DoD), lo schieramento dei nuovi bombardieri equipaggiati con missili balistici a raggio intermedio nucleari, per la prima volta forniva al PLA un mezzo efficace per attacco aereo nucleare, terzo ramo della triade nucleare dello Stato insieme a missili balistici a terra e su sottomarini, acquisiti rispettivamente a metà degli anni ’60 e all’inizio degli anni ’80. Il rapporto del dipartimento della Difesa dichiarava: “Dispiegamento ed integrazione del CH-AS-X-13 fornirà per la prima volta alla Cina una “triade” vitale dei vettori a terra, mare e aria”. Lo sviluppo della piattaforma e del bombardiere H-6 modificato noto come H-6N, progettato per trasportarlo, fu notato dal tenente-generale Vincent R. Stewart, ex direttore della Defense Intelligence Agency nel 2017. Il generale disse che “due nuovi missili balistici aerolanciati, uno dei quali disporrebbe di testata nucleare”. L’H-6N integra nuovi motori più potenti e molti degli aggiornamenti strutturali e avionici degli H-6K e H- 6J, riducendone i requisiti di manutenzione e aumentandone carico utile, portata e gamma di armi rispetto alle varianti originali della Guerra Fredda.
Il CH-AS-X-13 deriva dal missile balistico terrestre DF-21, una delle due piattaforme intermedie tattiche attualmente in servizio assieme al DF-26 ‘Guam Killer.’ Il ruolo esatto della versione aerolanciata rimane incerto e potrebbe includere attacchi nucleari o convenzionali sulle basi nemiche nel Pacifico e possibilmente persino antinave. La versione DF-21D del missile, soprannominata “carrier killer”, entrò in servizio a metà degli anni 2010 col ruolo specifico di neutralizzare le grandi navi da guerra nemiche a distanze di oltre 1500 km. La capacità del missile di colpire bersagli a velocità ipersoniche Mach 10 con alto grado di precisione, portava l’Istituto navale degli Stati Uniti a concludere che il missile potrebbe distruggere una superpotaerei nordamericana con un solo colpo, senza difese attualmente in grado di intercettare o deviare un simile attacco. Se l’H-6N fosse compatibile con le versioni antinave del CH-AS-X-13 con una specializzazione simile al DF-21D, potrebbe consentire al PLA di minacciare grandi navi di superficie ostili ben oltre la precedente aree di negazione accesso alla zona marittima.
Mentre l’H-6N armato col missile balistico è una risorsa potenzialmente formidabile, è importante quando se ne valuta il ruolo per comprendere la dottrina che governa l’arsenale nucleare cinese. La Cina rimane uno dei tre Stati, assieme a India e Corea democratica con una dottrina nucleare non di primo uso e, a differenza di Stati Uniti, Russia e Pakistan, non assegnano ruoli strategici alle risorse nucleari. Poiché l’H-6 è un bombardiere di teatro, e non ha la portata intercontinentale delle piattaforme nordamericane e russe come B-2 Spirit e Tu-160, non potendo attaccare il continente americano, obiettivo primario della strategia della deterrenza strategica cinese. Anche con l’H-6N che avrebbe una gittata estesa a quasi 6000 km, combinata con la gittata di 1800 km del DF-21, ciò lascerebbe la terraferma degli Stati Uniti fuori portata. Sarebbe così anche se il bombardiere dovesse rifornirsi in volo ripetutamente per raddoppiare l’autonomia. Tali restrizioni indicano che il ruolo dell’H-6N è quasi certamente più tattico che strategico, tenendo conto della dottrina nucleare cinese che non indica il CH-AS-X-13 come risorsa nucleare. Con testata nucleari, il missile utilizza quasi certamente testate miniaturizzate a bassa potenza, piuttosto che testate termonucleari, riservate ai vettori intercontinentali cinesi, come i missili balistici lanciati da terra e sottomarini. Pertanto, mentre l’H-6N può conferire alla triade nucleare cinese un terzo ramo, il PLA non dispone ancora di un mezzo aereo efficace per attacchi nucleari ad alta potenza su lunghe distanze necessaria a costituire un deterrente strategico efficiente, capacità che rimane esclusivamente russa e nordamericana. Lo sviluppo di una capacità di aerolancio di missili balistici, tuttavia, potrebbe essere il trampolino di lancio per lo sviluppo di aerei d’attacco nucleare strategici, coll’imminente adozione del bombardiere stealth H-20 che dovrebbe avere una portata intercontinentale e integrare missili nucleari a lungo raggio, da crociera o balistici.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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