Il ruolo della Cina nello sviluppo dell’Africa

Sstruggle – La Lucha, 01.04.2019

La Cina usa modelli del cosiddetto socialismo di mercato nelle iniziative della Via della Seta in Asia, Africa e America Latina, inviando imprese statali, ma anche capitalisti privati, all’estero creando società impegnate nella costruzione di infrastrutture. I capitalisti sono motivati dal profitto e non dalla giustizia sociale, tuttavia, a differenza degli investitori imperialisti occidentali a cui il loro Paese dà la libertà di fare tutto ciò che è redditizio, i capitalisti cinesi sono sotto il controllo del governo cinese, un governo con industrie finanziarie, dei servizi, petrolifere, commerciali e dei trasporti di proprietà statale: qualsiasi impresa capitalista deve conformarsi allo Stato e non viceversa. Il socialismo di mercato cinese è in realtà una ritirata ideologico parziale, derivante dalle continue minacce militari dell’imperialismo e dalla guerra economica contro Cina ed ex-Unione Sovietica. Ma il nostro movimento deve riconoscere la differenza tra i rapporti della Cina con Asia, Africa e America latina e quelli dell’imperialismo occidentale con questi Paesi: il loro fallimento alimenterebbe solo l’anticomunismo e sarebbe particolarmente utile l’imperialismo nordamericano, nascondendo il fatto che Cina e Stati Uniti hanno differenze inconciliabili per le classi sociali che rappresentano. Il significativo investimento della Cina in Africa dal 2000 rappresenta una vera e propria minaccia all’imperialismo, specialmente degli USA. Non sono solo centinaia di miliardi di dollari investiti, ma i tipi di investimenti della Cina consentono lo sviluppo di infrastrutture e un reale miglioramento delle economie di questi Paesi. Qualsiasi miglioramento dell’economia che influisca sul tenore di vita della popolazione aiuta a eliminare la nube soffocante, indebolente e opprimente dell’estrema povertà, chiave per costruire autodeterminazione e liberazione. Sappiamo che lo sviluppo della classe operaia e delle forze produttive è un aspetto importante della costruzione del socialismo, ma sappiamo anche che costruire il socialismo e combattere i violenti embarghi imperialisti e sabotaggi economici degli USA, senza l’Unione Sovietica, è ancora più difficile, soprattutto per i Paesi in via di sviluppo, che dipendono dagli investimenti capitalistici.
La Cina non può ancora compensare il contrappeso dell’ex-Unione Sovietica agli attacchi dell’imperialismo contro Africa ed America Latina, ma sembra intenzionata a proteggere investimenti e collaborazioni con la forza militare, ad esempio fornendo mezzi e fondi militari all’unità militare dell’Unione Africana, o assegnando truppe cinesi nel Sud Sudan per proteggere gli oleodotti sabotati dalle forze ribelli sostenute dagli Stati Uniti. Lo scorso luglio, la Cina stabilì la prima base militare all’estero, nell’Africa orientale, Gibuti, per stabilirsi su una posizione in grado di sorvegliare la principale base africana degli Stati Uniti. Ed adesso ha migliorato aeromobili che possono raggiungere la velocità di Mach 10, sfidando i radar. I progressi qualitativi nella tecnologia della crittografia possono potenzialmente sfidare qualsiasi sorveglianza dalla National Security Agency. Tutto questo farà sudore freddo banchieri e monopolisti industriali che governano il nostro Paese: gli Stati Uniti faranno tutto il possibile per screditare e diffamare la Cina.
Nei loro rapporti sul ruolo della Cina in Africa, i media borghesi esplorano il continente cercando esempi evidenti d’ingiustizia di una compagnia cinese, sperando di dipingerne così tutte le relazioni della Cina in Africa. Sono particolarmente affezionati alla miniera di carbone privata cinese Collum in Zambia, anche se le quattro principali compagnie minerarie di rame della Zambia hanno sede in Canada, Svizzera e India. Nel 2000, cinque fratelli cinesi chiesero al governo dello Zambia di riaprire una miniera di carbone di scarsa qualità chiusa perché non era redditizia. Con la produzione capitalistica, quando il tuo prodotto è inferiore a quello dei concorrenti, è impossibile mantenere profitti soddisfacenti per gli investitori/creditori senza ridurre salari, standard e benefici della sicurezza ed aumentare il ritmo ignorando le preoccupazioni ambientali. La compagnia fu citata per il grave inquinamento atmosferico e la contaminazione del rifornimento idrico delle comunità limitrofe. L’Unione dei Minatori dello Zambia si lamentò del fatto che i capi colpivano i lavoratori, mentre funzionari e polizia furono pagati per distogliere lo sguardo. Ad esempio, nell’ottobre 2010, centinaia di minatori manifestarono: due supervisori cinesi iniziarono a sparare, anche se nessuno fu ucciso, ma due persone rimasero gravemente ferite e 11 minatori feriti. Nel 2012 i lavoratori ne ebbero abbastanza ed organizzarono un’altra dimostrazione, questa volta un funzionario cinese fu ucciso per incidente, ma alcuna accusa fu intentata contro gli operai e il governo dello Zambia sequestrò la miniera. Nel 2015, il governo restituì la miniera ai proprietari cinesi, avvertendoli che sarebbe stata ripresa se le violazioni a sicurezza ed ambiente minavano la sicurezza.
Le aziende cinesi in Africa vengono denunciate, ma si parla poco di First Quantum Minerals, una società canadese appartenente al gruppo delle quattro maggiori compagnie minerarie dello Zambia. Dal 1980, lo Zambia non poté combattere gli implacabili sforzi di Canada, Fondo Monetario Internazionale e Banca Mondiale a favore di First Quantum Minerals e l’aiuto economico essenziale per la sopravvivenza dello Zambia era minacciato. Nel 1990, il Paese fu costretto a privatizzare le miniere di rame nazionalizzate e compagnie come First Quantum poterono comprarle a prezzi bassi, il Paese fu anche costretto a lasciare che un ex vice-presidente della Bank of Canada diventasse governatore della Banca dello Zambia. Ciò assicurò la lunga povertà dei lavoratori dello Zambia, mentre il governo canadese rafforzò tutti gli accordi disonesti delle sue holding di maggioranza, come First Quantum.
Yan Hairong, professore associato presso l’Università Politecnico di Hong Kong, spiegava la differenza tra l’atteggiamento del governo canadese e quello cinese, invece di chiedere che non venisse intrapresa alcuna azione contro i crimini della società verso gli operai, il governo cinese accolse favorevolmente la nazionalizzazione di Collum da parte dello Zambia, ed ordinò a Collum di pagare agli operai feriti migliaia di dollari ciascuno. Poi costrinse i proprietari a scusarsi pubblicamente con tutto il personale della miniera. Il governo canadese e i First Quantum Minerals, assicurarono la sistematica povertà dello Zambia, tuttavia, non si disse nulla del Canada o della sua società. Le relazioni coloniali o imperialiste consistono nel controllare politicamente ed economicamente un Paese per derubarne le risorse e impedirgli di svilupparsi indipendentemente, il che richiede anche una forza militare. Alcune società private cinesi possono essere scioviniste e persino sfruttatrici in Africa, il che non corrisponde automaticamente al colonialismo, soprattutto quando non continua e non crea il sottosviluppo che lo studioso africano Walter Rodney denunciò nel 1968 col suo autorevole libro “Come l’Europa ha sottosviluppato l’Africa”. Rodney scrisse: “In primo luogo, la ricchezza creata da manodopera e risorse africane fu conquistata dai Paesi capitalisti d’Europa e, in secondo luogo, la capacità dell’Africa di sfruttare al meglio il proprio potenziale economico fu limitato”. I movimenti dell’esercito nordamericano in Africa dal 2008 fanno parte dei suoi piani neocoloniali. Nick Turse, di TomDispatch, scrisse su Black Agenda Report nel 2015: “Nelle aree remote, dietro recinti e lontano occhi indiscreti, l’esercito statunitense ha costruito un vasto arcipelago di avamposti africani, trasformando il continente in un laboratorio per un nuovo tipo di guerra”.
L’impegno della Cina è di natura diversa: il giornalista dello Zimbabwe Herald, Lovemore Chikova, parlava di prestiti del 2015 e 2016 negoziati tra Cina e Zimbabwe. Includevano 5 miliardi di dollari in aiuti gratuiti e prestiti senza interessi: la Cina addestrerò 200000 tecnici e offrirà 40000 opportunità di formazione al personale africano in Cina. Inoltre, l’assistenza dava priorità alla modernizzazione dell’agricoltura attraverso le competenze tecnologiche, i macchinari, la formazione e le squadre di esperti. Come notava Walter Rodney, lo sviluppo delle tecnologie agricole è uno dei prerequisiti essenziali per lo sviluppo in Africa. Ho trascorso alcune settimane in Sudan ed Egitto; in Sudan, ho visto un’area di rifugiati di diversi ettari, a perdita d’occhio; le famiglie vivevano in capanne di fango a temperature superiori ai 43 gradi, senza elettricità, ospedali o negozi. Quando nostro figlio era piccolo e aveva la febbre, potevamo facilmente andare al negozio locale e comprare l’ibuprofene, un termometro o un kit per la reidratazione e non dovevamo preoccuparci degli UAV nordamericani che volavano sopra di noi. Non è così per molti in Africa. Quando parliamo di sviluppo, non si tratta di avere gli ultimi beni di consumo o articoli alla moda, né di acquisire uno stile di vita occidentale. Parliamo di raggiungere le basi della sopravvivenza: basi la cui negazione, come notava Walter Rodney, non era una scelta vitale per gli africani, ma rallentamento del loro progresso naturale dal colonialismo europeo. Chiarendo il carattere dell’intervento cinese in Africa, le sue contraddizioni e tutto il resto, possiamo essere solidali con le voci africane che rappresentano i veri movimenti popolari nel continente decisi ad uscire dalla maledizione del sottosviluppo.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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