Blackwater pianificava il golpe in Venezuela

PressTV 30 aprile 2019

La famigerata società mercenaria statunitense Blackwater faceva pressioni sull’amministrazione Trump e figure dell’opposizione in Venezuela per una missione segreta per rovesciare il Presidente Nicolas Maduro. L’esclusivo rapporto di Reuters, citando quattro fonti anonime, rivelava che Erik Prince, fondatore della controversa società di sicurezza privata e convinto sostenitore di Trump, si era offerto di schierare un esercito nel Paese sudamericano per estromettere Maduro. Secondo il rapporto, Prince cercava investimenti e sostegno politico al suo piano da influenti sostenitori di Trump e ricchi venezuelani che vivono da tempo in esilio. Secondo le fonti richiese almeno 40 milioni di dollari in fondi più una fetta di miliardi di dollari in beni congelati del Venezuela nel mondo. Negli incontri privati, dagli Stati Uniti a diversi Paesi europei, Prince stabiliva un piano per reclutare 5000 mercenari per conto del capo dell’opposizione venezuelana Juan Guaido, che sfida Maduro da gennaio autoproclamandosi presidente. Le fonti che sapevano del piano di Prince affermavano che erano iniziate le operazioni d’intelligence e si schieravano contro il Venezuela 4-5000 forze da Colombia e altre nazioni latinoamericane, per attuare la missione. Il tentativo era ancora in corso quando una fonte affermava che Prince aveva tenuto le riunioni solo da metà aprile. Non è ancora chiaro a quali funzionari di Trump Prince avesse raggiunto.
All’inizio dell’anno, il consulente per la sicurezza nazionale John Bolton fu fotografato tenendo tra le carte riservate due righe: “Afghanistan – Benvenuti i colloqui”, in riferimento ai negoziati in corso tra Washington e i taliban, e “5000 soldati in Colombia”. La frase misteriosa poteva fornire indizi sui piani segreti di Washington per attuare l’intervento militare in Venezuela, opzione che il funzionario nordamericano disse essere sul tavolo insieme ad altre misure economiche e diplomatiche. Un portavoce di Guaido aveva detto che i funzionari dell’opposizione in Venezuela non discussero delle operazioni con Prince. Questo mentre Lital Leshem, direttore delle relazioni cogli investitori della società di Prince Frontier Resource Group, aveva confermato l’interesse di Prince in possibili operazioni in Venezuela. “Ha una soluzione per il Venezuela, così come per molti altri posti”, aveva detto senza fornire ulteriori dettagli. Marc Cohen, portavoce di Prince, disse all’inizio del mese che il capo della Blackwater “non ha intenzione di operare o attuare un’operazione in Venezuela” e rifiutava di rispondere a ulteriori domande. Una fonte affermava che Prince insiste sul fatto che il Venezuela deve aver un “evento dinamico” per rompere lo stallo politico.
Maduro aveva denunciato Guaido, riconosciuto come presidente del Venezuela da alcune nazioni occidentali, quale fantoccio degli Stati Uniti che cerca di organizzare un colpo di Stato. Le principali istituzioni governative venezuelane, inclusi i militari, rimangono fedeli a Maduro nonostante le pressioni internazionali a raggiungere Guaido. Durante la guerra in Iraq, il governo degli Stati Uniti assunse Blackwater per fornire sicurezza alle operazioni del dipartimento di Stato. Nel 2007, i dipendenti di Blackwater scatenarono l’indignazione internazionale uccidendo 17 civili iracheni a Baghdad. Prince ribattezzò la Blackwater e la vendette nel 2010 dopo lo scandalo. Tuttavia, aveva aperto una società chiamata Blackwater USA, che vende munizioni, silenziatori e coltelli, e cercava di convincere l’amministrazione Trump a sostituire i soldati USA in Afghanistan coi mercenari dopo l’annuncio di Trump di ridurre il numero di forze straniere nel Paese. Dal 2014 Prince gestisce il Frontier Services Group con sede a Hong Kong, che fornisce servizi di sicurezza, aviazione e logistica a ditte cinesi che operano in Africa. Prince diede 100000 dollari a un comitato di azione politica che sosteneva l’elezione di Trump. Sua sorella, Betsy DeVos, è la segretaria all’Istruzione dell’amministrazione. . Le due fonti con conoscenza diretta del piano di Prince sul Venezuela affermavano che cerca 40 milioni di dollari da investitori privati.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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