Libia, l’Esercito Nazionale avanza mentre gli islamisti collassano

Alessandro Lattanzio

“E’ notevole notare che nonostante la guerra a Tripoli non partano barche con migranti e rifugiati. Le milizie note per il coinvolgimento nella tratta di esseri umani sono troppo impegnate a combattere per la sopravvivenza. Chi le aveva lasciate libere di agire in totale impunità?” – Twitter

Il 17 aprile, un’operazione militare si svolgeva a Lampedusa il 17 aprile, con la partecipazione di 2 navi d’assalto anfibio classe San Giorgio della Marina Militare Italiana, appoggiati da 1 velivolo dell’Aeronautica Militare italiana; secondo un testimone, “Nel pomeriggio, abbiamo visto arrivare un aereo militare all’aeroporto, veicoli militari scaricavano casse di legno dall’aereo, che durante la notte furono trasportare presso il molo Cala Pisana, su una nave da trasporto militare. I militari, dopo aver imbarcato queste scatole, se ne andavano, presumiamo che fossero armi o attrezzature poi trasportate in Libia, anche se non possiamo saperlo con certezza”.

Il 20 aprile, il LNA avanzava sull’asse di Wadi Rabiah e sull’asse di Suani. Presso Aziziyah, il LNA riprendeva al-Hira e la Base della 4.ta brigata, e liberava la Centrale elettrica.
Il 21 aprile, l’assalto del GNA sull’aeroporto internazionale veniva respinto dal LNA, mentre il LNA catturava l’autoporto.
Il 22 aprile, il portavoce del Comando Generale, Generale-Maggiore Ahmad al-Mismari, annunciava che “il comandante della zona militare occidentale, General-Maggiore Idris Madi, dirigeva una grande unità da Zintan sotto il comando per le operazioni di liberazione di Tripoli, ricevendo la missione di combattimento”. Inoltre, il Generale Ahmad al-Mismari affermava che la Sala operativa occidentale iniziavo la seconda fase della “Battaglia di Tripoli” con forze di fanteria, dopo aver completato la prima fase. Le forze del LNA nel teatro occidentale venivano integrate da unità operative secondarie, dopo aver assicurato il terreno e identificato le posizioni principali e secondarie delle forze del GNA, che avevano effettuato delle operazioni dalla loro base aerea.
Il 23 aprile, l’Esercito Nazionale Libico abbatteva un caccia Mirage F-1AD del GNA mentre cercava di bombardare la base aerea al-Watyta, catturandone il pilota ecuadoregno Boris Reyes presso al-Jufra.
Il 25 aprile, il LNA avanzava su Tripoli lungo le direttrici di Ayn Zara, Saladin e Qasr bin Qashir, a sud-est; di a-Aziziya e al-Qasarat a sud; di al-Suani e al-Qarimiya a sud-ovest. Il LNA avanzava su Qalat Furjan, liberando gli uffici a nord di campo Yarmuq. Presso Aziziyah, il LNA liberava al-Hira, mentre il GNA veniva respinto da Sabiya, mentre il LNA liberava la rotonda Sayan-Aziziyah.Il 26 aprile, il Generale Qayry al-Tamimi, direttore dell’ufficio del Maresciallo Haftar, incontrava i funzionari in Giordania. “Il Generale Qayry al-Tamimi aveva diversi importanti incontri con numerosi funzionari del regno di Giordania sulla situazione attuale”, dichiarava l’Ufficio informazioni del Comando generale del LNA. Il Qatar avrebbe versato alle milizie islamiste di al-Saraj, a Tripoli, 750 milioni di euro dal 2011 al 2017, mentre il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan, dichiarava che “mobiliterà tutte le strutture per sostenere i nostri fratelli libici, come abbiamo fatto fino ad oggi”, manifestando pieno sostegno agli islamisti del Governo di Accordo Nazionale (GNA). Il discorso di Erdogan avveniva dopo che il LNA denunciava la presenza di mercenari di Eritrea, Turchia ed Ecuador inviati a Tripoli col supporto logistico di Ankara e Doha. Il LNA aveva arrestato mercenari turchi che combattevano nelle milizie islamiste a Tripoli.Il 27 aprile, il portavoce del Comando Generale del LNA, Generale di Brigata Ahmad al-Mismari dichiarava di aver individuato decine di terroristi stranieri di Ansar al-Sharia, al-Qaida e Jabhat al-Nusra tra le forze del GNA, oltre agli islamisti di Zuara e Misurata. Il LNA avanzava da Wadi al-Rabiah a Zatarna e Sidi bin Bashiri.
Il 28 aprile, le forze del LNA avanzavano verso Sirte. Il LNA distruggeva un deposito di munizioni del GNA nel campo Yarmuq. Gli aerei del LNA colpivano il centro operativa di al-Qaida a Tripoli, e le basi delle milizie terroristiche di Misurata a Qut al-Ruman, ad est di Tajura.
Il 29 aprile, il LNA avanzava verso il centro di Tripoli, grazie al collasso delle milizie islamiste del GNA. Infatti, nei combattimenti, uno dei massimi capi del battaglione Martiri di Misurata, Muhamad Bayu, detto Shar Qan, veniva eliminato nel quartiere Salahudin di Tripoli. Inoltre, il LNA riprendeva il controllo di camp Yarmuq, mentre le forze del Governo di Accordo Nazionale (GNA) si ritiravano dall’edifico della Direzione per i passaporti e dal Collegio militare di Salahudin. L’Aeronautica del LNA intensificava i raid aerei contro il battaglione islamista Nuasi nel quartiere Abu Salim, 7 chilometri dal centro di Tripoli. Nell’ambito dell’operazione Tufan al-Qarama del LNA, gli aerei di Bengasi effettuavano attacchi aerei notturni colpendo le forze del GNA impiegando missili anticarro aerolanciati LJ-7 presso Wadi Rabia, sud di Tripoli, il 17 aprile, al-Hira e al-Aziziya, il 20 aprile, e Ayn Zara, il 21 aprile. Il missile LJ-7 arma i droni Wing Loong 2 dell’Aeronautica degli Emirati Arabi Uniti, in parte dispiegati nella base aerea al-Qadim nella Libia orientale, e dall’Aeronautica dell’Egitto. Ad al-Qadim, nella provincia di al-Marj, sono stati schierati i velivoli turboelica IOMAX AT-802 “Air Tractor” e i droni Wing Loong degli EAU, ospitati in una decina di hangar corazzati della base aerea. Questi velivoli supportarono le truppe dell’Esercito Nazionale libico che combatterono i gruppi islamici a Bengasi dello Stato Islamico e del Consiglio della Shura dei rivoluzionari di Bengasi, un gruppo di al-Qaida. La base aerea, ampiamente ricostruita tra settembre 2016 e febbraio 2017, può ospitare oggi velivoli da combattimento come F-16 o Mirage 2000.

al-Qadim
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