L’Ucraina rifiuta Maidan, Bandera e la “rivoluzione”

George Eliason, Mint Press 23 aprile 2019

Le elezioni in Ucraina dimostrano che gli elettori respingono la “rivoluzione” di Majdan e il nazionalismo di estrema destra che ne deriva.
Il 31 marzo, la Missione di osservazione elettorale internazionale dichiarava sulla valutazione delle elezioni presidenziali del 2019 in Ucraina: “La maggior parte delle precedenti raccomandazioni dell’ODIHR e della Commissione europea per la democrazia attraverso il diritto (Commissione di Venezia) che avrebbero portato il quadro giuridico in linea cogli obblighi e le norme internazionali, nonché le buone pratiche, incluso l’adozione di un codice elettorale che consolidi e armonizzi le varie leggi elettorali, rimangono senza indirizzo”. Per dirla in modo conciso, le elezioni ucraine del 2019 non hanno rispettato gli standard internazionali. Sebbene legali secondo la legge ucraina, le elezioni del 2019 sono illegittime secondo norme e prassi di ODIHR, Consiglio d’Europa, APCE ed OSCE. La verità è che l’Ucraina è esattamente dove dovrebbe essere secondo 100 anni di politica e storia nazionalista. Se non altro, è un po’ troppo democratica per l’identità politica ucraina. I seguenti link mostrano la storia politica ucraina delle elezioni e cosa significhi per l’Ucraina: Perché l’Ucraina importa Terroristi ed esporta Terrore 1933-1991, Perché l’Ucraina Importa Terroristi ed Esporta Terrore 1992-2019, L’ecocidio dell’Ucraina nel Donbas dal 1991 al post-Maidan, L’ascesa dell’ultranazionalista chiesa cristiana in Ucraina. È importante contestualizzare tale elezione. L’Ucraina inizia a respingere l’usurpazione del governo chiamata la rivoluzione della dignità e i nazionalisti ucraini. L’Ucraina rifiuta il nazionalismo integrale, lo sciovinismo nazionale, Stepan Bandera e tutti i partiti e le efferate politiche deviate che i sicofanti creando da quando i loro seguaci hanno sequestrato il governo nel 2014. I nazionalisti definiscono ancora Zelenskij un comico? Ridi pagliaccio, ridi! Ciò che il presidente Volodymir Zelenskij mostrava cinque anni dopo il golpe ucraino del 2014 è abbastanza facile da capire per i seguaci di Pravy Sektor. Ora, prima che mi accusi di essere nostalgico di quell’altro regime corrotto, non così lontano, guardate i dati dell’Istituto Repubblicano Internazionale di John McCain presentato nel dicembre 2018, quando gli ucraini erano sicuri che l’ex-presidente Victor Janukovich sparasse ai manifestanti (si è scoperto che erano Pravy Sektor e i suoi mercenari), gli ucraini erano più felici con Janukovich che dopo cinque anni col presidente Petro Poroshenko e il nazionalismo integrale! Erano felici mentre vagavano senza meta con Yanukovich fuori dall’Eurozona, mentre venivano presi in giro dagli stessi capi nazionalisti che governavano oggi. Finché la politica di quei capi era controllata dal tizio che rovesciarono nel 2014, fu pacifica.Se guardate il grafico pubblicato dall’International Republican Institute (INI), i numeri reali del supporto a Maidan possono finalmente essere compresi. A un livello consistente, i nazionalisti ucraini ebbero il supporto del 13-16% della popolazione, nella migliore delle ipotesi. Riuscite ad immaginare quanto debba essere imbarazzante questo per Kurt Volker? Volker, il diplomatico e rappresentante speciale degli Stati Uniti per l’Ucraina, che lavorò instancabilmente per installare il nuovo regime. Lasciatemelo riaffermare. Ehi, Kurt! Gli ucraini erano più felici con la loro leadership e la direzione in cui il Paese era diretto due giorni prima di rovesciare Janukovich. In altre parole, nel momento più popolare della loro storia, i nazionalisti ucraini raccolsero solo il 34% del sostegno dagli ucraini. Nello stesso momento, il 48% dell’Ucraina voleva frenare e cambiare direzione allontanandosi dal nazionalismo. Quando il golpe del 2014 stava esaurendosi, la nuova dirigenza epurò il parlamento ucraino, detta colloquialmente Rada, dell’opposizione, con solo il 18% di sostegno degli ucraini. Detto questo, sarebbe assurdo dire che sostengo tale nuova pugnalata di un vecchio nazionalismo che ha più validità di quella del seguace di Poroshenko. Zelinskij è un ritorno ai tempi di Janukovich. L’oligarchia miliardario Igor Kolomojskij dietro di lui chiarisce che l’Ucraina torna alla solita corruzione che diffonde ricchezza in senso diverso. Ciò significa che lo scenario migliore è che gli ucraini non vengono mai derubati. Il presidente Zelenskij prende provvedimenti per costruire l’economia ucraina in modo sostenibile. L’Ucraina onora gli obblighi rinnovando la rete della sicurezza sociale. L’Ucraina si sbarazza degli stranieri nelle posizioni di ministero e mette persone a cui importa dei cittadini, responsabili dei ministeri che li riguardano direttamente. L’Ucraina prende provvedimenti per rispettare l’accordo di Minsk. Zelinskij si sforza di parlare cogli ex-compatrioti del Donbas. Questo è lo scenario migliore di cui gli ucraini sperano tanto. Dopo che Poroshenko è andato così male nel primo turno, i nazionalisti iniziarono ad andare in giro minacciando la stabilità dell’Ucraina perché sapevano che l’Ucraina rifiutavano la loro politica degradante. L’indagine dell’IRI divideva il Paese in linee politiche. Il margine delle persone che vogliono cambiare direzione dell’Ucraina mostrava la popolazione che votò Zelenskij. Con tutte le misure, gli unici successi dell’Ucraina erano Poroshenko e i nazionalisti occupare la Rada. Si stima che il reddito di Poroshenko sia cresciuto del 10000% da quando guidava l’Ucraina, in un Paese in cui il salario medio è di poco superiore ai 300 dollari al mese. Il FMI valutava l’Ucraina come il Paese più povero d’Europa . E grazie agli sforzi post-Maidan, lo rimarrà per molto tempo. C’è un vecchio detto in politica. I maiali mangiano. I maiali vengono macellati.
Ho chiesto a Dmitrij Polanskij (DP), Primo Vicerappresentante permanente della Federazione Russa presso l’ONU, della posizione del suo Paese sulle elezioni.
GE: Mentre l’Ucraina decide se le elezioni sono legali o meno, le elezioni presidenziali sono legittime se l’Ucraina vieta il voto a 10 milioni di persone perché all’estero? L’Ucraina può vietare agli elettori in Crimea e Donbas di votare e pretendere di rappresentare queste regioni? Poiché il gruppo di elettori vietati include LNR e DNR, l’Ucraina viola le disposizioni di Minsk?
DP: Non penso che le leggi lo proibiscano. Anche se, naturalmente, su sottovaluta la credibilità dei risultati. La maggior parte di questi elettori avrebbe probabilmente votato contro le attuali autorità.
Potrei solo aggiungere che l’unica possibilità di pace in Ucraina è parlare alla popolazione russofona, ascoltarne i bisogni e non imporre l’ucrainizzazione e versioni false o distorte della storia. Questo con o senza Donbas. Costruire l’Ucraina come “anti-Russia” non ha alcuna possibilità. E questo è ciò che il nuovo presidente dovrebbe capire. Lo chiesi a Polanskij ben prima delle elezioni, se la questione dell’Ucraina che limitava il voto dei cittadini fosse davvero importante. La successiva domanda includeva lo “scenario croato” dell’Ucraina come mezzo per trattare nel Donbas, è di vitale importanza, una volta compreso il contesto.

I nazionalisti minacciano di “ripulire” il Donbas
Durante la guerra dei Balcani negli anni ’90, la Croazia spese 3 anni a usare truppe e contro le posizioni serbe con l’Operazione Storm. Prese il 18% del territorio tenuto dai serbi in sei giorni. Le atrocità erano così comuni che divenire ovvi . Tutte le potenze europee ammiccarono in quel momento. Oltre 200000 persone furono cacciate con la forza e in seguito, i generali croati coinvolti furono processati per crimini di guerra. L’operazione Storm fu successivamente condannata dall’Unione Europea. Questa è un’idea che l’Ucraina pone negli ultimi tre anni alle forze di pace. L’idea fu usata in Kosovo quando, dopo il bombardamento NATO, l’Esercito di liberazione del Kosovo ( KLA), considerato gruppo terroristico, entrasse in un’area dopo il bombardamento compiendo il genocidio dei restanti serbi. Il capo della milizia ucraina diventato deputato Andrej Teteruk, capo del Mirotvorets (Peacemaker) che conosce in modo univoco le tattiche attuate in Kosovo. Il battaglione Mirotvorets è uno dei tanti “battaglioni di puniziobe” dell’Ucraina che operano contro i separatisti del Donbas. Per Teteruk il “Peacemaker” è un battaglione di polizia. “Il nostro compito è ripristinare l’ordine negli insediamenti liberati, ripulire dai criminali, dalle armi. Abbiamo fatto un buon lavoro a Dzerzhinsk; ebbi funzioni di polizia, investigavo chi aveva sostenuto i separatisti nella città”. Sono contrario a risolvere i problemi usando le armi. Con tutto che sono un militare, gestisco un’unità militare, ma ero in Kosovo e ho visto i conflitti risolti con le armi, portando ad interi villaggi erano fatti a pezzi, dal più vecchio al più giovane. La guerra sporca entrambi i lati”. In Kosovo, Teteruk apprezzò tale tipo di azione. I battaglioni della polizia come i suoi seguono l’esercito ed eliminando tutti gli indesiderabili. L’Ucraina lo fa fin dall’inizio in Donbas.
Chiesi all’ambasciatore Polanskij della possibilità di inviare guardiani della pace nel Donbas al fine di assicurare che la pulizia di tipo kosovaro non si presenterebbe nella regione.
GE: Con la nuova presidenza ucraina ci si potrebbe aspettare che l’Ucraina avvii la propria operazione Tempesta sul Donbass dato che Poroshenko la preparava da 3 anni? In quali condizioni i peacekeeper sarebbero accettabili? Gli chiesi su quale scala di atrocità sarebbe stata costretta la Federazione Russa a rispondere?
DP: La Russia ha presentato una bozza di risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite su una missione di mantenimento della pace nel Donbas nel settembre 2017. L’obiettivo principale era sostenere l’attuazione dell’accordo di Minsk con l’offerta di peacekeeper dell’OSCE nel Donbass. Secondo noi, era l’unico modo di procedere. Il mandato della missione può essere riesaminato successivamente passando a ulteriori fasi degli accordi di Minsk. L’Ucraina vuole immediatamente il controllo della frontiera, al paragrafo 9 di 13. Passo dopo passo vi arriveremo, ma iniziamo con il paragrafo 1, il disimpegno.
Se ci sono tentativi di realizzare lo “scenario croato” come lo si definisce, sarebbe un colpo fatale alla credibilità dell’Unione europea. Nessuno lo permetterà, anche la Russia. Per quanto riguarda le repubbliche del Donbas, la Russia non ha bisogno di intervenire e non ha dovuto farlo prima, sono in grado di difendersi. Se gli ucraini vogliono provarci ancora, riceveranno la risposta meritata.
L’unica cosa che il rappresentante delle Nazioni Unite Polanskij ripete su ciò è l’impegno della Russia a lavorare coll’Ucraina, come si evince dal colpo di stato del 2014. Da quando i nazionalisti figuravano in modo prominente nelle proteste, il grido “accoltella i Moskal” era diretto contro Donbas e Crimea. Con Poroshenko, l’Ucraina ignorava gli accordi di Minsk di cui è firmataria. Se l’Ucraina avesse onorato gli obblighi, i problemi, compresa la guerra civile nel Donbas, la secessione della Crimea e il crescente stato di agitazione nel Paese probabilmente sarebbero stati già risolti. La Viceministra degli Esteri della Repubblica di Lugansk, Anna Soroka (AS), sottolinea l’inutilità della lotta che l’Ucraina portava al confine orientale. Ricorda bene quali erano i valori per oltre 20 anni dell’Ucraina, e per questo scelse la carriera nelle forze dell’ordine. Chiesi alla Viceministro degli Esteri Soroka cosa pensasse delle elezioni presidenziali in Ucraina.
GE: Considerato che così tanti ucraini non possono votare, considera le elezioni legittime?
AS: La Costituzione dell’Ucraina è considerata una delle più democratiche e socialmente orientate al mondo. La legge fondamentale dell’Ucraina è molto simile alla Costituzione francese. Dal 1991 siamo tutti abituati a considerare il nostro Stato legale, incentrato sulla protezione dei diritti e delle libertà dell’uomo e dei cittadini. Come cadetta presso l’accademia di polizia, mi fu insegnato a onorare i diritti umani nello Stato ucraino come il massimo valore. Tuttavia, ciò che accade in Ucraina negli ultimi cinque anni ci mostra chiaramente il declino della cultura legale, il nichilismo generale, la corruzione dei vertici e la dittatura nazionalista. La società ucraina è davvero divisa tra accettabile ed indesiderabile, tra chi è a proprio agio e chi a disagio nell’attuazione degli obiettivi e dei traguardi decisi dai mandanti occidentali. I residenti dell’Ucraina orientale sono discutibili, scomodi, “subumani”, che assolutamente non hanno bisogno di alcun diritto. Particolarmente selettiva è la possibilità d’influenzare la situazione politica nel Paese. Per me, tali sanguinaire elezioni, mescolate a dolore e sofferenza della popolazione del Donbas, sono inaccettabili.
GE: L’Ucraina sarà più seria nei negoziati di Minsk dopo le elezioni del 2019?
AS: Tutto dipende da quali saranno i risultati delle elezioni. Ma non devo aspettarmi un miracolo, penso che il partito della guerra (chi ne beneficia) vincerà con la corruzione e la disintegrazione dello Stato ucraino continuerà. Minsk rimarrà una piattaforma che copre il fango della competizione politica interna. Per l’Ucraina, Minsk è sia una sconfitta che una possibilità di vincere. Tutto dipende da quale strada verrà scelta da chi vince le elezioni presidenziali.
GE: Prevedi qualche cambiamento nella direzione di Kiev dopo le elezioni? Parleranno direttamente con la LNR?
AS: Prendendo in considerazione la retorica che scaturisce dallo spazio mediatico ucraino, nessuno dei possibili vincitori nelle elezioni ci parlerà direttamente. Sfortunatamente, la decisione sul conflitto nel Donbas non dipendente dai protagonisti visibili. Tutto è molto più profondo e problematico. Le decisioni negoziate dipenderanno dall’esito geopolitico dello scontro tra Stati Uniti e Federazione Russa nella lotta per l’allineamento bipolare del mondo. Va ricordato che il problema della responsabilità della violazione dei principi del diritto internazionale (Ucraina) negli ultimi 25 anni ne fa parte. L’essenza della vita internazionale è ora lacerata, stanca di ingiustizia, disuguaglianza, oltraggio e svalutazione della vita.
La missione di monitoraggio elettorale dell’OSCE chiariva che l’Ucraina dispone di tutte le risorse per delle elezioni democratiche eque. Gli ucraini rifiutano ostinatamente di avvalersene e chiariscono che non hanno alcun interesse per la democrazia. L’esperienza dell’Ucraina con la Democrazia (dalla grande D) consiste in un pacchetto di concetti generali tendendo la mano per i avere l’assistenza sociale per finanziare le riforme che non riescono ad attuare. Secondo l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) e PACE: “Le elezioni presidenziali in Ucraina sono state competitive, gli elettori hanno avuto una scelta ampia e sono risultati in gran numero. Sebbene il quadro giuridico esistente offra una solida base per lo svolgimento di elezioni democratiche, spesso non veniva attuato in buona fede da molte parti interessate nella fase preparatoria del giorno delle elezioni. Questo influenzava negativamente la fiducia nell’amministrazione elettorale, nell’applicazione delle regole di finanziamento delle campagne elettorali e nell’effettiva risoluzione delle dispute elettorali, conclusero gli osservatori internazionali nella dichiarazione preliminare pubblicata oggi”, che proseguiva affermando che “Numerose indicazioni sull’acquisto di voti e uso improprio delle risorse statali indeboliscono la credibilità del processo” e il panorama mediatico dell’Ucraina è “vario, ma la copertura della campagna mancava di un’analisi serie ed era spesso faziosa”.

Repressione della stampa libera
In Ucraina, non c’è libertà di stampa. È sancito dalla costituzione ucraina, ma non esiste praticamente. In effetti, nell’analisi del panorama mediatico dell’Ucraina condotto nell’ambito di una missione internazionale di osservazione elettorale, l’OSCE raggiunse alcune conclusioni preoccupanti: “La costituzione garantisce la libertà di espressione e proibisce la censura, e il quadro giuridico prevede la libertà generale dei media. Tuttavia, per contrastare le minacce alla sicurezza nazionale, il governo introdusse una serie di misure restrittive che riguardano le attività dei media e dei giornalisti. Il mercato dei media è vario ma largamente diviso secondo linee politiche. Gli interessi commerciali e politici dei proprietari influenzano l’autonomia dei media privati e la generale fiducia in essi. La sicurezza dei giornalisti rimane una delle maggiori preoccupazioni. L’emittente pubblica PBC è gravemente sottofinanziata, il che influisce sulla capacità di svolgere pienamente il proprio ruolo di servizio pubblico. L’autorità di regolamentazione dei media non ha poteri o meccanismi sanzionatori efficaci per far rispettare le disposizioni legali e per esercitare il proprio mandato in modo tempestivo.
Il monitoraggio dei media ODIHR EOM mostra che le disposizioni per una copertura equilibrata e imparziale della campagna e dei candidati sono state frequentemente violate dai canali TV privati monitorati.
Dal 2017, i decreti presidenziali hanno imposto sanzioni economiche contro una canali televisivi, social network e motori di ricerca della Federazione Russa. Inoltre, circa 200 siticonsiderati anti-ucraini venivano bloccati dalle autorità, con proposte legislative per ulteriori restrizioni in sospeso .Per gli stessi motivi, i giornalisti stranieri devono affrontare divieti temporanei entrando in Ucraina se sospettati di violazioni delle procedure di ingresso e uscita dai territori occupati. Il 4 ottobre 2018, il parlamento chiese al Consiglio nazionale per la sicurezza e la difesa di sanzionare due canali televisivi nazionali, News One e 112 Ukraina, dicendo che erano strumenti per diffondere disinformazione e propaganda russa. Durante il periodo elettorale, NCTRB sanzionava News One per incitamento all’odio e segnalazione anti-ucraina. Il 21 febbraio, un’ispezione di 112 Ukraina fu avviata con accuse simili”.
L’ex-presidente ucraino Poroshenko soffocava il dissenso secondo la relativa sezione del rapporto dell’OSCE. I giornalisti in Ucraina sono minacciati, incarcerati o peggio. I giornalisti dentro e fuori l’Ucraina sono messi su un sito che a tutti gli effetti equivale a una lista per l’omicidio. Il sito web, chiamato Mirotvorets o Peacekeeper, fu avviato dal ministero dell’Informazione dell’Ucraina nel 2015. Serve da centro di denunciare gli indesiderabili ed esporli all’assassinio. Come sottolinea l’OSCE nella sua relazione: “Un numero elevato di violazioni contro i diritti dei giornalisti fu registrato da organizzazioni nazionali e internazionali per i diritti umani. La sicurezza dei giornalisti rimane una delle maggiori preoccupazioni in quanto affrontano la minaccia di violenza ed intimidazione, soprattutto durante il processo elettorale. Sebbene la legge garantisca la protezione delle fonti, un certo numero di giornalisti investigativi ebbero ordine dai tribunali di fornire l’accesso alla loro posta elettronica e corrispondenza dei telefoni cellulari. Inoltre, il caso della divulgazione di dati personali di migliaia di giornalisti ucraini e stranieri dal sito nazionalista Mirotvorets, che li etichettava come sostenitori dei gruppi terroristici, non viene affrontato dal 2014”.
La giornalista indipendente Eva Bartlett fece luce su questa ricorrente epidemia in Ucraina quando intervistò il giornalista incarcerato Kirill Vyshinskij per MintPress News. Barlett chiese a Vyshinskij perché crede di essere stato preso di mira dalle autorità ucraine. La sua risposta fu: “I miei detenzione ed arresto rappresentano un tentativo delle autorità ucraine di sostenere la declinante popolarità del presidente [Petro] Poroshenko in questo anno elettorale. Come? In primo luogo, il mio arresto è stato utilizzato per alimentare un altro scandalo sulla “terribile propaganda russa”. Mi furono imposte restrizioni, i capi politici ucraini parlarono della necessità di scambiarmi con un ucraino condannato nella Federazione Russa. Gli scambi sono un argomento di pubbliche relazioni favorito dell’attuale governo ucraino, che negli ultimi cinque anni non ha fatto nulla a beneficio dell’economia del Paese, per raggiungere la pace in Ucraina o risolvere il conflitto civile nel Donbas. Questo governo non ha fatto nulla per migliorare benessere e sicurezza dei cittadini, quindi era alla ricerca di altri modi per ottenere voti. L’isteria anti-russa e le pubbliche relazioni su uno scambio di prigionieri ne sono un modo”.

Candidati perdenti e farsa elettorale
L’OSCE non dava solo scarsi voti alla democrazia ucraina sulla libertà di stampa, l’organizzazione faceva un feroce rimprovero al processo democratico fondamentale in Ucraina. Come osserva la relazione: “Il campo dei candidati offriva agli elettori una scelta, ma mancava un genuino dibattito politico tra i partecipanti. La grande maggioranza dei 39 candidati non fece campagna, gettando dubbi sulle intenzioni di competere realmente nelle elezioni. Diversi candidati partecipavano attivamente, organizzando eventi in tutto il Paese”. In Ucraina, è normale che i candidati politici sostengano candidati perdenti che, si spera, prendano voti . Sia Poroshenko che Tymoshenko copirvano diverse posizioni per rubarsi i voti a vicenda. Il rapporto va oltre: “Il monitoraggio dei media ODIHR EOM mostra che le disposizioni per una copertura equilibrata e imparziale della campagna e dei candidati furono frequentemente violate dai canali TV privati monitorati. Nel complesso, la copertura delle notizie della campagna mancava di analisi approfondita. Diversi giornalisti mostravano chiaro pregiudizio a favore di alcuni candidati. Il presidente ebbe un’ampia copertura nei notiziari, senza una chiara distinzione tra le sue attività istituzionali e le elezioni. Zelenskij fu a malapena coperto come candidato mentre apparve ampiamente come attore e comico.
Inoltre, le disposizioni legali per una copertura equilibrata e imparziale furono frequentemente violate dai canali TV privati monitorati. Nel complesso, la copertura delle notizie della campagna mancava di analisi approfondita. La maggior parte dei candidati era riluttante a partecipare ai dibattiti televisivi. Diversi giornalisti mostravano un chiaro pregiudizio nei confronti di alcuni candidati con favoreggiamenti, dichiarazioni faziose, oltre a dare voce ai risultati dei sondaggi d’opinione senza rivelarne la metodologia richiesta dalla legge elettorale”. Sebbene il rapporto finale ufficiale cercasse di evidenziare le cose giuste era dolorosamente chiaro che la dirigenza ucraina non aveva interesse ad un governo rappresentativo di funzionari eletti. Mentre il neo-eletto presidente Vladimir Zelinskij ha la possibilità di sciogliere l’attuale governo perché attualmente non c’è una maggioranza alla Rada, avrà problemi ora se lo farà, e in seguito se non chiederà elezioni parlamentari anticipate. Se Zelinsky vuole lavorare alle riforme, questa opzione gli dà la possibilità di approvare una legislazione per attuarle. Il problema è che la mossa scaccerà molti ultranazionalisti nominati dal precedente governo e potrebbe causare enormi attriti nel Paese. Se attende le elezioni di ottobre, potrebbe perdere ogni impulso ottenuto. La mia previsione è che Zelinskij avvi la riforma del governo ucraino, ma sarà quasi subito bloccato dal più grande elefante nella stanza, il Donbas. Finché la guerra civile si trascina, denaro e volontà non ce ne saranno per cambiare in meglio l’Ucraina. Zelinskij ha già indicato che non ha alcun desiderio di parlare con le ex-regioni dell’Ucraina orientale. Ciò significa che l’economia e la rete di sicurezza sociale sprofonderanno mentre le riforme faranno grandi passi avanti nel Donbas. Questa è la differenza tra il processo elettorale nelle Repubbliche popolari di Lugansk e Donetsk e in Ucraina. L’Ucraina ha definito illegittime le elezioni del novembre 2018 nel Donbas, anche se l’affluenza alle urne fu superiore al 70%. Tutte le salvaguardie elettorali furono monitorate e furono notate pochissime violazioni. Le elezioni erano corrette. Nonostante le violazioni elettorali rilevate nei rapporti, i capi di Europa e Stati Uniti considerano legittime le elezioni in Ucraina. Questo abbasserà il livello delle elezioni in Europa?

George Eliason, giornalista nordamericano che vive e lavora nel Donbas. È stato intervistato e ha fornito analisi a RT, BBC e Press-TV. I suoi articoli sono stati pubblicati su Security Assistance Monitor, Washingtons Blog, OpedNews, Saker, RT, Global Research, RINF, e Greanville Post tra gli altri. È stato citato e ripreso da vari blog accademici tra cui Defending History, Michael Hudson, SWEDHR, Counterpunch, Justice Integrity Project, tra gli altri.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Precedente La Russia vara il sottomarino che trasporterà i droni strategici Posejdon Successivo Perché si ritirano le riserve d'oro detenute negli USA?